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News e appuntamenti


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IN LIBRERIA

29 agosto 2008

Fidanzato in affitto: mistress per scelta




Intervista ad Eliselle che ora è tornata con un nuovo romanzo: un rapporto schiavo-padrona - dove Crystal diventa dalla timida e imbranata fidanzatina completamente succube del fidanzato, ad una candidata mistress per potersi permettere di esaudire ogni desiderio fisico e mentale, finché...






“Fidanzato in affitto” il tuo ultimo libro, è incentrato fondamentalmente su Cristal, la protagonista che dopo essere stata lasciata dal suo fidanzato, conosce in un portale d’incontri Dorian, uno dedito al ruolo di “slave” con il quale instaura un rapporto schiavo padrona, ruolo che inizialmente a Cristal non dispiace affatto, anzi si sente finalmente appagata…


Si sente appagata perché ha sempre avuto uomini che, in qualche modo, volevano dominarla e controllarla. Prendere uno schiavo è l’unico modo che trova per risolvere i suoi problemi economici, ma le serve anche per recuperare la propria autostima, che le è sempre un po’ mancata. La crescita del personaggio Cristal è al centro di tutto il romanzo.

Quanto centra l’immagine della protagonista - Cristal - con te?

Cristal è timida come me, ma è sottomessa, cosa che io non riesco proprio ad essere. Ha un sacco di paranoie ma in qualche modo si nutta e trova la propria strada. Cosa che ho deciso di fare anche io. Abbiamo qualcosina in comune, ma meno di quel che si possa pensare.

Come mai l’idea di un libro su un rapporto di dominanza femminile?

Creava un contrasto ottimale con l’idea di una protagonista timida e sottomessa e si prestava a raccontare una storia di risveglio femminile, di ritrovamento di sé, di autoconsapevolezza. Poi mi dava la possibilità di parlarne con ironia, per infrangere i tabù legati a questo argomento. Una parodia rispettosa dell’ambiente, ben lontana dalle caratterizzazioni “carnevalesche” che ne vengono fatte dai servizi dei media tradizionali.

Non ci si stanca anche un po’ di tutti questi candidati zerbini? O meglio zerbini che “l’uomo che non deve chiedere mai”?

Servirebbe una via di mezzo, ma l’equilibrio sembra essere qualcosa che in generale manca, di questi tempi...

Come mai secondo te, manca la via di mezzo? Ma forse c’è mai stata?

In coppia ho sempre vissuto esperienze contrastanti. O ero io che decidevo quasi sempre, ed ero per così dire l’elemento “forte”, o l’altro tendeva a guidare la relazione scegliendo anche per me. Non ho mai avuto un vero equilibrio fino a quando ho capito che era importante il dialogo. Costruire una relazione dicendo all’altro quello che si desidera non è fare un torto, è cercare il meglio per sé e per il partner: forse si dovrebbe partire da qui.

C’è un pubblico preferenziale a cui ti vuoi rivolgere con questo romanzo oppure no?

A dire la verità no. E sto notando che il pubblico è molto variegato, mi arrivano feedback da uomini e donne di tutte le età. Questo mi rende felice.

Perché in genere, a tuo avviso questo tipo di passioni, si possono trovare più spesso tra gente di una certa cultura, di un certo ruolo sociale, anziché che ne so, tra “semplici operai”?

Difficile che i “semplici operai”, dopo otto o dieci ore di lavoro duro e di rotture di scatole da parte dei superiori, trovino la voglia di sottomettersi (ancora) in una dimensione privata, no? Semplificazioni ironiche a parte, probabilmente il ruolo sociale elevato scatena sentimenti ed emozioni che devono trovare una sorta di compensazione. E così, avvocati, manager, banchieri che tutto il giorno decidono anche per gli altri e devono dare un’immagine forte di sé, provano il desiderio che qualcuno decida per loro. Non è una spiegazione così assurda.

Credi però si possa arrivare alla soddisfazione di queste fantasie, o c’è poi una volontà a spingersi sempre oltre una ulteriore forma di sottomissione? Ad esempio per quel che mi riguarda vedo in aumento il fenomeno del bullbusting, ci sono anche delle forme di sottomissione molto pericolose e se vuoi irreversibili….

La soddisfazione delle proprie fantasie può portare al desiderio di soddisfare nuove fantasie. È il discorso della ciliegia che tira l’altra, le passioni a volte si autoalimentano. Non so se esistano limiti, ma so che il desiderio di spingersi oltre può essere molto sentito. È una ricerca che va al di là di tutto ed è talmente personale che non mi sento di giudicare chi sceglie determinate strade, ovviamente se le sue azioni non vanno contro alla libertà o alla dignità di nessun altro.

Tu personalmente come lo vivi l’ambiente fetish, se lo vivi, e come lo vedi?

È un ambiente che mi ha sempre incuriosito. L’ho vissuto e lo vivo come “addetta ai lavori”, con interviste e inchieste ai suoi protagonisti per il mio portale www.delirio.net Mi piace molto l’estetica fetish, la trovo molto sensuale e conturbante.

- L’intervista che nell’ambito ti ha dato più soddisfazione? E un’icona del fetish che eleggi…

Sicuramente le interviste alle modelle internazionali più quotate dell’ambiente, Kumi Monster e Aprella, bellissime donne che hanno saputo crearsi dei look molto particolari e a dir poco unico. Icone fetish, di certo Dita Von Teese, immancabile, e Madonna, la prima che ha saputo sfruttare il genere in anticipo sui tempi e a livello globale.

Quali sono le critiche sul libro che ti sono state rivolte, e te come risponderesti?

La critica principale verte sull’idea che ho dato dell’ambiente s/m e fetish. Mi hanno detto che è stata raccontata una versione un po’ troppo edulcorata. Ma il mio obiettivo era proprio quello di coglierne il lato più leggero e giocoso, per rompere i tabù e discostarmi dai soliti libri, saggi e romanzi sull’argomento,
dettagliatissimi ma sempre pieni di lacrime e sofferenza. Quella di Cristal è una storia ironica e l’ambiente che ho descritto doveva divertire i lettori.

Qual è il messaggio più forte che vorresti fare arrivare con questo libro?

Il messaggio per le ragazze è semplice: non abbiate paura di decidere da sole e di prendere in mano la vostra vita, cercate di combattere i condizionamenti che giorno dopo giorno vi arrivano dalla società. Non è facile, ma è necessario per trovare una propria dimensione reale, non fittizia o imposta da altri.

- Eppure sembra una condizione nel femminile ancora molto difficile, sentirsi in un “obbligo morale di servizio” in vari campi dal rapporto personale al lavoro , insomma di sottostare a delle regole che “se non va così non va bene”…

È un retaggio, un’eredità della storia. Fa ancora parte della cultura perché è difficile da debellare. È un problema di fondo di cui si fa portavoce Morgana, l’amica dominatrice della protagonista. Attraverso la sua figura è spiegato “quello che non va”, quello che dovrebbe essere cambiato. Ma bisogna partire dalle fondamenta e credo che servano ancora parecchi anni per arrivare a una reale parità e a un vero equilibrio tra condizione maschile e femminile.

Quanto può essere legato il feticismo dei piedi a tuo avviso ad una simbologia di sottomissione?

Conosco feticisti dei piedi che non sono assolutamente sottomessi. Forse lo vorrebbero, inconsciamente, ma non sempre feticismo per i piedi e sottomissione sono due fenomeni correlati. Ci sono casi e casi, persone e persone, storie e storie.

Credi sia in crescita rispetto un tempo – il fenomeno “slave”, o più semplicemente attraverso il web si ha più possibilità di venire a contatto con questa realtà?

Il web ha “liberato” molto il fenomeno, e soprattutto ha permesso la creazione di una rete di contatti più ampia, che ha permesso agli appassionati di entrare in contatto tra di loro, ai curiosi di approfondire la materia e ad altri di riconoscere fantasie di cui magari avevano timore, liberandosi di paure o paranoie inutili. In generale, comunque, il fenomeno mi sembra in crescita, forse grazie alla progressiva liberazione dai tabù sull’argomento.

Questo però può portare anche ad un infoltimento di quelle passioni “penali” diciamo quale pedofilia ecc., cioè la conoscenza e la “facilità” – ha un ruolo bivalente o no?

Sì, è un rischio altissimo, è la doppia faccia del web, l’altro lato della medaglia. Internet ti mette in contatto col mondo, ma permette anche di coltivare i peggiori vizi e aberrazioni. Una problematica di cui si deve tenere conto e per la quale servirebbero delle soluzioni concrete.

Per quante donne credi che il diventare delle ottime mistress possa essere un buon compromesso all’essere escort?

Se diventi una mistress non sei obbligata ad avere rapporti sessuali coi clienti, sei tu che decidi e che comandi, e chi ti paga, in pratica, si sottomette alla tua volontà. Alla fine, la mistress offre un tipo di servizio, la escort ne offre un altro: sono solo due modi diversi di concepire l’intrattenimento.

Credi ci sia molta richiesta di questi servizi?

Pare proprio di sì... spesso vengono richiesti anche alle non professioniste, è evidente che la domanda è elevata.

Ti sta portando varie soddisfazioni questo libro?

Devo dire che sì, sono contenta. L’argomento è piuttosto difficile e, da testimonianze “sul campo” da parte di lettori, alle volte crea imbarazzi ingiustificati, ma una volta che si inizia la lettura si capisce subito che se ne parla con la giusta leggerezza e con la voglia di divertire e divertirsi.

Chi la prende meglio, uomini o donne?

Ti dirò, entrambi. Le donne si divertono perché si identificano in Cristal, gli uomini trovano aspetti e approfondimenti a cui non avevano mai pensato. E ho ricevuto una bellissima mail anche da un ragazzo gay che si è ritrovato appieno nei timori della protagonista.

Prossimi progetti ?

Sto scrivendo, come sempre. Un nuovo romanzo, sicuramente. Un’antologia per una casa editrice indipendente che curo insieme a una collega e uscirà a ottobre. E poi tante piccole collaborazioni interessanti.


Grazie Ely

27 agosto 2008

Il conforto di radio Maria sull'omossessualità

Commento di Padre Livio Fanzaga

"Dobbiamo capire che tutti noi nasciamo malati - perché nasciamo con il peccato originale che è una malattia spirituale - l'omosessualità non è neanche il peggiore dei mali - c'è di peggio, la pedofilia è ancora peggiore, poi la cattiveria, l'ammazzare gli altri, sono quelle tendenze al male che anche dopo il battesimo rimangono, cioè cl battesimo ci viene tolto il peccato, ma resta la concupiscenza, ovvero la spinta al peccato. L'omosessualità è una delle tante malattie che contrae l'essere umano, la natura umana che è malata, e non è la peggiore. Tu devi chiedere a Dio la grazia della guarigione"

Ma vi sembra possibile che oggi 2008 si possono dire seriamente queste cose? Non si può far finta di nulla scusater - Ma questo è peggio che il fascismo, ascoltate questa dichiarazione e il consiglio per esteso di Livio Fanzaga che si vergogni, al cospetto degli esserei umani invece. Con tutto rispetto per i credenti.

Per chi volesse approfondire...Qui




24 agosto 2008

I sogni che non fanno svegliare



Oggi è pure ancora domenica. E l'unica cosa positiva dell'atroce estate, è che l'atrocità della domenica si sente leggermente meno in questa desertificazione dei sensi stagionale.
Ogni mattino che mi sveglio mi pare quello del giorno prima, poi invece è un giorno in più, e non è lo stesso giorno, dire che nel mondo da un minuto all'altro ne capitano di guazzabugli nel bene e nel male; ma per me che sono entro le quattro mura di casa, è irrilevante finché un guazzabuglio che non siano le solite paturnie non mi viene a scaraventare di fuori. Ma le paturnie son costanti, quelle sì.

Il letto è quello, la tapparella che filtra la luce quella, più o meno attorcigliata nei sogni mica tanto belli che però uguale non fanno svegliare. Quest'estate mi sento di dire di non ave fatto praticamente nulla, ma non quel nulla che porta qualcosa, no, nulla, proprio nulla. Il nulla che porta ad aspettare che per un miracolo celeste succeda qualcosa, ogni tanto succede. Per lo meno non è come ridursi ad estrarre i numeri della tombolo sperando di estrarre una divinità che ti soccorra. No guardo direttamente al cielo dalla stanza, se poi mi vien da scrivere, dopo penso che probabilmente non son stata nemmeno io a farlo, non si può passare dall'inedia a qualcosa di sacro così, allora forse è un miracolo, ma certo tutto questo non dipende da me.

Però quest'estate di miracoli pochi, ma pochi davvero, certo si può sempre pensare che alla fine è relativo, quel che si fa che non si fa, alla fine giorni passano - e quando vedo certe gente che ne so che fa delle cose, penso ma guarda che deficienti, fan delle cose perfettamente inutili, ma io so anche che loro in questa inutilità si sentono perfettamente al loro posto, pieni, fatti, viventi.
Questi anche son pensieri che non portano a nulla, non dicono nulla di più e di meno di tutto quello che è già stato detto al mondo, ma forse si ha bisogno anche di questo, di ripetere i sentimenti universali con la propria di individualità.

Mi dà molto fastidio la cattiveria e l'ignoranza gratuita, quelli sì. Per il resto dovrei ringraziare così tanta gente che per rispetto loro, vedo di non confondere un nome con un altro. Nei sogni va un pò così.

22 agosto 2008

Quando la solitudine non è più di compagnia




Inutile ripetere che Cesare Pavese sia tra gli italiani un altro di quei autori che più amo. Son giornate dove la noia è terribile eppure la paura della morte forte. Vorrei non svegliare per non pensare alla morte.



da "Il mestiere di vivere" 19 ottobre1938



Quando si soffre, si crede che di là del cerchio esista la felicità; quando non si soffre si sa che questa non esiste, e si soffre allora di soffrire perché non si soffre nulla.




"Osservo che il dolore abbruttisce, intontisce, schiaccia. Ogni tentacolo con cui una volta sentivo, provavo e sfioravo il mondo, è come troncato e incancrenito al moncone. Passo la giornata come chi ha urtato uno spigolo con la rotula interna del ginocchio: tutta la giornata come quell’istante intollerabile. Il dolore è nel petto, che mi sembra sfondato e ancora avido, pulsante di sangue che fugge e non ritorna, come da un’enorme ferita. Naturalmente, è tutta una fissazione. Dio mio, ma è perché sono solo, e domani avrò una rapida felicità, e poi di nuovo i brividi, la stretta, lo squarcio. Non ho più fisicamente la forza di star solo. Una volta sola mi è riuscito, ma ora è una ricaduta e, come tutte le ricadute è mortale”

20 agosto 2008

Ciò in cui credo. J.G. Ballard


Io credo, che tutto sia credibile e incredibile come il suo contrario, che tutto sia possibilità finché non diventi cosa. Che tutto sia possibile e incredibile - così come l' odio di una tesi metta in noi il furore dell'antitesi - altro - scaccia-fantasma di quel senso inafferrabile della quiete.

Perché tutto è miseria e cerchiamo di fare rumore per non sentire.

Oh quante battaglie messe in scena per noia.

g

Posto questi versi di Ballard, che non adoro, ma che hanno si sicuro qualcosa da dire, prima e dopo quello che è venuto e quello che verrà e nel "tra".

Credo nel potere che ha l'immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.

Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli scontri d'auto, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell'eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.

Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della nostra immaginazione.

Credo nel fascino misterioso di Margaret Thatcher, nella curva del le sue narici e nella lucentezza del suo labbro inferiore: nella malinconia dei coscritti argentini feriti; nei sorrisi tormentati del personale delle stazioni di rifornimento; nel mio sogno che Margaret Thatcher sia accarezzata da un giovane soldato argentino in un motel dimenticato, sorvegliato da un benzinaio tubercolotico.

Credo nella bellezza di tutte le donne, nella perfidia della loro immaginazione che mi sfiora il cuore; nell'unione dei loro corpi disillusi con le illusorie sbarre cromate dei banconi dei supermarket; nella loro calda tolleranza per le mie perversioni.

Credo nella morte del domani, nell’esaurirsi del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo, nei sorrisi di cameriere di autostrada e negli occhi stanchi dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione.

Credo negli organi genitali degli uomini e delle donne importanti, nelle posture di Ronald Reagan, di Margaret Thatcher e della principessa Diana, negli odori dolciastri emessi dalle loro labbra mentre fissano le telecamere di tutto il mondo.

Credo nella pazzia, nella verità dell’inesplicabile, nel buon senso delle pietre, nella follia dei fiori, nel morbo conservato per la razza umana dagli astronauti di Apollo.

Credo nel nulla.
(specifico che in un'altra traduzione questo verso è stato tradotto in "non credo in niente")

Credo in Max Ernst, Delvaux, Dalì, Tiziano, Goya, Leonardo, Vermeer, De Chirico, Magritte, Redon, DÅrer, Tanguy, Facteur Cheval, torri di Watts, Bîcklin, Francis Bacon, e in tutti gli artisti invisibili rinchiusi nei manicomi del pianeta.

Credo nell'impossibilità dell'esistenza, nell'umorismo delle montagne, nell'assurdità dell’elettromagnetismo, nella farsa della geometria, nella crudeltà dell'aritmetica, negli intenti omicidi della logica.

Credo nelle donne adolescenti, nel potere di corruzione della postura delle loro gambe, nella purezza dei loro corpi scompigliati, nelle tracce delle loro pudenda lasciate nei bagni di motel malandati.

Credo nei voli, nell'eleganza del l'ala e nella bellezza di ogni cosa che abbia mai volato, nella pietra lanciata da un bambino che porta via con se la saggezza di statisti e ostetriche.

Credo nella gentilezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico, nell'universo nascosto nei supermarket, nella solitudine del sole, nella loquacità dei pianeti, nella nostra ripetitività, nell'inesistenza dell'universo e nella noia dell'atomo.

Credo nella luce emessa dai videoregistratori nelle vetrine dei grandi magazzini, nell'intuito messianico delle griglie del radiatore delle automobili esposte, nell'eleganza delle macchie d'olio sulle gondole dei 747 parcheggiati sulle piste catramate dell'aeroporto.

Credo nella non-esistenza del passato, nella morte del futuro, e nelle infinite possibilità del presente.

Credo nello sconvolgimento dei sensi: in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans, Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka.

Credo nei progettisti delle piramidi, dell'Empire State Building, del FÅrer-bunker di Berlino, delle rampe di lancio di Wake Island.

Credo negli odori corporali della principessa Diana.
Credo nei prossimi cinque minuti.


Credo nella storia dei miei piedi.

Credo nell'emicrania, nella noia dei pomeriggi, nella paura dei calendari,
nella perfidia degli orologi .

Credo nell'ansia, nella psicosi, nella disperazione.
Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi, principesse, primi ministri, stazioni di rifornimento in disuso (più belle del Taj Mahal), nuvole e uccelli.
Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell'immaginazione.

Credo in Tokyo, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island, Eniwetok, Dealey Plaza.
Credo nell'alcoolismo, nelle malattie veneree, nella febbre e nell'esaurimento.

Credo nel dolore.

Credo nella disperazione.

Credo in tutti i bambini.

Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d'aeroporto.

Credo a tutti i pretesti.

Credo a tutte le ragioni.

Credo a tutte le allucinazioni.

Credo a tutta la rabbia.

Credo a tutte le mitologie, ricordi, bugie, fantasie, evasioni.

Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.



(Da J.G. Ballard, RE SEARCH ed. italiana, ShaKe edizioni underground)

17 agosto 2008

Esame di coscienza


Io non capisco quelli che dicono che bisogna mangiare la frutta di stagione e poi divorano Pringles tutti i santi giorni.

16 agosto 2008

Estate violenta

Mia intervista su Amerigo Vespucci, viaggi terminati in corso e fancazzismi vari

Mi tocca di farlo, di parlare a mio avviso di uno dei più bei film d'amore italiani.
Proprio ieri mi riguardavo, credo per la terza volta "Estate violenta" di Zurlini 1959, con la stupenda interprete Eleonora Rossi Drago (morta l'anno scorso a 82 anni) - e Jean-Louis Trintignant . Ai giorni d'oggi film come quelli sono davvero delle chicche, e ti sbattono davanti a come siano cambiate le "regole dell'attrazione" la sensualità, l'approccio all'attesa, dove oggi si consuma tutto, tutti, non c'è davvero più differenza tra oggetto persona persona che vuole essere oggetto, e più è oggetto di tanti fruitori più diventa vetta, in vetta, un pò come vincere una tombola, siamo nei numeri, e lo dico quanta casualità oggi più che determinazione che fa il presente, non la persona, ma il presente.

Purtroppo chi più chi meno ci siamo tutti in mezzo, vedere film come quelli di Zurlini per chi può capire aprono il cuore e ti fan venire nostalgia anche dei vissuti non tuoi, a me commuove, questa è la grandezza - forse oggi possono sembrare film lenti, e non tutti se li gustano, ma poi tutti forse nemmeno un tempo - proprio per questo senso dell'attesa che oggi non esiste più del tutto. Dove tutto è rapido immediato, apparentemente facile e alla portata di mano, dove no si ha nemmeno il tempo per pensare alla solitudine e si è irrimediabilmente più soli che mai.

E' un po' come quelli che mangiano sempre da mac donalds e poi non saprebbero più distinguere un sapore autenticamente naturale, va un pò così no?
i lascio uno stralcio di queste eccellente film di Valerio Zurlini, autore da guardare assolutamente, io ve lo consiglierei dall'inizio, però capisco....

15 agosto 2008

13 agosto 2008

Domande della settimana, sesso in testa.




A guardare quello che cerca la gente nei motori di ricerca è sempre una rivelazione, ma non tanto una rivelazione che tanto "è così che va il mondo" come canterebbe Battiato, ma aver conferma che va così c'è sempre qualcosa che ti sorprende in un "non ci posso credere che vada davvero tanto così" -

allora quelle riguardo il sesso mi pare che siano sempre le più divertenti, forse per un arcaico senso del pudore riporto le frasi "chiave"

1- ma la figa è davvero così difficile da avere -

2- l'amante dell'uomo sposato quante volte scopa

3-mi tira la figa che devo fare

4-Doveri coniugali nel sesso, quali sono

Dio cristo, certo capisco che in internet ci sta di tutto e tutto si può guardare anche per curiosità, tanto "nessuno ci spia" , solo certe richieste mi sembrano così ignoranti che mi fa specie, acnhe se non si sa mai chi c'è al di là, e potrebbe essere davvero chiunque e quando invece per strada si incrocia un chiunque come già dicevo faticosamente (per fortuna delle volte) sappiamo le domande che ha in testa.
Però voglio togliermi lo sfizio di rispondere come farebbe Alberoni seriamente

1- caro che hai cercato, non so se si riferisce "da avere" - tipo operazione cambio sesso, che allora è davvero faticoso, nel senso brigoso cambiamento, costi operazioni, cura ormoni ecc ecc, ecco non quel senso la figa è fatica se se un uomo che vuoi diventare donna, anzi più che fatica è complicato e non immediato; se invece come penso, sia una domanda più terra terra, beh, se si parla di solo figa senza la donna non mi pare che sia così fatica, se si dispone di un centino, credo sia relativamente difficile, se non disponi di un centino ma hai una qualche qualità non credo sia difficile uguale:dio cristo non sarai mica senza un centino, brutto come la fame, antipatico ecc, ecc, ci mancherebbe. Cmq mal che vada ci son pure le fighe di plastica se si vuole sol quella eh - così la donna toglie il disturbo. Anche se gli scherzi della natura poi ci sono. Beh io spero che sia una domanda così.


2 - ehhehe, che domanda idiota. Dipende dalla donna e dal rapporto che ha con il marito e con l'amante. Conosco donne (e uomini) che hanno l'amante e scopano parecchio sia con l'amante che con il marito più volte a settimana con entrambi; donne che non si sognerebbero mai di avere l'amante e scopano pochissimo con il marito, tipo una volta ogni qualche mese, e parlo anche di giovani intendiamoci; poi c'è chi ha un qualche senso di colpa e quindi scopa anche di più con il marito che con l'amante per dimostrare che è presente nonostante le scappatelle ripetute, ma la risposta vera questa domanda sarebbe, "beh caro dovresti capire chi hai davanti, se conoscei la persona dovresti percepire una mezza verità" - , e poi la quantità fa così la differenza sulla priorità di appartenenza? Mah è proprio vero anche se s cresce si resta così infantili su certe tematiche.

3- Allora questa fa faceva ridere più che le altre. Cioè allora "se c'è uno che ti tira la figa" lascialo immediatamente, lascialo perdere va là, non mi pare un gran giochetto erotico. Se invece ti tira la figa, come agli uomini tira il cazzo, e se non hai un cazzo decente a portata di mano masturbati, ma io credo che una ci dovrebbe arrivare no? ehehhe

4- Che due coglioni sta gente che continua a cercare "doveri coniugali" oh ma davvero tanti non ne avete idea quanti - ma cosa significa? quelli riguardo il sesso? Se si ha voglia di fare si fa, se a uno dei due non va si lascia perdere e anche senza troppi rancori se ci si riesce, e mi sembra che riesca malissimo questo. In ogni caso mi pare davvero superfluo dire che queste cose non dovrebbero essere messe per iscritto, se ci si trova bene, se ci son troppe differenze sul vivere la sessualità, divorziate pure. O mettete in chiaro che almeno da quel punto di vista non avete più nulla da spartire.

11 agosto 2008

Amerigo Vespucci


Vi segnalo che terrò di tanto in tanto una rubrica fancazzista su questo nuovo blog

Amerigo Vespucci, viaggi terminati in corso e fancazzismi vari

se vi va mi troverete pure lì... solo fancazzismi. Del resto in quest'estate non ci si riesce a prendere sul serio, anche se un po' la povertà mi costringe...questo non l'abbandono di certo, e ogni tanto ricordo pure l'altro

"La felicità al primo piolo", tutto quello che non è amore ma che ci sfugge di mano

see you là.

09 agosto 2008

Mail direttamente da myspace

Ellamadonna quanto si prendono sul serio molti di quelli che bazzicano su myspace. Cosa non vi ho detto? Qualcuno pur di sentirsi un po' di compagnia venderebbe l'anima al primo demonio zoppo trovato dentro al rusco. Del resto tra 2600 amici di myspace essere cancellati, deve essere proprio percepito come un'offesa parecchio grave...


"grazie per avermi tolto da myspace confermando il fatto che ti ho smascherato, cioè la solita stupidina furbetta che crede di fare la scrittrice maledetta, ma vai da costanzo va... eh eh, insieme a tutti gli altri finti alternativi, uno ci mette qualche cazzo e pensa di fare la scrittrice moderna, sì va bè... ma chi sei"

Ma valà, che carnevale è finito da un pezzo; esen.

08 agosto 2008

Incredibile, ma falso.


Bambino cade dal quarto piano e muore per miracolo.

Negro si ustiona, ma nessuno se ne accorge.

Suona ma non è un juke box, ha le ruote ma non è una macchina cos'è?
Pierangelo
Bertoli.

le prime due son mie la terza una cosa che mi faceva ridere. Cmq son giorni che non riesco a pensare bene, caldo, ma più che altro son demotivata, ma demotivata dall'umanità non tanto dalle idee dal mondo inteso come realtà che circonda e tace l'essere. Quando la fa tacere davvero, ah che magnificenza - Poi c'è qualcosa che mi fa anche a ridere, e penso che questi qualcosa valgano la pena di essere risi allora. Metto in chiaro che non son qui per autocommiserarmi, ma per commiserare semmai, non ho bisogno dei corsi di auto stima che ogni tanto qualche infinocchiato dal mondo stelle e strisce, loro zebre cosmiche di metropoli e provincia traspongono in "take care" darling, naturalmente dicendolo poi in italiano, ma con quell'anda, "guarda come sono bravo\a a preoccuparmi di te, così anche oggi l'orgoglio proprio salirà uno scalino in più della propria vetta quotidiana. Ma fake you allora. Vi pare una lingua credibile l'inglese. Mah?

"Anche oggi avrò fatto il mio compitino da persona onesta, dormirò sonni tranquilli"

De André in amico fragile diceva "se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te" e poi "piangi se vuoi essere corrisposto" - come è in voga tutto ciò, uno deve strillare se vuol non essere ascoltato, ma se vuole attirare l'attenzione, perché oggi si è ascoltati solo se si raggiunge il massimo del gossip, (oltre il porno) ovvero, se si muore.

oh sì, Piero Ciampi anche in un sua massima "ma devo buttarmi dal 4° piano per farvi capire che ho le ossa rotte?" ora cito a memoria, ma mi pare che è così, io direi anche dal 7° magari.
Non c'è tanto che si deve capire lo stare male, io credo che basta guardarsi un po' attorno per capire che la gente sta male, ma sta male pesa, e anzi chi non lo dice spesso forse sta male anche di più. Forse io alla fine lo dico spesso, però son sempre qui che lo dico, ma poi eh, dico anche tante altre cose, che poteva andare peggio quando son ottimista che poteva andare meglio quando son pessimista, ma che le cose vanno poi come devono andare, e come il proprio dna abbinato al cosmo-terra. Non sempre fa pan-dan, ma fa Pan-dannazione. Poi son cazzi di chi ci si ritrova. Può essere anche una bella cosa poi stare al mondo per un determinato o determinati periodi del proprio mondo. ah sì, la materia dà pure le sue soddisfazione in alcuni attraverso.

Poi eh cari, sapersi fare amare è un talento, conforme alla propria natura, c'è chi annaspa, per trovare amore, c'è chi ne potrebbe avere finché vuole e ne può fare a meno perché ne è talmente colmo che sapere che c'è gli potrebbe bastare per diverse vite. Senza nemmeno toccarlo.

Mi innalzo e sporco il cielo con un dito, quello è amore. E direi che mi pare in quei momenti di aver vissuto no solo per la terra ma per l'universo intero, i disperati ha bisogno della loro disperazione, delle fiamme e del ghiaccio, oh cari non vedo pietà, siete convessi nell'anima, ma di questo si vede che ne necessitate. Io non vi tocco, come potrei fare con il cielo.
E poi se non capite, pazienza l'esistenza è fatta del resto dal non detto e dal malinteso, cosa ci possiamo fare? Solo l'affetto può dire quello che la semantica sempre e per sempre sarà monca. La critica diventa il gossip delle parole, pochi sanno capire quel limite che intercorre tra la genialata e la cazzata. Ormai è tutto un minestrone non abbiate pretese.


Mi scrive un amico feticista che come spesso capita per i feticisti è appassionato di piedi e gli capita che al lavoro il collega gay per corteggiarlo gli si propone con un foot-job, e lui non poteva pensarci..ehehe ecco queste son le cose che nonostante tutto mi fanno ridere, che mi divertono, almeno sul momento, poi ci son cose più belle che invece mi fanno ridere il cuore, poi ci sono cose più brutte che me lo fanno piangere, e io ricordo quando da piccolo con il salice piangente ci facevo l'altalena, che mi resisteva. Ora vado lontano, lontano da quello che non voglio perché mi sono stancata di molta gente. E' inevitabile, ma poi senza altra alcuna gente, come fare?

Però per alcuni.

Abbi più cura di te? Ma uno dovrebbe 1 - avere più cura degli altri 2 - farsi i cazzi propri, e ricordarsi che non chiedere spesso è un gesto molto più elevato del dare.
e guardate che queste cose combinano benissimo.

Ora dedico questa di Piero Ciampi a varie persone.

Padre
Volevo vederti.
Sono qui
per questo.
Vederti.
Rivederti.
Capisci.
Ma ti stupisci.
E così
È il solito
arrivederci.

06 agosto 2008

Controsensi


Oggi ho conosciuto un puttaniere vegetariano.

ma vi pare logico?

03 agosto 2008

Hot cald e spiedini al pollo e ananas

Oh che sofferenza queste giornate sotto il sol leonino, comunque non invidio a dir il vero quelle colonne nelle autostrade, dove la gente scende dalle macchine abbrustolenti, e tutti disposti a soffrire per il proprio metro di "libertà" mi pare un pò la fabbrica delle ferie, però del resto, se questo a qualcuno può giovare, che ben giovi.

Per me non c'è dubbio che mi invischi in viaggi troppo faticosi, faccio fatica a stare ferma talvolta, figuriamoci muoversi, mi ci vorrebbero poi altri mesi di sano fancazzismo, ma queste son beghe personali che del resto perché mai dovrebbero interessarvi, passo di qui per dare così una ricetta un pò ristoratrice per chi come me in questi giorni resta a casa.

Spiedini di pollo e ananas


Tanti anni che stagionalmente ho lavorato come cameriera negli alberghi del Veneto di di Trento, mi era capitato un anno di trovarmi dentro un circolo golf - dove vi erano ben 3 cuochi, uno era il cosiddetto chef, l'altro uno che non era chef ma che avendo un'età simile non è che sopportava troppo lo chef, e poi c'era il pupillo tirato di qui e di là, ovvero il piccolo cuoco aiutante che prendeva lezioni a destra e a manca, sentendosi dire ora che una cosa era fatta assolutamente in un modo, ora che la stessa cosa era fatta assolutamente in un modo diversissimo, e a seconda di chi seguiva si prendeva sempre delle gran tirate d'orecchi dall'altra parte che certo voleva averla vinta.

Noi si mangiava tutti assieme prima che i clienti riempissero la sala, verso le 18,30 quindi, e in una di quelle sere a tavola arrivarono dei bei spiedini che subito mi apparvero come di pollo e patate, invece la parte "gialla" ebbene sì era fatta invece che di patate, di ananas. Un pò incredula assaggio, e la combinazione agro-dolce, era davvero ottima, il pollo tenerissimo.
Chiesi ad uno dei due cuochi "grandi" come faceva ad essere così il pollo e mi rispose "beh cosa ci vuole? Il pollo se è tagliato a piccoli pezzetti basta cuocerlo un attimo che è fatto" - ma qualcosa non mi convinceva. Appena si alzò dalla tavola e arrivò l'altro, (spesso se c'era uno non c'era l'altro, un pò per potersi dare il cambio in cucina, un pò perché non amavano proprio conversare tra di loro) rifeci la stessa domanda riguardo la tenerezza del pollo, e lo chef mi rispose difatti che i pezzettini di pollo erano stati marinati 30 minuti in aceto di mele. E aggiunse, "ma cosa vuoi che capisca quello, non sa nemmeno che tempo fa se guarda fuori dalla finestra".

Insomma ecco la ricetta.

Difficoltà - *****
Tempo totale 1,15" h
Stagione consigliata - estate

per 4 persone -


1 ananas fresca
500 gr di pollo
aceto di mele
bacchetti per spiedini qb
sale pepe qb
olio extravergine

- Mettete a marinare per mezz'ora abbondante - nell'aceto di mele il petto di pollo tagliato a pezzetti regolari e non troppo grandi.

- Nel frattempo, tagliare a tocchetti piccoli e piuttosto regolari l'ananas, scartando naturalmente (il gambo) la parte dura centrale.

- Prendere i bastoncini per spiedini e alternate pollo e ananas, partendo meglio dal pollo che ha maggior consistenza, appoggiate mentre fate su di un piatto da portata perché gocciolerà. Salare e pepare.

A questo punto i metodi di cottura possono essere due

Sulla griglia - appoggiare gli spiedini sulla griglia, (può essere anche leggermente unta d'olio) e girare molto delicatamente (perché hanno uno consistenza fragile) affinché la cottura non risulti omogenea.

In forno - ungere d'olio ex. d'oliva una teglia, e infornare per max 30 minuti (. basterà poco perché si parte da prodotto marinato). A temperatura di 180°-200° preriscaldato - Girare se possibile gli spiedini almeno una volta, se il forno è a ventilazione, potrebbe anche non essere necessario

Servire su foglie di lattuga.