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IN LIBRERIA

14 novembre 2008

Belli giovani e fanno gossip

Son un stanca di sentire sta cosa che devono dare spazio ai giovani,
A me mi pare che diano solo spazio ai giovani, e poi quelli che sono un poco meno giovani, non li considerano proprio.
Ci sono questi qua che nell'editoria si fanno chiamare scouting che dicono "ah il mio compito è cercare nuovi talenti GIOVANI", se uno fosse un nuovo talento mai di 50 anni mettiamo caso, secondo me non lo considerano mica tanto un nuovo talento, e nemmeno un talento. E lo lasciano là con i suoi 50 anni, invece se uno ha 20 ani, ma è scaltro che sa menartela, anche se non è un talento in un campo specifico, ma è un talento a menartela, diventa un talento in quel campo specifico e in poco tempo si vede ovunque. E poi tutti pensano ah beh, è un talento in quel campo specifico - se no lo pensano a quel punto ne parlano anche di più e diventa doppiamente famoso.

Ricordo che un prima di quest'estate mi chiamarono per chiedermi di andare tra il pubblico parlante da Santoro e mi chiedevano se conoscevo secondo loro della gente in gamba che poteva andarci (prima per il colloquio nat. )ma che poteva avere al massimo 32 ani mi pare o 30 ora non ricordo. A me non è che pare un discorso strafigo, cioè è la fascia d'età che va dai 45 in poi?
Se non è "già qualcuno, deve patire" dei discrimini non indifferente mi pare. Poi se sei donna la soglia si abbassa ulteriormente.

Son molto poco le eccezioni, in genere e per quel che vedo in campo editoriale.
A me mi pare che il mondo che si vede sia in mano ai giovani, poi che al governo ci siano solo dei crolli è un altro discorso, ma me sta cosa dei giovani personalmente mi sta un po' sulle palle. Come un pochetto mi stan poi sulle palle i giovani, poi dipende, ma un pochino beh, io non voglio mica sbilanciarmi troppo, ma...
Poi c'è anche da dire viceversa, che al tempo d'oggi ti dicono che sei un giovane scrittore anche a 40 e passa anni, o che non si staccano dall'idea che la parola "giovane" fa marketing, beh fatto sta che oggi per essere degli scrittori non più giovani e affermati bisogna avere un piede nella fossa.Vedete Alberoni? ;)

buondì...

5 commenti:

SerialLicker ha detto...

lo speech writer di Barack Obama ha 27 anni, età in cui in Italia fai il cameriere in nero con una laurea in tasca (oppure il pubblico parlante di Santoro, a quanto dici)
Charles Bukowski pubblicò il primo libro a più di cinquant'anni perchè fino ad allora nessuno aveva visto un talento in lui (e lui, prima durante e dopo, si è messo a bere)

l'età è un numero, ecco la verità

Anonimo ha detto...

In campo previdenziale la pensano diversamente,
a sessantanni uno è giovane.
Spero vivamente che l'INPS mi paghi almeno le spese per il funerale e la cassa da morto.
Sono un quarantenne "suonato", troppo vecchio
per andare ad applaudire Santoro, troppo giovane
per andare in pensione.
Purtroppo in questo mondo occidentale tutto
quello che non fa business, marketing è da buttare.
Io la penso in maniera diametralmente opposta

Anonimo ha detto...

a proposito di Alberoni, questo articolo era sulla prima pagina del corriere di qualche giorno fa:

http://www.corriere.it/editoriali/alberoni/08_novembre_10/alberoni_1a2ddf6c-aeed-11dd-bbcd-00144f02aabc.shtml


paolo
barbar

Gisy ha detto...

@Serial - Intanto lo speech writer (quel laor l'è) è sempre stato il pupillo di Obama, non è certo un esempio che si può portare "a titolo comune"...comunque non mi sento di giudicare la cultura americana non vivendola da là, anche se posso dire che il brutto dell'America, lasciando stare il bello, l'Italia l'ha preso tutto...

Charles Bukowsky diventò molto famoso pubblicamente forse intendi, perché a 30 anni già comunque lo era molto per la Black Sparrow, e in ogni caso si parla davvero di un altro tempo... parlo di ora che se non hai il tempo adatto le tue possibilità si riducono drasticamente.

Oggi Camilleri può avere questo raro vanto, direi poi ci sono certi esempi minori...ma non mi va di citare quelli se no dovrei fare una sfilza, ma questa sfilza sarebbe comunque una sfilza di eccezioni.

@ Anonimo - uno è vecchio intendiamoci, se non ha avuto la possibilità di dimostrare fino ad una certa età per la società qualcosa. Ci sono non pochi esempi di gente "decaduta" che si attacca poi ai ricordi sfavillanti di gioventù, e tirano avanti così il baraccone, "cose" che non potrebbero permettersi se non ci fosse stata quella favilla...mettiamola così.
A 40 si è infanti per la previdenza del resto ormai ci si laurea a 30 e uno del mondo cosa ne sa, se non l'aiuta un pò di svegliume proprio in zucca?

La bara ce la pagheranno i creditori.

Pietro ha detto...

buonanotte da un over 40, giovane dentro