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News e appuntamenti


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IN LIBRERIA

02 febbraio 2008

Blues part 1

Tanti post avevo lasciato la canzone "Blues" di Fausto Rossi, secndo me una delle più belle canzone italiane degli ultimi 15 anni, escludendo i miei diletti che vabbè quelli che già sapete. E' una testo molto lungo e intensissimo - allora si rischia di perdersi, ma è di una tale potenza. Mi piacerebbe poter metter qui inallegato l'Mp3 ma non ho capito se si può.

Prendo la parte sulla solitudine.


ci sono
milioni di uomini che hanno perso la ragione per paura della solitudine
la solitudine che opprime
la solitudine che dilata la mente
la solitudine che è malinconia di tutte le coscienze del corpo
la solitudine che è una striscia di sangue sulla propria porta lasciata dall'angelo della notte
la solitudine che umilia il potere e fa strisciare i suoi idoli ai miei piedi uno per uno
la solitudine che è potenza del corpo luce naturale e bisogno d'amore
la solitudine che è smettere di avere paura
la solitudine che è la fine del regno di dio

31 gennaio 2008

La droga dei poveri

Mi è capitato l'altro ieri di avere una grande urgenza per una ricetta dello Xanax, un ansiolitico per chi non lo sapesse. Ricetta che normalmente rinnovo dal medico ogni mese.

Fatto sta che la settimana scorsa sono stata ammalata e dal medico non ci sono proprio potuta andare; poi dal lunedì al mercoledì sono fuori città per lavoro, e anche avere una banalissima ricetta indispensabile mi son resa conto che è un'impresa.

Già uno che sta male ha bisogno , in più 'sti stronzi complicano ulteriormente la vita di chi sta male. Ho un rabbia omicida verso tutta questa burocrazia, che po basterebbe avere un amico medico che ti fa una quintalata di ricette per ogni cosa.
Insomma se non hai l'amico o il parente medico a portata han fatto da un anno poco più questa legge del cazzo, perché è del cazzo - che una ricetta dura un mese, e\o è ripetibile per 3 confezioni di farmaci mutuabili - prima durava 3 mesi e si potevano avere 5 confezioni.

Invece no, anche se prendi un farmaco lo stesso da 10 anni, come nel mio caso- se non hai la ricetta non te lo danno, ho girata mezza Bologna e nessuna farmacia da disposizione mi ha rilasciato una confezione anche se scaduta da pochissimo.
La ricetta dura solo un mese,e prima appunto 3. Cosa può possa essere cambiato se non il fatto che sia un escamotage per vendere più farmaci, far prendere più soldi ai dott, e aumentare logicamente il consumo di farmaci.

Non è certo una legge a favore del paziente in ogni caso, che preso dall'ansia accaparra tutte le confezioni possibili subito, è costretto ad andare dal medico PER FORZA mensilmente
Insomma a Bologna dopo aver fatto tutte le farmacie inutilmente - son stata in guardia medica - in guardia medica mi han detto che non potevano farci nulla perché

A - Non sono di Bologna quindi dovrei rivolgermi al mio distretto di competenza
B - secondo loro non essendo un farmaco urgente (glielo faccio poi vedere io la crisi di astinenza dabenzodiazepine) avrei dovuto andare al pronto soccorso, per una ricetta. E avete ben presente come son messi i pronto soccorsi in Italia.

E' diventato un incubo, per fortuna un mio caro amico il giorno dopo è riuscito a portarmi lo stesso farmaco. Io trovo sia allucinante tutta questo burocrazia, quando all'inizio con una leggerezza veramente criminale ti prescrivono dei farmaci che con il tempo son diventati davvero come una droga, con la sola differenza che te la puoi procurare con la ricetta.

28 gennaio 2008

Alle acidiose fighe

Nuova foto Gisy site
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Allora, qualcuna molto presumibilmente di sesso F, in un post precedente dove parlavo dell'adorata Liv Ashley fa un attacco

Invidiosa da morire (AHAHAH) ha detto...

Modella italiana? di scarpe forse? Carina non c'è dubbio, ma a classe lascia molto a desiderare e in una donna è fondamentale... Ma immagino che sessualmente parlando a nessuno importi molto, basta che respiri con un bel faccino no.


Bè cara ecco siamo alle solite, e questo vale in tutti i campi, e l'invidia non tarda mai a d arrivare.
Se te fossi una figa decente, anche mentalmente intendo, non ti perderesti in considerazioni tanto basse.

Liv è talmente figa che si può permettere di essere come cazzo le pare. Potrebbe essere anche stronza, che andrebbe bene lo stesso, e invece non lo è.
Tra l'altro nemmeno se la tira, anzi proprio perché è alla amano - e si capisce, che te la reputi "senza classe".
E te che vorrei proprio vedere come sei, magari pure hai delle pretese.
Altro che basta che respiri, ma di cosa stai parlando?
E lascia stare le donne belle.

26 gennaio 2008

Il fascino discreto della borghesia (dopo i 40 scatta l'orgia?)

Metto un pezzo che ho semplificato (per un fatto di lettura) da "La ragazza definitiva", era proprio il caso di intitolarlo "la figa della mutua questo eh...)
Per chi ancora non conosce, buona lettura.

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Io che mi son sempre sentita di un carino scricchio­lante pur facendo la modella, ho finito col pensarmi «figa della mutua», ovvero una ragazza passabile di sto­ria in storia quasi fosse una prescrizione medica. Questo fatto delle tante storie che transitano nella mia vita mi ha portato ad avere un mio flirt con la madre di un mio ex.

Lei è una gran gnocca. Una veneta di quarantacinque anni che ne dimostrava quindici in meno, occhi azzurro ghiaccio, lunghi e lisci capelli platino e delle tettine che sfidavano la gravità. Già da qualche tempo si era capito che ci si piaceva, sguardi, commenti e le solite cose. Fatto sta che una sera cominciano ad arrivarmi dei messaggini da parte di questa:
- «Ma ti piacciono anche le donne?». - «Quelle carine, femminili. «Ah, per fortuna perché pensavo ti piacessero quelle più maschili». «No, anzi, e che siano delle belle fighe».

Nel giro di pochi giorni, mi invita a pranzo e mi chiede di fermarmi a casa sua anche la notte.

Accetto.

La sera prima di arrivare lì, invece ero stata a trovare un mio ex prof delle superiori, che era un po’ di tempo che avevo in mente di averci qualcosa, qualcosa intendo di sesso. Perché poi uno crede che il sesso sia una cosa superficiale, forse è anche così, ma d’altra parte si capiscono aspetti delle persone che non ci arriveresti nemmeno con la psicanalisi. Nel sesso invece uno è un po’ più spoglio. In tutti i sensi.

Così vado a casa di questo prof, lui mette su della musica e a me viene un inizio d’influenza. Però dato che non ci si vede sempre, l’esibizionismo ha avuto la meglio e mi sono svestita. Poi qualcosa si sarà anche fatto, qualcosa di orale che non era un’interrogazione. Mi chiede di riprendere delle scene con la telecamera, perché era vari anni che non vedeva un culo così, dice, ma dato che non ero in forma ho preferito di no.

Succede che si lascia tutto un po’ a metà perché mi sale la febbre e a lui qualcos’altro. Mi faccio portare a letto con qualche medicina, e anche se io ero tutta anchilosata, mi stava vicino col cazzo duro mi sembra, o a volte duro, a volte un po’ così così. Che poi se uno col cazzo ci prende confidenza si rende conto che lo può benissimo usare anche come scacciapensieri, nel senso come fosse una cosa di gomma che fa squeek, squeek.

Cerco di riposare perché avrei dovuto vedermi con la madre del mio ex il giorno dopo. E tutto questo, mi sembrava un po’ una specie di spedizione punitiva del sesso.

La mattina lui molto gentilmente in macchina mi porta davanti al parcheggio di un supermercato dove avevo appuntamento con lei. Arriviamo, lei è già lì super topa con dei jeans strappati dai quali si vedevano per bene le sottostanti calze a rete autoreggenti. Ancora più che mezza ammalata presento al mio amico la tipa, la quale ha subito nutrito una gran simpatia per lui, perché lei essendo una gran figa, ma anche molto borghese, l’idea che lui fosse un professore la attizzava. Lui mi saluta sorridente, e vedendomi mal messa le dice: "mi raccomando, abbi riguardo di lei

Io in effetti temevo che non ne avrebbe avuto troppo, perché dato che da tre settimane continuava a mandarmi messaggi di complimenti e di intenti, una volta che ci si riusciva a vedere, mi sarebbe saltata addosso anche se avessi avuto la lebbra, e non gliene importava un bel cazzo di niente che io avessi passato una notte di merda e avessi ancora la febbre. Però ormai era detto tra le righe.

Mi porta in un bar.

Mi dice che deve arrivare un suo amico e io devo dirgli di essere sua cugina. A me pare strano. Arriva questo tipo che mi sembra appena uscito da un cantiere, mica che io abbia qualcosa contro quelli che sono appena usciti dai cantieri, ma subito la mattina alle dieci trovarmi con lei e questo tizio mi sembrava un po’ un film. Ma di quelli un po’ scrausi. Dunque senza che io dica e sappia nulla, chiede al tipo se ha voglia di venire a casa con noi. E stringendo gli occhi, ride.

Il tipo un po’ meno, e anche io un po’ meno.

Ho capito che a lei il tipo piaceva, ma non so perché non capiva che non sempre vale la proprietà transitiva nelle persone.

Quello del cantiere, che poi non so in realtà se davvero lavorasse in un cantiere, ma l’idea era quella, era un po’ imbarazzato e stava zitto. Era giovane, cioè più di lei intendo, e forse non ancora abituato a certe cose. Comunque io, visto che il tipo parlava poco dico: «Forse è meglio che noi andiamo via a preparare il pranzo, che lui dovrà tornare a lavorare nel cantiere». In effetti lui non dice niente, e questo mi fa proprio pensare che l’idea del cantiere non fosse poi così sbagliata. Lui quasi in silenzio va via, e così anche noi.

Arriviamo a casa di lei, dove c’è sua figlia, la sorella del mio ex che è ancora una ragazzina e ci accoglie in festa piena di gioia. Io che non amo particolarmente i bambini, che han sempre voglia di giocare quando a te non te ne può fregare di meno, le dico che ho la febbre e non è il caso che mi stia così vicina. Ma imperterrita ama il rischio, e un po’ come sua madre non gliene frega un bel cazzo di niente se ho passato una notte di merda e ho ancora la febbre. Vuole giocare. A shanghai. La prima cosa che mi son messa dentro da piccola.

Arriva con molta calma anche il pranzo, e poi subito dopo si sa che c’è la pennichella. Ma la tipa figa, ancora in fase digestiva, mi prende per un braccio e mi dice che vuol farmi vedere la camera dove c’è il focolare. Così andiamo in questa stanza con luce soffusa, mi si mette di fronte, si avvicina e comincia a baciarmi, poi così anch’io. Non penso a nulla, a parte che lo sapevo già che andava così, che non c’è poi niente di male nel fatto che vada così, nel saperlo già invece ce n’è un po’ di cosa triste.

Lei si leva i jeans strappati, che tanto sapevo già cos’aveva sotto: le calze a rete auto reggenti e un paio di tanga trasparenti, così si vede chiaramente che la figa ce l’ha depilata. Insomma più trasparente di quello poteva esserci solo la radiografia.

Con molta disinvoltura mi spoglio, e sul letto con un po’ di moccolo al naso continuiamo a baciarci tenendoci nudamente strette, speculari in ginocchio avvolte l’un l’altra in un limonoso tiepido bacio umidiccio.

Lei si piace molto, e si fa guardare. Io non disdegnavo e pensavo lì per lì che è ben fatta e che ancora per un po’ ne avrebbe fatte tirare di oche, e che adesso era lì con me, che mi voleva fare un casino, e anch’ io alla fine nonostante la febbre.

Le chiedo se ha avuto molti uomini.

Mi dice di no.

Avrei voluto fosse stata la più troia di tutte. Allora glielo richiedo, ma ancora non capisce.

La risposta è no, pochi, uno scambio di coppia una volta, ma poi del resto nulla, oltre a questo aggiunge in veneto: «Cosa vutu, mi go vudo solo me marìo», * ‘Cosa vuoi, io ho avuto solo mio marito’. Faceva meglio a mentire. Tutto questo succede mentre io le sono sotto. Umido e mucose, magari se le mettevo su il vix respirava meglio.

Ad un certo punto mi viene in mente che da lì era nato anche il mio ex, ed un po’ mi ha fatto senso in quel preciso istante. Pensavo che ad una che ha avuto due figli, da sotto lì le si potessero vedere anche le biglie degli occhi. Invece no.

Poi prende un po’ le distanze, in modo che io possa vederla meglio, si distende orizzontalmente e si mette una mano tra i capelli. Fa un’altra uscita poco felice, chiedendo retoricamente: «Non son miga male vero per aver avudo do fioi?», * ‘Non son mica male vero, per aver avuto due figli?’. Sì le dico, certo, che davvero ha un corpo invidiabile.

Faccio un po’ finta di nulla, torniamo a baciarci mentre ci si accarezza, e lei con molto garbo provinciale dice di voler prendere dei vibratori. Non li trova subito, e esclama: «Dove galo messo i cassi me marìo?», * ‘Dove ha messo i cazzi mio marito’. Poi li trova dentro un cofanetto chiuso a chiave. Di tre tipi: uno medio, uno grosso e poi ridendo dice: «E quelo pì piccolo per il cuo», * ‘E quello più piccolo per il culo’. Che a me invece mi vien fastidio solo a pensarci al sesso anale, anche se a quasi tutti gli uomini che conosco piace. Va bene, comodo che è più stretto e uno si sente stringere meglio l’oca. Ma a me sembra di avere uno stronzo al contrario, e non mi sembra una cosa piacevole avere uno stronzo al contrario.

Fatto sta che prende uno di questi, non il più piccolo, e comincia a leccarlo, si dà da fare da sotto, proprio come fosse vero. Lei me la lecca ad oltranza e nemmeno male, mi infila qualche dito dentro, e porca puttana sempre in veneto dice: «Te piase? Cosa gonti da fare deso?», * ‘Ti piace? Cosa devo fare adesso?’.

A me girano le palle, che una sia così fuori luogo, e le dico: «Zitta troia».

Oh, e sta zitta.

Anzi le piace che le dico così. Anzi vuole che vada avanti a dirle ste cose porche ed umilianti. E vado avanti. Per fortuna così non dice più nulla per un po’. Riesco a pensare solo che è figa, e non che tutta questa figaggine è inversamente proporzionale a stile e al cervello. Però in silenzio faceva il suo porco effetto. Tanto mica dovevo farci un dialogo sopra i massimi sistemi. Magari un dialogo sotto qualcos’altro. I minimi.

In una qualche maniera continuiamo tra lingue e mucose, ed a certo punto mentre la lecco sinuosamente nei suoi meandri fradici, allo stesso tempo la masturbo con le dita dentro quasi fino le viscere. Si agita un po’, dicendomi in modo lascivo: «Ma ca brava ca ti sì», * ‘Ma che brava che sei’, e poi va avanti un po’ ad urlettini viziosi ansimante, fin quando finalmente viene. Mi chiede ancora cosa può fare, ed io le dico: «Nulla, che mi guardi bene da sdraiata e basta, è meglio, che chi fa per sé fa per tre, così farsi una sega è allora un po’ come fare un’orgia.

Poi ci addormentiamo vicine scherzando un po’ con i piedini prima.

Quando ci si risveglia si torna giù, e c’è sua figlia che dice: «Avete dormito per quasi tre ore e mezza». Per fortuna non mi chiede più di giocare a shanghai. La sera si va a cena e il giorno dopo, mi riaccompagna di corsa al treno che prendo per un pelo.

Due giorni dopo mi arrivano due messaggi: uno dal mio amico prof, e uno da lei. Tutti e due sono a letto con l’influenza.

Poi glielo ho detto ad entrambi, che tutti e due si erano ammalati. Si son messi a ridere, ma ognuno per conto proprio, pur sapendo l’un dell’altro, perché se non fosse stato per me non si sarebbero conosciuti. Così con consenso, a lei ho dato il numero di lui e viceversa, se si volevano sentire. Credo si siano trovati visto che a lei piaceva il fatto che lui fosse un prof, lui invece alla fine non fa distinzioni, anche se lei non fa la prof non importa, l’importante è che faccia altre cose. E le fa.

24 gennaio 2008

L'accalappiacani


L'accalappiacani
DeriveApprodi
12 euro

Dopo tante riunioni, e prove e letture, prendi e scarta, invii e opinioni, ecco appena sfornata questa rivista edita dalla Derive e Approdi, che già si dovrebbe trovare al massimo tra qualche giorno nelle librerie di tutta Italia...non edicola eh
Ah per chi avesse dei preconcetti non ci sono solo autori emiliani eh...


Devo dire - bell'impostazione, bella carta, dove graffi di disegni accompagnano il susseguirsi di testi - anonimi - di scrittori noti e meno, - così sarà un bel rompicapo ad individuarli.

Alcuni si associano immediatamente, altri beh un po' più di pazienza; poi io che son pigra ho letto i brani brevi; poi scritto in un angolo che non avevo letto che andava letto dall'inizio alla fine, ma ormai ho cominciato in ordine sparso, io vi avviso.

Questi estratti (ho presi alcuni di quelli più brevi perché ci sono anche racconti, interviste dialoghi ecc...ecc) son di autori differenti e li metto qui, certo non potevo copiare il libro per intero


Il progresso

Mauro ha detto che il progresso serve, che non bisogna avere paura, anche io, ha detto, adesso ho la motosega.


Il verme

Credo di aver mangiato un verme, disse il bimbo. Era nell'insalata. Pazienza, fece il padre. Di vermi ce ne sono tanti, uno più uno meno non fa differenza. Però non dirlo a tua madre. In quel momento lei sbucò dalla cucina. Credo di aver mangiato un verme, disse il bimbo. Aahh, gridò lei. Lo prese, lo spogliò, gli ficcò la canna dell'acqua nel culo e aprì il rubinetto al massimo, finché lui non vomitò tutto. Poi lo risistemò a tavola stremato. ti sta bene, gli disse il padre

Su a volte gli scrittori

A volte gli scrittori si fanno un sacco di pompini a vicenda. Lì al malacarne, una sera, ho incontrato uno scrittore che voleva gli facessi un pompino. Gli ho detto ch'io non sono uno scrittore; per fortuna di lì a poco è entrato un altro scrittore e si son arrangiati tra di loro, se no, mi sa, s metteva male quella sera.

Su la mia grave malattia

La mia grave malattia, vedrai che va a finire che faccio i soldi e poi mi curo. Allora poi vedrai che va a finire che mi mangio tutto e poi mi ammalo. Allora poi vedrai che va a finire che mi mangio tutto e poi mi ammalo. allora poi vedrai che, la mia grave malattia, va a finire rifaccio i soldi e mi ricuro. Allora, alla fine vedrai che qualcuno andrà in giro a dire che la mia grave malattia me la sono cercata.
Poveretti, come se la mia grave malattia e le mie condizioni economiche fossero collegate tra loro.

Tra i collaboratori dell’accalappiacani, oltre a quelli ricordati, ci sono Alfredo Gianolio (Vite sbobinate), Gianfranco Mammi (Uomini senza Mercedes), Marco Raffaini (Storia della Russia e dell’Italia), Paolo Colagrande (Fidègh), Adrian Bravi (La pelosa), Paolo Albani (Forse Queneau), Arianna Giorgia Bonazzi (Les Adieux), Gessica Franco Carlevero (Metà guaro e metà grappa).


Questo numero (gennaio del 2008) è stato curato da Paolo Nori, Andrea Lucatelli e Gessica Franco Carlevero, e contiene anche dei contributi esterni, se così si può dire, di Gianni Celati, di Carlo Fruttero e di Franco Lucentini.


Ulteriori info


http://www.trasciatti.it/?q=node/175

22 gennaio 2008

La cosa più bella

La cosa più bella è che Cristina sia tornata.

Cari, vi sento calorosi più che mai, ed è bello davvero.
Alla fine mi sto convincendo che la bellezza ha che fare con il bene, anche se so benissimo che si potrebbero scrivere tesi e tesi, che per altro son giù state scritte, da menti non del tutto deficienti diciamo - sulla bellezza del male.
Ma forse proprio perché è più semplice cadere "nella fascinazione" del male, quando si riesce a cogliere la perfezione del bene esiste qualcosa di veramente miracoloso che dà un senso ai giorni, perché si diventa parte del mondo come mondo e non come gerarchia di subordinazione, cosa che il male invece credo implichi.

E' molto difficile. ma esiste e lo sto provando per motivi diversi, non stante certi ci sia la morsa del malessere che attanaglia, ma non bisogna dare retta, non più di quanta ne vada data.

Sapete quelle leggende metropolitane, quando si parla di spiriti, che non va bene soffrire troppo per i morti cari, che tanto più si soffre più si legano le anime ad una condizione di errante , e incatenante, nostalgia del mondo perché la materia che fu cara non lascia andare e è ancora sotto una sorta di sguardo?

Bé ecco, io penso che lo stesso bene che si prova per le persone care che sono ammalate, o in condizioni strane, delicate, posano davvero influenzare l'andamento delle cose, come se l'amore dovesse per forza di cosa essere ascoltabile, per forza.
Io ti amo, cosa te ne vai a fare?
ma se questo è il tuo scopo davvero, ti lascerò andare, amandoti sempre e comunque, ma solo dopo che saprai che dovevi. Prima no, ti tengo, ti tengo stretto, perché qui puoi dare ricevere ancora amore, se lo sto pensando, c'è qualcosa di vivo che non ti devi perdere.

Io vedete, credo che ci debba essere uno scopo, in tutto questo caos, nelle gioie de nelle sofferenza, e dire che non la pensavo così, ma ora davvero, dopo che Cristina è tornata , e mi rendo conto quanto una cosa ritrovata possa avere un valore così immenso, così immenso che nessun oro può compensare - allora sì - mi vien da dire ha senso.

Come non avrebbe senso che Andrea questo amico, per cui provo u affetto, un bene, e una stima veramente unica; non posso pensare che quello che è successo non abbia alcun senso.
ce l'ha sicuramente nella sua tragicità. Ma di certo si sveglierà, starà bene, perché per me non può essere diversamente.
Un ragazzo che a 22 anni conosce tutto Thomas Bernhard, ma non lo conosce e basta l'ha capito con una profondità che ho trovato in davvero poche persone, e dire che T.B: non è da da tutti, nemmeno da grandi - non può non avere più sensi per una sciocchezza del genere. ma naturalmente non è solo questo, sembrerebbe ridicolo dirlo.
Noi incontriamo genitori, amici, parenti, disgrazie, grazie, amici in modo tale che ci possano dire qualcosa, nel bene e nel male di funzionale a qualcosa che noi di sicuro consciamente non sappiamo.
Beh ecco io credo che Andrea, così si chiama questo mio amico, se in questo momento è capitato per questo difficile passaggio, è perché ne avrà bisogno, egli insegnerà delle cose. Quando dico che davvero non avrebbe senso, lo penso e son pure sicura che la sua vita sarà scrivere, non so di cosa, ma sicuramente scrivere, allora questo è funzionale.
Vi lascio con un pezzo bellissimo che ha scritto e mi ha dato qualche mese fa su Nabokov La vera vita di Sebastian Knight e così capirete che quando dico che a 20 anni poco più certe cose se si sanno" con il cuore vuol dir qualcosa, che non può abbandonarci nella desertificazione del senso.
Chissà che il nostro bene, non gli faccia bene.
Noi siamo qui o no?

Grazie Antonio, Ilaria tanto ancora, e Gerardo che mi ha lasciato via mail un pezzo bellissimo che metto qui

Signore, hai mai desiderato morire?
Sai cosa vuol dire: non farcela più,
perché il male è troppo grande, e amaro,
da renderci tanto infelici?

Dice un midrash antico che a volte
tu fai, a sera, delle nostre preghiere
un tappeto disteso nel cielo
e sopra tu pure ti prostri e preghi;

e questa sarebbe la tua preghiera:
"Di tanto male vi chiedo perdono, uomini..."

Pensa al tuo popolo in mezzo al deserto:
"Fossimo morti per mano del Signore
in terra d'Egitto": per tua mano, Dio,
amante della Vita!

Oh, le preghiere che salgono da tutti i deserti
dopo questo andare, e andare...
come sono le preghiere di queste moltitudini
di braccati, di deportati, di torturati, di uccisi?

Anche di te noi abbiamo pietà,
perché devi avere il cuore che scoppia,
e le notti che certo piangi per noi!...

Fino a farti pane, nostro cibo,
e a dirci: "Mangiate, alzatevi
ché lungo è ancora il cammino".

E noi andiamo ancora,
forti del tuo cibo:
solo perché tu ci ami
e noi ti amiamo,
Dio fatto in tutto simile a noi.


David Maria Turoldo

20 gennaio 2008

Ho contratto un libro.

Eccomi, eccomi che torno, allora ci son novità, ho firmato il contratto per il nuovo libro, ma non posso dire nulla di più - se non che uscirà a gennaio prossimo :/ puf aspettare, aspettare...quindi per un anno almeno faremo delle gran chiacchiere da bar attorno a racconti, ciancerie umane, puttane e puttanieri, cristo e la madonna, o cose del genere, sempre che un anno riesco a sopravvivere, perché beh, lo dico sempre eppoi son qui anche se in malo modo a volte.

Amici cari che passate di qui, sto via qualche giorno e mi manca non poter essere qui anche solo a rispondere un attimo - e poi - così leggo. Prendo per mano un libro di Galimberti - Il nichilismo e i giovani - di Galimberti mi pareva di avere un bell'opinione, ma quel libro non è che un susseguirsi di citazioni di altri - allitterando in continuazione due concetti striminziti - non fa che dire cose che altri han detto molto meglio di lui, una specie di
J. Rifklin da balera scritto con la mano sinistra. E poi accosta Nietzhe, Heiddeger e Severino mettendoli sui un piano di confronto. Ecco non è che voglia dire niente, cioè non che Severino non possa essere bravo ma insomma allinearlo con i due prima, beh oddio. Vabbene che siam tutti amici, ma intendiamoci: Mi dà da fare. Poi come sempre cose interessanti se ne trovano e vedrò di discuterlo meglio anche questo libro, che comunque non è un cattivo spunto, ma neanche niente di nuovo.

Ah che fatica, come mi son persa per le vie in questi giorni anche felice di perdermi, mi son è poi dimenticata il contratto pure in città, avran pensato che son molto attenta e scrupolosa,e entusiasta, che invece lo son davvero. Cmq son felice anche se c'è da spettare un anno.
Cambio anche casa questo mese, succedono un sacco di cose, probabilmente anche un sacco di cose a cui non sto ancora pensando in questo momento, ma che loro son già in atto, eh già.
Cristina è tornata a casa dall'ospedale, sta meglio, ma deve continuare le cure; in compenso ho chiamato un mio caro amico di Brescia che nemmeno lui mi rispondeva da Natale, mi ha risposto sua madre, è andato in coma - e si spera come sempre non si può far altro, si sta svegliando in questi giorni. Cosa vi devo dire?

Che anche domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole.

Un abbraccio, son tornata amici.


16 gennaio 2008

L'esorcista su mediaset

Ieri cambiando canale son sfortunatamente piombata in una trasmissione della De Filippi - (lei?) aveva un abbassamento di voce: praticamente una doppiatrice perfetta per Regan la posseduta protagonista dell'esorcista. O per qualsiasi altri demone che si voglia.

15 gennaio 2008

Questo mese su Blue

14 gennaio 2008

Storia fancazzista

Qualche tempo fa, mi era venuto in mente di fare una raccolta di storie fancazziste, ovvero di storie leggere che si intrecciano tra loro, con l'anda un po' appunto fancazzista.
Ma ora, visto che le mie posizioni editoriali son ben diverse, (per una mia scelta più "lirica" e meno ironica) e quindi è un progetto che lascio da parte, lo pubblico di tanto in tanto qui.

;)

Da piccola la mamma , mi diceva sempre
“non prender caramelle dagli sconosciuti”.

Mai visto uno sconosciuto in tutta la vita che mi offrisse una caramella.

E anche, anche quelli conosciuti”.

Son arrivata a un punto che questa cosa che mi dicevano degli sconosciuti che ti offrono le caramelle me lo son chiesta quando mai è capitata.

Allora girando per strada, incontro uno a caso, e gli chiedo “scusa, eh”

“Eh dici a me?”

“Eh, Sì dico a te ( te che sei uno sconosciuto intendo)

“Ce l’hai mica una caramella?”

“No”

Poi, china il capo si palpa la tasca e tira fuori uno sigaretta.

“Scusa ce l’hai mica una sigaretta.

“Eh era l’ultima”

13 gennaio 2008

Miss Italia vs twin towers






















Era il 10 settembre 2001 la notte è stata eletta miss Italia Daniela Ferolla, (a mio avviso una delle ultime miss esteticamente veramente meritevoli) - l'11 settembre 2001 due "areoplanini" si abbattono sulle twin tower causando il crollo delle torri.

Risultato - la Ferolla non se l'è filata nessuno dato che tutti i media per mesi son rimasti concentrati sull'avvenimento newyorkese.

Peccato.

Questa è proprio s-figa.

12 gennaio 2008

Calci nelle palle

Non solo feticisti simpatichi...
Capisco che chi arriva al sito per questioni about sex, a volte possa fare di tutta l'erba un fascio, ma fetish per fetish immagina che nel calderone qualunque "passione" sia bene accetta, e nei limiti del rispetto altrui è così.
Ma visto che da vario tempo mi arrivano messaggi da un numero sconosciuto; da un amante abbastanza peso del ball-busting (e chi abbia dato il mio numero, si metta oltre che una mano sulle palle, anche sulla coscienza) volevo riportare alcuni curiosi maniaci messaggini che mi arrivano naturalmente da questo sconosciuto, che se non la smette, sarà conosciuto visto che metto il suo numero in questo blog medesimo.
vabbene.
Partiamo dal presupposto che lui vuole sentirsi rispondere : "Ti do un calcio nelle palle!"

Quesito 1


Se passi per strada e vedi un uomo impiccato per le palle.


A Gli chiedi perché è impiccato per le palle
B Gli tagli le palle e lo fai cadere
C Lo liberi

Quesito 2

Se uno ti tocca le tette contro la tua volontà cosa faresti?


(questa domanda naturalmente vorrebbe la risposta già detta)

Quesito 3

Cosa faresti se il tuo uomo si tagliasse le palle?

Quesito 4

Ti piacciono i marroni belli caldi?

Ultimatum 1

Guarda che pago bene.

Ultimatum 2

Se non mi prendi a calci nelle palle, sarò costretto a tagliarmi lo scroto con tutto il suo contenuto e inviartelo all'indirizzo di casa.

Firmato l'enouco.

Io naturalmente non ho mai risposto, ma se a qualcuna di voi va di prenderlo a calci nelle palle, mi scriva che passo il numero. Sol che poi non si prenda la denuncia se s-viene.