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IN LIBRERIA

12 gennaio 2006

No Pringles. Grazie


Anche se sembra c'entrare poco, data la grande passione per la chimica, non posso non dedicare almeno un post agli additivi alimentari e schifezze varie: che tanto sia ciampiani, lettori e feticisti mangeranno pure no per campare? Andare e camminare appunto.
Volevo dare qualche informazione riguardo alcuni prodotti soprattutto quelli di esportazione.
A me stanno a cuore quelle patatine che si chiamano “Pringles” (cioè mi sanno a cuore nel senso che bisogna parlarne male che fanno malissimo). Le Pringles infatti prodotte dalla Procter and Gamble una delle maggiori multinazionali americane (produttrice per lo più della maggior parte di detersivi, detergenti e pannolini vari che si trovano in commercio), è un prodotto alimentare molto dannoso per vari ragioni.
Intanto da specificare che di patata c’è ben poco, la poca percentuale di patata esistente viene triturata e mischiata con gli altri ingredienti e poi questa pasta viene fatta cuocere in stampi che ricordano la forma delle vecchie patatine. E va beh, ma quel che è peggio è che è un amalgama di esaltatori di sapidità tipo glutammato monosodico (le sigle che li stanno ad indicare vanno dall’E620 ai E637) compreso e simili in grado di creare una specie di dipendenza da gusto, agendo sui neurotrasmettitori, poi in più in questo tipo di patatine si trova un grasso di recente sperimentazione l’Olestra: questo olio creato in laboratorio, si comporta come un cibo che, ingerito, compie il suo tragitto senza assorbito dall’intestino, perché è composto da speciali molecole che l'organismo non è in grado di digerire. Risultato? Niente calorie. Ovvio che, in un paese ossessionato dal grasso come l?America questa nuova creazione sia sembrata miracolosa, anche perché ha ricevuto il nulla osta della Food and Drug Administration, organo federale severissimo, (e c’è da chiedersi perché la FDA abbia dato l’autorizzazione così rapidamente…)visto che non ci sono solo vantaggi in questo “olio” che oltre a non essere assorbito e non fare briciole alle patatine, ma anche enormi svantaggi. Questa macro molecola che non viene assorbita, “riveste l’intestino sembra infatti riesca a "catturare" sostanze nutritive fondamentali come le vitamine A, D, E, K, e diversi carotenoidi importanti per la loro attività antiossidante. Dunque potrebbe provocare carenze nutrizionali e disturbi, perché intacca sostanze fondamentali per il nostro benessere. Senza contare i crampi allo stomaco e i problemi all'intestino che hanno colpito molti consumatori (attenzione nella confezione non c’è specifica olestra, ma la dicitura generale oli vegetali, (già!)”.
Il problema dei prodotti importati è che anche se eventualmente la loro produzione in Europa (o in Italia) fosse proibita, nel momento in cui sono al dì qua del loro confine, noi dobbiamo cuccarceli così come sono, con le loro normative originarie. Il ché non mi pare una cosa giusta, anche perché alcuni additivi che in Europa sono vietati o ammessi in concentrazioni molto ridotte in America sono invece pienamente consentiti…
Poi potrei parlare molto di questi argomenti, ma non so in effetti quanto vi possa interessare…Un salutino a tutti…

Gisy

18 commenti:

warzaw ha detto...

Pensa che io e la mia ragazza ce l'eravamo appena raccontati leggendo che è una patatina vegetariana, con solo oli vegetali, senza fare caso magari a tutte le altre schifezze...
con cotal giustificazione ce le siamo mangiate parecchie, in tranquillità!
Però è vera la questione della dipendenza! Appena finita una te ne viene voglia subito di un'altra, e poi ancora un'altra...
Vorrà dire che tornerò alle patatine classiche... meglio ancora se fatte in casa!
Alla patata non si può certo rinunciare.
Sottolio, al forno, crokkettata, pureata!
W la... kartofa!

Gisy ha detto...

Beh,
se non proprio fritte in olio d'oliva che in commercio ce n'è ma è raro ache almeno si aspecificato la qulaità del tipo d'olio vegetale, tipo olio di semi di girasole o altro...

e poi gli esaltatori di sapidità, glutammati e vari da eliminare proprio...vedi ad esempio hanno usato quesat strategia per le light dal momento che ci "tolgono" dei grassi ci aggiungono dei sali (no cloruro purtroppo...)

Cmq W le patate-ine

Ciao Warz ciao

F@ust ha detto...

Sono molto ignorante in materia, lo confesso :-) Certo, nelle Pringles ci devono per forza metter dentro della gran merda (tipo le multinazionali il cacao e l'ammoniaca nelle sigarette per creare assuefazione): una tira proprio l'altra, già! Per quel poco che so, posso dire sdrammatizzando: CIBIAMOCI DI POESIA, CHE QUELLA NON FA MAI MALE, allora, eh eh... :
"Scoppietta
nell’olio
friggendo
l’allegria
del mondo:
le patate
fritte
entrano
nella padella
come nivee
piume
del cigno del mattino
ed escono
semidorate dalla crepitante
ambra delle ulive.»
Questi versi sono di Neruda: ODE ALLE PATATE FRITTE, dalle "Odi elementari". Bacioni...

fabio ha detto...

L'argomento interessa e come,
soprattutto per chi ha da nutrire figlioli, e fa lo slalom ogni giorno fra le porcherie che ti offre il mercato e le pressioni dei bambini che non sanno, non si rendono conto, ma rimangono intrappolati.
Gli adulti, non hanno giustificazioni, perchè per fortuna da tempo si parla di queste cose, ed è bene farlo in modo approfondito toccando tutti vari argomenti.
Da tempo cerco di acquistare i prodotti fondamnetali Biologici, come farina, olio, lattcini, pasta,
cosa mi dici in proposito.

Fabio

Gisy ha detto...

Crino Neruda! Non ne ero a conoscenza dellapoesia sulle patatine fritte!

Per quanto riguarda i prodotti biologici, (e un pò ci ho lavorato sulle indagine degli enti di certificazione), dovrei dire molte cose.
La prima che sicuramente come media i prodotti biologici sono effettivamente migliori di quelli tradizionali, e vale la pena prenderli sostituendo soprattutto a quelli a "lunga conservazione" quale biscotti, merendine, gelati caramelle, dato che in questi prodotti tradizionalmente viene fatto largo uso di additivi e conservanti.

Dunque io ho più fiducia nel biologico riguardo il protocollo di produzione e trasformazione del prodotto, (che lì per forza deve essere seguito e se certe sostanze NEL prodotto non ci devono essere non ci devono essere), che non in una intaccata origine biologica.
Anche perché capirai è assurdo che un maiale mi venga allevato bene senza ogm, quando poi una volta ammazzato nel prosciutto finale ci mettono di tutto!)

Cmq molto difficle che sia tutto veramente come dichiarato.
Il problema che che i 9 enti di certificazione sono tutti di natura privata e si capisce che questa non è una garanzia, visto che i soldi li prendono dagli stessi produttori... :-/
L'altro problema è che esistono nel biologico norme europee, nazionali, regionali, e come per il problema deli altri prodotti una cosa che magari non viene prodotta nel biologico italiano, ma in francia sì, viene tranaquillamente importata e venduta.

Sarà sicuramente in ogni caso di più alta qualità che una "normale" ma attenzione.
Il prosciutto crudo (come i salami e tutti i salumi rossi) faccio un esempio, in genere contiene nitrati di sodio e potassio NaNo3 KNo3, sigle alimentari (E249- a E251) compreso, che sono molecole molto dannose, servono per mantenere il colore rosso della carne e poi anche come antimicrobici, ma sono altamente cancorogene perché combinandosi con delle ammine presente nello stomaco creano le niotrosammine, che appunto hanno questo potenziale nocivo. Questo tipo di reazione tra l'altro è facilitata nello stomaco dei bimbi piccoli perché hanno un ph più basso (acido). Ecco queste sostanze nel biologico non sono ammesse in Italia, ma in Francia sì. Duqnue gurdarci anche nel biologico quando si acquista.
In Italia da ricordare queste sostanze sono cmq escluse nella prooduzione di Parma e S.Daniele. (tradizionali) sconsiglio assolutamente il prosciuto in vaschette preconfezionate che avendo una superficie di contatto maggiore con l'ossigeno è per forza più ricco di porcherie per conservalo meglio...
Altre cose sul biologico, secondo me il vino vale la pena, succhi di frutta, frutta quella che di solito è di esportazione e arance non si usa infatti il bnzatiazolo che penetra anche oltre la buccia, verdura consigliabile soprattutto quella a foglia larga tipo lattuga e gentile dove l'uso di diserbanti nella coltiv tradizionale è massiccia. Sulla pasta tutto sommato non credo che ci sia questa gran differenza, a meno che no si vogliano cose come kamut, farro, integrale buono...

Beh ecco ci sarebbe ancora molto da dire se avete domande che so son qui...

Gisy ;-)

cristina ha detto...

Pensa che io ho passato 15 anni 15 con la faccia tumefatta e gli occhi a pugile suonato per le allergie alimentari. Anzi credevo. In realtà ho scoperto che ero allergica solo a conservanti e additivi. Una vita da cani. Niente insaccati, conservati, niente di ciò che li conteneva. Sembra poco ma anche la pizza era minata. La mozzarella usata ne è piena. Ho imparato a mangiare solo biologico. Anche la carne, perchè gli animali di quella "normale", oltre a essere rimpinzati di antibiotici, sono nutriti di mangimi stracolmi di conservanti e additivi.
Il macellaio era arrivato al punto di regalarmi le bistecche per testare la sanità della biologica. Dipendeva dalla mia faccia the day after.
Non parliamo delle patate.
Le signore, perchè non germoglino, sono trattate con clorprofam, che oltre a procurare allergie,è una sostanza sospetta di procurare cranco al rene e al fegato. Quindi, oltre a friggerle con olio di oliva o esclusivamente olio di arachidi, che raggiungono in fretta il calore giusto, compratele biologiche e non congelate.
E Gisy, tanto per continuare, vi potrà dire molto sullo sbiancamento dello zucchero con la corrosiva calce viva, che toglie calcio al nostro organismo.
E che dire delle banane, tanto amate dai nostri bambini, che la Dal Monte & C. coltivano in paesi senza restrizioni e in cui vengono dati fino a 45 kg di pesticidi e erbicidi per ettaro?
Giustamente dice Gi succhi di frutta biologici, altrimenti sono concentrati di veleno.
Io mi sono fatta l'orto.
Le banane però non crescono. No.
Le allergie dopo 15 anni di astinenza sono passate.

Gisy ha detto...

Eh già,
Cri, ma purtoppo il biologico (che prendo anch'io) non sempre così accessibile; sia come facilità di reperibilità di molti prodotti sia perché economicamente è un pò gravoso da sostenere in tutto e per tutto; anche se anch'io son convinta che con qualche rinuncia valga la pena scegliere quei prodotti...

L'orto sarebbe un'altra idea, ma bisogno spazio e poi starci dietro, eh già.
Sicuramente lo sbiancamento dello zucchero non è il massimo no, da preferire proprio quello integrale, tempo fa, ma non troppo quello bianco veniva sbiancato con l'anidride solforosa. Fate voi! altro additivo che si trova spesso nei sottoaceti e guardare che almeno sia scritto anidride solforosa residuo (e220)perché così almeno in parte vuol dire che è stata fatta evaporare...per le gastriti non è il massimo in ogni modo.

Assolutamente da eliminare alimenti contenenti BHA e BHT in sigla (E320-E321) che sono altamenti tetratogeni e camcerogeni, e possono provocare allergie e intolleranze di vario genere, si trovan in quasi tutti i bubble gum e in molti alimenti come alcune marche di patatine da friggere (quelle surgelate) perché sono degli antiossidanti, spesso usate in alimenti in cui son già presenti oli e grassi. (infatti le patate surgelate diventano così croccanti a differenza di quelle di casa perché ricoperte da oli).

Io dico che il bilogico anche se qualche frode ci scappa sempre e sicuramente non sempre è al 100% è sempre e comunque meglio delle cose indutriali commerciali.
Certo se si hanno i parenti in campagna ancora meglio...ma in mancanza di questo...
Le banane sì, è dura nell'orto in emilia romagna.

Un kiss a tutti

warzaw ha detto...

Intanto, un semplice grazie per queste lezioni che ci impartisci gratuitamente! Mi sa che me le copio e incollo tutte e ci faccio un manuale! Mica scherzo! Ora sai già quale sarà il tuo prossimo libro!
Un bacio.
Warz

Gisy ha detto...

Va beh, divulgazione x quel che si può dato che si fa sempre unagran fatica a comperare dei libri, soprattutto di quel genere.
Mi è stato proposto in effetti fi farne uno sugli additivi, ma fatto bene e serio ci vuole del tempo; non so, forse preferisco fare 4 chiacchiere...

Besos

cristina ha detto...

però Gi fai due chiacchere sui dadai da brodo. Quelli vegetali. Ci si fa una minestrina quando non si sta tanto bene. Peccato che di verdura non ci sia niente, vero? Solo aromi e glutammato, tanto saporito perchè sulla nostra lingua esiste un recettore apposito per questo e lì ci fregano.
Scusa se ti sfinisco, ma ho trovato terreno fertile alle mie quotidiane lotte e inkazature!
Kiss
Cris

Gisy ha detto...

No, no verissimo, fai bene e anch'io la penso così...
e c'è da dire che oltre il glutammato ci sono tutti i grassi vegatali idrogenati che vanno a creare questi gustosissimi e dannosissimi dadi-, ingredienti dannosissimi che con il processo appunto di idrogenazione modificando i loro legami della mlolecola in una posizione così detta "trans", che ingombra le arterie quindi alla lunga da problemi cardiocircolatori, alza il colesterolo cattivo, e poi tutta una sorte di altre cose negative minori. Ma alla lunga tutto fa...
Come si vede dagli ingredienti, il dado di carne tradizionale (ma appunto anche quello vegetale che non è meglio) è assolutamente un ingrediente da evitare, soprattutto per la presenza di grassi idrogenati e per il fatto che un prodotto a base di carne non può contenerne solo il 3%.
Il dado dà sapore, eh si va bene, ma altera il gusto naturale degli alimenti(ma poi questo può anche piacere) ed questa alterazione è semptre causata da altri ingredienti differenti dal glutammato!
Il glutammato in sè è un ingrediente simile al sale (che è sempre un sale dell'acido glutammico), per la sua funzione di esaltatore di sapidità dei cibi, che però agisce sviluppando una specie di dipendenza da sapore...
Insomma se si può evitatelo o prendere quello almeno biologico sì ne vale la pena, evitare anche carne in scatola, non si può oggi ancora con questa carne in scatola...


See You ciao Cri!!!

cristina ha detto...

Oh Gi, mi sa che se andiamo avanti così la gente o si fa murare la bocca o mangia aria!
kiss
cri

Gisy ha detto...

Magari servisse a qualcosa..!
Beh l'importante è che certe cose si sappiano, se poi uno è consapevole allora va bene qualunqe scelta; ma appunto che si sappia (almeno)!!!

:-) kiss you G.

cristina ha detto...

va beh... allora proviamo a continuare.
Cosa ne diresti del pesce d'allevamento?
Branzini e orate sul banco del pescivendolo provengono sempre da lì.
Come sono allevati?
Se volete un buon branzino e di mare, dovete ordinarlo, sarà sicuramente più grande di quello che comunemente si trova sul banco. E squisito! Carne morbida, bianca e "polpotta". Al forno, con olive verdi e nere, pomodorini e una spolverata di timo e origano.
Buon appetito!
Col profumo di mare, però.
Cri

Gisy ha detto...

Su questo devo dire che non son così preparata, ma mi interessa, a parte che il mangime di allevamento fa schifo, ma nello specifico non so, per cui informami pure...Certo che anche il prezzo di quelli "naturali" presi al supermercato non aiuta eh..tipo costa 3 volte tanto, mi ricordo di una sogliola a 18 euro. Sai com'è...ci sono ri9masta parecchio male... :-(

cristina ha detto...

18 euroooooo?? ma cos'era? una balena? non sarà stato al kg, Gi?
Cmq insomma, anche se molti lo negano, la differenza che c'è fra un pesce di mare e uno d'allevamento è un pò quella che c'è fra un pollo d'allevamento e uno ruspante o, se vuoi, fra una bambina allevata dalle suorine di clausura e una allevata libera come l'aria. Anche i pesci hanno una loro storia, scorazzano in mare dovendo evitare i propri nemici, superare le correnti contrarie, procurarsi il cibo. Tutto questo evita loro il depositarsi di grasso inutile, che ne altererebbe le qualità organolettiche.Quello che invece hanno quei panzoni d'allevamento.
Inoltre, come dici tu, i mangimi con cui vengono nutriti gli allevati contengono antibiotici, farina e olio di pesce, e l'esagerato affollamento nelle vasche spesso crea un mangime simile a una specie di concime.Puack!
Certo a volte c'è da stare attenti anche con l'altro, in mare un pò di mercurio gira....Aringa e salmone selvatico del mar Baltico contengono livelli di diossina di gran lunga superiore a quelli normali, quindi meglio cmq la nostra saraghina! Ai ferri, poi con radicchio e cipolla fresca in mezzo alla piadina.
Baci
Cris

Gisy ha detto...

Beh forse le sogliole a pensarci bene erano 2! Ma tantino lo stesso mi pare...
Poi certo che c'è differenza tra allevamento e no, ci mancherebbe. Il problema dei mangimi non è da sottovalutare alla pari degli additivi chimici e di tutte le truffe alimentari e pubblicità inbonitrici più o meno legalizzate...

Vampiretta ha detto...

Grazie per le informazioni, cerco sempre di sensibilizzare le persone su queste tematiche e informazioni simili sono molti utili. Purtroppo la gente non sa neanche che esistono le etichette con gli ingredienti. :( Se le leggessero anche un profano capirebbe quanta robaccia ci rifilano in ogni cosa che acquistiamo.

Visto che ti ineressi di chimica, conosci la MCS (Sensibilità Chimica Mulripla)?