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IN LIBRERIA

22 aprile 2008


La gioventù è una malattia al contrario.

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14 commenti:

antonio ha detto...

Malattia: qualsiasi alterazione morfologica o funzionale di un organismo animale o di una delle sue parti dovuta a cause interne o esterne o, anche, ai meccanismi di difesa dell’organismo stesso.
Al contrario... quindi nessuna alterazione. No?

Gisy ha detto...

beh, non è esattamente quello che intendevo..però poi ognuno è giusto interpreta come meglio crede...

In quanto malattia detta, per me rimane di fondo malattia...

Oggi è un giorno davvero peso.

Anonimo ha detto...

Malattia: migliora col tempo fino a guarigione, salute, vita.

Gioventù: peggiora col tempo fino alla vecchiaia, malattia, morte.

Gioventù malattia al contrario.

Gioventù: mi sono masturbato guardando le tue foto, la Casotto è quella che ti rende meglio.

Un saluto da un utente anonimo.

Anonimo ha detto...

Viviamo in un tempo dove ogni circostanza che prevede un pensiero vivo e ardente è dubita nella coscienza di massa; che si vadano a far fottere Gisy! Se ce la dobbiamo vedere con i "MONATTI", beh allora che non si aspettino da noi la parte degli appestati, CRISTO che languore quest'umanità...Non farti mica contaminare sai dal loro giochino, non aspettano altro che le tue ossa per velocizzare il processo di "culturizzazione", individui eccezzionali e bellissimi come noi loro lì se li aspettano davanti a qualche schermo o dietro qualche copertina, il passo successivo è sopra una lapide con foto ritocco e arte...dobbiamo prenderci gioco della carestia per essere ancora più felici ed orgogliosi d'aver rotto con questa dialettica, quest'enfatizzare il corpo umano. Ogni stato d'animo è rappresentazione, noi siamo nel sangue e nella carne come i ben pensanti sono alla domenica sopra la macchina lavata e le gite fuori porta.

P.S. niente foto, ho amici che lavorano con quelle ma io non ci riesco mica, per me la foto offre disposizioni troppo rigide circa la linea ed il colore. Il movimento, la vita, stanno a colorare le pareti della tela di continuo.


Trincia-Senna.

Anonimo ha detto...

"La salute è uno stato transitorio che non promette nulla di buono"

Labiche

Ciao!

Gianf

Gisy ha detto...

@ Anonimo - Sì Giovanna è quella che piace di più anche a me - buona sega, anche se è ancora pomeriggio.

@ Gianf - che gran verità. Puttana miseria.

@ Trincia - Sì approvo, però non bisogna nemmeno fare per forza quelli che non accettano mai nessun compromesso al mondo.

Mi immagino non so perché tu derivi da qualcosa di Anceshiano, o forse mi pare di ricordare, ma io ricordo male...a volte, ho troppe cose e poca memoria.

io a volte non ho i soldi per prendermi gioco della carestia. Faccio la fame, ma non sono ancora morta. (ahimè)
E' un prezzo, sia il compromesso che il non compromesso in assoluto. Come scrivevo tempo fa - vendersi? Forse anche sì, ma non a qualunque prezzo.

Anonimo ha detto...

Sai cos'è che vendersi è sempre lascivo, il che potrebbe anche essere un sistema per sentirsi vivi in un modo veramente poverino ma integro e razionale, eppure per ciò che riguarda l'arte in generale, che non c'ho voglia di farti un discorsone sui "GENERIS" coinvolti, non si è mai nel sequenziale, Ossia nel valore reale di ciò che si ha di fronte, quindi reagendo a ciò che scrivi, che ti sento sai, dico che se fai la fame, se hai fame, se stai nella carestia hai giusto lì l'opportunità di essere ricca, obbligata e allo stesso tempo riconosciuta come OTRE. In un climax dove l'individuo si distingue facilmente, lo stesso individuo soffre la distinzione; è proprio nel magone che s'opprime e si ridacchia l'ombra della disgrazia...ma ti immagini un ricco tutto bello affabulato che dice "ah io li conosco quei poveracci"...Non è un discorso da ebreo, potrebbe esserlo ma non lo è.

P.S. non sono un Anceschiano, condivido il professore ma sto da un altra posizione...VAUDEVILLE VADEGUARD OXFORD e STOCCOLMA nelle mani.

Trincia-Senna.

Gisy ha detto...

@Trincia - Non so perché - ma a "vedere" questa tua ultima frase, mi fai venire in mente tutta una serie di persone che sono all'interno dei l mondo editoriale - su come parlano di alcuni scrittori - per loro appunto - affamati e poverini - 8(come "ci" trattano se non hai un nome!) e dire che questi "editoriali" se la sbafano aspettando qualcuno - che dato che "hanno il nome" gli offra.
Chissà che non sia proprio un suo simile che la pensa allo stesso modo, ma x non fare brutta figura offre per primo.

Che mondo poveretto.

Devo dire una cosa, che la povertà mi ha ingegnato molto, la rabbia ancora di più.
Ma i risultati sono scarsi. quindi non so cosa serve tutto questo.

Anonimo ha detto...

Ho sempre pensato che uno che scrive dopo un po che lo fa gli viene addosso la malattia da scrittore...quella roba che ti senti uno con il fiato della tua ombra che pulsa di continuo, che ti dice che devi fare per forza, che ti senti dentro scavare da questa forza che sussurra "beh questo potresti scriverlo" oppure "questa è un idea geniale...li lasci tutti in mutande". Eppure, siccome anche io mi ci trovo un po dentro come scrittore, ho sempre cercato di tenere i piedi per terra e pensare a questa cosa dello scrivere come un atto liberatorio e allo stesso tempo misero, da poveracci, nonostante sappiamo tutti e due quello che ci ruota attorno. Questo proprio per il motivo con cui tu chiudi il commento, "la povertà mi ha ingegnato molto, la rabbia ancora di più" già perchè credo che proprio nella fatica di una vita urlante e nello sgomento di una civiltà da compatire si possa creare quell'energia buona che per un buon maniaco della parola si trasforma in presenza. La presenza Gisy è fondamentale, esserci non è semplicemente vivere una condizione, è anche amare od odiare. TUTTO MASTICABILE. Che se fossi ortodosso ti avrei detto "TUTTO VICINO A NOI"

TRincia-SENNA

Gisy ha detto...

Le malattie vengono, comunque nella vita - vengono in base a ciò che si sceglie, su questo non vedo scampo - è certo scrivere VERAMENTE credo implichi un contatto con il mondo e con il sé profondo, faccende con cui ti ci ritrovi a fare i conti - ma i conti non tornano quasi mai.

Lo sai che per essere scrittori, nel modo formale di definirsi tali bisogna aver pubblicato 3 libri? anzi 3 romanzi, ad esempio il primo su Ciampi non me lo contano come libro.
Mi fanno un pò ridere questi criteri - e se Proust avesse "scritto solo" alla ricerca del tempo perduto?

Scrittori con i piedi per terra? Oh pochi, caro pochi. ma davvero pochi, i "poeti" ancora peggio. la modestia non è cosa da giorni nostri. E se c'è è sicuramente una falsa.

p.s.

Fossati dice che la rabbia e l'amore si s'imparano gratis.

Anonimo ha detto...

oh ma se dobbiamo dedicarci alla professione, beh allora ne facciamo una melassa tipo zuppona della nonna che se sai fare qualcosa è perchè qualcuno dice che la sai fare bene...purtroppo giudicare ha sempre un peso, ma il giudicare bene ha un peso ben diverso, sopratutto nei confronti della CIVILTA' "INDORICA" nella quale ci troviamo...vai a dirlo a Gozza, amico mio docentone di Filosofia della Musica. quanto alla poesia, ci credo con tutto il sangue e ti posso assicurare che avendo lavorato in teatro e in posti dove pubblicamente ci si dovrebbe occupare di cultura, ho conosciuto gente dove i più spiccanti, attenti e lucidi son sempre stati poeti (un minuto di poesia per resistere tutto il giorno). Secondo me tu hai un concetto di poeta alquanto cerebrale, è utopico ok ma se stiamo a sguazzare dentro un ipotesi non ne ricaveremo mai niente. Non credo minimamente in quello che dice Fossati, anzi ti dirò che purtroppo la rabbia e l'amore s'imparano mica tanto gratis, ma con strappi e laceri che vengono dal grado di inesperienza; beh scusa non sei un adoratrice di CELINE?... quindi più saltelli e barcolli e più sei in grado di resistere alle pulsioni di rabbia e amore, conoscerle...mica tanto gratis quest'avvenienza, amica mia. Gente che avverte qualcosa e non è in grado di trasmetterla, parole perse, perdere parole, parole smarrite, pensieri nebbiosi che non si sanno nemmeno intravedere, BELLA GENOVA d'inverno, dicono di tutto per far niente, questo è un serio problema di chi non ri-conosce sentimento e vita in se...falsa ipocrisia del malato di morale, oh ne siam pieni. Coscienza e modestia, giusto giusto quel che dici tu, ma l'handicap più grande sta nel cinguettio silente di chi non assapora...masticare masticare.

TRincia-senna

Gisy ha detto...

Allora, cos'è giudicare bene?
In ogni caso: è vero, ci sono poeti che valgono l'universo perché ce lo sanno dare - ma c'è anche pieno zeppo di chi pensa che andando a capo o sentendo una parola che finisce come un'altra - fanno una poesia, quel che è peggio si dicono poeti.
Neghi?
Per Fossati, non giochiamo sulle parole, ma andiamo al significato, sai benissimo che il senso è lo stesso.
E non mi va come hai detto tu in un post prima - spiegare perché sarebbe la stessa cosa.
Si paga la pelle. quello sì, ma non c'è un prezzo per salvaguardare il non pagare del precipitare addosso.

Anonimo ha detto...

Il serpente si morde la coda, l'elefante respira dalla bocca ecc...Sai le parole hanno un peso non indifferente, soprattutto in un epoca dominata dalla ragione e dal senso di imparzialità che regna sovrano sopra le coscienze di questi signori (ti sembro un po proselite?:). Siamo protetti dai così celebrati "oratori della mente" e purtroppo non ne verremo mai fuori...ma...ma...se noi svisceriamo questo senso di SINTESI che regna, altro non troviamo che una catena di parole che si susseguono in falsa ripetizione continuamente, i concetti sono sempre gli stessi. Per questo, una volta che abbiamo compreso il ritmo di queste falsità possiamo creare un nuovo circolo e posizionare le nostre INTENZIONI come meglio potremo ritenere, altre falsità amica mia, ma differenti, altro giro di boa, altra sensazione, altro movimento, altre impronte. Quel che ti volevo dire è che basta pochissimo per rivoluzionare un concetto come quello di Fossati, basta acchiapparlo da un altro punto di vista, da un altro versante ed ecco altre parole, altre falsità. Eppure la vita ci insegna tutt'altro, ma noi sfuggiamo e ci prendiamo quel che ci spetta dalle parole, dagli altri.

P.S. ti va di venire a vedere FRancis Bacon a Milano? Andiamo? c'è fino alla fine di maggio la mostra...o altrimenti vallo a vedere

Trincia-Senna

Gisy ha detto...

Questo vale per tutto, lo spostamento dell'osservatore fa delle cose, le sue cose.

" Innanzitutto le lavanderie automatiche agli angoli delle strade sono imperturbabile come il rosso e il verde dei semafori; il poliziotti del detersivo vi indicheranno dove sarà possibile lavare ciò che voi credete sia la vostra coscienza, e che non è altro che una succursale di quel fascio di nervi che vi serve da cervello"


"Perché le parole che voi adoperate non sono più parole, ma una specie di condotto attraverso il quale gli analfabeti hanno la coscienza a posto"


"la lucidità me la tengo nelle mutande"

Leo Ferrè