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News e appuntamenti


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IN LIBRERIA

27 ottobre 2008

Baltica 9


E' uscito per edizioni La terza Baltica 9 "guida ai misteri d'oriente" - che mi raccomando con l'oriente questo libro non ha proprio nulla che fare, scritto da paolo Daniele Benati e Paolo Nori ... ultimamente faccio fatica a leggere, ma di qui e di lì lo si legge più che volentieri, se siete dei appassionati lettori invece lo leggerete ancora più che di qui e di lì e molto più che volentieri. Io prima o poi mettendo insieme tannti di qui e di lì lo leggerò tutto pure io, ma intanto pubblico alcuni "di qui e di lì" che ho letto...e che credo vi possano piacere...

Questa la premessa

«Vi piomberà addosso un cupore e una cupitudine e una cupetaggine simile a una disperatezza d’animo che non vi aveva mai colto prima. Non sappiamo dirvi perché. Ma sarà così e non bisogna voltargli le spalle nel modo più assoluto a questa disastrosa rovina del vostro umore perché la vita è fatta anche di questi momenti, e soprattutto quella del turista al quale invece paradossalmente si rivolgono le guide per abbindolarlo in un sogno di piacere. Niente affatto».

«Se chiedeste a degli occidentali che hanno vissuto per un po’ di tempo in un paese dell’ex blocco sovietico in cosa sono diversi gli ex sovietici dagli occidentali, forse loro vi direbbero che diversa è l’importanza che qui e là si attribuisce all’idea che gli altri hanno di noi. E se chiedeste loro come mai anche dopo la fine dell’ex impero sovietico continuano a tornare in quei famosi paesi ex sovietici, che cosa c’è di tanto bello, in quei famosi paesi, forse loro vi direbbero che la cosa bella, di quei famosi paesi, è che fanno paura».


pag 16

"Che la Polonia vedrete è un paese stranissimo per esempio in autostrada ci sono i semafori, anche in Austria avrete notato semafori in autostrada, solo in Austria eran sempre verdi, qui invece ogni tanto diventeranno rossi ci sarà della gente che attraverseranno e attraverseranno anche senza semaforo anche dei cani e delle biciclette, vedrete anche della gente che fa inversione, più di uno, e anche due che si saranno andati a stampare contro il guard rail della corsia di sorpasso che come avran fatto con la strada dritta non capirete sarete portati a pensare che sia per via del famoso coraggio polacco e nella macchina vostra crescerà un sincero sentimento di ammirazione per il popolo polacco così coraggioso e dentro la vostra macchina questo sentimento di ammirazione sarà l’unico sentimento presente fino a che non sentirete uno di voi sospirerà, significherà che è tornato a pensare alla doganiera slovacca che anche lei sembrava coraggiosa e altera e incorruttibile e così innamorata del proprio mestiere e poi dovrete inchiodare perché ci sarà un camion di pere che si ferma di colpo e poi l’autista che scenderà a pisciare e poi risalirà ripartirà come se niente fosse".

pag 56 -57

"Come vodka vi consigliamo la Diplomat che costa diciamo un euro a bottiglia, mentre con la birra potete andare sul sicuro comprando la Baltica 3 e la Baltica 9. La Baltica 3 è leggera ed è quella che si beve nei chioschi in riva al Baltico. La Baltica 9 invece è un po’ più difficile da trovare e naturalmente il suo contenuto alcolico – come suggerisce il numero – è più elevato. Ma non fate l’errore di berla assieme alla vodka tirando a sorsi alterni da un bicchiere e dall’altro perché poi si fa presto a partire. E se per caso non partite e pensate di avere una resistenza che vi permette di tenere sia la vodka che la Baltica 9, abbiate almeno il garbo di non dirlo al vostro amico Al’bin, non andategli a raccontare il giorno dopo che voi appena arrivati a casa avete organizzato una cena con gli altri vostri amici russi che avete bevuto la Baltica 9 con la vodka perché lui poi s’incupisce, comincia a girare intorno al tavolo con la sua sigaretta fra le dita, comincia a guardarvi di traverso senza dir niente, comincia a lanciarvi il suo sguardo severo di disapprovo e se per caso gli state parlando al telefono si sente il suo respiro cupo che si altera. Quindi mangiate, bevete, mescolate quello che volete, birra e vodka, ma che rimanga fra voi".

***

Poi la cena continua da sola e a fumare si va fuori nel terrazzino di servizio della cucina. Vi consigliamo di andarci anche voi perché questi sono dei momenti che rimangono impressi nella mente. Anni dopo infatti vi ricorderete di quando eravate in Russia, sul balconcino di un caseggiato, che fumavate una Belomorkanal davanti agli altri caseggiati popolari che riflettono la luce del sole attraverso le loro finestre e voi subito non avreste detto che quel paesaggio vi sarebbe poi rimasto in mente tanto a lungo. Invece sarà così. Perché ci sono dei momenti nella vita in cui uno è soddisfatto di essere lì dov’è e non vorrebbe trovarsi in nessun altro posto. Davanti a sé non vede altro che quattro o cinque enormi caseggiati popolari eppure non vorrebbe trovarsi in nessun altro posto. Anche il fatto di dover uscire per fumare una sigaretta alla lunga non lo sentirà più come una scocciatura ma come un sopralluogo turistico che lo spingerà addirittura a desiderare di essere nato lì e di aver vissuto lì con tutte le tribolazioni della gente che lì c’è nata per davvero oppure con le loro gioie. Non si può spiegare questo fatto a meno di non mettere sul piatto un gran mucchio di retorica. Ma vedrete che rimarrete lì sul terrazzino con la vostra Belomorkanal a guardare i caseggiati nella luce della sera che non cala mai e col sole che continua a riflettersi sui vetri mandando lampi di un bagliore accecante. Nel condominio di fronte c’è una gigantesca scritta che è stata fatta dipingendo una lettera a ogni pianerottolo sul muro dell’ascensore esterno e che dice: JA LJUBLJU TEBJA (TI AMO).

25 ottobre 2008

Beppe Maniglia...

E' fine settimana, un pò di leggerezza, cosa ne dite di Beppe Maniglia come sindaco di Bologna, ecco a voi lo spettro della Bolognosità...






facile no?

per chi volesse approfondire ecco il sito Beppe Maniglia

23 ottobre 2008

27 ottobre Piero Ciampi il film a Livormo


Mi sembra perlomeno doveroso dire che lunedì 27 ottobre alle 21.00 presso il cinema Mori di Livorno ci sarà la proiezione del film su Piero Ciampi Adius. Mi spiace probabilmente no potrò esserci ancora non ne ho la certezza però sarà fatica purtroppo è un lunedì - comunque con il cuore sarò lì. Ultimamente mi arrivano diverse mail di appassionati Ciampiani e questo a crescere nell'ultimo anno, io credo che il film il fatto che se na parli, ecco faccia bene...grazie ancora ad Ezio Alovisi che ripeto è stato tra i pochi inizialmente ad aiutarmi veramente per la realizzazione del libro. Ed ora ne devono uscire diversi uno esclusivamente sulla discografia, e una ristampa di quello che fu tutta l'Opera di Enrico de Angelis - io lo spero presto.

Poi pensavo anche a Ezio Vendrame, quanto ha dato anche lui per Piero - no so se ve lo ricordate al festival di S.Remo quando ha praticamente alla domanda di Bonolis chi erano i suoi preferiti - ha avuto il coraggio di dire che sono Piero Ciampi e Leo Ferrè avevano scalato le vette del suo cuore e in diretta ha dato del leccaculo a Gigi D'Alessio, la cosa incredibile è che con "il rumore" che ha fitto quella vicenda non si trovi l'episodio che era IN DIRETTA sparata, su You tube (probabilmente lo bannano). Ma trovo varie discussioni sulla rete tra chi lo ritiene un grande e chi un disturbato mentale.
Chissà perché c'è una così forte ostinazione a rifiutare la verità su tutta quella mafietta che c'è dietro a come ha detto bene Ezio "ma chi è quello lì che canta in napoletno?".

Posto in ricordo di Piero che Ezio Vendrame cita sempre e per rispetto di Piero e Vendrame questa intervista a cura di Cinzia Marongiu intervista del 4/3/2005

....


Che cosa ci faccio io qui? È la domanda che sembra aver stampata in fronte. Lui è Ezio vendrame, ex calciatore ribelle, scrittore di successo, anarchico da sempre e ora “opinionista solo per amore di Paolo Bonolis”

di Cinzia Marongiu


Più i fischi salivano dalle file del teatro Ariston, più lui sorrideva felice. “Un trionfo. E’ stato un vero trionfo”, commenta a colazione, seduto tra i tavolini dell’hotel. “Se mi avessero applaudito, sarebbe stata una tragedia. Non voglio l’approvazione del pubblico di Sanremo”. Eccolo Ezio Vendrame, la mina vagante di questo Festival. L’ex calciatore che si rifiutava di fare gol se il portiere era a terra “perché è troppo facile e non c’è gusto”. Il poeta spettinato e barbuto che si commuove solo a nominare Piero Ciampi, “l’amico di una vita ma anche il compagno di tante bevute e di tante notti passate a parlare con le stelle”. L’anarchico che non è mai andato a votare “perché l’unico politico che riconosco è Gandhi, uno che indossava un vestito senza tasche. Diceva che per rappresentare gli umili bisogna vivere come loro e non arricchirsi alle loro spalle”. Ma anche lo scrittore di successo autore di libri come “Se mi mandi in tribuna, godo”, “Vietato alla gente perbene” e “Una vita fuori gioco”, pubblicato lo scorso novembre dalla Rizzoli e già in ristampa. Ezio Vendrame, il ribelle, l’uomo-contro per definizione, anzi l’uomo al di là di ogni definizione, e da ultimo, l’opinionista che mentre sta seduto sul palco del Festival sembra aver stampata in fronte una sola domanda: “Che ci faccio io qui?”. Che poi, forse è la stessa domanda che si sono posti da casa tanti telespettatori. “Ma che ci fa questo qui?”. E che “Sorrisi” immediatamente rigira a lui.
Ezio Vendrame, cosa c’entra lei con il Festival di Sanremo?
“Niente e non so neanche se resisterò fino alla fine”.
E perché è venuto allora?
“Per due motivi. Il primo è Paolo Bonolis, il secondo i soldi”.
Può spiegarsi meglio?
“L’anno scorso Bonolis mi ha invitato a “Domenica in”. Il giorno prima, alle prove, un autore mi porge un foglio con le domande. Era la solita schifezza. Non ci ho visto più e ho deciso di andarmene. Paolo, però, ha preso il foglio e l’ha strappato. Mi ha trattato con una delicatezza infinita. Ha avuto rispetto della mia anima. E io a quel punto per lui avrei fatto qualsiasi cosa. Buttarmi nel fuoco, andare all’inferno, dargli un rene o un figlio o il mio sangue. Tutto. Perfino venire a Sanremo”.
E i soldi?
“I soldi li voglio, ma non per me. A me non me n’è mai fregato niente. Sono a posto quando ho il necessario. Ma il massimo è dare qualcosa alle persone che ami. E poi perché i soldi li devo lasciare agli altri? Sono venuto a beccarli anch’io”.
Dica la verità. Si è pentito dell’intervento contro Gigi D’Alessio?
“Non vedo perché. Ho detto quello che penso e quello che ho visto e sentito”.
Manco a farlo apposta due signori si avvicinano al tavolo. “Complimenti per il suo intervento. Finalmente qualcuno che parla con il cuore”. Ma lo sa che D’Alessio è il superfavorito del Festival? Vende tantissimo, non ha bisogno di ingraziarsi nessuno…
“Allora, a maggior ragione, il suo comportamento non mi piace. I grandi non hanno bisogno di nessuna gruccia. Stanno in piedi da soli. E le leccate di culo è meglio farle lontano dalle telecamere”.
Come si trova qui a Sanremo?
“E come vuole che mi trovi? E’ un baraccone di follia dove sono salito anch’io. La gente da casa non vede tutto quello che c’è intorno. Io mi vergogno quando, dentro l’Ariston, ti danno ‘sto pass. Non lo puoi neanche infilare in tasca. Te lo devi mettere addosso, come un collare. Ma io i collari non me li sono mai fatti mettere da nessuno. E poi è pieno di gente che crede di essere qualcuno e pur di crederci non ha pietà nemmeno per se stesso. Tutti con il pass, quasi a volersi identificare in questo trionfo del nulla”.
Per caso si è pentito di esserci venuto?
“No. Più che altro sono preoccupato per Bonolis perché so che lui mi ha chiamato qui con tanto amore. Ma che opinionista del cavolo sono? Io non sono un opinionista. Di sicuro non bistratterò nessuno. Ho rispetto di tutti, ma non parlerò di queste canzoni. Cosa me ne frega a me? Io sono una scheggia vagante. L’unico di cui posso parlare è Piero Ciampi”.
Perché questo grande amore per Ciampi?
“Perché ho avuto il privilegio di essergli amico. Non mi perdonerò mai di aver litigato con lui l’ultima volta che l’ho visto prima della sua morte. Lui non aveva litigato con me. Lui non litigava con nessuno. Io, invece, non avevo ancora percepito cosa significhi amare”
Ma com’era Ciampi?
“Piero non si può raccontare, si poteva soltanto vivere. Con lui stavi bene fino a una certa ora. Poi cominciava a bere, a fumare una Gitanes dietro l’altra e a torturarsi. Era un vero Cristo, un vero poeta. E i veri poeti secondo me non hanno bisogno di scrivere versi. Sono quelli che vivono da poeti. I fuoriclasse del coraggio”.
Come lei?
“No, io so solo che appartengo alla categoria umana. Ma in realtà sono un disadattato. Non c’entro niente con questo mondo. E neanche con gli altri. Non ho mai bleffato in vita mia”.
Mi racconta qualche episodio legato alla sua carriera di calciatore?
“Non sono mai stato un calciatore. I calciatori hanno soltanto due gambe. Io ne ho sempre avute molte di più. Giocavo a calcio per divertirmi. Non per vincere”.
E’ vero che non ha fatto gol, nonostante fosse praticamente a porta vuota?
“Certo. Giocavo nel Siena. La partita era Siena-Spal. Avevo fatto un’azione incredibile, scartando almeno cinque avversari. Avevo dribblato anche il portiere ed ero pronto a calciare in rete. Solo che mi sembrava una vigliaccata. Volevo dargli almeno un’altra possibilità. Così sono tornato indietro e due terzini mi hanno tolto la palla. Niente gol. I tifosi del Siena mi avrebbero amazzato. Quella sera sono rimasto barriccato dentro gli spogliatoi fino alle nove di sera”.
E il momento più bello della sua carriera calcistica?
“Quando ho smesso. Ho sempre voluto tenere il telecomando della mia vita. Un privilegio che ai calciatori non viene consentito”.
E ora come passa la sua vita? Si è sposato?
“No, ho avuto tantissime donne, ma non ho mai incontrato la compagna della mia vita. Meglio per l’eventuale “lei”, perché non è facile starmi vicino. Sono un’anima inquieta, sempre all’inferno. Per il resto, vivo a Casarsa delle Delizie, tra Pordenone e Udine. E’ un piccolo paese, dove l’unica persona viva è Pierpaolo Pasolini, che è nato lì. Vivo in un monolocale, un loculo praticamente. Ci sto dentro a malapena e passo il mio tempo a scrivere”.
Sempre?
“Sì, a mano. Odio computer e tecnologia. E’ così bello scrivere. E se di una poesia devo farne due copie, non faccio la fotocopia, ma la riscrivo a mano. La poesia e i libri mi hanno salvato dalla voglia di togliermi di mezzo”.
E ora? Sta scrivendo qualche libro?
“A settembre ne uscirà uno di racconti, “Le lacrime delle cose”. E poi pubblicherò l’ultimo. Un capolavoro assoluto perché non l’ho scritto io ma la mia anima. Si intitola “Eroe di carta” e sarà l’ultimo perché poi dopo quello non avrebbe più senso scrivere altro”.
Sicuro?
“Certo e se non sarà così, la autorizzo a venirmi a cercare e a sputarmi in faccia. E lo scriva, per favor

21 ottobre 2008

Rompicazzi


E' naturale, capita che ci sia chi mi scrive in maniera più o meno entusiasta o incazzata per quel che sono, faccio scrivo, sembro essere o altro, e lo accetto - va bene, so consocono anche persone interessanti con cui scambiare interessanti dialoghi, ogni tanto.
O volentieri do informazioni o curiosità se me le chiedono.
Ma da 3 giorni c'è una persona in particolare che insiste nel volermi conoscere, (non solo direi) non parlo di quelli che buttano un proposta o poi si rifanno vivi a distanza di tempo, ma una persona molto insistente parliamo di circa 13 mail in 2 giorni e mezzo notando che ho risposto solo a 2 delle 13 - quindi totalmente autoreferenziale.
Ecco io vorrei pure rendere pubblica tutta ridicolaggine e sfacciataccine, e purtroppo quando manca il senso dell'umorismo nelle persone e si aggiunge l'ottusità - beh è una gran mancanza credo per sé soprattutto e per quelli che ci vanno di mezzo, mi auguro tanto che l'ossesso passi pure a leggere quel che penso sul blog oltre che segarsi sulle foto.
Mi spiace perché i cretini li lascio andare ben volentieri, ma quando una cosa mi dà così fastidio renderla pubblica spero serva a placare l'enfasi dello scocciatore.

Non le pubblico tutte 13 ma solo alcune, tanto nelle più diceva buongiorno buonasera. E cmq sì sono un persona normalissima almeno fisciamente, io non capisco cosa si aspetta la gente, che sia un alien nel bene e nel male
...
Allora cominciamo mi tacca una pezza raccontandomi la sua vita e va bene, poi mi chiede di conoscerci. e io rispondo

Mi spiace per la tua vicenda personale, però come capirai non ci si può occupare di tutte le magagne dei vicini ti auguro in ogni modo ogni felicità.

lui

"...non ti ho scritto delle mie cose per occuparti delle mie magagne ma solo per rompere il ghiaccio...visto che mi sembri di ghiaccio ..sono in grado di risolverle da solo. anzi è una vita che risolvo quelle degli altri (ed in particolare delle altre) .ti completo allora il mio profilo ..dicendoti tutta la verità di te mi ha colpito la bellezza (l'intelligenza artistica) e quella tua frase nella quale dici che sei al verde ed invidi i benestanti..io sono un libero professionista bravo e quindi benestante e particolarmente sensibile alle belle ragazze ...ho subito pensato quindi che era il tuo giorno fortunato ed avevi incontrato l'uomo intelligente che poteva risolvere i tuoi problemi ...la vita di una bella ragazza come te è triste se si è al verde....diventiamo amici e sarai meno triste (e non interpretare questo messaggio come se volessi comprarti, ma ti voglio solo dire che non sono un noioso con problemi, ma un divertente che aiuta a risolvere i problemi)..."

(notare la frase che ho messo in rosso, perché se la vita di una brutta o media ragazza fosse povera non sarebbe triste...cmq sorvoliamo...il problema è che non c'è ironia.

Ultima mail dopo diverse alle quale non rispondevo


.cara gisy solo ora so chi sei
per caso ho visto il tuo sito (e prima di tutto ho visto che non hai gli occhi chiari come nella foto con la quale ti ho conosciuta) .ma diciamo sei una ragazza un pò più "comune" di come mi eri apparsa (e già questo giustifica meno ai miei occhi tutto questo tuo "tirartela" non rispondendo alle mie mail) .poi ho constatato le tue frequentazioni e le tue attività e ho giustificato ancora meno il tuo "tirartela" tanto con me senza farla lunga ...fatti sentire che magari scopri un inaspettato solido ingegnere .un bacio ..e buon pranzo anche per oggi (comunque sei carina)

boh, vi rendete conto ? Per fortuna che voleva essermi amico e dice che prima di tutto ha visto che gli occhi chiari on farlocchi hehe (ma cos'è la ribalta della razza ariana?)

Anzi petr mettere bene in chiaro che non sono una femme fatale metto una foto della presentazione di domenica dove c'era l'Eliselle e Baldazzini che ha scattato il buon gianfri alla Feltrinelli :)

20 ottobre 2008

Mia sempre

Se il mio primo libro non fosse stato su Piero Ciampi, sarebbe stato senz'altro su Mia Martini. Poche donne italiane scavano così in fondo con voce e sentimento, peccato la sorella.
Ma per me lei è sempre una spina del cuore.

Una delle prime apparizioni con la sorella "100 cortellate" a Montecatini follie



Stiamo come stiamo.



e vabbè, scontata però..."il mare d'inverno"

18 ottobre 2008

Errore di database


Tonino Menego stava morendo. Girò la testa sul lato destro del cuscino e mentre tirava l'ultimo respiro e chiuse gli occhi - in pochi secondo gli passò davanti tutta la vita di Paolo Soncini.

g

15 ottobre 2008

Alberoni: come potremo fare senza?


Forse che la gente in genere ama solo ciò che capisce, così si può compiacere di essere intelligente di ciò che capisce, ma non posso credere quando leggo alcuni pezzi di Alberoni che troneggia su uno dei quotidiani più importanza d'Italia tipo il Corriere tipo..

Concediamoli che non è più giovane che le connessioni neuronali siano un po' sputtanate, concediamoli che è un uomo di altri tempi, ma concediamo anche di dire che come riporta giustamente il blog di kataweb - quelle cose che scrive è "un palese esempio di banalità strapagate".
In un certo senso può anche far sorridere; a pensarci fa sorridere anche Deleuze e Derridà e compagnia bella quando scrivono e forse ci vendono aria fritta, ma almeno per vendercela questa aria fritta, questi francesi si sono inventati un linguaggio a descapito pure delle loro teste, almeno ci hanno provato a fare i furbi menandocela e forse menandosela, ma ragaz Alberoni no, no, bello vecchio e ruspante ci viene a dire in maniera limpida, poche ciance cos'è l'amore, cos'è la fiducia, la fedeltà, e tutte quelle cose a cui l'umano si interroga - beh lui ci risponde così come ogni domanda abbia una risposta facilissima e ovvia ! In realtà così facile che è proprio lui che deve venircela a dire...andate a dare un occhio al suo sito e vi tornerà il buon'umore (se non pensate che guadagna fior di quattrini dicendo ovvietà talmente ovvie, che sembrano barzellette "tipo sei stato tu a rubare la marmellata?" "No" "E in invece era stato lui" e giù a ridere.
Ma ci sono anche lettori che lo prendono sul serio, e dicono cazzo è proprio così - e quindi ad esempio alla domanda:

Come sappiamo se siamo innamorati?

lui seriamente risponde

"Come fai a sapere se sei veramente innamorato? Che non si tratta di una cotta momentanea, di una infatuazione? Studiando i sentimenti che provi quando sei lontano dall’amato. Non basta il desiderio ossessivo insistente di rivederlo, di sentiti dire ti amo, di fare all’amore. Quando sei veramente innamorato vieni preso da terrore panico che non ti ami più, dalla disperazione perché sai di non poter vivererespirare senza di lui. E quando lo ritrovi è come se fossi tornato a casa dopo un esilio di mille anni, come il bambino che terrorizzato e urlante finalmente trova rifugio fra le braccia di sua madre. Una dolcezza senza fine, uno scuotimento di pianto, il tuo essere che si scioglie, come un liquido, in qualcosa che è lui, che è voi due, che è l’intero mondo.

Andatevi a fare un giro sul suo sito davvero www.alberoni.it vi consiglio la sezione Appunti sull'amore.

Ce n'era bisogno?

Comunque son bel felice che nel sito di Amerigo Vespucci è il più votato con uno schiacciante 50% fin ora - tra gli autori da abolire.

13 ottobre 2008

Il mondo laico































Un mio amico mi dice

mi sta sul cazzo il mondo laico, mi sta sul cazzo il mondo bigotto, ma forse mi sta più sul cazzo il mondo laico.

Cioè? gli chiedo

come quei papà del cazzo che vanno in giro per il centro a spasso con i passeggini a fare i bravi papà. Poi entrano in una pasticceria e invece di chiedere i bignè con la crema chiedono quelli con la chantilly. Ma che vadano a dar via il culo.
E le presentatrici che vivono tutte alla Milano 2 che stanno andando in decomposizione e si danno la cipria.

Dice.

Beh a me la chantilly piace sinceramente, ma non gliel'ho mica detto.

11 ottobre 2008

Quando il buon senso è di casa


Dio Cristo che fatica che è.

Oggi mi arriva una mail, e rispondo che non va mica tanto bene,
beh quindi come al solito. Mi ri-ripsonde la Chendi. Poi penso che questa frase la dico praticamente sempre con quelli che c'ho confidenza.
Allora dovrei pensare che va tutto bene, in fin dei conti dato che lo dico sempre; e finché si risponde che non va troppo bene, cioè dico finché si risponde. Almeno qualcosa va.

Poi uno mi propone 600 euro per un videoti bondage, e poi aggiunge beh se ti pare poco mi conviene chiamare una del nord europa -

gentile ho pensato.

Apro il myspace e un'altro mi dice che mi pensa perché gli ricordo bocca di rosa.

Insomma son davvero persone con-tatto.

Vendrame ha scritto

io non so se a sbagliare si impara, ma di sicuro a sbagliare si sbaglia.

Vaglielo a dire.


Buonanotte domani vedo di scrivere cose più, più non so. Notte e giù le serrande.

09 ottobre 2008

Baldazzini e Sexyrama


E' us
cito per la "Coniglio Editore" Sexyrama, un volume che racconta il cambiamento dei costumi femminili attraverso le immagini dei periodici dal 1969 al 1979 - una mia intervista all'autore Roberto Baldazzini

- Sexyrama è un libro che ripercorre attraverso immagini di riviste, il cambiamento del femminile, e dei suoi costumi tra il 1960 e il 1979 - una tua collezione preziosissima di prime pagine che raffigurano donne icona come Marilyn Monroe, Brigitte Bardot, Grace Kelly, nel pieno della loro forma, ma anche donne "di tutti i giorni", donne della nostra storia televisiva e del gossip italiano come Raffaella Carrà, Ornella Muti, Sophia Loren, e tantissime altre ... Tutto raccolto in questo libro che hai deciso di pubblicare con Coniglio editore...

Qualcuno ha già parlato di nostalgia perché si evidenzia il periodo che va dal 1960 al 1979. Un periodo lontano, sono passati 29 anni. Non c'è nulla di nostalgico a ricordare il passato. Capisco che ognuno ha il proprio stato d'animo nei riguardi di quello che è trascorso, per me qualsiasi situazione trascorsa è nostalgia, anche il ricordo del giorno prima. Ma proprio per questo lascio che il passato acquisti il proprio potere con il tempo che passa. Il passato per me è sempre stato insegnamento e questo libro ne rappresenta un capitolo. Il passato è esperienza, è vita, spesso sono ritornato a guardare il passato per andare avanti, l'ho usato come un propellente. Sexyrama è come un album di figurine, molto bello come oggetto, prezioso per l'immensa quantità di immagini che ripercorrono un periodo importantee nello sviluppo culturale della società.

- Cos'è che più ti è piaciuto nel fare questo libro...

Un piacere profondo nel condividere con i miei sensi tutto questo materiale d'archivio. Come fossi un ricercatore di preziosi tesori. Il tesoro ce lo avevo in casa, si trattava di dargli il giusto valore. Ho potuto finalmente vedere le migliaia di riviste che ho raccolto nel tempo sotto un'altra luce, più luminosa, più accogliente. Sentivo di poter selezionare materiali veramente belli, piacevoli alla visione, poi con la tecnologia è determinante la possibilità di avere quasi simultaneamente sotto gli occhi una quantità enorme di immagini! Mi sono sempre piaciuti i libri che contenevano migliaia di immagini...ora posso dire di averne creato uno anch'io.

- Il feticcio del collezionismo delle riviste, soprattutto di quello legato proprio alla rappresentazione della donna, in te quando e come nasce?

Ero piccolo quando ho cominciato a provare piacere nel raccogliere materiali cartacei.! Non saprei dare una spiegazione razionale al piacere che deriva dall'essere circondato da libri e riviste. Possedere ad un certo momento era diventato un imperativo, ma direi “leggere” le immagini era talmente piacevole che avevo bisogno di consumarne sempre di nuove! Potrei paragonare le immagini femminili dei rotocalchi a potenziali bambole di carta da ritagliare Così mi sono messo a raccogliere, posso dire di essere stato fortunato, migliaia di riviste, molte ne ho buttate, oppure strappate, ma comunque tutte le ho considerate per la loro piccola o grande importanza visiva, sociale, emozionale. Alla fine ritengo di avere fatto una scelta, quindi l'accezione tipica che definisce il collezionista non mi appartiene fino in fondo, credo, ora come ora, di dedicarmi con molto più ardore alla vita di relazione che quella con questi straordinari oggetti inanimati!

- La prima immagine che ti ha erotizzato che riesci a ricordare?

Ti riporto la descrizione “originale” che la definisce, scritta per il libro: Sono particolarmente legato al numero uno di King e a un’immagine in bianco e nero che trovo molto, molto sexy; anche oggi la posso rivedere e la sensazione è la stessa. Rappresenta Maria Grazia Buccella in biancheria intima, a figura intera, che si sta sistemando le calze, con lo specchio alle spalle che la riflette. Calze, scarpe con il tacco, non eccessivamente alto ma a spillo, la sua gamba sinistra che crea un angolo di novanta gradi con il piede appoggiato sulla poltroncina; il busto leggermente piegato in avanti verso di noi, le mani appoggiate sul polpaccio per lisciare ed aggiustarsi la calza velata, mostra generosamente la scollatura che evidenzia un seno florido sostenuto da un reggiseno; infine un sottoveste corto che arriva giusto a coprire le giarrettiere del reggicalze! Una bellissima immagine che conteneva tutto l’abbigliamento intimo che io allora potevo immaginare indossato da un corpo femminile!

-Sexyrama ha avuto un gran riverbero, recensioni importanti, i giornali ne parlano, un buon passaparola tra la gente, forse c'era bisogno di vedere "com'eravamo" , per ricordarci un po' di noi...secondo te, perché è piaciuto tanto, te l' aspettavi?

In questo libro si parla di un ventennio veramente importante per alcune generazioni, ma direi un po' per tutti...Quindi alla fine credo di avere “raccontato” attraverso una mia ossessione, un periodo che tutti possono dire di avere trascorso con trepidazione e “nostalgica”attenzione. I cambiamenti erano all'ordine del giorno quando si sa che a volte l'uomo non ama i cambiamenti, soprattutto repentini, ma sono convinto che invece aiutano nella crescita personale e nella trasformazione sociale. Sexyrama è un libro che lo si può leggere sotto tanti punti di vista, ogni lettore diventa libero di interpretarlo per quello che è la propria esperienza di vita. Non pensavo che questo libro potesse avere tanta risonanza, non ci pensavo proprio, l'ho fatto con piacere, come molti dei progetti artistici che concepisco e spero proprio di avere trasmesso a tutti coloro che lo sfogliano quel piacere che ho infuso nella sua realizzazione!

-Dopo aver visto queste immagini, si sono aperte varie discussioni su come è cambiata l' immagine della donna da "ieri" a oggi, c'è chi ne fa una questione di "peso" - "di carne" in più rispetto ad oggi; in che direzione credi sia evoluta l' immagine della donna...

Beh...potrei rispondere in maniera brutale dicendo che ora la bellezza non riesce a riconoscersi se non si “ridefinisce” con un bisturi, un ritocco fotografico... Ma poi a forza di ripetere la stessa cosa mi sembra una frase fatta, un luogo comune. Ho visto anche oggi una ragazza (?) non so se definirla “ragazzina” che girava per la strada con il suo zainetto ed era magra, molto magra...ho pensato che non stava bene, la sua faccia non era felice. Ho visto un'altra donna, dico donna per dire che doveva avere un'età tra i 35 e i 45, che mi ha fatto pensare a tutto lo stress che aveva in corpo, tesa, asciutta, finta-bionda, no, così non mi piace la femminilità! Poi ti racconto di immagini sfuggenti per la strada, sui rotocalchi si innescano prototipi femminili poco credibili, come se tutte dovessero essere protagoniste di un serial televisivo o emule fatali di una riscossa crepuscolare. Nessuno vuole invecchiare con la propria faccia...e la paura prende il sopravvento! Poi ci sono le tendenze e la moda che spinge ai cambiamenti, estetici, mai sostanziali. Una definizione dell'immagine della donna moderna? Fredda!

e l' immaginario sul femminile da parte dell' uomo?

L'uomo sta a guardare, come sempre, cambiano i modelli e lui si adegua. L'uomo le vuole provare tutte, magre, grasse, top model o veline! Spesso l'uomo tende a esaltare certe immagini femminili, a venerarle e allora si scontra con la propria ingenua e infantile tendenza a non voler vedere la realtà!

Oggi si è persa un po' di femminilità, o semplicemente siamo in un' evoluzione tale che porta la femminilità a manifestarsi sotto altri aspetti - del modello androgino che oggi sembra quello dominante cosa ne pensi?

No, diciamo che oggi c'è una tendenza a valorizzare l'aggressività come dimostrazione di potere. Anche la donna tira fuori le unghie! Credo che il desiderio dell'uomo sia quello di scoprire sotto le mentite spoglie di una ingenua e piacevole compagna una straordinaria femmina virago capace di saltargli addosso e dominarlo! La mia ipotesi di androgino è quella di un essere che vive una simbiosi assoluta con se stesso. Questa immagine mi spaventa, ora che sento un forte desiderio di amorevole contatto con il corpo della mia compagna! Se c'è, una donna di un tempo ed una di oggi, chi eleggeresti eterna come rappresentazione del femminile... Allora mi piaceva morbida e sinuosa, oggi mi piace ancora morbida e sinuosa, e non so se questa definizione appartiene al passato!


Presentazione domenica 19 ottobre ore 11.30
alla Feltrinelli di Modena - cliccare la locandina
per maggiori informazioni

06 ottobre 2008

Piero Ciampi e Vladimir Vysotskij



Mi pareva interessante postare questo scritto che confronta Piero Ciampi a Vladimir Vysotskij (altro disperato amorevolmente feroce) - in genere non posto post che altri postano ! Pero in questo caso, visto che Piero Ciampi mi ha riguardato e continua a riguardarmi da vicino, quando trovo o mi segnalano articoli interessanti, perché non diffonderli, soprattutto se ci stanno veramente a cuore. E

mi pare ben fatto.

Preso dal blog Il dente del giudizio

Piero Ciampi e Vladimir Vysotskij

A cura di Alessandro di Nicola

Sovente i nomi di Piero Ciampi e Vladimir Vysotskij vengono intrecciati e fatti convergere per mere questioni esistenziali, di vite unite dall’alcool e da una comune deriva verso un volontario annichilimento: un “fare di se stesso fiamma” per citare Carlo Michelstaedter, ma quale pratica ridotta al lumicino di una condotta autodistruttiva, con il compiacimento di chi ne è fuori (”grazie a Dio” o a chi ne fa le veci) ma al contempo ne guarda estasiato gli esausti e prevedibili sviluppi a distanza, godendosi ombre e vertigini, fumi e fragori dal sottoscala di casa.

In realtà, credo che l’affinità tra Piero Ciampi e Vladimir Vysotskij non vada misurata in gradi su una bottiglia. Nella poetica di entrambi si assiste, almeno nelle prove migliori, all’incerto assestamento di un soggetto disarcionato dal mondo. Gli oggetti e gli affetti del quotidiano hanno in Ciampi vividezza palpabile e nelle sue canzoni c’è spesso un virtuoso ed ironico scambio tra universo degli affetti e cose, movenze del cuore e realtà fisica: si tratta spesso di un amore fatto carne e quest’ultima è spesso carne in scatola. Questo attrito, ricomposto in pietà di sè e degli altri, tra sentire (alto) che arriva dal corpo e sentire (basso) che giunge dal mondo è probabilmente all’origine dell’estraneità della poetica di Ciampi alla vulgata canzonettistica italiana, in cui l’amore è sempre alto, la donna angelicata/morto assente e la rima vieta. Questo stesso attrito è uno dei più robusti rivoli che danno forza d’espressione alle ricorrenti figure cristologiche nelle canzoni dell’artista livornese.

In Vysotskij il quotidiano nei versi è già ricomposto, in termini di apologo, di fiaba o di invettiva. Il disarcionamento del soggetto avviene all’interno di questa solida cornice narrativa (mentre in Ciampi la stessa narrazione è per lo più franta, cangiante e sottoposta alla sollecitudine di una forma mutevole): quella del soggetto è una figura in primo piano ma metamorfica, perché il processo di auto-identificazione è sempre inesausto ed il soggetto stesso possiede il linguaggio della Storia ma non riesce a farne parte. È una corda di strumento troppo tesa, per ammissione del poeta russo.

In Ciampi il soggetto accoglie tutto ma non diviene nulla (mentre in Vysotskij il soggetto allontana momentaneamente il mondo per assumerne le forme): i versi di Ciampi sono un continuo incontro di incarnazioni di sentimenti, oggetti, animali, eventi, uomini, ruoli e soprattutto donne ma senza che questo incontro rinsaldi un’alleanza con il soggetto, neanche formale. Il soggetto nelle canzoni è un uomo in verticale, che se tocca il mondo se ne ritrae. Questo ritrarsi ha carattere sentimentale e ciò genera quelle dense e suggestive immagini dell’universo ciampiano che sono “cose”, metafore, sineddochi e contemporaneamente estensioni del sentire. Nei versi di Vysotskij si avverte la presenza di immagini similari, sorte da una medesima inapplicazione del soggetto al mondo, ma nel caso del poeta russo le figure sono più energiche e meno ambigue, più compiute e meno sonanti in vibrazioni, sono contorni e non punti di colore.

P.S. Purtroppo, non conoscendo il russo, la mia lettura dei versi di Vysotskij si limita a quanto disponibile in traduzione italiana.

Una manciata di link per chi volesse cominciare a conoscere i due artisti:


Testi delle canzoni di Piero Ciampi
Pagina dedicata a Ciampi con biografia
Alcuni testi di Vladimir Vysotskij
Ebook Millelire dedicato a Vysotskij

01 ottobre 2008

Il sito di Paolo Nori























Una segnalazione, è attivo il sito personale di Paolo Nori per chi sia interessato metto qui il link

www.paolonori.it

e riporto qui sotto uno dei post che apre il suo sito scritto ovviamente dallo stesso Paolo Nori non punto it

Barbieri

Lunedì 29 Settembre 2008

"Io sono uno che con la contemporaneità ha dei problemi. Fino a pochi anni fa, quando vedevo uno col cellulare, mi sembrava come uno che avesse, non so come dire, tradito. Tradito cosa? Il mondo così come mi sembrava che dovesse essere a me. Il mondo a cui ero abituato. Quello con le cabine telefoniche e i gettoni.
Andar via, anche nelle cose apparentemente piccole, come lasciare gli appartamenti, anche quelli dove hai vissuto per due mesi, fa un male.
E lasciare un mondo, quel mondo lì, dove i barbieri si chiamavan barbieri, non so se si capisce, fa malissimo.
Adesso son nove anni, che ho il cellulare. Lo uso. I primi cinque anni, non ho mai mandato degli sms. Adesso son quattro anni, che mando degli sms. Quando ho bisogno.
A me facevano arrabbiare anche quelli che andavano sui pattini a rotelle, i pattini con le ruote on line, se si dice così, non si dice così. Mi ricordo una volta a Parigi che ho pensato Guarda che roba. Della gente anche grande. Con la cravatta.
Ci metto un sacco di tempo, a entrare in confidenza con le cose.
I siti internet di quelli che scrivono i libri. Che senso ha? Non farebbero meglio a scriver dei libri, invece di mettere su dei siti internet? ho sempre pensato.
Dopo ho conosciuto uno che mi ha quasi convinto a fare un sito per una rivista che stavamo e che stiamo facendo (www.laccalappiacani.it).
E ho visto che, insomma.
Allora adesso poi c’è anche questo".