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IN LIBRERIA

03 gennaio 2006

Autobahn omaggio a Tondelli

Carissimi, in omaggio a Pier Vittorio Tondelli è appena uscita un'atologia sul viaggio dal titolo Autobahn edizioni "Travenbooks", dove tra i vari autori compare anche un mio racconto del quale ve ne prendo un estratto.

------Punkabbestia------

"Tempo fa volevo partire per andare a fare un viaggio in Germania. Girare il mondo mi è sempre sembrata una bella cosa, anche perché mi piace l'idea di avere conferma che il mondo è noioso in ogni suo punto; ma se non ci vado questo posso solo immaginarlo.
So che mi aiuterebbe a sopportare meglio il fatto di annoiarmi in un unico piccolo spazio della terra sapere sapere che ci sono modi diversi di annoiarsi qua e là; ma per viaggiare ed avere conferme del genere ci vogliono cash, tempo e salute.
Cose che per verle tutte e tre assieme per me è come vincere al superenalotto.
Così ho sempre simpatizzato per l'idea del tele trasporto. (---) So che è una cosa che mi vien da pensare per la stanchezza di avere le gambe, e anche perché non guido.
Le macchine mi sono sempre sembrate strane, surreali, cose di latta colorata con ruote e volante; in più mi è sempre parso difficile, come con le persone sapere quali distanze prendere con queste tra i viottoli. E paura di scontri.
Nonostante queste sensazioni, gli altri mi dicono che dovrei prenderla lo stesso la patente, che se non ho la cognizione dello spazio è proprio perché non ho mai guidato.
Uno senza patente non è proprio rispettabile, non fa bella figura col mondo, a non averla ormai, si fa più brutta figura di avere solo la terza media, ma ancora in fin dei conti essendo io una donna, posso ancora salvarmi in extremis, che se non faccio testo non importa, ci si immagina faccia altre cose. Anche più divertenti. (---)

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Ecco qua, questo è un pezzettino di racconto che poi se trovate noioso e vi autorizzo a trovarlo così, ci sono molti altri autori molto meglio di me, meno noiosi e più noti.
Volevo comunque solo specificare che non sono un'amante sconsiderata di Tondelli. Solo che l'ho saputo dopo che quest'antologia era dedicata a lui. Ma l'antologia in sè e molto varia e scorrevole. Come l' Autobahn

AUTRICI/AUTORI: Vivian Lamarque, Marco Aliprandini & Alessandro Banda, Daniele Benati, Alex Boschetti, Francesca Califano, Francesca Caprini, Paolo Crazy Carnevale, Bruna Maria Dal Lago Veneri, Luca De Feo, Paolo De Martin, Alessandro Genovese, Ivan Levrini, Pino Loperfido, Gianfranco Mammi, Dacia Maraini, Eliana Agata Marchese, Carlo Martinelli, Laura Mautone, Astrid Mazzola, Gabriele Muscolino, Asuka Ozumi & Fulvia De Luca, Fulvio Panzeri, Davide Pivetti, Luis Pusteria, Maria Pia Quintavalla, Alina Rizzi, Andrea Rossi, Flora Sarrubbo, Andrea Sarti, Gregorio Scalise, Gisela Scerman, Alessandro Tamburini, Michela Turra, Dario Voltolini, Stefano Zangrando, Gigi Zoppello, Nadia Scappini.

Per chi fosse eventualmente interessato all'antologia, per far prima può o conttatre direttamente l'editore tramite il sito sottostante, o ordinarla tramite il codice isbn sottostante anche quello in una qualuqnue libreria.

Codice ISBN-88-901522-1-4
Prezzo 13,00 Dicembre 2005
Casa editrice Travenbooks www.travenbooks.it

8 commenti:

Alex ha detto...

Ciao Gisy, complimenti per il tuo racconto, da quello che ho letto non mi sembra affatto noioso, anzi, ho una curiosità: ma è autobiografico? anche tu non hai la patente? da alcune frasi sembrerebbe di sì, anche se faccio fatica a vederti come una "punkabbestia" !!:-)))
A proposito di "Autobahn" lo sapevi che è anche il titolo di 1 famoso disco dei Kraftwerk del 1974? li ho visti lo scorso anno in concerto a Roma e devo dire che sono ancora grandi dopo 30 anni !!
Alex.

F@ust ha detto...

Secondo me Autobahn, specie se letto a cavallo dei vent'anni, è il più bel racconto mai scritto. Nutro un'ammirazione sconfinata e pazzesca per Tondelli, in particolare per le sue prime due opere: Altri libertini (e Autobahn ne è proprio il racconto conclusivo) e Pao Pao. Poche volte mi è capitato di leggere un racconto con un inizio tanto magnetico (e chi come me è nato tra le nebbie e la skazzatura pesante della via Emilia può capirmi!): "Lacrime lacrime non ce n'è mai abbastanza quando vien su la scoglionatura, inutile dire cuore mio spaccati a mezzo come un uovo e manda via il vischioso male...". Che sound, queste pagine! Sembra di ascoltare una ballata più che leggere inchiostro: che ritmo! che uso e che cura della lingua e dei neologismi, poi! Quante volte ho desiderato balzare sul sedile del passeggero di quella Cinqucento bianca (anch'io possiedo un vecchio "cinquino" e solo chi guida o ha guidato con amore questo modello di macchina, come si tiene per mano un figlio o un fratellino minore, puà comprendere comprende tutta la mia autodroma emozione)! Quante volte ho desiderato sentire il vento mulinare all'interno di quel mini-abitacolo e scompigliarmi i capelli! E fermarmi a quell'autogrill e odorare (forse più con le narici della fantasia, che con quelle del corpo) il profumo della salsedine e del mare del Nord che mi calamita senza istintivamente verso di sè... Incominciare il Viaggio e non sapere il perchè, viaggiare e basta insomma, accettando a pieni polmoni e mani aperte il rischio di poter trovare in fondo al percorso solo Vomito e Disillusione... Ma chi se ne fotte! Io viaggio non certo per arrivare in un posto, ma per ricordarmi del viaggio. Ps. Pier Vittorio mi fai impazzire!

Gisy ha detto...

Tutto quello che scrivo è direttamente o indirettamente autobiografico, non riuscirei a fare diversamente, nel senso che posso anche inventare delle cose, ma una base deve essere reale e esperienza diretta mia o al limite raccontata...
So dei Kraftwerk che assime ai sigue sigue sputnick credo siano tra i pochi gruppi "elettronici" validi ed eletti che siano esititi...nel marasma di quegli anni.
Per quanto riguarda Tondelli, io non so a me sembra sopravvalutato, un pò come venisse considerato il bukowski italiano, ma se lo si legge a voce alta fa un pò scappare da ridere (e io questo credo sia un buon metodo a vedere quanto "tiene" un autore). Poi non lo conosco a fondo in realtà, ma sicuramente non è tra i miei eletti, quando invece "bukowski" trovo abbia veramente un altro spessore...
Però sui gustoi non si discute, sì ma sulla qualità?


Ciao tutti eh G

F@ust ha detto...

Ciao a tutti! A me non ha mai fatto nè ridere nè sorridere (se non nei passi volutamente ironici o sarcastici) leggere il primo Tondelli a voce alta! Semmai mi ha inquietato, turbato,commosso... Certo, la commistione linguistica e i neologismi potrebbero spiazzare un attimo, ma muovere il riso MAI ;-) Prova a leggere CAMERE SEPARATE, la sua ultima (viva, palpitante, carnale) opera, in silenzio o a voce alta... Ti farà quasi sicuramente un effetto totalmente diverso dal primo Tondelli! ... Quanto al "nuovo Bukowski", boh, non so cosa voglia dire... Basta che uno si droghi o beva o sia un po' eccentrico e subito viene catalogato come MALEDETTO o come "nuovo Miller o Chinaski"! Boh... Bukowski è così originale, è così "caso a sé", perla unica, immediato senza letterarietà, mentre Pier Vittorio è così, perdonate la parola, "generazionale", corale, immediato ma col filtro della cultura e della letterarietà. Bukowski è musica classica e jazz, Tondelli è rock e blues! Sono diversi ma in modo diverso mi emozionano entrambi tantissimo... ps. Forse il "nuovo Bukowski",se proprio lo si vuole trovare, non è omo, ma donna... Ippolita Avalli, ASPETTANDO KETTY.

Gisy ha detto...

Dài non si può paragonare PVT, a Buk...
E' tutta un'altra dimensione, proprio perché non è mediato è più vero. Pvt è molto culico in quel che scrive eh eh ;-) e i dialoghi a me non dicono grankè, ma poi come ogni autore bisogna entrarci in confidenza e sentirlo...Poi siciuramente ha anche dei meriti, ma dal mio punto di vista è sopravvalutato, tutto qui...

Per quanto riguarda i punkabbestia, beh non c'entro proprio nulla io con i punkabb, (non so con cosa posso c'entrare, ma di sicuro non con i punkabb), e se il racconto si chiama così, beh è perché non ne parlo proprio benissimo ;-) scherazando ovviamente.
Ma certe cose le penso, che tipo a Bologna quando cammini disinvolto in realtà devi fare lo slalom tra le merde di cani, dei loro cani (quelli dei punkabb), per strada, il ché non è una cosa carina trovarsi uno stronzo di venti centimetri taccato sotto lo stivale fetish, vabbè ci sta anche la scarpa da ginnastica che non è carino uguale, ma rende più l'idea il lo stivale fetish...

F@ust ha detto...

Gisy cara, l'aggettivo "culico", che hai riferito a Vicky Tondelli, me lo devi proprio spiegare, eh eh... Che vuol di'!?! :-)) BACI

Gisy ha detto...

Eh, eh... ;-) No, ma mica per discrimine eh, mi faceva ridere tutto lì ;-)Pasolini con tutto rispetto per i suoi lavori da giornalista e l'intellettualità suprema alla quale mi inchino, beh anche lui sencondo me nei sui romanzi e film era "culico" (molto)più di Tondelli se pè per quello
;-) Eh, eh...ma Pasolini era ed è tutt'ora avanti decenni se non di più (sul piano intellettuale e sensibile), altro che (m)ostradamus...

warzaw ha detto...

A proposito di Bukowski, vi segnalo l'imminente uscita sugli schermi di tutta (?) Italia di "Factotum" del norvegese Bent Hamer (Kitchen Stories) tratto dal romanzo omonimo dello scrittore americano. Nel cast: Matt Dillon, Lili Taylor, mariasa Tomei...
Ho letto critiche positive.
A presto
warz