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News e appuntamenti


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IN LIBRERIA

15 novembre 2005

Piero Ciampi

Carissimi, mi sembra doveroso aprire almeno una discussione riguardo Piero Ciampi.
E' un autore che secondo me non ha euguali in Italia in quanto autenticità. Anche lui come tutti ha subito delle influenze. Nel primissimo periodo si sente un inflessione a Modugno e un buon avvicinamento ai toni francesei in seguito. Se si pensa a "Tu no", potremo vederlo quasi come un clone della bella "Ne me quite pas" di Brel, ma in quanto autenticità, verità, ha metabolizzato delle situazioni e le ha fatte proprie in tutto e per tutto, in prima linea c'è sempre lui.

Persino nel modo di pronunciare le parole si sente che non finge neanche un secondo per assencondare un eventuale pubblico; così come i testi, le loro parole non assecondano nessuno.
Paolo Conte diceva : "A prescindere da cosa dicesse, la sua voce era già un fatto". Poi c'è il discorso poesie di Ciampi, (la raccolta uscita nel '92 "Piero Ciampi tutta l'opera" a cura di Enrico De Angelis spero vada presto in ristampa perché è un libro utilissimo e bellissimo per conoscere moltissime opere di Ciampi oggi introvabili diversamente), frammenti geniali, pensieri poetici, che però non so se chiamare poesie nel senso proprio del termine, perché i suoi versi sono svincolati dalle regole metriche, nonostante l'evocazione poetica sia altissima.

Se c'è una cosa sicura, è che ogni sua forma espressiva (poesia o canzone) rende l'idea che vuole rendere...
Tante cose le ho dette, sul libro e sulle interviste riguardo; ora scrivete e chiedete pure voi cosa ne pensate sia sulle canzoni che sulle poesia...poi rispondo...

Un saluto a Voi

20 commenti:

denis ha detto...

Gisela cara,
per me Piero Ciampi rimane una folgorazione. Quando ci penso (per non dire quando ne parlo) mi si tendono i nervi e mi si bagnano gli occhi. La sua voce-litania ne “Cristo tra i chitarristi”, il suo scandire, tra gli altri versi, il “corre, anela, sta”, tende al sacro. Per ogni canzone conservo rantoli di me che credevo non avere.
Le poesie, poi, sono se possibile ancor più fulminanti. “Amore, piuttosto che tornare indietro, niente. Ma per un giorno dei giorni con te, non so, forse tutto” rimane la mia prediletta. Quanto significante in così poche parole. Riesce a scavare sul fondo che nessuno sapeva esistesse, oppure lo si sapeva, lo si intuiva, ma che nessuno ha mai osato portare a galla con le parole e con la voce, forse perché l’anima strappa parole alla gola con un migliaio di ami.

Gisy ha detto...

"Cristo tra i chitarristi", è anche per me è uno dei pezzi più forti ed evocativi, per non parlare di come descrive "il Cristo" ovvero ogni persona "ha la sua salita senza scampo" dunque ogni persona è un Cristo. Il modo di descrivere lo trovo eccezionale "Sopra una collina era il più alto, il più bello, irraggiungibile. Ai suoi piedi c'era il deserto, ormai la folla s'era saziata con le preghiere. Là c'è sempre un uomo in verticale che non tocca mai la terra, talvolta scende da una croce, ma poco dopo su una salita sconosciuta perde la vita. Un concerto di chitarre arriva e suona molto amaro. Anche stasera da qualche parte c'è qualche Cristo, che sale stanco e senza scampo, una salita".
Ecco trovo che quando dice "là c'è sempre un uomo in verticale che non tocca mai la terra" non potrebbe trovare un'espressione migliore per rendere l'idea di Cristo(di un Cristo), e poi "Ormai la folla s'era saziata con le preghiere" è l'altra facciata, la gente si sazia con una fede, che poi qui sono le preghiere nel contesto, ma è una fede generale, che oggi la sazietà può essere benissimo i reality schow, o altre ideologie, altri credo, che delle preghiere ne sono il corrispettivo; come dire basta che la gente abbia un credo per saziarsi, a quel punto uno volta che ti ha reso Cristo, ti può lasciare in pace sulla tua salita, ma prima o poi appunto, "Anche stasera da qualche parte c'è qualche Cristo, che sale stanco e senza scampo una salita".

Per quanto riguarda le poesie (si trovassero accidenti...ma confidiamo appunto in una ristampa di Tutta l'opera) sono sicuramente geniali, alcune fulminanti, noi sle chiamiamo poesie perché i versi vanno a capo, ma io qui ho dei dubbi sul chiamarle poesie...sono pensieri, versi slegati, alcuni fortissimi. "Se tu\nonsapevi\dove andare\perché\sei venuto\proprio qui?

Altre sicuramente fanno pensare alla struttura poetica

Madre\So\che mi hai preparato\un letto\con lenzuala fresche\Madre.\Perdona\se sono uno scamiciato\E' la mia prima morte\

Io credo che Piero NON sia stato un grande acculturato, nel senso classico del termine, ma sicuramente era una persona in grado di cogliere i passaggi esseziali e fondamentali di un libro, di un discorso della vita
di metabolizzarli e renderli poi nelle sue espressioni migliore filtrandoli attraverso il suo essere Piero Ciampi.

La sua produzione migliore tra tutto per me resta quella inconfondibile Ciampi Marchetti, dove riesce ad avere una direzione, e la musica in questo casao è il corrispettivo esatto delle parole...


G

denis ha detto...

Già, la simbiosi Ciampi Marchetti è eccezionale. Vestire di musica la voce di Piero credo non sia mai stato semplice, nel senso che lo scivolone nel banale era dietro l’angolo. In ogni caso la musica di Marchetti ha il dono di risaltare la voce di Piero, e questa è la cosa principale.
È vero che le “poesie” sono introvabili come del resto altra bibliografia su Ciampi; non a caso dopo tanto peregrinare il solo libro che son riuscito a trovare è stato il tuo. Che dire…bisogna accontentarsi… :-)!!
Comunque, di cristi in giro ce ne sono, ognuno a modo suo, ognuno talvolta scende dalla propria croce. Per poi risalirci…
Per quanto riguarda il suo essere acculturato nel senso classico del termine, sì, ho letto e sentito che lui era una persona colta ma che non dava sfoggio di cultura stile intellettualoide, dato che a lui tutto ciò non interessava, dal momento che lui ragionava col cuore e non con la testa; in ogni caso, la sua estrema sensibilità gli permetteva di cogliere l’essenza del discorso. E scusate se lui ci riusciva…

denis

Alex ha detto...

Ciao Gisela,
ho scoperto casualmente il tuo sito e il tuo blog attraverso il forum di "Rimmelclub" di De Gregori, che dire, anch'io adoro Piero Ciampi e ho diversi libri su di lui oltre al tuo naturalmente (che però ti confesso devo ancora leggere, spero mi perdonerai...:-), è stata davvero una piacevole scoperta questa, io Piero l'ho conosciuto tramite Renato Zero di cui sono stato 1 grande estimatore (ultimamente 1 po' di meno), che nel 1990 scrisse una canzone dal titolo "L'aquilone Piero" che ancora oggi rimane la mia preferita delle sue e una delle più belle in assoluto della musica italiana a mio avviso, sicuramente l'avrai ascoltata nel disco "Gli amici cantano Piero Ciampi" uscito qualche anno fa con la rivista "Blu" dove c'erano anche "Andare camminare lavorare" e "Adius" di Piero, io quella sera all'Argentina non c'ero però ho visto un'altra serata sempre dedicata a lui qualche anno dopo (il 18 dicembre 1995, sono già passati 10 anni !!) al teatro Brancaccio in cui Umberto Bindi lesse una lettera molto bella di Renato dedicata a Piero che ancora conservo come uno dei suoi ricordi più belli, questo era il testo:


"La musica è la risposta più eloquente ai silenzi...
Piero, un temporale imprevisto, in un cielo appiattito.
Spazio privo di espressività. Di amorevole e necessaria bizzarria.
Un prezzo che pagano quelli che non stanno in riga.
E che non accettano di seguire le ovvietà di seguire passivamente il branco.
Non si può e non si deve commemorare chi non ha mai lasciato il suo "avamposto".
E' invece indispensabile esaltare i meriti di chi fu creativo, stimolante e coraggioso, riuscendo a rimanere integro e vitale.
E noi, che abbiamo ancora bisogno di un "poeta",
noi certo...non dimenticheremo !
Grazie perchè sei così ostinatamente qui !

Il tuo, Renato.

Roma dei giorni più veri, dei mesi più arditi, degli anni più "CIAMPI".


A questa lettera era allegata la tessera onoraria di Fonopoli, certo che Piero "sarebbe stato orgoglioso di essere dei nostri".

Così ho conosciuto Piero, poi da allora ho cercato di recuperare tutta la sua discografia e bibliografia, sono a buon punto ma mi manca ancora qualcosa, sono sicuro che tu mi potrai aiutare...
A presto,

Alex.

Gisy ha detto...

Ciao Alex, benvenuto...

Renato Zero, credo abbia capito veramente in profondità Piero Ciampi, l'abbia metabolizzato e fatto sedimentare sul fondo. Se no, non si spiegherebbe una canzone così "vibrante" e allo stesso tempo struggente proprio come "l'aquilone Piero".

Che artisti di alto livello come Renato Zero, dedichino brani a Piero o ripropongano sue canzoni (ricordo anche alcuni altri "Il vino" rifatto dai La Crus, "Tu no" da Franco Simone rifatta in apagnolo,un album di Gino Paoli tutto di canzonoi di Piero") è fondamentale perché dà modo di farcelo arrivare e di conoscerlo. Lui (purtoppo?) per primo nei confronti del pubblico non è che si aiutasse, nel senso della scomodità di non assecondarlo un pubblico, di mandarlo affanculo quando gli girava.
Ma quello che conta credo è che ci restino belle opere di un artista, ed è questo credo che fa vivere anche il personaggio in eterno; grazie a chi sa coglierlo.

Un pò e lo dico: il rammarico che non si sia potuto fare di più per lui da vivo, ma appunto non si aiutava, non sapeva tenere i soldi, le donne. Era un artita vero, autentico. Come ha scrotto e detto Gino Paoli: "Ho sempre pensato sia il più artista di tutti".

Io mi sorprendo che continui a rimanere così poco conosciuto, perché in effetti come dice Cluaudio Lolli, continua rimanere una sorta di fantasma che ogni tanto smuove le catene, ma un fantasma fondamentalmente.

Ti ringrazio per ricordare la splendida serata al teatro Argentina che non in molti conoscono, un serata in cui tantissimi artisti e amici di Piero hanno intepretato eccellentemente suoi brani. Diciamo pure anche chi si è rifiutato di esserci come scrive Giuseppe De Grassi su quel cd, ovvero: Gianni Morandi, Mia Martini, Ornella Vanoni e Roberto Vecchioni.
Di quel che c'è stato esiste un cd e un video di questa serata (almeno io anche se di bassa qualità son riuscita ad averlo), ma so che non son cose facilmenti reperibili. Io ho comqune parechhio materiale inedito audio su cd.

Grazie anche per aver scritto la bellissima lettera di Renato Zero...

Credo che Piero Ciampi sia un autore che vale la pena con conoscere perché è un artista che fa capire con il cuore e non con la testa, l'essenza delle situazioni e delle persone.

G.

Alex ha detto...

Ciao Gisy,
ho cominciato a leggere il tuo libro su Piero Ciampi, per ora ho letto la tua introduzione e l'intervista a Fernanda Pivano, molto bella, complimenti, ho anche letto che il 26 novembre sarai a Milano per la presentazione del libro alla rassegna Filmmaker, se capiti anche a Roma prima o poi fammi sapere, il 25 probabilmente sarò al MEI di Faenza con alcuni amici, sempre lì domenica 27 alle 16 sarà proiettato un documentario su Piero Ciampi che ha vinto il Bellaria Film Festival (presentato da Enrico De Angelis), volevo sapere se tu l'avevi già visto perchè non so se posso rimanere a Faenza fino a domenica, comunque spero che prima o poi si possa vedere pure qui da noi o in televisione (ma ne dubito), domani c'è la conferenza stampa del MEI e forse ti saprò dire qualcosa di più, io sono di Roma se non si fosse capito !! :-))
A presto...
Alex.

Gisy ha detto...

Per quanto riguarda le interviste, credo siano sempre le rispote ad essere più importanti rispetto le domande; se uno ha cose "forti" da dire, trova il modo di dirle anche attraverso domande banali o deboli, e viceversa naturalemnte...
E poi credo che siano le risposte a fare in modo che le domande esistano (quelle importanti).

A Roma sicuramente prima o poi ci capiterò, vuoi o non vuoi è anche la sede del buon Coniglio editore... :-|

Per quanto riguarda la proiezione al MEI credo che tu ti riferisca a "La morte mi fa ridere la vita no" Di Claudio Di Mambro...ecc.
Sì, certo l'ho visto più volte montato finito al Premio Ciampi l'anno scorso, poi a Senigallia ecc...è molto carino (e tra parentesi avrebbe dovuto essere in allegato al libro come prima idea...), solo i soliti problemi sui diritti, rai non rai, rca, non rca ecc. ed è sempre un casino. Sempre se ti riferisci a quello; è un'insieme di interviste video a livornesi e amici vari(un pò come il mio libro, ma video), con frammenti di Piero Ciampi, che compaiono tra un'intervista e l'altra e (anche in mezzo), parti presi sia da "Tre uomini e una donna" una specie di show musicale dove era presente Ciampi-Nada-Paolo Conte e Renzo Zenobi. (Cantavano ed erano tutti giovanissimi, Piero più o meno li prsentava anche ...ma questo non è mai andato in onda; la regia è di Ezio Alovisi. L'altra comparsa video è "Ciampi no" dove è ospite a "senza rete" da Aznavour e lì, canta "Tu no" in maniera strepitosa...

Che eri di Roma si era capito a metà... ;-)
Ok fammi sapere... G.

Alex ha detto...

Cara Gisy alla fine non ci sono più andato al Mei perchè è troppo lontano da Roma per andare e tornare in 1 solo giorno, dato che non potevo rimanere anche sabato e domenica, mi sarebbe piaciuto essere lì stasera perchè ci sono parecchi amici artisti che suonano al Teatro Masini tra cui Her con Teresa De Sio, Pinomarino, Pacifico, gli Otto Ohm, i Cappello a Cilindro e poi anche Nada che come sai è molto legata a Piero Ciampi, il documentario che presenteranno al Mei probabilmente è quello che dici tu, io non l'ho mai visto e sul sito non c'è scritto il titolo, anche sul programma che hanno dato alla conferenza stampa non è specificato comunque dovrebbe essere proprio quello, mi piacerebbe poterlo vedere prima o poi, per ora è tutto, poi ti risponderò anche sull'altro post, a presto !!
Alex.

Gimmi ha detto...

Ciao Gisela
Io sono livornese, eppure di ciampi ne sono venuto a conoscenza solo navigando su internet. E dal primo momento in cui trovai una canzone...beh...fu amore! Trovo in ogni canzone di Ciampi qualcosa di meraviglioso, e ogni sua poesia (le poche che sono riuscito a trovare,a dir la verità) muove in me qualcosa dentro. E' per questo che mi chiedo come è possibile che sia ancora così sconosciuto...
Perchè se mi chiedono un nome di un cantante italiano che a me piace e rispondo Piero Ciampi, devo sentire rispondermi "chi?" oppure devo vedere facce che dicono la stessa cosa?Eppure siamo a Livorno...
Già, Livorno... Patria anche di Modigliani. Un'altro artista di cui Livorno si vanta solo dopo la morte, e solo dopo che altri artisti ne hanno fatto menzione...
beh, torniamo a Piero. anzi, non credo ci sia da dire altro, anche perchè credo che le parole di un diciassettenne siano ben poco a sostegno di ciò che ha scrittocantato Ciampi. L'unica cosa che mi dispiace è di non riuscire a trovare nulla di questo artista (soprattutto in questa città)...

Bah, io leggo il mio commento e mi sembra bruttino, però era ciò che sentivo di dire, trasritto nel momento in cui lo sentivo (sono fatto così...). Scusa

Gimmi

warzaw ha detto...

Ciao,
voglio contribuire a rimpinguare un po' il post su ciampi e la musica. non parlerò in particolare di ciampi. di lui posseggo solamente l'omonimo cd, ristampa dell'lp del 71. lo trovo molto interessante. sicuramente diverso dagli altri (in italia soprattutto). comunque non l'ho ancora ascoltato abbastanza per averlo ben interiorizzato. confesso di avere un approccio abbastanza quantitativo alla musica. mi piacerebbe sempre ascoltare un cd nuovo tutti i giorni. cerco sempre comunque prodotti di qualità. ovvero che si differenzino dal resto. penso che ci debba essere il massimo di differenziazione dell'offerta per innalzare la nostra competenza estetica. poi ok, occorrerebbe anche ogni tanto soffermarsi e approfondire. la mia tipologia di ascolto ha sempre privilegiato l'aspetto musicale su quello testuale. quante volte sono riuscito a fischiettare per intero una canzone senza ricordarmi quattro parole di fila. anche se italiana. forse proprio relativamente alla musica italiana non è stato approfondito abbastanza il discorso sulla musica, i musicisti, gli arrangiatori, i direttori d'orchestra. nelle ristampe, questi ultimi spesso non vengono nemmeno menzionati. ci sono molti più studi sui testi, anche universitari. lo studio del sound (non tanto della struttura musicale) che contraddistingue un certo artista, gruppo o anche soltanto un certo disco è invece molto importante. soprattutto in ambito pop(ular). anche per ciampi il discorso vale. pensiamo alla suoi particolari timbro e articolazione voce, per non parlare delle soluzioni strumentali e rumoristiche di marchetti. quella frusta ne il giocatore per esempio...
ma cosa ne sappiamo dei musicisti che hanno suonato in quel disco? sui libri e su internet si trova ben poco.
anche per quanto riguarda il discorso dei plagi, bisognerebbe occuparsi di più quelli che potremmo definire plagi del sound. degli arrangiamenti. prendiamo per esempio "è tutto un'attimo" della oxa: sui rifà esplicitamente ai police di every breath you take come la maggiorparte della produzione pop roccheggiante dell'epoca. per non dire del sound alla u2 (ma anche alla cult) di ligabue (altro che il boss). per non parlare di zucchero che per assomigliare di più a otis redding chiama a suonare i memphis horns.
ho buttato lì un po' di cose...
vediamo cosa viene fuori!
warzaw

Gisy ha detto...

Ciao Gimmi,
le tue mi sembrano osservazioni lecite...di ciampio ci si innamora subito o è fatica che accada in un sencondo momento a meno che non accada qualcosa di veramente significativo che poi ti possa in un qualche modo ricollegare.
Io credo che ci siano percorsi, che in parte prescindano la conoscenza, quella per gradi, ovvero penso che ci sia una predisposizione innata a recepire certe cose anziché altre.
Anche a me a 17 anni piaceva Tenco (e varie), e tantissimo tutt'ora, ma sicuramente se allora avessi già conosciuto Ciampi (il che è successo due-tre) anni dopo mi sarebbe piaciuto al 100 per cento.
Per cui è solo questione di trovarsi lì, e recepire un'autore che per noi ha qualcosa da dire, e noi dire con le parole di questo quello che non riusciamo a dire (ma sentiamo)...
Sul fatto che sia poco conosciuto, di domande ce ne siamo poste tante,in tanti; così come potremo trovare tante risposte.
Ma le domande come le risposte sono giuste e sbagliate allo stesso modo, i fatti stanno come stanno.
Lolli, mi rispose che Piero Ciampi non è stato glorificato da una morte tanto eclatante come quella di Tenco ad esempio, e questo sicuramente può aver inciso; ma io credo anche nel suo porsi, non sempre era un fatto indolore avere a che fare con Piero.
Il pubblico vuole anche essere trattato da pubblico e sentirsi consacrato(in positivo o in negativo a scelta) da un ipotetcico autore, considerato da un artista, Piero era uno che mandava tutti a quel paese spesso e volentieri, poi le tematiche erano troppo avanti, un sacco di cose, ma poi non è facile dire veremente perché qulcosa non è scattato; e tutt'ora sembra che il nostro caro Piero rimanga una specie di elegantissimo fantasma della grande canzone d'autore.

Per Warz,
apro un nuovo post sulla musica, che sia sulla questione testi, timbri, arrangaimenti, plagio, italiana e straniera, merita ampiezza questo argomento...

Grazie questo spazio cotinuo a tenerlo per Piero...

fabio ha detto...

Ciampi, mi accompagna ormai da dieci anni, ed ogni giorno che passa, lo trovo sempre più attuale.
In certi momenti mi ha fatto accorgere delle vita, la vita che ti scorre di fianco,
che non riesci ad individuare fra le pieghe d’ogni giorno, quando "Tenti tanto, ma non sei mai".

Lo porto nella mia testa alle riunioni di lavoro, mi aiuta a sorridere sulle situazioni che agli altri sembrano catastrofiche, e che invece lui avrebbe liquidato con due parole al posto giusto ed al momento giusto, perché lui era un poeta, e...."che cosa non è concesso ad un poeta?".

Mi fa impazzire il fuoriclasse che è in lui, come sfida la fortuna ne "il Giocatore",
come ironizza sull'Italietta e sugli omiciattoli in "Andare camminare lavorare",
e quando non si perdona "quel pugno", anche se poi si compiace
di aver modificato un naso fatto in precedenza da Dio.

"La memoria, nascondendo il presente, diventa ladra"?
ed allora rimuoviamo la memoria, e viviamo il presente
non sempre ci si riesce, ma è un buon esercizio provarci tutti i giorni.

Una delle cose più toccanti che mi ha fatto capire realmente la sua condizione,
è quanto detto nel tuo libro a proposito di sua figlia:
"…quando incontrava la figlia Mira, era sempre ubriaco…".
Una condizione disastrosa per coltivare un rapporto così unico, ma ormai lui era fuori, fuori da tutto,
dagli affetti, dal successo, dal lavoro, dall'amore, e quanto soffriva a vivere in quella condizione!!!.
Ha sofferto talmente tanto, da riuscire a fotografare ogni dolore con l'unica arte che conosceva bene, la poesia, e la canzone.
Molti suoi testi assomigliano infatti a dei cortometraggi, e uno dopo l'altro, rappresentano la vita fra un uomo ed una donna,
dall'esplosione dell'amore, alla crisi, al tribunale, per finire con un ADIUS in piena maturità.

Ogni giorno che passa, fa breccia nel cuore di molte persone,
d’ogni età, ed estrazione sociale.
Forse è proprio questa la sua vittoria più grande, continuare ad esistere,
nonostante in vita, non sia mai stato apprezzato.
Oggi è troppo tardi,
siamo tutti in ritardo, e questa cosa è ormai d'accettare,
ma a me piace assaporarlo così, come il buon vino,
poco e per chi se lo merita.

Fabio.

Gisy ha detto...

Eh già, dici bene Fabio, Piero Ciampi è proprio come un buon vino...
Sicuramente era fatica stargli vicino anche se lo si amava. Sentendo Gabriella nonostante tutto però, ne parla ancora con amore, con ironia, e non deve essere stato facile.
Dopo un'ora seduto al tavolo diceva, non c'era più spazio sopra, per il traffico di bottiglie vuote...
Io non so a volte credo che sarebbe stato traumatico conoscerlo cosìa vicino, in famiglia....
Avere a che fare con un genio non è facile, tanto più con un genio artista...magari da amici si possono prendere ed accettare anche i difetti, ma nella quotidianità lunga ... eh, si è a dura prova.
Certo come dici, importante è quello che ha lasciato, i suoi ca-po-la-vo-ri, che ci fanno capire anche la sua complessità nell'essere allo stesso tempo così immediato e pieno di verità...
Come se continuasse a vivere e a farci sentire i suoi Adius..
Ma se poi lo incontri lo accetti, e non lo lasci più.

;-)

F@ust ha detto...

Ma se poi lo incontri lo accetti, e non lo lasci più. Ricomincio esattamente da dove hai finito tu... Ciao a tutti! Un GRAZIE particolare a te, Gisela, per avere aperto questa discussione, e un grazie grosso così al ragazzo che ha postato la bellissima lettera di Renato Zero all' "aquilone Piero"!!!" Una persona come me, che spesso ha difficoltà nei rapporti con la gente - il Come stai? e l'E a casa tutti bene? mi fanno solo vomitare, così come lavorare senza profondissima passione come sto facendo di 'sti tempi - se incontra Piero non lo lascia davvero più! Per una persona come me, che "è un incrocio delle stelle con la rabbia", come canta Pino Pavone, cantautore amico e co-autore di molti pezzi di Ciampi, be',IL LAVORO (sacrosanti versetti dal Vangelo secondo Piero) non può che essere balsamo imprescindibile e bistecca al sangue per ricaricare le pile dell' Anima... La moglie di Piero che continua a chiedergli E il lavoro? E il lavoro? E Ti hanno preso al lavoro? E lui: NON LO SO! NON LO SO! NON LO SO! Ma chi se ne incula del lavoro?!? Ti ho portato il giornale e un pacchetto di sigarette, tesoro mio, ti ho portato SEMPLICEMENTE il mio Amore... Ti ho portato tutto il mio AMORE,amore mio, ti faccio vedere la schiuma bianca del mare io, se voglio, ti faccio nuotare! Questa stanzaccia è squallida, ok, e io allora ti porterò il cielo nella stanza... E pure il mare! Piero c'ha i raggi infrarossi nell'anima e, quando scende la sera, mentre tutti si masturbano il clito del Nulla a Milano Marittima o al fighettissimo Fusion di Ferrara o davanti alla luce azzurrata e infecondamente liquida di una tivvù ad attendere l'esito delle nominationsssss del Glande Fratello, be', Piero dice in due versi splendidi: UFFA CHE NOIA LA SERA CHE CADE/MI SEMBRA UNO SQUALO TRA DUE MARGHERITE, dove le due margherite, come spiega bene Gisela nel suo libro, sono il sole del tramonto e quello dell'alba... Questa è la sera, per Piero! Uno squalo! E poi dice anche, nella stessa canzone, UFFA CHE NOIA LA GENTE CHE CERCA UNA CASA DESERTA/QUANDO VIENE LA TEMPESTA. Quanta attualità in queste pensieri, quanto era avanti Piero Ciampi rispetto ai suoi tempi! Profeta del 2006 che parlava nel deserto di trent'anni fa e nel pugno stringeva insetti dell'inferno sognando dolci ninfe in lunghi laghi bianchi...

F@ust ha detto...

Massimo Bizzarri, cantautore romano amico di Piero, gli ha dedicato una bellissima canzone nel suo album BIZZARRO... BIZZARRI del '93. S'intitola "Se ci fosse ancora Piero" e, oltre che un omaggio commosso a Piero, è pure una critica aspra al Popolo del Giorno e della Notte d'ogni età che "finge allegria" e si stona di Dj Francesco e di "Maracaibo" di Lou Colombo e di Maria De Filippi forse perchè è stato da sempre educato a un non-ascolto della musica, forse perchè è stanco di pensare (o non ha mai pensato), forse per non piangere, perchè la dimensione del DOLORE e della LACRIMA al giorno d'oggi, eccetto nel caso in cui sia volutamente deputato a fare audience in un qualche Costanzosciò televisivo, viene fottutamente tenuta alla larga o "museruolata"... Il dolore VERO deve stare zitto! Il Dolore fa male, urta, frantuma, nebulizza, schianta coi suoi canini senza porto d'armi! Piero era scomodo, in quanto era, secondo me,DOLORE spruzzato negli occhi senza maschera: un dolore tanto più pericoloso in quanto sincero, viscerale, autentico! Questi i versi del poeta-in-musica Bizzarri: "Perché la gente finge l'allegria / e balla balla balla balla sempre... / che cazzo balla! / Se ci fosse ancora Piero / col suo fiasco di vino gelato / a intagliare i nostri cuori di legno / col suo viso disperato / Dove finiva la sua mano / incominciava una carezza / Dove finiva la sua bocca / Un'amara bestemmia ". Piero può ancora oggi insegnare a molti ad ascoltare non solo "suoni", ma "musica". BACI.

Gisy ha detto...

Sì, caro Fausto, è proprio così.
E' che c'è il pudoe dei sentimenti veri; del resto come dice Marcheselli nell'intervista, denudarsi davanti a degli squali che sono pronti ad attacarti a prendersi gioco dele debolezze, uno ci pensa.
Anche se magari non sono debolezze ma appunto se si guarda la tv, le lacrime sono ammesse a patto di fare palcoscenico, perché questa è l'era del karaoke, del turno facile, di tutti che tutti sono qualcuno, vogliono esistere.
I modelli anche quelli "fragili" in tv diventano vincenti.
E' tutto una resa in giro, bidogna essere fuori, per questio io Ezio Vendrame lo ammiro infinitamente, che sa dire di no, cazzo perché non è uno dei tanti fottuti venduti, e non è un gico per alzare il prezzo il suo.
Con i soldi bisogna stare attenti, perché i soldi costano...In tutti i sensi...

W Piero perché: "Più di così no!"

F@ust ha detto...

MALEDETTI EROI (canzone di Ezio Vendrame)


CI HAN SPORCATO TUTTE LE NUVOLE
ED UCCISO ANCHE LE FAVOLE.
SOTTO UN CIELO SENZA STELLE, PIANGE IL POETA SOTTOPELLE.
MA CHE SARA'DI NOI MALEDETTI EROI
FIGLI DEL TORMENTO E DI QUESTA DANNATA POESIA.
COME TRENI SU BINARI INUTILI
NON FERMIAMO IN STAZIONI FACILI.
CI VESTIAMO D'AMORE SENZA IPOCRISIA
E AFFOGHIAMO IL DOLORE DENTRO UN'OSTERIA.
MA CHE SARA'DI NOI MALEDETTI EROI
CUORI SCAMICIATI PREDE DI NESSUNO MAI.
TRAFFICANTI DI SPRECHI E FANTASIE
SOLITARI CI PERDIAMO IN STRETTE VIE.
E SE DI NOTTE SENTIAM RUMORE
LA LUNA PIANGE UN FIGLIO CHE MUORE.
MA CHE SARA'DI NOI MALEDETTI EROI
OMBRE DELLA NOTTE, GENTE CHE NON MUORE MAI.

Gisy ha detto...

Mitico Ezio ;-)

fabio ha detto...

Avevo lettto della felicità di Vendrame che era riuscito a cantare al Tenco alcune delle sue poesie-canzoni,
me leggerne il testo è davvero un'emozione.

Grazie!!!

F@ust ha detto...

POETI (canzone di Ezio)


Già quando nascono si riconoscono subito.
Non hanno occhi da bimbo ma sfere di metallo.
E se li baci si sentono a disagio,
meglio isolarli subito per non
diffondere il contagio.
Poeti infami, poeti maledetti
la vita è buffa e i denti a volte stretti.
Poeti amari, animali intossicati
a casa mia vi siete abbeverati.
Poeti senza lacrime, poeti a gamba corta
incontrarvi è un rischio se si
manca di una scorta.
Poeti imbroglioni, poeti strani vi ho
rincorso ovunque con piedi e
con le mani.
Poeti cari, poeti a briglia sciolta
di notte vi ho venduto
per una gonna troppo corta.
Poeti amanti.


CIAO A TUTTI!
Mi fa piacere regalare emozioni grazie a questi testi di canzoni INTROVABILI... Si trovano alla fine di "Senza nessun anticorpo" il primo - e ripeto INTROVABILE - libro di poesie di Ezio, pubblicato da Campanotto Editore di Udine... W EZIO! SEMPRE!