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News e appuntamenti


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IN LIBRERIA

05 novembre 2007

Il mio posto nel mondo


E' uscito da pochissimo questo grande libro in quantità e in qualità su Luigi Tenco edizioni Rizzoli - Bur cura di Enrico Deregibus, Enrico De Angelis e Sergio Sacchi. 511 pag - 12 Euro (buon compromesso no?)

Un insieme di ricordi appunti, memorie dello stesso cantautore e di chi l'ha vissuto da vicino, da chi lo ricorda, da chi se n'è appassionato dopo. Un'opera unica su questo grandissimo cantautore. Uno come dice lui "di poche parole", ma di quelle vere.

Pure io tra i tantissimi, ho lasciato in questo libro il contributo su una sulla canzone "Una vita inutile"

"La verità è come una pietra scolpita, e rimane tale, al di là delle intemperie del tempo e della storia. Queste sono le canzoni di Luigi Tenco. Particolarmente in “Una vita inutile”, l’autore rivendica l’autenticità e l’essenza dell’essere umano – nel paradosso che solo senza paura del quotidiano, della solitudine e nella solitudine del guardarsi dentro - può trovare la propria identità nel tutto; in una società fumosa, iperbolica che vuole per lo più cantare l’amore solo esasperandolo di una gioia stucchevole, e padroneggiare un mondo di privilegi borghesi . Poco sembra contare in verità il cuore colmo e silenzioso. Ma Luigi rivendica questo doversi accorgere, che forse le vere emozioni stanno proprio dentro la tasche sgualcite - se ci si tiene per mano, o in ogni caso restando in equilibrio con le con le proprie braccia
allargate sulla terra e sul mare".

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"I
o sono uno
che parla troppo poco,
questo è vero,
ma nel mondo c'è già tanta gente
che parla, parla, parla sempre,
che pretende di farsi sentire,
e non ha niente da dire".

Luigi Tenco

02 novembre 2007

Uccide cane per ‘arte’ - i confini dell'indecenza

Nicaragua - Un cane viene sottoposto a patimenti e ristrettezze fisiche come esposizione da mostra - il giorno dopo muore.
Io non mi son mai occupata più di tanto delle difese degli animali, naturalmente sono a favore della loro tutela, ma non mi son mai messa veramente in gioco in questo senso.
Oggi tramite mail mi èarrivata questa notizia, di come i pretesti dello scandalo e del basso che più baso non si piuò possano essere spacciati per arte.
Qui sotto avoi l'articolo, e ditemi come si può.

Roma, 31 ott. – (Ign) – Biennale a rischio per Guillermo Habacuc Vargas, lo ‘'peudoartista'’ 50enne del Costa Rica che ha messo in mostra un cane randagio, legato in un angolo della sala, lasciandolo morire di fame e sete. Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione verso quella che, secondo loro, non può essere certo considerata un'opera d'arte.

A quanto pare Vargas avrebbe pagato dei bambini affinché catturassero un cane per poi utilizzarlo come 'opera d'arte' che consisteva appunto nel guardare l'agonia e la sofferenza fino alla morte. Ai visitatori sarebbe stato vietato di portare cibo e acqua e chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l'animale veniva allontanato in malo modo con insulti. Sopra il cane morente, una scritta fatta di croccantini con la frase: ‘Eres lo que lees’ (‘Sei quello che leggi'). Secondo l’’artista’ lo scopo era quello di testimoniare l'indifferenza dell'essere umano nei confronti di altri esseri viventi. In un'intervista rilasciata a la 'Nación', ha dichiarato: "Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una strada". Fatto sta che il cane, secondo quanto riferisce Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di ‘La Prensa’ in Nicaragua, sarebbe morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto.

Diversa la versione della galleria nicaraguense che ha ospitato l’allestimento, secondo la quale l'artista avrebbe trovato il cane in un vicolo e l'avrebbe portato nella galleria senza che fosse previsto. Secondo loro, inoltre, sarebbe stato correttamente alimentato per tutto il tempo tranne le tre ore della mostra. Il cane non è poi morto ma secondo loro è "scappato" in un momento di disattenzione. Ma come è possibile che la galleria non abbia imposto a Vargas di liberare il cane? E ancora: è possibile che nessuno sia andato lì con prepotenza – anche violenza – per portarsi via l’animale? Per di più l’artista è stato scelto per rappresentare il suo Paese nella ‘Biennale Centroamericana 2008’ che si terrà in Honduras. In quest’ultimo caso, almeno, qualcosa si è mosso. Le ire di associazioni animaliste e di cittadini di ogni parte del mondo hanno fatto sì che un rappresentante della Biennale abbia contattato Vargas, mediante lettera scritta in cui è stato espresso lo sconcerto riguardo la pubblicità negativa ricevuta da ‘Sei quello che leggi’ ed è stata messa in dubbio la legittimità dell'ammissione come eccellente artista e rappresentate. A questo punto l’artista ha chiesto pubblicamente scusa e promesso che non riproporrà mai più simili progetti. Vargas, in un comunicato diffuso via web afferma che ‘Sei quello che leggi’ non verrà più chiamata "opera d'arte", in segno di rispetto verso quanti si sono sentiti offesi. Ha ammesso l'errore ed ha affermato che avrebbe dovuto salvare il cane invece di lasciarlo morire. E chiede a tutti di accettare le sue scuse.

“Far soffrire e uccidere un cane lasciandolo morire di fame per far comprendere un problema come quello del randagismo è certamente un modo perverso per informare l'opinione pubblica – dichiara Massimo Comparotto, presidente dell'OIPA Italia (Organizzazione internazionale Protezione animali) - In verità quest'opera 'artistica' è solo l'ennesimo esecrabile squallido tentativo per far parlare di sé per riempire una galleria d'arte. Josè Morales, vice presidente del 'Special Unit for Animal Protection and Rescue' ha commentato: "Il cane è stato legato senza cibo nè acqua, non capisco come ciò possa essere considerato arte". Raymond Schnog, presidente della 'Humanitarian Association for Animal Protection', ha condannato l'atto definendolo pura crudeltà, "non comprendo come un animale possa essere stato lasciato morire di fame sul pavimento mentre una frase sulle pareti era stata composta usando cibo".

Queste organizzazioni stanno studiando il caso per presentare un ricorso davanti al tribunale locale.


Link per votare la petizione http://www.petitiononline.com/13031953/


31 ottobre 2007

Festa dei morti

Con tutto rispetto e devozione ai ricordi - pensiamo davvero alle persone finché son vive, solo così vivranno ancora di più (pure dopo). L'altro giorno son stata a fare un giro nel paesino di Vicenza, un giro al cimitero, c'era gente affrettata a sistemare fiori, pulire con dei secchi d'acqua le tombe, tutto ciò che di solito si fa molto meno.
Solo la mia tomba di famiglia aveva dei fiori andati. In quelle pochissime volte che vado a Vicenza durante l'anno vado a fare il giro al cimitero, di solito non c'è mai un fiore su quella tomba di famiglia, nemmeno di quelli andati. Questo per me è il significato, che continua, di quello che era anche in vita, in quella famiglia. Comunque se mai morissi beh certo vorrei l'Emilia come terra.

Oggi dal letto sentivo la pioggia scrociare sulla strada, con le macchine che ci passavano sopra e facevano quel rumoreda macchine che passano sulla strada di pioggia; mi chiedevo se mai anche quelle persone care potevano sentirla e dare loro quel senso di vaghezza che la pioggia in autunno può dare ad un cuore. Chissà ho pensato, sì forse vale la pena di vivere per sentire battere la pioggia sulla strada.

Buoni ricordi a tutti voi. g

28 ottobre 2007

Eutanasia e suicidio


Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate riguardo il suicidio. Intendo, mi sto chiedendo da anni ormai, se sia giusto pensare di proibire ad una persona di togliersi la vita, se questa in vita ci sta in maniera molto soffrente da del tempo. Io credo che sia un argomento abbastanza analogo a quello che si potrebbe tentare di fare con l'eutanasia.
Cioè l'egoismo è di chi si toglie la vita nel fare del male alle persona alle quale è legato, o viceversa può essere anche l'egoismo delle persona cui la stessa persona in causa decide di togliersi la vita, che preferiscono non sentirsi in colpa per un atto ritenuto terribile, quando magari il ben della persona a loro cara è di non essere più in terra?
Mi son fatta tante domande, perché sulla possibilità del libero arbitrio si potrebbero aprire capitoli infiniti.
E' doloroso senz'altro pensare che qualcosa di indipendentemente da una disgrazia casuale (più perdonabile personalmente, visto che ci assolverebbe), possa togliere una persona, e una parte di noi cara che se ne va con quel ricordo, ma il bene, verso un altro quanto ha a che fare con il senso di colpa, e perché secondo voi, sarebbe giusto opporsi se non per amor proprio che poi si dice verso l'altro - in una scelta consapevole?
le varianti possono essere molte, e molti i motivi diversi affinché una persona estremizzi un pensiero del genere, però se e in quali casi sarebbe giusto lasciare fare, e semmai legalizzare un'eutanasia consapevole pure per i non terminali?

25 ottobre 2007

Intervistaa Piero Ciampi di Lina Agostini

Pubblico questa intervista - l'unica direi - rilasciata da Piero Ciampi a Lina Agostini nel '76 per il "Radio corriere TV" - Immagino che i ciampiani appassionati già conoscano, ma per gli altri valga la pena di riportare...

D - Ce l'ha proprio con tutti...

R - Sono arrabbiato per tre buoni motivi: sono livornese, anarchico e comunista. Le basta?

D - A me sì, ma dovrebbe spiegarmi perché il fatto d'essere livornese incide tanto sulla sua rabbia.

R - Livorno è un'isola, è la città più difficile per tutti, anche per me. Perché a Livorno c'è tutta la contraddizione di questo mondo: ci sono gli americani, c'è il più grande Monte di Pietà che si possa immaginare, io ne so qualcosa. C'è anche una delle più numerose comunità ebraiche in Italia. A Livorno sono nati il partito socialista e quello comunista e c'è anche una squadra di calcio che milita in serie C ma che meriterebbe lo scudetto in A. Ecco, io sono il Robinson Crusoe di questa isola che poi è un mondo.

D - Che cosa crede d'avere, come livornese, anarchico e comunista, in più degli altri?

R - Niente, è questo il mio equilibrio, la mia politica. Cercare di non offendere gli altri avendo qualcosa in più dell'uomo più povero di questa terra. La poesia è la sola cosa che ho.

D - Che cosa le manca per sentirsi ricco?

R - Tante cose; una frittata di cipolle, un bicchiere di vino, un caffè caldo e un taxi alla porta. Non ho mai avuto tutte queste cose insieme.

23 ottobre 2007

Ma che freddo fa?

Son tornata da Roma, e mi son ammalata, che c'ho un'influenza che non va mica bene. Ecco il risultato a fare le foto quasi ignuda con la temperatura che cambia. Son a pezzi. Mi pare di essere uno spaventapasseri, un'incrocio tra Maga Magò, una befana e il burattinaio di latta (era quello del mago di Oz? forse faccio confusione) cmq per dire che in 'sti giorni che son tornata oggi in particolar modo, son messa a bestie, non pensavo che un naso potesse soffiare tanto in tutta una giornata, beh adesso lo so.
Infusi di eucalipto che mi son aspirata il mondo fin giù i polmoni, aspirina, antidepressivo, ansiolitico, fluidificante, di tutto. Chissà che non mi passa la fame che dimagrisco pure.
Poi oggi l'editore che diceva che chiamava ha detto che chiama domani son 4 giorni che dice che chiama domani, ma dì una settimana no? mica capito.
C'era una frase di Erri de luca, che devo ancora capire se mi piace Erri de Luca dico , non la sua frase - nel senso che è uno un po' falso a volte, ma ha anche delle belle cose, che dice che bisogna imparare non ad aspettare, ma a non aspettare. E c'ha d'un ragione, in questo momento della mia vita poi.
Ma avete presente per uno povero aspettare4 giorni di differenza se ti fanno il contratto o no , beh io lo so, ecco allora era meglio che sapevo di una settimana che mettevo la povertà in pace. Poi mi han chiamato a dire che forse c'è da andare da Santoro, e io che ho detto, ma mica parlare di fetish, cioè magari sì, ma mica che io non fetish, che io non son mica tanto fetish - non so se si son offesi che si aspettavano cose turche; spero di no, cmq oh mi chiamano sempre per ste cose, che io faccio per vivere - le foto fetish e bondage dico; poi non che mi faccia schifo, farei più fatica anadrea saldare schede elettroniche tutto il giorno, però zio canta, mica è la mia vita - il fetish dico, magari le foto un po' di più sì. Mi piace molto la cosa delle foto anche se invecchio ormai.
Poi non sapevo come si scriveva Santoro tutto taccato o San toro o S.Toro o insomma si lo so, son ignorante a volte- ma si pronuncia che non si sa come è scritto, Cmq dall'uff stampa lì mi han detto, poi dimmi cosa vi siete detti: io ho detto che non son fetish che non vo nei locali, che sì faccio le foto anche perché son povera. Perché un po' mi piace il fatto della foto, ma mica son fetish invasata a casa,son qui con la tuta, il naso rosso e 23 fazzoletti soffiati in giro.

Cmq libri a parte ora che ho chiuso questo libro sulle tragedie, che mi è molto consono scrivere sulle tragedie, forse vado avanti con il ricettario, ma a parte i libri - Bondage mai più, chiuso, mi son rotta davvero, almeno quello estremo, c'ho tutto un ,male collo schiena ecc, sì sì belle foto, almeno a chi piace il genere e me no, ma tutto ha un limite e sta volta lo ho toccato.

Ah mi son fatta l'ombra verde che sembra più invernale, non è la pelle diafana come si dice. Lo scatto è di Giovanna son quelli di Roma che mi han fatto ammalare secondo me.

Ecco domani è un altro giorno. Speriamo.

22 ottobre 2007

Delusioni :( ma è un bell'album

Troppo tempo che non parlo di musica, oggi riascoltavo i dischi di Guccini che mi piacciono eh, diciamo sì, ma ha una pecca che DeAndrè non ha mai avuto, ovvero'autocompiacimento abbinato alla finta modestia per dire l'esatto opposto di quello che le parole vorrebbero significare
Ce n'è tante quindi non cito tutto, ma dall'album, Stagioni

"Nell'anno '99 di nostra vita io, Francesco Guccini, eterno studente perché la materia di studio sarebbe infinita e soprattutto perché so di non sapere niente, io, chierico vagante, bandito di strada, io, non artista, solo piccolo baccelliere, perché, per colpa d'altri, vada come vada, a volte mi vergogno di fare il mio mestiere",

Vabbè questa è una mia considerazione, peccato perché la vocazione poetica sarebbe anche bella forte, ma cade in queste piccoli autocompiacimenti dell'umiltà.

Poi, amo tantissimo la musica, io penso che per la mia scrittura misi giovata moltissimo più forse di quanto abbiano fatto i libri, la musica la sento la mia letteratura. Avevo trovato questo gruppo che mi piaceva e mi piace tra i giovani che sono i CARPACHO. La musica e i testi son veramente belli, peccato che l'intervista mi sia scaduta tantissimo. Naturalmente l'importante che quello che è fatto,l'opera sia bella e quindi a posto.Però che delusione quando qualcosa che ti piace molto poi in un dialogo decade....

I testi son davvero bella e la musica anche si possono ascoltare nel loro profilo myspace. Ma dico, lo sapete che io verso i giovani a differenza di chi ci da troppa fiducia, in genere io ho delle resistenze, dico non puoi fare l'arrivato dicendo che l'opera esprime se stessa in un' intervista,almeno se sei un'emergente. Io credo questo, ma poi mi sbaglio spesso.

Predo alcune parti e faccio gli esempi

- Nella canzone C.A.R.P.A.C.H.O. dite che la solitudine è l’incontro meno socialmente deprecabile…è un’affermazione forte detta oggi, che condivido appieno…

Anche questa, se la leggi bene è un cortocircuito logico. Ma tanto la metrica è piuttosto veloce e non ci si fa caso.

-La mia canzone preferita dell’album è “Maledetto il trucco”; canzone molto nostalgica “Come quelle donne perse - che arrivate a 40 anni vogliono sentirsi nuove, giovani e brillanti, non lasciamo che ci svuotino le tasche; poveretto uomo, poveretto”. Insomma non c’è alternativa per la donna oltre i 40 anni ed sentirsi- farsi figa senza essere un po’ ridicola, così come gli uomini che poi inseguono questa bellezza. Ma noi donne che le alternative ci restano secondo voi passata una certa età?

…pensiamo ad una risposta più seria di “le porno mamme”….. Tutte le alternative che non prevedano l’utilizzo del flusso canalizzatore. A parte gli scherzi, in generale pensiamo che quelli che vengono espressi nelle nostre canzoni non siano semplicemente degli spunti da chiarire in altra sede. Cioè qualsiasi spiegazione del testo non aggiunge e non toglie nulla a quello che vuole esprimere: infatti ciò che esprime è tutto lì, non servono parole in più o in meno. Riprendendo il motto di qualcun altro diremmo che “l’opera dice sé stessa


Ecco per me queste due risposte sono come nulle perché non significano nulla. In ogni caso, è un bell'album e quello che è detto non toglie davvero nulla, ma è un peccato “Come quelle donne perse - che arrivate a 40 anni vogliono sentirsi nuove, giovani e brillanti, non lasciamo che ci svuotino le tasche; poveretto uomo, poveretto”. Ah poi su questa frase ce ne avrei da aggiungere,perché non ho mica capito, se le donne le tasche le svuotano 20 anni agli uomini va bene, se gliele svuotano poi è un poveretto. Mhhhhh

Vabbè. fatto mondo. Son mezza malata eccì. Amici buoni giorni almeno a voi finché aspetto la risposta dall'editore che me la doveva dare oggi- e io aspetto e aspetto e aspetto che mi ammalo mentre aspetto.



20 ottobre 2007

Perle di saggezza o di goutalax ?

Finalmente posto una cosa seria - eh sì, torna qualche opera del Learco Pignagnoli - Io concordo al 100% che qui in Europa "la scuola" Zen è per lo più diventata una bella menata commerciale, senza spessore per chi si vuol millantare della profondità di conoscere queste filosofie di vita.
Ricordo che lo Zen Negli anni '50 tramite il movimento beatnik contribuì a renderlo popolare, tanto da farlo diventare la "filosofia" dei giovani della New Age in lotta contro la società industriale.

E oggi non mi pare proprio che per lo più rispecchi questo tipo di filosofia e si mangi a sbafo su qualcosa che certo originariamente era dignitoso...(E in quei posti, immagino continui ad esserlo). Paghi una candela 50 euro gli incensini e tutte, i libri dei maestri di vita che si tingono i capelli.. maddài...Non hanno fatto anche della povertà una moda..?


Allora lascio queste opere di Pignagnoli che fanno un po' pensare...

Opera n. 236

Il buddhismo zen son tutti dei mangiatori a ufo quelli che lo fanno. Stanno sempre a meditare vicino al frigo e quando il padrone di casa dorme glielo aprono per meditare all'aria fresca. Oppure gli fumano le sue sigarette che ha lasciato sul tavolo. Io tutte le volte che ho degli ospiti zen in casa mia il posto dove li trovo più spesso a meditare è vicino al frigo. Dicono stiamo meditando sul koan delle due mani che battono ma qual è il suono di una mano sola? Io subito non dicevo niente perché questo koan mi sembrava una coglionata come problema, dato che nella nostra epoca è semplicissimo stabilire qual è il suono prodotto da una mano e si può anche isolarlo in un altoparlante e metterlo giù per iscritto in una partitura se si vuole. Ma quando ho visto che mi sparivano le fette di pancetta e di mortadella e quasi tutti i ciccioli più le salsicce che avevo nascosto fra la verdura e una mezza forma di gorgonzola ho cominciato a chiedergli: Ma perché state sempre lì a meditare? andate fuori in giardino che vi ho preparato anche lo zendo. Loro però preferivano stare vicino al frigo.

Opera n. 237


Dopo vedevo i miei ospiti zen che scrivevano degli haiku con un panino in mano allo spek che è difficilissimo da mangiare senza forchetta e coltello. Li vedevo che davano una morsicata e poi scuotevano la testa per strappare lo speck ma non ci riuscivano perché lo spek è durissimo da tagliare coi denti e allora gli rimanevano le fette penzoloni nella bocca perché a forza di tirare gli erano saltate fuori tutte intere dal panino.

Opera n. 238


Dopo vedevo che i miei ospiti andavano a fare un po' di digestione zen vicino alle mie grappe e si mettevano seduti nella posizione del loto con le braccia conserte ma c'era sempre una loro mano che gli scappava verso le grappe. Io gli dicevo cosa fate lì? perché non andate fuori sullo zendo che c'è anche un'aria freschina adatta alla meditazione? Ma loro fingevano di meditare e non rispondevano. Dopo ho visto che si erano spostati tutti intorno al tavolo dove c'erano le mie sigarette e i miei tabacchi. Cosa fate lì? gli dicevo allora, perché non andate fuori a meditare? Poi mi sorgeva un dubbio e andavo su nella mia camera a contare i soldi che avevo dentro i cassetti. Ci avevo un casino di soldi in dollari che adesso mi dovevo mettere a ricontarli per stare tranquillo. Dopo ci avevo sempre un'inquietudine addosso perché avevo visto che i miei ospiti zen s'erano messi a meditare vicino ai cassetti della mia camera. Cosa fate lì? gli dicevo, perché non andate fuori a meditare che vi ho anche preparato lo zendo? Ma loro preferivano rimanere lì.

Opera n. 239


Sono capace anch'io di fare il Maestro Zen. Viene un mio discepolo a chiedermi: Maestro Learco Pignagnoli, sono preso dalla febbre della conoscenza, come devo comportarmi? Io subito non dico niente, sto zitto, taccio. Dopo comincio a tagliare delle fette di coppa con delle cipolline sottaceto e le mangio. Cosa dicevi? chiedo al discepolo. Maestro Pignagnoli, sono preso dalla febbre della conoscenza, come devo comportarmi? Io subito non dico niente, sto zitto, taccio. Taglio delle altre fette di coppa, mangio. Cosa dicevi? chiedo al mio discepolo. E lui: Sono preso dalla febbre della conoscenza. Io no.


Opera n. 240


I buddisti zen sono dei soggetti che gli antropologi dovrebbero prendere più in considerazione, invece di andare in Africa. C’è pieno di buddisti zen, come mai?

Opera n. 241


Tutti che scrivono dei grandi peana di consonanza col mondo, tenendosi la mano sinistra sul cuore, mentre nella loro mente si forma pian piano il Sutra del salame mantovano o il Mantra del cotechino che andranno a mangiare di lì a poco. Argomenti non tanto consoni al buddismo zen, come lo conosciamo. Il buddismo di Bodidharma eccetera. Il buddismo Hinayana eccetera. Il buddismo Mahayana eccetera. Il buddismo di Allen Ginsberg e Timothy Leary eccetera. Quelle due belle testedicazzo lì. L’unità dell’io col nulla dell’universo. Che poi, quando fanno la cacca, i buddisti zen, si meravigliano. Guarda quanta cacca che ho fatto, dicono. Guarda quanta cacca, dicono. Come mai? Eh, la cacca è il riassunto del cibo che si è ingurgitato, non la quintessenza del pensiero che si è fatto. Se caghi, vuol dire che hai mangiato. Se fai molta cacca, vuol dire che hai mangiato molto. Non s’è mai saputo di uno che abbia fatto molta cacca meditando. Se avete fatto molta cacca vuol dire che avete mangiato molta roba, non vuol dire che avete meditato. Potrete aver letto migliaia di libri e questo nessuno ve lo toglie. Ma se cagate vuol dire che avete mangiato. Non vuol dire che avete pensato. Vuol dire che siete dei mangiatori, non dei pensatori.

19 ottobre 2007

Sito di Giovanna Casotto

Tornata da Roma.

C'è chi mi chiede foto con Giovanna, e devo dire che servizi ne ho fatti - ma ancora quando non era così diffuso l'uso della digitale...almeno parlando di quelli non bondage - metto qui questa foto che è ormai del 2002 ... comparsa sulla rivista Leg Show, per il resto, servizi con lei compaiono su altri siti bondage.

Ora c'è una novità; è in preparazione, ma ecco il nuovo sito di Giovanna Casotto! Per la a felicità dei suoi fans!



18 ottobre 2007

NEL BLOG DI MELISSA

Metto un post per mettere le cose in chiaro: QUALCUNO CHE NON SONO IO, si è spacciato per me, scrivendo frasi e tesi senza fondamenti - discriminanti verso gli omosessuali sul BLOG di MELISSA PANARELLO, non sono io.Purtroppo c'è chi non sa come perdere tempo, visto che soffre di inesistenza.
Inutile dire che il mio pensiero è tutt'altro. Ma a quest'ora è lunga da ire, volevo solo precisare.

Che gli omosessuali son contro natura? Ma per piacere. Gli esseri umani son contro natura.

Notte a tutti.

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17 ottobre 2007

Yuppie...


Ho finito il nuovo libro, ho finito il libro...ho finito il libro. Spiro e sospiro di sollievo. Ho finito illibro. Vedremo.


Vi abbraccio tutti ! da Roma oggi ! ;)

14 ottobre 2007

Costanzo e Marketing vari (il nulla che si posto)

Quando oltre il sesso c'è dell'altro siam sicuri che l'altro lo vedranno in pochi ! Il problema è quello che gli editori fanno leva si quello che pensano sia il "marketing adatto" infatti io ci son rimasta male, su come è stato gestito questo libro.
Certo c'è sesso e molto - come negarlo? E io non voglio assolutamente negarlo - Ma il messaggio di base è la solitudine, anche l'incomunicabilità, la difficoltà delle relazioni,la morte e la malattia,questo però da un punto di vista commerciale è sempre un rischio, figuriamoci metterlo su un'esordiente. Io son rimasta molto delusa, perché all'inizio c'era un gran leccamento di culo da parte di tutti, poi naturalmente quando decade il tuo tempo prezioso ti trattano come una pezza da piedi o quasi. Mi son sentita dire che il giorno che ho firmato quel contratto "era il giorno più bello della mia vita" cioè l'editore mi ha detto. Vabbè non ci vuole un genio a capire che esagera, ...poi sparito nelle nebbie per sempre.-Me frega una michia se legge. Così è stato. tanto valeva che lo davo ad altri a sto punto, almeno erano "onesti" dall'inizio nel dire che il target da seguire era quello. Ed io che mi son fatta abbindolare buoni sentimenti (miei) che illusa!


Poi - Costanzo è stato avebbè..., così il suo uguale staff - pronto a tutto. La vicenda è stata esattamente così e ve la racconto - mi era capitata di essere stata chiamata da una rivista nota proscrivere un tema-racconto sulla sessualità. Avevano già il titolo scrivi riguardo "la trasnsessualità", un termine da loro coniato che dovevo spiegare con parole mie. Mi han spiegato quello che volevano, mi pagavano bene, molto bene, ed ho accettato (son sensibile scusate eh ai pagamenti). L'articolo esce, e mi leggo nel titolo in grande che io non ne sapevo nulla "scrittrice erotica (?) si definisce transentimentale racconta di una sua esperienza con una donna. O adesso non ricordo,ma una cosa simile, insomma lo spacciavano x autobiografico.
Mi chiamano un giorno dalla redazione di Costanzo, un tipetto un po' arrogante mi dice che faranno una serata sui gay con 2 coppie di uomini e 2 coppie una donne gay e che mi volevano in trasmissione perché IO mi definivo transesetimentale, Io gli ho spiegato che quello era una articolo che ho scritto era una rivista, ma il contenuto era alfine di rendere il concetto. Allora si irrita e mi dice, sì ma l'hai scritto che sei stata con una donna,gli dico sì è vero, ma voi volete far una cosa morbosa, allora si è incazzato, poi il contesto era davvero stretto e lui si sa sputtana quel che può,allora gli dico,senti te a mai fatto delle cose per soldi? e sta zitto, beh io sì,e a me di raccontare delle balle gratis tra l'altro non mi va, e poi anche se ho avuto delle esperienze simili, non mi va di parlarne pubblicamente. Il tipo si incazza e mi sbatte giù il telefono. L'editore pure si incazza che ho rifiutato. Poi richiamano qualche settimana dopo credo - mi dicono che mi vogliono cmq come ospite, io rimetto in chiaro delle cose, e loro mi assicurano che sarà una serata generica con altri ospiti ce non c'entrano nulla infatti proprio nulla, non c'era una persona che c'entrasse coll'altra e quando c'era da parlare non si poteva.
Costanzo mi chiama nel camerino, io ho detto cazzo adesso ci prova, ma mancava troppo poco perché lo facesse, allora lì con il muso lungo fino a terra, mi fa "ma non sei felice" - io gli dico, Costanzo son depressa, e lui con quella voce da sorcio impappinato mi dice qualcosa,poi mi dice anche mettiamole cose in chiaro io non sono un moralista. Eh s'è visto. E di punto in bianco, torna fuori la domanda sulla trasentimentalità, a me è venuta una rabbia omicida, anche se la nascondo bene, non sapevo se dire davanti a tutti, sì me l'han detto quelli della rivista di scriverlo, e son stati loro a dire che autobiografico (senza chiedermelo tra l'altro) e facendomi passare per la trasgressiva di palare fetish che ci può stare eh, ma è un capitolo su 26 per cui fate voi.
L'idea è proprio si sentirsi usati – pure un altro conoscente aveva messo in chiaro di non sparlare di aver fatto un trapianto di reni, e la prima domanda che gli ha fatto è stata quella riguardo l'operazione, con Giovanna è capitata una cosa analoga (oltre al provarci9 e con la Spack è andata pure in risarcimento. Veramente un bel mondo complimenti. Io sinceramente vedrò di andare se capita a quelle trasmissioni un cui la libertà di espressione c'è, e non ti mettono cose in bocca che non si sa da quelle altezze o bassasse arrivino. tanto più passa quello ahimé.