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02 novembre 2005

Arte o marte?


Quand’ero piccola, mio nonno cavava dalle piante grandi le radici, le lustrava con la carta vetrata e le lucidava; poi le attaccava con dei bulloni su per i muri di casa.
Ho sempre pensato che queste cose fossero delle cagate megagalattiche.
A distanza di tempo, vedendo i lavori degli artisti moderni, ho capito che mio nonno era un genio.

Cioè voglio dire cos’è il valore nell’arte?
Una cosa che mi chiedo da tempo e alla quale non so rispondere, è “Ma è giusto dare all’arte un certo valore, data una certa oggettiva difficoltà per costruirla, produrla, oppure il valore è davvero a prescindere?”
Faccio un esempio molto semplice, per esempio se io dovessi comporre un brano con il sax (per esempio), oltre ad avere fiato, devo innanzitutto conoscere lo strumento, conoscere la musica, avere una certa sensibilità alla melodia, avere un sacco di informazioni che mi permettano di creare con quel dato strumento; invece mettiamo caso nella fotografia, mi basta avere lo strumento e con un po’ di fortuna potrei anche senza averne un’approfondita conoscenza, ricavarne dei lavori apprezzabili e perché no, “spacciarli”per arte. Tanto basta avere dei riscontri a questo mondo…
La sensibilità riguardo lo strumento e il soggetto preso in considerazione è in entrambi i casi un elemento fondamentale, ma secondo me non basta, allora è giusto che tutte le arti possano avere pari merito?
Se io guardo una foto di Saudek o Newton, mi verrebbe da dire senza dubbio che è arte, se guardo la stragrande maggioranza delle foto spacciate per artistiche mi verrebbe da dire che sono probabilmente belle foto, ma non arte. Se ancora invece guardo quelle riviste (faccio per dire) geografiche dove vengono ritratti animali, e ci sono dei paesaggi e foto incredibili, io le ritengo fortemente artistiche più rispetto ad altrettante spacciate per tali, e so allo stesso tempo che chi lavora in quel senso non si ritiene e non ha la presunzione di essere artista…però…appunto.
Se sento Charlie Parker e non sono un jazzista faccio fatica a capire il suo valore effettivo, più di quanto non possa intuirlo tramite un’immagine fotografica di appunto Newton.
Allora tornando all’origine, la difficoltà riguardo la creazione di un’opera, dovrebbe o è indicativa del suo valore intrinseco..? E ancora, la difficoltà creativa incide anche sulla difficoltà di valutazione nei confronto della stessa, e quindi solo un pubblico davvero specializzato ci può dire cosa è o cosa non è valido? O è semplicemente riuscito quello piace ai più?

A voi ;-)

E’ solo perché è un artista che l’hanno preso per un egoista…

Piero Ciampi.

1 commento:

Marco ha detto...

Ciao Gisy
io penso che il valore dell'opera non debba in assoluto essere direttamente proporzionale alla sua difficoltà, a volte il genio sta anche nel riuscire a essere semplici, ad avere un'idea "che stacca", un'idea che non sia necessariamente laboriosa.
La classica idea che magari fa il botto e poi gli altri dicono...ma è una cazzata...
Però intanto gli altri non l'hanno fatto...
Credo che al di là di tutto una cosa debba piacere a pelle, poi definirla arte o meno, l'importante è che piaccia.

Marco R.