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IN LIBRERIA

25 maggio 2007

Storia naturale dei giganti

Oggi parlo di un libro che mi ha profondamente divertito:
così è appena uscito per
Guanda "Storia Naturale dei giganti" -

Torna in scena Cavazzoni uno vero "scrittore utile" alla nostra letteratura italiana, con questo esilarante ed epico romanzo, in cui il protagonista (uno studioso dei giganti) si ritrova scartabellando tra archivi letterari a ricostruire la storia di una civiltà che sembra estinta, quella dei giganti. Con pignoleria e meticolosità ce li racconta fisicamente e con tutte le loro grottesche abitudini; così se tanta possanza fisica li distingue, sembra che l'ottusità mentale controbilanci un mito dove non c'è distinzione tra il bello il brutto, il male il bene, il sadico e il sublime. Ma ad un certo punto il protagonista fa conoscenza con una certa Monica Guastavillani, che a poco a poco gli confonderà le idee pure su questa ricerca appassionante...

Per me è un libro stupendo, dove l'autore risece ad intrecciare il riso sguaiato ad un linguggio e uno stile sopraffine...

Le attrattive sessuali (dei giganti)

"Anche se potrebbe sembrarlo, i giganti non sono dei sadici; mancano alcuni secoli perché possano essere sadici. In apparenza il comportamento è lo stesso. Ma se frusta e bestemmia, il gigante frusta e bestemmia senza consapevolezza teologia; mentre gli illuministi (e il marchese De Sade) frusteranno per disfare l'alleanza rea gli uomini e Dio, ed avere di conseguenza un orgasmo teologico (che i giganti non sanno cos'è e non sanno come si fa ad averlo)".

"Morgante era stato all'origine gigante selvatico, ma poi per via di un sogno s'era fatto cristiano: aveva sognato un biscione che voleva mangiarlo, nel sogno aveva chiamato Maometto, ma niente! Il biscione se ne fregava; poi aveva chiamato Gesù e il biscione era scappato. Così era entrato in crisi di fede e su pressione di Orlando s'era fatto cristiano e gigante da guerra"

Sul tirare l'arrosto

"Carduino, (cavaliere di re Artù) arriva e un gigante arrostiva un cervo, (in realtà i giganti lo scottano o lo bruciacchiano) mentre un altro teneva una bella ragazza di 15 anni stretta in mano. E il primo gigante senza stare a sottilizzare troppo, avendo a portata di mano la cerva che rosola (che si bruciacchia), la prende d'impulso e la dà addosso a Carduino, senza domandarsi se è un'arma o un arrosto, essendo come si vede le due cose intercambiabili. Avendo Carduino schivato l'arrosto, l'altro gigante prende dal fuoco un tizzone (che era un tronco di quercia acceso) Carduino schiva anche questo e anche il secondo gigante rimane ucciso.

Come si vede il gigante disturbato all'ora di cena tira tutto quello che ha sottomano, se stesse friggendo tirerebbe il fritto, avesse il gas tirerebbe il fornello a gas o la bombola..."

Il materiale di lancio

I giganti selvatici e non, sono attratti da peso e dalle cose che pesano. A volte si insediano su un monte dove sotto ci sia un'abbazia e si mettono subito a tirar per aria dei sassi, di quattro, cinque chili o anche più, in modo che prevalentemente cadano sull'abbazia. Non stanno a guardare su chi in specifico cadano, se cadono su un frate o su un monaco assorto in una preghiera. Questo fa parte del caso; come fosse una precipitazione meteorologica, di cui loro sono gli agenti. In un certo senso il loro non è un atto contro le istituzioni e la fede cristiana; potrebbere assaltar l'abbazia, distruggere i muri e entrare e far man bassa; invece non si avvicinano. Preferiscono lanciare il sasso a distanza e starlo a guardare mentre scende a parabola; uno ogni mezz'ora, certi giorni nessuno, come se il fenomeno fosse cessato e ritornato il sereno; (---)

I monaci naturalmente protestano, nessuno riesci più a pregare in pace, perché magari proprio mentre uno è assorto, gli arriva un sasso sulla spina dorsale, o un sasso sulle mani congiunte, o sopra un calcagno, o sulla testa, o in mezzo alla chierica allora questi frati girano con il naso sempre per aria e la preghiera non è più sincera, perché per pregare bene bisogna essere lontani da sismi, da richi di frana o di caduta massi, dalla grandine, in quanto che a lungo andare questi fenomeni creano disistima nei confronti dell'Onnipotente: cosa gli costerebbe arginare una frana con un miracolo? creare un muro di calcestruzzo o una rete metallica di contenimento; o anche contro i giganti cosa gli costerebbe confonderli, o obbligarli al trasloco? o far venire loro una sincope? come spesso augurano loro in particolari preghiere specifiche e molto sentite.


EVENTUALI REFUSI ED ERRORI DI PUNTEGGIATURA MEA CULPA

12 commenti:

Antonio ha detto...

Per gli errori, pazienza. E poi si capisce, no?
Ciao!!

Gisy ha detto...

Sai com'è ieri alle 2 di notte ricopiare il testo puf, ma credo ne sia valsa la pena... ;)
Buon week

francesco ha detto...

comprato stamattina, poi torno a casa, trovo che ne parli (e se ne parla sempre troppo poco)
sempre un piacere leggerti
grazie

Gisy ha detto...

Grazie Francesco che ci sei anche tu, troppo poco spazio a certi, veramente. Invece si parlare sempre dei soliti che i trucioli di "Barrique" per far buono il vino reggono fino a mezzogiorno ...non so se si capisce, ma spero di sì...

Direi che ne vale la pena di parlare di certi autori e basta con altr! Se qualcosa di letteraio e non mattonesco e non scontato rimane in Italia – Comunque l'ho consigliato anche su Cosmopolitan che uscirà ad agosto. Spero che belle o meno donzellette non mi prendano a male semmaiil loro genere non fosse, ma ho una stima sincera verso questo autore, e questo libro. Che nel mio umile parere penso sia un libro che non si esaurisce nell'arco di alcune stagioni, credo possa essere di quei libri che già hanno in pancia uan classicità che è quella che li farà restare. Oltre l'autore, oltre noi .
Immagino a volte sembri una mia presa di posizione sfacciata a favore di alcuni scrittori emiliani; e invece garantisco che non è così, perché ce ne sono di emiliani che nn mi piacciono affatto, Celati come Cavazzoni sono internazionali, e piscia fuori dal vaso chi crede o peggio associa al provincialismo “emiliano” facendo di tutto una melma di autori che vivono nelle nebbie...
Poi io amo- adoro l'Emila Romagna, un bel pò, ma questo è un altro discorso, non ha a che fare con tendere l'attenzioni ANCHE a certi autori del posto.
Stanotte a Reggio c'è la notte bianca, una folla e io che mi chiedevo che ci faccio qui, devo dire che con Modena non tiene confronto!

Gisy ha detto...

Ma poi che onore essere letti da chi legge anche Cavazzoni! :p

Ilaria ha detto...

Ciao! Ho iniziato a leggerlo oggi, "Storia naturale dei giganti"! Finalmente qualcuno che conosce e legge Cavazzoni... E anche Celati! Per caso ti piacciono anche Cornia, Nori, Benati...? Scusa l'entusiasmo ma mi capita così raramente di trovare ammiratori (o anche solo conoscitori) di questi autori... Ciao :-)

Anonimo ha detto...

Eppure, Ilaria, siamo in tanti ad ammirare CCCNB; si vede che ci nascondiamo bene!
;-)

Gianfranco

Ilaria ha detto...

Eh sì, siamo persone discrete... ;-)
Non so, quando mi capita di parlare di questi scrittori anche con persone che so essere grandi lettori, ben pochi li conoscono... con tutto che siamo anche in Emilia. Si vede che sono "sfortunata" io! :-)

Anonimo ha detto...

Mah, a Modena sono abbastanza conosciuti, almeno in certi ambienti...
Certo poi vendono poco, rispetto al loro valore effettivo. Tra l'altro, mi pare che stasera Cavazzoni presenti Storia Nat. Gig. a Bologna, in Via Mascarella... Venerdì Nori presenta il suo ultimo libro a Reggio (Libreria Farini, in via Farini) e contemporaneamente o quasi c'è una lettura di Benati e Cavazzoni insieme, sempre a Reggio, ma non so dirti dove; la Gisy dovrebbe saperlo.
Bye!
Gianfranco

Gisy ha detto...

Ciao Ilaria, che soddisfazione che mi scrive una ragazza su questo libro.
Molti dicono che sia un tipo di lettura più maschile, che alle donne non interessa molto (non essendoci elementi troppo amorosi), e invece per lo meno a me, ha divertito tantissimo, e se pure tu ti sei presa la briga di scrivere qui, è perché piace anche a te ^__^ doppia vittoria!

Per primo ho conosciuto Paolo Nori, che è sempre con la penna in mano a quanto sembra, poi Ermanno Cavazzoni, e poi gli altri. Più di tutti inizialmente ho amato Paolo Nori, e Cavazzoni. Cmq nonostante l'emilianità, trovo che siano scritture fortemente differenti forti e letterate...che oggi un pò mancano sotto i nostri occhi...

Grazie

Ilaria ha detto...

Ciao Gisy, felice io di averti scoperta (ho gironzolato un po' tra il tuo blog e il sito).
Sul fatto del tipo di lettura, che acuni considerano più maschile, è vero, mi è capitato di sentire obiezioni del genere (e anche girando un po' in internet mi pare che siano soprattutto lettori uomini a parlarne).
Io ho scoperto questo "mondo" letterario anni fa grazie a un corso universitario tenuto dal prof. Cavazzoni (non riesco a non chiamarlo prof.): eravamo in 5 studenti! Grazie a lui ho scoperto gli altri autori, tra cui amo soprattutto Cornia. Li accomuno perché si conoscono e perché sono emiliani, ma i loro stili sono diversi e come dici tu sono "letterari" in un modo molto speciale: eruditi e leggeri insieme.
Scusa la lunghezza, ma volevo risponderti! Ciao :-)

Gisy ha detto...

Ma figurati, mi fa solo piacere parlare di questo.
Anch'io conosco in prevalenza lettori uomini soprattuttto per Cavazzoni- Benati- Cornia e Nori già più pari nei sessi, e considerimo che il pubblico di lettori in Italia è di (gran) prevalenza femminile ;)
Andiam bene...
I generi sono diversi sì l'uno dall'altro, ma spesso capita che la gente esternamente, se non conosce bene tende a fare un gruppo unico...che senso abbia poi. Qunando magari invece ci sono molti più "copioni" degli stessi che non stanno necessariamente in Emilia...

Ho visto il tuo blog, molto bello ^___^