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IN LIBRERIA

24 giugno 2007

Scrivevo una canzone


Rovistando tra gli appunti ormai non più a foglietti, ho trovato un tentativo di canzone che avevo scritto circa 2 anni fa, allora mi è venuta un po' di nostalgia che era autunno, e l'autunno è la mia stagione preferita. Poi oh quanto mi è mancata nella vita la capacità di suonare uno strumento, di avere una bella voce, e invece no.
Nemmeno il flauto alle medie riusciva bene. Eh vabbè così si è - almeno provo scrivere; anche canzoni di tanto in tanto e qualcuno strimpella la chitarra per me. Poi certo dopo tanti cantautori che ascolto è fatica dire entusiasmo, però la nostalgia mi entusiasma sempre un po' di per sé pure se è una sciocchezza...



In questa sera di autunno atroce

Dammi stretta la tua mano

Sento in fondo scaldare il sole

Spento nel secchio dei giorni miei


Posso ancora vedere visi

Sotto le luci accese a sera

E ombre di donna muoversi piano

Dietro le tende la mattina


Facce d’uomo sporgersi pronte

Ad urlare forte in strada il vero

Dietro la luna i balconi chiusi

Di verde legno e un passeggero


E in questa sera

La tua mano,

tiene forte, tiene forte il mio sorriso

e in questa sera, la tua mano

come il canto dei randagi

che è scavato sul tuo viso


Posso ancora toccare muri

Di palazzi e prati in fiore

Certi occhi restano accesi

Anche se dormi e dentro muori


Rumori di vecchi nascosti all’ombra

Nei soffitti di cieli a tuoni

Le stagioni tornano ancora

Ma c’è il passato e lo ritrovi


E in questa sera

La tua mano,

tiene forte, tiene forte il mio sorriso

e in questa sera, la tua mano

come il canto dei randagi

che è scavato sul tuo viso


In questa sera di autunno atroce

Di giochi persi e amica attesi

Senti forte le vene e il tempo

E pensi a facce che non rivedi


Quando scordi la tua strada

E dormi in tutte le stazioni

Aspetti gente e occhi nuovi

Che canti già le tue canzoni…

12 commenti:

Anonimo ha detto...

anke a me piacerebbe avere una bella voce, saper suonare uno strumento o saper disegnare!!!! invece nada.. eh vabbe.. cmq nn è niente male quel testo..anzi! baci marty

wendy ha detto...

abbi pietà....

antonio ha detto...

Saper disegnare, che sogno!! Io manco so fare una margherita!
Comunque per chi piace ritrarre, c'è sempre la fotografia. Da quando poi ho comprato la macchina digitale... ma sapete quante ne ho fatte, quanto ho sperimentato? Magnifico, e certe foto hanno avuto anche un certo successo. Specie quelle in bianco e nero o color seppia. Chissà come mai.
Carina, la canzone. Che ritmo avrebbe dovuto avere?

Gisy ha detto...

Lo so mentalmente, ma non saprei scriverlo, qui. E per scriverloin un pentagramma, mi dovrebbero dare una mano...Vedi vedi l'ignoranza, andante forse eh eh :)

La fotografia - diciamo che in un certo senso è l'arte amatoriale più semplice - credo... fa tutto la macchina! Poi naturalmente per essere dei fotografi non basta, ma per il momento anche a me basta e diverte...

Ilaria ha detto...

Anch'io ogni tanto mi invento delle canzoni, così, per me stessa, le canticchio; perché dobbiamo sempre e solo cantare parole di altri, saperle a memoria, tutti uguali? Senza nulla togliere ai cantautori perché li ascolto anch'io e perché se c'è chi sa fare meglio di noi una cosa è giustissimo apprezzarla (se no saremmo tutti cantanti, tutti scrittori o pittori ecc.). Però un po' di creatività ogni tanto ci vuole (basta che rimanga tra noi e noi, ecco, se no si fa la fine di una Lecciso qualsiasi! ;-D)!

Gisy ha detto...

Eh già...Camus diceva che l'ambizione è il male di ogni castrofe...più che altro rendersi conto del proprio perimetro non sempre risulta facile.

wendy ha detto...

infatti...

Rodrigo ha detto...

Oi, achei teu blog pelo google tá bem interessante gostei desse post. Quando der dá uma passada pelo meu blog, é sobre camisetas personalizadas, mostra passo a passo como criar uma camiseta personalizada bem maneira. Até mais.

Alberto ha detto...

ciao Gisy, vedi anche io tanto tempo fa scrivevo canzoni...cavoli sono passati più di dieci anni e di ricordi come di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. Si, ci sono momenti in cui viene quasi psontaneo scrivere canzoni e dispiace non essere intonati per potersele cantare! Anche per me l'autunno è la stagione preferita quando il caldo afoso dell'estate se ne va e i colori della natura diventano bellissimi (sonoappassionato di fotografia!) e forse per il fatto che l'autunno precede l'inverno e la fine dell'annno che ci simette a fare i conti con quello che si è raggiunto durante l'anno e con tutto ciò che hai vissuto nel bene e nel male fino a quel momento. Forse sarà perchè vedi che l'anno sta finendo che in autunno ti viene una voglia di vivere o meglio di sfruttare il poco tempo che ti rimane prima della fine del'anno che i momenti li vivi con più passione .... mah chi può dirlo....ciao

Gisy ha detto...

Come dire l'autunno - è la stagione più poeticamnete adatta, poi ognuno la vive a modo proprio naturalmente...per me è così. L'estate è solo volgare con sto caldo. Non la sopporto!

E per giuntal'anno per me, è come se iniziasse proprio con l'autunno, dicembre non riescoproprio a viverlo come fine anno...

Ali ha detto...

“Anto’, fa caldd !”


D’estate.
A parte l’aggravarsi dell’ipocondria. Sotto il sole molte persone s’innervosiscono e, tra un lamento e colorite bestemmie, rompono le balle ancor più del consueto solitamente a quelle persone che, invece e come me, girano come zombi senza forze cercando di arrivare in meta ("si noti come quest’ultima categoria soffra penosamente per non avere mai la risposta pronta al momento giusto. Tale risposta verrà loro in mente per caso soltanto svariati giorni dopo").
Questo genere di contatti umani talvolta s’inceppa, degenerando dapprima in gravi scontri verbali, poi in contatti fisici indelicati. Assistere a queste “colluttazioni” -devo ammetterlo- è un vero spasso grazie all’effetto saponetta provocato dal sudore e grazie alle metamorfosi che subiscono i volti esposti a determinate temperature (purtroppo succede anche che ci si prenda troppo sul serio, allora lo spasso finisce).
D’estate.
Tutti tendono a spogliarsi. Così succede di vedere per strada cose schifose (il che è terapeutico per la propria autostima -ognuno col suo metro, ovvio-), ma anche di imparare molto sulle forme umane. Che in fin dei conti non esiste niente d’insopportabilmente schifoso nell’aspetto, ma solo dentro le persone.
D’estate.

Pensavo a queste stupide cose e forse l’estate è volgare, bò. Fatto sta che mi farei ibernare a fine maggio e scongelare a settembre. Dopo un inverno freddo, però, non rinuncerei mai alla prima volta in cui il braccio nudo di chicchessia tocca il mio in autobus. Allora provo fastidio e poi mi piace e poi inorridisco: "il contatto c'è stato, è iniziata l’estate. Potete ibernarmi."

Ali

Gisy ha detto...

Eh eh, Ali, scritto giusto, scritto bene - proprio così ! Dannato caldo che si suda e fibrilla gli ormoni (quelli degli altri!)