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News e appuntamenti


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IN LIBRERIA

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05 luglio 2009

V per Vendetta




V per Vendetta non è stato solo un film di successo, ma volevo ricordare che è nato come serie di un fumetti scritta da Alan Moore e illustrata da David Lloyd (1982-1985) ... poi è stata raccolta in un unico volume e solo successivamente nel 2005 ne è stato tratto il film ...io non son per nulla un'amante della fanta-politica, ma devo dire che alcuni dialoghi che si trovano in questa serie possano davvero avvicinarsi alla così detta letteratura....





"So che non posso in nessun modo convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non mi interessa. Io sono io.
Mi chiamo Valerie. Non credo che vivrò ancora a lungo e volevo raccontare a qualcuno la mia vita. Questa è l'unica autobiografia che scriverò e … Dio… mi tocca scriverla sulla carta igienica. Sono nata a Nottingham nel 1985. Non ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia. Mia nonna aveva una fattoria a Totalbrook e mi diceva sempre che "Dio è nella pioggia". Superai l'esame di terza media ed entrai al liceo femminile. Fu a scuola che incontrai la mia prima ragazza: si chiamava Sara. Furono i suoi polsi… erano bellissimi. Pensavo che ci saremmo amate per sempre. Ricordo che il nostro insegnante ci disse che era una fase adolescenziale, che sarebbe passata crescendo. Per Sara fu così, per me no. Nel 2002 mi innamorai di Christina. Quell'anno confessai la verità ai miei genitori. Non avrei potuto farlo senza Chris che mi teneva la mano. Mio padre ascoltava ma non mi guardava. Mi disse di andarmene e di non tornare mai più. Mia madre non disse niente, ma io avevo detto solo la verità, ero stata così egoista? Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l'unica cosa che abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio… All'interno di quel centimetro siamo liberi. Avevo sempre saputo cosa fare nella vita, e nel 2015 recitai nel mio primo film: "Le pianure di sale". Fu il ruolo più importante della mia vita, non per la mia carriera ma perché fu lì che incontrai Ruth. La prima volta che ci baciammo, capii che non avrei mai più voluto baciare altre labbra al di fuori delle sue. Andammo a vivere insieme in un appartamentino a Londra. Lei coltivava le Scarlett Carson per me nel vaso sulla finestra e la nostra casa profumava sempre di rose. Furono gli anni più belli della mia vita. Ma la guerra in America divorò quasi tutto e alla fine arrivò a Londra. A quel punto non ci furono più rose… per nessuno. Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole. Parole poco comuni come "fiancheggiatore" e "risanamento" divennero spaventose, mentre cose come "Fuoco Norreno" e "Gli articoli della fedeltà" divennero potenti. Ricordo come "diverso" diventò "pericoloso". Ancora non capisco perché ci odiano così tanto. Presero Ruth mentre faceva la spesa. Non ho mai pianto tanto in vita mia. Non passò molto tempo prima che venissero a prendere anche me. Sembra strano che la mia vita debba finire in un posto così orribile, ma per tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno. Morirò qui… tutto di me finirà… tutto… tranne quell'ultimo centimetro… un centimetro… è piccolo, ed è fragile, ma è l'unica cosa al mondo che valga la pena di avere. Non dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino… Spero che chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo posto; spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai… io ti amo, dal più profondo del cuore… Io ti amo".

03 marzo 2009

Giovanna Casotto: il nuovo libro !



Libro- giovanna casotto pin-ups
tiratura 50 copie autografate in allegato un disegno originale autografato( 17,5cm x 25cm )

DESCRIZIONE


libro-formato (w)21cm x (h)25cm
pagine 32
doppia copertina
cofanetto rigido in plastica trasparente

PREZZO euro 120



Come mai hai deciso di auto-produrti un lavoro così prezioso?


Prezioso o no che sia, sono stanca di editori che commissionano lavoro e poi non lo pagano!!!! è così semplice l'equazione: io lavoro per te = tu paghi me. Do you understand??????

Cosa vorresti dire su questo libro...

COMPRATELO!
E cosa vorresti dire su questo libro ad un possibile interessato

Speriamo che sia interessato davvero!

Da quando nasce la tua passione per le pin up?

Da prima di nascere, me lo ricordo come fosse ieri!

Hai in progetto altri lavori
simili, magari con le foto?

Sì, la mia esperienza di fotografa a prodotto una serie di ritratti pin-upposi di ragazze ellissime nelle pose e negli atteggiamenti stile anni '50 ! prima o poi ne ricaverò dei portfoli!

28 novembre 2007

Torna Baldazzini con un calendario

30 - 11-07

OGGI in allegato all'
Espresso o Repubblica "Pelle" il documentario di Alberto D'Onofrio sulle storie di sesso e sentimento, dove ci son pure io...

.................................................................

Per tutti i fansi di Baldazzini un nuovo calendario realizzato per la ditta Zanotti....il ricavato andrà in benificenza

per maggiori info scrivere a info@zanotti.com


Intervista di Francesca Sassoli

Zahra. Un nome esotico... Me la descriveresti?

“Soda, molto soda! Robusta ed esigente, forse uno sguardo freddo a volte ma decisamente calda e accogliente...dappertutto! Disponibile, è un’atleta, conosce la disciplina, probabilmente ha fatto arti marziali... ma il suo obbiettivo è lo studio, conoscere meglio se stessa e il mondo che la circonda! Il nome è la giusta coniugazione tra la ditta Zanotti e un immaginario che vuole raccontare di un personaggio che ha il dono dell’ubiquità, può viaggiare e ‘spostarsi’ ovunque nel mondo, un po’ come la Zanotti che vende i suoi prodotti in cinque continenti”.

Quando immagini una nuova, seducente stella, dove peschi l'ispirazione?

“Prendo spunti da quello che non ho ancora potuto sviluppare con il disegno, in questo caso parlo di un corpo femminile particolarmente procace, provocante e sinuoso e un ‘carattere’ che in questo momento sento che mi appartiene. Poi cerco di catalizzare l’attenzione su una figura che sia un prototipo attuale di elementi che appartengono alla realtà presente che mi circonda... è strano perché in fondo queste immagini appartengono per lo più alla mia fantasia”.

Quali sono i "componenti" di un personaggio erotico più richiesti del mercato editoriale?

“Una domanda che mi ispirerebbe a fare un excursus non indifferente sugli ultimi 40 anni di proposte editoriali di carattere erotico... La sensualità, è il vincolo che caratterizza l’eros, sempre e comunque, non importa quanto possa essere bello il nostro personaggio, importa quanto sa attrarre l’attenzione e forse, anche se il termine è un po’ desueto, provocare! Ma non ricordo qualche editore che mi abbia mai chiesto o suggerito delle caratteristiche particolari per un personaggio femminile che andavo disegnando, piuttosto sono stato invitato a proporre un certo genere di Eros che potesse essere ‘compreso’ da tutti e non quello che un tempo mi appassionava soprattutto: il trans – gender – bdsm –fetish –hard”.

Donne, androgini, trans... c'è una frontiera nell'Eros ancora inviolata?

“L’Eros è una fucina di emozioni, ce n’è tanto bisogno per vivere e vivere con piacere! L’Eros è una sfida alla solitudine e credo che l’uomo/donna del futuro stia studiando una prospettiva nuova su come vivere la sessualità, credo di individuare due spinte, la dimensione virtuale, nell’apparente sensazione di vivere senza il bisogno di avere un contatto fisico e nello stesso tempo una dimensione spirituale dove il contatto che avviene attraverso il corpo costituisce la vera unione creativa, la giusta intesa tra spirito e corpo”.

Se fosse in carne ed ossa, Zahra da cosa e da chi verrebbe sedotta?
“Dalla vita, dai paesaggi e dall’amore per gli altri esseri umani. Da una forza virile che la travolga e l’accompagni nel suo percorso di donna. Immagino che lasciarsi travolgere dalla passione sia un bellissimo traguardo, oltre che essere un fantastico stile di vita”.

Giarrettiere, scarpe vertiginose, coulotte... Tutti accessori super sexy, ma che vengono da un'epoca passata. Quali sono, secondo te, gli elementi moderni che hanno contribuito ad una immagine seducente della donna?

“Gli orpelli e la lingerie, l’abbigliamento intimo, più in generale ‘la divisa’ sono feticci ben precisi di una cultura, di un’epoca, elementi di un piacere effimero, una “corazza” che ha reso sexy e mature certe generazioni. Tutto viene comunque riproposto e aggiornato, continuamente! L’immagine la fa da padrona e i modelli propongono un’identificazione totale, non basta avere solo ‘quel paio di mini-slip per essere sexy’, ma occorre anche avere la bocca carnosa. Ma così è sempre stato, ora però è più difficile distinguere il piacere sessuale e feticista dal feticcio stesso....non c’è compromesso tra ciò che viene idolatrato e quello che appartiene veramente alla dimensione erotica. Questo divario corre il rischio di perdere sempre di più la tradizione umana del sentimento e della virtù, due elementi importanti di seduzione. Mi viene da pensare alla prorompenza della femminilità e al protagonismo dello star system della moda con le sue modelle strabilianti che all’inizio degli anni 90 anno hanno invaso la scena, un nuovo modello femminile, la mannequin che non è più un modello irraggiungibile e di vetroresina, ma una donna come tutte le altre”.

Si dice che gli uomini si sono "femminilizzati", sempre più spesso usano creme antirughe, si depilano il petto e le spalle, curano look e capigliatura... questo fatto ha inciso sull'immaginario erotico del "maschio" di oggi?
“Il maschio si mette in mostra come ‘una bella donna’, anche lui credo abbia il diritto di ritagliarsi uno spazio di icona di bellezza dal terribile ruolo di militare/burocrate/politico/... anche se mostrando la sua vanità corre il rischio di perdere l’identità, trovo che il corpo maschile e soprattutto il pene abbia il diritto di esprimere al meglio la propria virilità! Anche l’uomo sta mostrando la sua parte debole e indifesa, credo che si stia avviando un processo di umanizzazione”.

E se l'uomo è più femmineo, trovi che le donne si siano "mascolinizzate"? Ciò crea solo confusione o nuova linfa per un nuovo tipo di erotismo?

“Si è inteso che la femmina, esprimendo la sua ‘debolezza’, il suo candore e la sua sottomissione abbia nei secoli affascinato l’uomo, maschio, potente e ardimentoso, con tanto di muscoli scolpiti e/o titoli nobiliari... e la femmina affascinata dai muscoli e dai titoli abbia perso la testa... ma forse non è andata proprio così. I tempi sono cambiati e ci troviamo di fronte a una tribù di esseri multiformi e variegati nelle razze e nei colori della pelle, forse l’erotismo potrebbe nascere d’ora in poi da attrazioni veramente bizzarre e particolari, dai nostri difetti invece che da nostri modelli...non so, mi viene in mente di coniare un nuovo termine per chiamare questo ‘personaggio’: Uoma!”

Qual è un atteggiamento che secondo te uccide la libido… oltre fare continuamente domande come me ora?

“Le domande sono sempre libidinose, fanno parte della sfera della seduzione, credo che fare il giornalista sia un’appassionante viaggio di ‘penetrazione’ nella vita degli altri e quindi lo trovo erotico. Un atteggiamento che uccide la libido è non essere in grado di accettare se stessi per quello che si è!”

19 ottobre 2007

Sito di Giovanna Casotto

Tornata da Roma.

C'è chi mi chiede foto con Giovanna, e devo dire che servizi ne ho fatti - ma ancora quando non era così diffuso l'uso della digitale...almeno parlando di quelli non bondage - metto qui questa foto che è ormai del 2002 ... comparsa sulla rivista Leg Show, per il resto, servizi con lei compaiono su altri siti bondage.

Ora c'è una novità; è in preparazione, ma ecco il nuovo sito di Giovanna Casotto! Per la a felicità dei suoi fans!



23 agosto 2007

Bondage in love




















Scusate l'assenza, in questi giorni son a Roma. Qui una gran fatica a fare foto bondage, poi qui non è ancora arrivata la frescura pre-autunnale. Ma domani torno nella bella Emilia. Insomma, il fatto è che da quaclhe settimana sto rovellandomi con un'idea da realizzare. Ovvero, scrivere una sorta di "diario ai postumi del bondage"; fare due settiamane ideali e vere a Roma con Franco Saudelli in legatura alternate (e forse qualche altra modella non si esclude Giovanna Casotto) ...poi sia mai che si parli di una diretta web ad orari stabiliti, ma tutto da vedere). E la sera nel tempo libero non legata scriverci un libro. Un libro che di fatto che sì potrebbe essere in parte sul bondage, ma su tutto quello che comporterebbe uno stato di legatura prolungato nei giorni. (umanamente possibile si intende con diritto di recesso in ogni momento) . Che ne so potrebbe essere la situazione antagonista la fatto di andare in giro a camminare per 2 settimane. Una situazione che ti crea una diversa formulazione del pensiero, e in base al pensiero scriverne la sera che si raccoglie. Perché la condizione fisica è una condizione dello spirito in un qualche modo anche viceversa. E credo ne uscirebbe da scrivere tra ipotesi passate e future e d'emergenza.

14 agosto 2007

Giovanna Casotto: Intervista a me stessa


Oggi Giovanna mi ha spedito questa "intervista a se stessa" tante e sempre le solite domande dice, messe in chiaro una volta per tutte...ecco qui...

Comincerei con l’erotismo
…

L’erotismo mi attira in tutte le sue forme, dall’arte alla scrittura, dall’esperienza reale al sogno. E’ il mio unico vero interesse, gli altri sono solo secondari. Mi piace approfondire questo argomento e sentire altre voci a riguardo, perché niente più dell’eros muove la mia vita, niente più di esso scandisce il mio tempo e niente di più segna il mio spazio! Insomma, tutto ciò che mi riguarda trasuda erotismo…E quando posso, una volta acquisito, cerco di distribuirlo e spargerlo lungo i sentieri che percorro…tra la gente…attraverso i miei disegni…E’come se la vita mi avesse dato un compito e mi avesse detto: “vai e regala sogni d’amore!” Io ci provo! Non E’una presunzione la mia, ma un tentativo di condividere le mie fantasie con gli altri. Raccontare i sogni è un po’ come viverli, senza fare i conti con la realtà. E’ un po’ come liberare l’anima.
Sognare è necessario! Certo il rischio è quello di confondere la realtà con la fantasia, ma il “segno” confina il “sogno” nella bidimensionalità del foglio di carta. Eccolo così costretto a distinguersi dal mondo reale! O meglio, l’atto di fissare le fantasie nel disegno conferisce loro il valore di sogno.

Come nasce la passione del disegno?

La storia è lunga! Per chi può permettersi di annoiarsi , eccola qua:
…fin da piccola ritagliavo per me un angolo dei sogni ( tipo l’area-fumatori all’ikea ) in cui mi isolavo dal resto del mondo per vivere indisturbata le mie fantasie. A pensarci bene, però, era stato il resto del mondo ad isolare me, avendo deciso che la mia infanzia dovesse svolgersi nella desolata campagna veneta.
Lontana dai miei genitori, dalle mie sorelle, dagli altri bambini e dal progresso, mi ritrovavo sola tra vigne e pannocchie a fare i conti con il nulla. Cominciavo così ad immaginare un mondo fantastico, fatto di sogni e visioni. Era il mio piccolo grande mondo…così diverso da quello reale, ma vero!
E quando, anche questo mondo mi abbandonava, acuivo i sensi per avvertire, intorno a me, un benché minimo segno di vita. Vista, udito, tatto, olfatto e gusto s’impegnavano a percepire nei minimi dettagli tutto ciò che mi circondava. Ecco che, un leggero fruscio di un filo d’erba mosso dal vento, diventava per me un evento…là, dove non c’era niente…là, dove non succedeva niente!
Il mio spirito di osservazione s’ingrandiva in maniera esponenziale, necessariamente!
Mentre trascorrevo l’infanzia dalla nonna paterna, mia madre restava a Milano con le mie sorelle, rafforzando, così, l’amore per loro. Io cercavo, piuttosto, l’amore di mio padre, credendo che quello di mia madre si esaurisse con loro. Ma come potevo conquistare l’amore di mio padre, anch’egli così distante? Dovevo trovare un momento d’incontro con lui, intimo, emotivo, esclusivo. Così,cercai la sua attenzione attraverso il disegno. Essendo mio padre un ottimo disegnatore, di certo si sarebbe interessato a me vedendomi intenta a coltivare una passione che era anche la sua. Si dice che le passioni uniscono! Eh si, sentivo che mi amava quando si dedicava alla correzione dei miei disegni.
Ecco perché ancora oggi disegno! Ecco perché credo che “disegnare” non sia una dote, ma un bisogno di comunicare, un atto d’amore, una ragione di vita. Il disegno è un linguaggio che rende comprensibile un messaggio, che comunica sentimenti ed emozioni.
Dal punto di vista tecnico è solo un po’ più complicato della scrittura. Tutti possono imparare a scrivere e a disegnare se ne hanno voglia o necessità. Non credo alle doti, tanto meno a quelle innate. Saper disegnare è solo una questione d’allenamento, non una dote!

Erotismo: passione vitale?

…Mia nonna era molto povera e costretta al duro lavoro nei campi. Non aveva tempo per me.
Le uniche attenzioni che ricevevo, lì, durante la mia permanenza nella campagna veneta, erano da parte di alcuni miei cugini più grandi di me, che di quando in quando venivano a farci visita. La loro presenza rendeva le giornate festose. Giocavamo alle carte fino a tarda notte e la casa si riempiva di voci e risate ed io ero contenta. Loro mi davano mille attenzioni, baci e carezze.
Durante le partite a carte, giocate intorno al grande tavolo di marmo, qualcuno di loro mi teneva in braccio e, senza pudore, frugava con le proprie mani nelle mie mutandine . Io di pudore ne avevo, nonostante la mia tenera età, ma li lasciavo fare, perché quelle carezze mi piacevano, Dio sa, quanto mi piacevano! Le loro dita sembravano esperte e con dolcezza, mai con arroganza, distribuivano al mio corpicino tanto piacere.
Mio cugino P. aveva un tocco leggero e delicato. La sua mano sembrava essere la più esperta. Trovava subito il punto giusto e con le estremità delle dita lo stimolava fino a farmi addormentare felice sulle sue ginocchia. Il grande tavolo di marmo riparava il nostro gioco dagli sguardi altrui, nascondendo la mia intimità e il suo interesse per me, che probabilmente cresceva dentro i suoi pantaloni. Non ne ero così sicura, ma di certo ricordo la mia carne di bimba che diventava molle e soffice al tocco delle sue carezze, rendendosi disponibile come una schiava che si sottomette al suo padrone.
Talvolta veniva a trovare la nonna una mia cugina,anche lei più grande di me. Era bella e aveva un carattere molto forte. Tendeva a dominare. Non era molto alta e aveva un corpo esile ma con delle grosse tette. Anche le sue tette sembravano dominare. Le piaceva tanto guardarsi allo specchio e si spazzolava spesso i capelli. Dopo pranzo ci coricavamo insieme nel lettone della nonna per una pennichella. Ricordo ancora la freschezza di quelle lenzuola di cotone grezzo e il loro profumo di sapone di Marsiglia. Ma ricordo soprattutto il sapore di mia cugina, appetitoso, forte e deciso, lì, dove agli uomini piace perdersi. Si spogliava completamente davanti a me. Esibiva compiacente il suo corpo pretendendo il mio sguardo e le mie carezze. Guidava con autorità le mie piccole mani verso le parti più sensibili del suo corpo, insegnandomi a muoverle in modo tale da procurarle piacere. Eh, si…mia cugina amava gli specchi. Ne aveva persino uno piccolo da borsetta. Porgendomelo mi chiedeva di muoverlo intorno alla sua vagina per vederne il riflesso e potersi ammirare, mentre se ne stava supina nel letto.
Le piaceva guardarsi la fica. Mi ordinava di aprirla, di scostarne leggermente le labbra e di assaggiarla. Imbarazzata obbedivo. Nel frattempo lei si carezzava il seno e dondolandosi mugolava soddisfatta. Io rimanevo lì, un po’ impacciata. Non potevo comprendere quelle sue necessità, considerata la mia giovane età,ma capivo bene che facevamo qualcosa di proibito dai suoi lievi sussurri e dalle mandate di chiave inferte alla porta. Temevo che qualcuno ci scoprisse e che sarei stata punita per quel che facevo. Ma temevo ancor di più di deludere mia cugina. Lei, si, che mi avrebbe punita se non avessi eseguito i suoi ordini!
Perciò, nonostante le mie paure continuavo quel gioco, che, in verità, cominciava a piacermi. Non so dire perché…..mi sembrava una forma d’affetto che prevedeva attenzioni davvero speciali.
Mia cugina era esigente quando m’impartiva gli ordini: “ Togliti il vestito”…” Sfilati le mutande”…” E ora sfila anche le mie”…” Prendi lo specchietto e puntamelo in mezzo alle gambe”…” Voglio guardarla…ecco così…sei proprio una brava bambina…lo vedi anche tu come è gonfia e rossa!...Ti piace, vero?...Aprila un po’ di più…e ora assaggiala!...Su, da brava, baciala.”
Ed io la baciavo, mentre lei premeva la mia testa contro il suo sesso, immobilizzandola, costringendomi a bere tutta la sua smania sessuale prima che scivolasse via.
Io, per forza, assaggiavo e bevevo…che sapore! Corposo e intenso come quello di un vino d’annata!
Anche lei voleva assaggiare e bere. Perciò, finito il mio compito, mi sollevava la testa e portandola verso la sua, mi baciava la bocca succhiando quel che rimaneva del suo nettare. Infine mi stringeva a sé con un abbraccio quasi materno, come per ringraziarmi, e si addormentava esausta sopra di me.
Era bello sentire il suo corpo incollato al mio dal sudore. Mi sentivo adottata, amata come una figlia. Lei si addormentava sempre prima di me, mentre io rimanevo un po’ lì, a scrutare le nostre nudità rigate dal sole che filtrava timido attraverso gli spiragli delle persiane.
Poi mi addormentavo anch’io.
Così, senza rendermene conto, mi ritrovavo intrisa di eros fin dalla primissima infanzia. E quell’eros entrò a far parte della mia vita radicandosi in me come le fondamenta di una casa.
Insomma, l’infanzia condiziona per sempre l’avvenire di un individuo portandolo a conformare i propri sentimenti alle emozioni primarie. La formazione psichica di un adulto dipende dai suoi primi anni di vita: così dicono gli psicologi. Nel mio caso, ecco spiegato lo spirito di osservazione, maturato in condizioni di solitudine. Ecco spiegata la passione per il disegno come mezzo di comunicazione e bisogno d’amore. Ecco spiegato il forte interesse per l’erotismo percepito come forma d’affetto da una bambina abbandonata a sé stessa. Ed ecco spiegata la scelta di fare fumetti erotici come sintesi delle mie prime emozioni.
Pornografia ed erotismo: definizioni che oscillano? Esiste un confine?

L’eros è la componente sessuale dell’impulso amoroso e i suoi riflessi profondi sulla psiche sono unici e personali. La psiche è il complesso dei fenomeni che consentono all’individuo di formarsi un’esperienza di sé e del mondo ed è specifica per ognuno di noi. Le passioni, gli istinti, gli atti nei riguardi del sesso variano da individuo a individuo facendo dell’erotismo una questione del tutto personale. Perciò, un’immagine, uno spettacolo, un argomento, possono sembrare erotici ad alcuni o pornografici ad altri. Si dice che la pornografia sia l’erotismo altrui, mai il proprio! Infatti, come può il proprio impulso sessuale che è anche un impulso vitale, considerarsi pornografico e/o osceno?
Insomma, il confine tra erotismo e pornografia oscilla seguendo il proprio gusto e pudore. Chi può dire che questa o quell’immagine sia pornografica anziché erotica?
Lascio a voi la risposta!
Nel frattempo io continuo a disegnare fumetti.
Erotici o pornografici che siano, poco importa! Lo scopo è quello d’accontentare divoratori d’immagini che sognano con me certe fantasie e che dividono con me certe emozioni.

La storia nei miei fumetti non è fondamentale...

La storia è solo un pretesto per disegnare! Il disegno nei miei fumetti racconta da sé. Non è una presunzione la mia, ma una scelta. Scelgo il segno come portavoce della sensualità. Bastano le sfumature della grafite per dare la sensazione di carnalità. Non occorre una storia! E poi, non ho grandi storie da proporre, ma solo sensazioni.

Riguardo la femminilità…

Femminile è tutto ciò che appartiene solo alla donna. Dalla sensibilità d’animo alla cellulite. Dal fascino della seduzione alla grazia con cui una donna ondeggia camminando, a piedi nudi o con un paio di scarpe dai tacchi a spillo. Dall’assunzione di atteggiamenti di pin-up ad ammiccamenti e sorrisi.
Questa è la femminilità che mi piace rappresentare!
Una femminilità giocosa e spensierata, tipica delle “donnine” del dopoguerra che amavano farsi belle enfatizzando, con abbigliamento ed accessori, le proprie forme come forte richiamo sessuale per l’uomo. Ma attenzione! Non parlo di donne-giocattolo, ma di donne che giocano, ironicamente…scherzosamente.

13 agosto 2007

Replica con Giovanna....


Per chi fosse interessato, segnalo che stasera alle 23.30 su Italia 1 andrà in onda la replica della trasmissione "Il bivio" con Ospite Giovanna Casotto....

Ah da oggi, ogni settimana in fondo alla pagina metto un sondaggio su argomenti che mi interessano...se volete mettere le vostre preferenze ben vangano ;)

Intanto Buona estate...

g

09 marzo 2007

La città di vetro; ovvero essere Paul Auster

(Cliccare sull'immagine per ingrandire)

PETER STILLMAN HA INIZIATO A VIVERE A 13 ANNI. PRIMA IL SUO QUOTIDIANO ERA UNA stanza buia e silenziosa, lontano da volti, parole, affetti. Perché forse solo così, solo crescendo senza udire altre voci, si può arrivare a parlare il linguaggio di Dio.
Oggi Peter è un uomo sempre nuovo. Nasce al risveglio, cresce durante il giorno e muore la sera.

Ma ha bisogno di aiuto. Di un detective che lo protegga dal padre, l’uomo che gli ha negato l’infanzia rinchiudendolo in un angolo nero per nove anni in nome di un folle esperimento. Ha bisogno di Paul Auster, un private eye che forse non esiste più o non è mai esistito. (...)

Nato da un’intuizione di Art Spiegelman, realizzato da
David Mazzucchelli e Paul
Karasik partendo dal romanzo omonimo di Paul Auster, "Città di vetro " è una storia a fumetti che asseconda le affascinanti teorie dell’autore sulle parole, sul caso e sulla vita, con soluzioni grafiche e narrative inusuali e spesso geniali che scelgono rappresentare stati d’animo più che eventi.
Claustrofobia, metaletteratura, filosofia, fragilità e follia: sono tanti i temi affrontati in questo introvabile capolavoro (pubblicato la prima volta dalla Bompiani, qualche anno fa, nella collana “Gli Squali”, allora diretta da Dani
ele Brolli), che ritorna in libreria grazie alla sensibilità della sempre attenta Coconino.

Coconino Press, pag. 144, euro 14

:) buon divertimento g

04 ottobre 2006

Pimpa e arte

Secondo voi, che ci sia qualche collegmnto tra questa Magna opera di Yayoi Kusama e la Pimpa di Altan?

;-D

09 agosto 2006

Blue di agosto


Eccoci...
questo mese finalmente su Blue (la rivista di fumetti erotici, forse ormai tra le pochissime in italia) in copertina c'è Beba sulla mia panci(na); più un servizio all'interno di come Roberto Baldazzini ha lavorato per realizzarla... foto per foto...
E un sacco di altri dettagli con qualche light bondahe...very light...appunto su Blue di questo mese.

kisses g



09 giugno 2006

Gisy-Beba

Ecomi qua, eccomi qua. Fatto foto da Denny Lugli, e indovinate; tanto per cambiare c'è lo zampino di Baldazzini che con millimetrici pennellini mi ha tenuto 2 ore a pancia in sù (infatti vedesi espressione di smaronamento incazzata) e mi ha disegnato il suo personaggio Beba che oggi in doccia con un colpo di spugna se n'è andata. Però almeno, e a quanto pare ci salterà fuori una copertina nel prossimo Blue...

Kiss g

22 maggio 2006

www.camiciadiseta.com (con intervista)



A tutti gli appassionati di Bondage e Art-fetish volevo segnalare un sito fantastico dove si possono trovare tantissimi contributi artistici: gallery di illustrazioni, disegni e foto sull'argomento e un blog di discussioni specializzate riguardo...
Il sito è curato da dei veri appassionati...Lisa e Fabio Bond ;-)
http://www.camiciadiseta.com

Too all the Art-fetish and bondage may concern, I suggest this site, where you can find the drow gallery about this materials http://www.camiciadiseta.com

Buon divertimento ;-) enjoy yourselves


Breve intervista a Fabio il curatore del sito...

"Camicia di seta" è il nome del tuo sito: e sta adindicare nello specifico la passione per le camicie sulle donne... da dove nasce questo feticcio; trovisia abbastanza diffuso?"

Il feticismo per le camicie indossate da donne é abbastanza diffuso. Nel mondo esistono diversi siti dedicati a questa passione e anche in Italia i feticisti di questo genere sono parecchi. Di fatto, se proprio dobbiamo andare nello specifico parlando del particolare che maggiormente mi "eccita" dal punto di vista erotico, ovvero il taschino chiuso dal bottone, allora posso dire di essere un "esemplare raro". Oddio, non sono l'unico e questo da un lato mi rallegra (esistono diversi gruppi Yahoo dedicati alle donne con camicie con "cargo pockets" ovvero con taschini).Come nasce? Difficile dirlo, penso sia un'attrazione fatale cresciuta e nata con me. Non sono avvezzo a raccontare in giro il perché e il per come dato che nemmeno io so bene da dove nasca, posso dire solo che nel tempo ho potuto constatare che il taschino eleva la bellezza del seno sottolineandone la presenza (meglio ancora se il taschino é riempito con un fazzoletto o un pacchetto di sigarette), così come il bottone indica, a mio avviso, una sorta di richiamo al capezzolo, giocando così un ruolo simile all'importanza erotica che certi indumenti hanno rispetto al corpo nudo e crudo. Voglio dire, a volte é meglio ciò che si immagina di ciò che si vede. Ribadisco però che queste sono pure elaborazioni ad un perché forse troppo "strano" per essere capito.

La camicia ideale? E la donna ideale con la camiciaideale?

La camicia ideale é la camicia di seta con taschini chiusi dai bottoni. Non adoro le camicie con i bottoni a pressione: solo bottoni normali. Anche se il materiale non é fondamentale, ritengo che la seta giochi un ruolo altamente eccitante, proprio della sua natura velata, leggera e sensuale.La donna ideale é ovviamente la mia dolce metà con la quale condivido le passioni, la scrittura e soprattutto la vita di tutti i giorni, che quasi sempre si scosta dal bondage e dal feticismo, ma che rende ancora più viva una relazione basata sul vero amore.

Visto che nel tuo sito sei riuscito a raccoglieremolti contributi artistici, tra disegni ed illustrzioni; ci sono degli autori internazionali verso iquali consigliresti un occhio di riguardo?

Guarda, per prima cosa ti posso dire che ci sono due artisti di fama internazionale, ma nazionali, che sarei felicissimo di ospitare, artisti con i quali tu hai collaborato ovvero i grandi Baldazzini e Saudelli. Poter ospitare una loro opera in camicia con taschini sarebbe un grande onore. Riguardo invece ad artisti internazionali a mio avviso molto bravi ma che non godono della fama che si meriterebbero, consiglierei Rayron d'Olier e Gag Snob presenti sul nostro sito con due opere che però non rappresentano a pieno la loro bravura. Cos'è più appagante tra una bella foto, e unasplendida illustrazione sul fetish? Sinceramente le differenze sono talmente tante che sarebbe difficile elencarle. Ritengo che una foto sia bella nel momento in cui racchiude in sé un mondo, insomma sia arte e non una sequenza scattata tutto d'un fiato (anche se poi ci son sequenze che mi eccitano ancora oggi). La foto é poi ancor più bella se viene scattata o studiata da me, adoro preparare i set e il bondage delle modelle.L'illustrazione é a sua volta la massima espressione di arte, personalmente apprezzo le illustrazioni realistiche anche se ultimamente devo ammettere che la splendida Beba di Baldazzini mi ha fatto cambiare idea in quanto questa eroina é in grado di far diventare reali anche le fantasie più estreme essendo una vera "bambola di gomma" e questo é un lato stupendo dell'illustrazione che non avevo considerato.

Ci sono modelle che ami particolarmente e con le qualiti piacerebbe lavorare..?

Tu! Che ne dici? Guarda, purtroppo il mio feticismo per le camicie é talmente particolare che talvolta mi innamoro in senso lato di modelle che magari non sono belle ma che indossano camicie con taschini come piacciono a me. Ultimamente se dovessi collaborare con qualche modella a livello internazionale non andrei sul classico, mi piacciono parecchio due nomi "Brooke Bound" (presente su hogtied.com, bindher.com e sui siti della famiglia ropexpert) e "Wenona" (sempre presente sui medesimi siti). In Italia purtroppo non c'é ancora un vero e proprio "parco modelle" occorre sempre rivolgersi a modelle "normali" che per qualche set bondage mettono a disposizione la loro professionalità. Da un lato la situazione é più che comprensibile visto che non si vive di sola aria e in Italia i siti bondage a pagamento sono pochissimi e ancora in fase di crescita.

Il feticismo soprattutto quello foot e il bondage, è una passione prevalentemente maschile...confermi? EPerché secondo te?

Sul fatto che siano passioni prettamente maschili non ne sarei proprio sicuro. Oddio, in Italia forse la maggioranza degli appassionati é di sesso maschile ma questo perché nel nostro Paese queste passioni hanno subito in passato diverse pressioni e solo oggi stanno prendendo piede riuscendo a rappresentare a pieno la loro bellezza e non solo i lati prettamente negativi che una certa "opinione pubblica" vuol far vedere.Che poi le donne che praticano certe passioni erotiche siano "diverse" (per motivazioni, per natura stessa e per sensazioni provate) é un dato di fatto e forse l'errore di noi "maschietti" sta proprio nel non riuscire a capire che noi ragioniamo (in parole povere) con il caz..o (siamo più istintivi e guidati dall'eccitazione che ci porta a conquistare la nostra preda e il nostro benessere sessuale), mentre la donna ha un modo completamente diverso di provare piacere. Fin quando non ci abbasseremo a capire e a elevare il piacere femminile, il popolo dei maschietti sarà sempre visto di cattivo occhio dalle donne e molte probabili bondagette o feticiste preferiranno rimanere nascoste nel buio pur di rischiare.

In Italia trovi che ci sia ancora molta diffidenza nei confronti del bondage-fetish?

Purtroppo sì, in Italia ci sono motivazioni ben precise (che lascio intuire) che da secoli hanno limitato certe passioni. Sono però contento che ultimamente la cosa si stia "aprendo". Di fatto se in Inghilterra o negli USA chiedi a una ragazza di 20 anni di posare vestita per un set bondage non ti farà nessun problema poiché non trattandosi di pornografia ma di arte pura nessuno si farebbe stupidi problemi; in Italia la cosa invece é l'opposto. Una ragazza che posa in bondage é spesso vista come una pornostar anche se é vestita. Oggi le cose stanno un po' cambiando e questo mi rende molto felice.

Un frase per tutti gli appassionati...

Se siete degli appassionati di bondage e di feticismo non tenetevi tutto dentro. Non temete il giudizio altrui, parlatene e praticatelo, purché sia nel rispetto del "sicuro, sano e consensuale".

Grazie a Fabio Bond ...