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IN LIBRERIA

10 gennaio 2008

Alla stiratrice

Oggi ho troppo dolore per tacere e voglio dedicare questa prosa - ad una stiratrice che mi ha conosciuto. Premetto che non è una poesia, ma una dedica. In ogni caso ecco.

Fragili - fili d'erba vicini -
ma così indifesi -
Eppure sembra lo stesso verde dall'alto.
Un tempo era odore d'estate
e si saltava gli ammucchiamenti di fieno.
Niente vetri dalle sibilanti sottili fessure.
Fili d'erba che si accasciano alla prima pioggia,
si torcono al vento,
davanti agli occhi senza abbraccio
-
un verde solitario di capelli spettinati.

Il dolore non si può mai raccontare abbastanza - questa è l'unica verità che conosco;
potrei scriverne cento, mille di libri,
leggerne altrettanti,
e sentire ancora troppe pagine vuote, e da riempire
-
E voi luce accese distanti?
Dove siete?
Sub-limine dei pensieri
dove un'anima si erige e l'altra si inginocchia
pensate ai giorni avvenire -
o c'è un passato che vi sorregge il destino
?
Sfama la bestia .
Abbevera l'anima.

Beati voi fantasmi all'opera.
Invisibili corazze che tengono i giorni,
prima che uno scompaia e l'altro appaia

Carne, piaga del tempo
Io so che il mio credo è sparso,
quanto il mio non credo

Nessuna preghiera mi piega alla fede,
mai abbastanza.

Madonna blasfema che mi appaghi i sogni.
Mi vedrete distante inutile come la vita di chi non si conosce.
Potrei mai occuparmi un'ora al mese di te stiratrice?

8 commenti:

antonio ha detto...

Troppo dolore per tacere... non si scrive e si legge, ma si vede dentro di sè. Hai preso la decisione di scrivere questa dedica, seduta comodamente scomoda, quando una nube rossa si è propagata nel buio che covavi. Ci ho preso?
Hai descritto l'ambiente circostante della stiratrice. Ma chi sono le luci, e i fantasmi? E la Madonna blasfema? E la stiratrice chi è?
Che è successo?
Siamo ciò che abbiam passato e fatto, viviamo l'adesso pensando al futuro. E' con la nostra esperienza che ci regoliamo nell'agire. Però, di esperienze nuove ne capitano. Magari si trova la fede, per strada. Ricordi una modella che hai intervistato? Ha trovato la fede e si sente meglio, sta meglio. Il dubbio... è una strada dura, una prova ardua. Risolverlo è la scommessa della vita. Richiede coraggio, vero? La risposta potrebbe essere calore, o freddo. Troppo, troppo freddo.
Un caloroso abbraccio, tipo plaid.

Gisy ha detto...

@Antonio - devo dire che sì, è unperiodo nel quale succedono eventi che mi fanno riflettere.
A volte si sta tropo male, non conosco bene questa"stiratrice" ma mi ha dato uno spunto.
Il dolore individuale, è poi quello cosmico e perquesto diventa incontenibile.

Mai avuto la sensazione che qualunque cosa si possa fare sarebbe comunque sempre inutile.
Perché vivere, comedice "Vasco" "è un pò come perdere tempo". E nonostante non adori Vasco, beh è una cosa che penso.

La vita serve a passare il tempo, e dire che non è facile farlo passare meglio che si può, a volte nemmeno la volontà basta.

L'ambiente non è quello della stiratrice, ma così hometaforizzato la distanza degli esseri umani.

SerialLicker ha detto...

adoro l'ultimo verso
anche se non è una poesia
e quindi non è nemmeno un verso
però grazie

(abbiamo mille volti in un volto solo, e passiamo in poche ore dalla contemplazione vogliosa della bellezza alla triste cura di una ferita dolorosa. forse per questo siamo così belli e imperfetti)

Gisy ha detto...

Eh, nonper niente quell'ultimoverso è un'imitazione della meravigliosa canzone poesia "amico fragile" di De Andrè...una canzone che adoro e chi può mai saperlo tutte le volte che l'ho ascoltata e riacoltata
per chi non la conoscesse, beh se l'ascolti, davvero.

Questa è poesia...
.............................

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi"
per essere corrisposti, valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo , "Mi ricordo"
per osservarvi affittare un chilo d'erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità;
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi
ero molto più curioso di voi.

E poi sospeso tra i vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta"

E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a vederle spalancarsi la bocca
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo
Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane
il mio è un po' di tempo che si chiama Libero
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.

SerialLicker ha detto...

eh, de andrè...
intanto, magari, alle medie fanno ancora studiare a memoria la morte di ermengarda...

antonio ha detto...

....
cosa altro ci resta?

Anonimo ha detto...

Gisy, oggi sei comparsa nel blog di un concorso di poesia, anche se non hai postato La stiratrice. Perché non vieni a trovarci?

Bartolomeo

www.baghetta2.splinder.com

Gisy ha detto...

Ma come mai son finita li? :/
beh ci guardo!