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IN LIBRERIA

05 gennaio 2008

Il colore del dolore

La neve è scivolata dai tetti.
Fuori è grigio, così che il grigio del cielo si appoggia all'orizzonte sui muri delle case.
Le persiane di case quelle che riesco a vedere da questo 4 piano, sono tutte verdi ed abbassate. Dei rami secchi vi si infrangono contro. E le antenne della tv imperano ad altre altezze.
Ieri era bianco. Era bello. eppure stavo male.
Stamattina il leopardo di neve, allettava ancora gli occhi. Una fanghiglia contornava i passi; quegli degli altri perché io non esco, ma chino la testa e guardo giù; come un tempo faceva la mia vicina anziana di casa che - anche di notte quando tornavo dalle brave notti accendeva la luce e sporgeva la testa, a qualsiasi ora, con qualsiasi tempo.
Che curiosa del cazzo - pensavo.
Son tutti uguali qui nel paese.
Eppure qui dal quarto piano, quando guardo giù poi vedo che tante altre teste spuntano fuori sotto la mia. Tanti piani di lumache, che si ritirano al primo sguardo diretto.
Una rissa tra extra sotto il condominio e tutti lì a vedere giù, chi le dà chi le prende, si spacca qualche bottiglia. Da un'altra casa sento una donna che grida. Un bambino piange. Un uomo scatarra da un altro appartamento e si capisce che si soffia il naso senza fazzoletto.
Fatta vita, se è umiliante vivere mi dico.
Eppure tanto amore ancora, quando qualcuno caro non sta bene, non è più umiliante quel pensiero, quelle vita pesa di un peso che nessun oro può comprare, eppure il male distrugge con tanta facilità quello che per sembra da secoli ci portiamo dentro. Che illusione l'unicità, e quanto "io" da scrollarci di dosso senza poterlo mai fare.
Che cos'hai - che cos'ho - dormi, alzati fai, non pensare, scrivi, registra voci erotiche, fai felice i segaioli, oppure vai a fare un giro, ma no, non star male.
Il mondo non se ne accorgerà, tra un grido di gioa e uno di dolore, siamo sordi. E ci va bene così.
Happy new fear qualcuno un giorno mi scrisse. Io ho sorriso e l'abbracciavo. Erano anni fa d'inverno, c'è gente che la morte se la porta nel sangue. Era destino che morisse.

7 commenti:

antonio ha detto...

E' che ci confrontiamo con la totalità del mondo. Siamo miliardi, su questa Terra. Occupiamo fisicamente spazi ridotti, rispetto alla vastità del pianeta. C'è qualche speranza se ci si confronta nel nostro universo personale. Perché c'è qualcuno con cui si interagisce. Qualcuno che ti conosce, che tiene a te.
Hai un ragazzo, delle colleghe, degli amici. Conoscenti. Del vivo ed in internet.
Scusa se mi permetto, se ne parlo. Potrai cancellare questo post e bloccare il mio nickname. Ma Marco ha scelto il suo destino, non è stato il destino a scegliere lui.
Spero che tu faccia ben altre scelte. Che poi, oh, devo ancora venire a trovarti, e con me Laura! Quanto vorrei essere già lì. Ti abbraccerei, ti direi che il tuo cuore batte e ti farei sentire il mio, che il rumore della vita ti possa essere di conforto. Vorrei trasmetterti calore e dolcezza. Ma penso che anche altri, ben più adatti, possano farlo al posto mio.
Vivi, mia cara. Il mondo è bianco, nero e grigio, ma tu puoi trovarne anche i colori. Non so some consigliarti per stare realmente meglio. Parlo per simbologie, perché così cerco di evocare stati d'animo. Non so che altro fare, se non darti elettronicamente un bacio. Lo schermo è caldo di suo, per l'eccitazione degli elettroni. Non è fisicamente il mi calore, ma spero che una idea di ciò ti raggiunga.

Gisy ha detto...

@Antonio -
ti ringrazio per le parole, e ti ringrazio anche di aver capito, che hai fatto il nome giusto, e questo significa che vi in fondo a quello che leggi, e questo mi fa molto piacere.
Io non lo so se si possa scegliere di morire. L'ho pensato tante volte, me lo son chiesta tante volte.
E che in un momento le cose accadono con il oro spiazzamento. E basta, poi si comincia a pensarci.
Se non ci fosse anche qualcosa di altro che non è la libera scelta, qualcosa di cui non ci accorgiamo ci prenda l'identità.
Quindi né destino, scelta.
altro.
Che poi non saprei cosa altro.
e' tanta la compagnia pure quella virtuale, ma appunto non posso dire di sentirmi abbandonata anche se sola ogni tanto sì capita.
Ma non è colpa degli altri.
Io sì, con Laura vi aspetto, ora sto cambiando casa, da febbraio son una nuova casa, poi mi scrivete via mail ci tengo davvero.
A proposito, spero che Laura passi presto !

violazione ha detto...

penso di non essere che più di un piccolo "sputo" del big bang che diede origine all'universo, e altro non posso fare che esser vivo sino a quando sarò utile per qualcuno, che fosse anche solo il mendicante che mi dona un grazie in una fredda sera di inverno, o di un assolato pomeriggio di estate...

ed altre domande non riesco più a farmene su quel che sarà il mio destino, che delle nostre scelte si fa beffa...

ed anche scavare dentro, per quanto di istinto non riesco a rinunciarvi, so che non mi porterà ad una "verità assoluta", eppur son qui a farlo, sempre e comunque, anche leggendo a confronto le vite altrui, ed alcune sembrano uguali, in certi voli negli abissi dell'inferno, e forse questo mi fa sentire meno solo di quanto soli, comunque, siamo dentro nelle nostre colorate diversità...

solo per dirti che mi dispiace per chi è volato via...

solo per dirti di accettare un grazie da questo mendicante che sono...

ciao Gy

SerialLicker ha detto...

già, grazie...

perchè è triste e bellissimo come la nenia di Wonderful Life, quella vera, quella di Black...

Gisy ha detto...

@Violazione - La verità assoluta a patto che esista credo ci sia così distante...non vale la pena di scervellarsi...
Farsi domande sul presente, non sul destino, avere la curiosità ogni giorno per avere ancora sempre un grammo di emozione in circolo, questo sì che ha senso, molto più che parlare sul, del, senso.

@Seriallicker - Già. eppure dimmi se non dà nostalgia questa meraviglia.

antonio ha detto...

Verrò volentieri!
Buon trasloco!!

antonio ha detto...

Oh Laura, intima amica, dove sei?