
Questa settimana intervista su Vanity…bene, bene.
Però come spesso accade nelle interviste che non si hanno sotto mano, capita che non passino cose per me importanti e vengano sottolineate altre che ne hanno di relativa, e/o frasi magari che dette in un modo che stanno a significare altre in un contesto…
Quindi siccome dall’intervista ad un certo punto sembra che io dica che il sesso per me sia banale, o che ne scrivo per banalizzarlo - volevo assolutamente ribattere e dire che al contrario - spesso viene banalizzato proprio per il fatto che si trova dappertutto, e una cosa che è dappertutto appunto non può essere al centro dell’attenzione…il sesso fa parte della vita e ogni persone di vita ne ha una propria non una pubblicità che rappresenta il genere umano nella sua volontà erotica, anche se di fatto i tentativi sempre ci saranno.
L’attenzione credo sia qualcosa di molto, molto intimo, soggettivo, personale…e spesso invece il messaggio che passa è "la volontà di “intrigo” a tutti i costi , riproponendo sempre gli stessi modelli - ovvero sembra che questa presunta intimità faccia indipendentemente parte di un meccanismo collettivo - dove anche tutte le tensioni erotiche, psicologiche e fisiche vengono equalizzate. Inutile dire che il sesso è una parte importantissima di ogni persona, o meglio la sessualità - intendendo appunto il modo di vivere le distanze e attrazioni tra le persone. Ed assieme ai sentimenti è ciò che ci fa vivere - bene - male.
Io nel libro ne parlo e molto in prima persona, perché credo appunto che il sesso sia un veicolo importante (tramite le proprie e altrui esperienze), per capire quello che ci sta intorno, quelli che ci stanno attorno e come queste cose si relazionino tra loro. E per me lo è stato ed è importante, anche se inevitabilmente dopo un po’ la l’idea della trasgressione va un po’ a farsi sfottere. Per questo ad un certo punto mi sembra che certe persone si prendono un po’ troppo sul serio…e quindi mi vien da riderci sopra...Ma scriverne è un modo poi anche per capire meglio e soprattutto era un'esigenza scrivere di certe esperienze...
Ma ben lungi da me a dire o voler dire cose del genere che il sesso lo scrivo per banalizzalo, magari per sdrammatizzare…tra l’altro è un gioco, e come ogni gioco le regole le deve stabilire chi gioca…e buon divertimento…
Per quanto riguarda l’editore scelto , sembra l'abbia scelto solo per il contratto pronto ! Viene scritto contratto pronto – sì certo ce l’aveva, come gli altri, però quello che mi ha fatto scegliere è stata l’idea di un editore che avesse capito esattamente il senso anche grottesco, del tragico e del comico di tutto l’insieme oltre alle sgangherate vicissitudini di una ragazza in cerca di seduzioni ma che di fascino oltre ai piselli dondolanti, totem sacrali, languide frasi sbauscianti e grotte dell’amore non ne trova….e il romanticismo va a farsi fottere, resta la nostalgia e qualche erezione. Per tutti.





















