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02 febbraio 2008

Blues part 1

Tanti post avevo lasciato la canzone "Blues" di Fausto Rossi, secndo me una delle più belle canzone italiane degli ultimi 15 anni, escludendo i miei diletti che vabbè quelli che già sapete. E' una testo molto lungo e intensissimo - allora si rischia di perdersi, ma è di una tale potenza. Mi piacerebbe poter metter qui inallegato l'Mp3 ma non ho capito se si può.

Prendo la parte sulla solitudine.


ci sono
milioni di uomini che hanno perso la ragione per paura della solitudine
la solitudine che opprime
la solitudine che dilata la mente
la solitudine che è malinconia di tutte le coscienze del corpo
la solitudine che è una striscia di sangue sulla propria porta lasciata dall'angelo della notte
la solitudine che umilia il potere e fa strisciare i suoi idoli ai miei piedi uno per uno
la solitudine che è potenza del corpo luce naturale e bisogno d'amore
la solitudine che è smettere di avere paura
la solitudine che è la fine del regno di dio

9 commenti:

Anonimo ha detto...

volevo bermi la notte in una bottiglia di Veuve o Perignon di stelle, allentare la morsa del GRANDE TACCHINO che mi ha suonato nelle orecchie una marcia Koyosa; ma niente, le luci e la stagione della pioggia mi lasciano muto a guardare i volti scuri della gente. Usciamo dalla nebbia, diventiamo ladri di sogni dispersi, ladri di gonne e visi di angelo, che l'angelo che ha scommesso sulla mia pelle ora è ancora dietro al bancone a lavare piatti.

http://trincea-senna.splinder.com/

Anonimo ha detto...

a me personalmente BLUES un po' m'ha rotto le scatole, ricordo il concerto al Moria in provincia di Brescia nel dicembre 2005 Fausto seduto a terra con le gambe incrociate, una ragazza seduta in parte a me cindolava ritmicamente la testa, poi il concerto fini, solo un bis tratto da quello che doveva essere il nuovo lavoro.........

Anonimo ha detto...

sopra ero /sono io ISIDAX

Gisy ha detto...

@Anonimo - trasforma il petrolio in oro. Bisogna riuscirci.

@Isi - Blues è un pezzo molto - probabilmente troppo lungo - ha quell'aggravante lì, ma il testo è eccezionale. E' un parlato, la musica è assente praticamente - nei punti giusti ci sono bei giri. Capisco cmq cosa vuoi dire, il migliore album di Fausto secondo me resta "L'erba" per motivi diversi a pari merito con "Suicidio".

Mi spiace che Fausto Rossi sia conosciuto solo tra gli appassionati, davvero merita veramente tanto, ma tanto

dente ha detto...

Se (giustamente) apprezzi Fausto Rossi, prova a sentire anche "La finestra dentro" di Juri Camisasca. Immagino ti possa piacere. Pur nelle diversità (soprattutto musicali), entrambi amano raccontare per "flussi" di parole.

Gisy ha detto...

eh direi pure che il flusso di coscienza che diventa anche quello delle parole sia il termine adatto.
Ascolterò...

antonio ha detto...

la fine del regno di Dio... ma, e gli asceti?

Anonimo ha detto...

be Gisy io adoro Exit mentre Suicidio non l'ho mai sopportato più di tanto, poi ormai i lavori degli anni '80 li ascolto così raramente............

Gisy ha detto...

@Antonio - eh eh, quelli stanno in Tibet forse- se sono tra noi non gli apparteniamo e viceversa naturlik.

@Isi immagino - Suicidio per l'epoca è stato un disco grandissimo - se pensi al brano "benvenuto tra i rifiuti" , "Godi" - certo è più datato si sentono influenze nette (gli sparks ad es, ma poi vabbè Bowie come tanti all'epoca) ma è un disco a sé - e musicalmente è davvero figo.
Poi Fausto si è fatto strada davvero in maniera individuale, Exit mi piace, ma lo è percepisco davvero in funzione di concept da ascoltare dall'inizio alla fine è bello, ma un po' troppe parole, e la musica non mi aiuta tantissimo.
L'erba per me è perfetto.
Cambiano le cose non l'ho mai capito invece