E’ vietata la riproduzione, parziale o totale, in qualsiasi forma e secondo ogni modalità, dei contenuti di questo blog, senza l’autorizzazione preventiva dell’autore.
Tutte le interviste, gli articoli, e le pubblicazioni artistiche realizzate da Gisela Scerman sono protette dal diritto esclusivo d’autore, e il loro utilizzo è consentito solo citando la fonte e l'autore e/o chiedendo il permesso preventivo dello stesso.

Creative Commons License



News e appuntamenti


x




IN LIBRERIA

31 agosto 2006

A quando?


Ieri ho rivisto vari documentari su De andrè, e senza parole come sempre.
Mi chiedo adesso quando tornerà qualcuno di paragonabile, in quanto produzione e bravura. Poi con tutte le obiezioni possibili, ma credo che in Italia fi afatica tener dietro. Almeno in quanto rapporto musica\testi. Poi adesso a maggior ragione che una stagione e nemmeno ci si ricorda il chi di turno...

11 commenti:

zane ha detto...

ciao.a parte rimpiangere de andre',volevo chiederti cosa ne pensi della differenza fra rivolta e rivoluzione data da camus ne' l'uomo ribelle...visto che sei un'esperta!
grazie
glenngould.splinder.com

Gisy ha detto...

Le nostalgie ce le ho per tutti quelli che vorrei avessero continuato a fare arte, perché davvero è come venisse a mancare un pezzo di mondo; molto più che in altre morti.
Certo questa nostalgia comprende anche Camus (scusa visto il titoloo del to blog, conosci Thomas Bernhard? che ha scritto un libro sull'osseione di Glangould (il soccombente)Tornando Camus nell'uomo ribelle dice "Il pensiero ribelle non può, in nessun modo, prescindere dalla memoria: si tratta di una tensione perpetua"...lui è molto chiaro mi pare.. però è tardi scrivo domani meglio, è un pò lunga...ma senza coscienza storica che rivoluzioni vuoi che siano? Ai giovani bisognerebbe dirlo

;-)

zane ha detto...

Si ho letto il Soccombente e mi e' piaciuto tantissimo a parte quando da' a Glenn del "tipico americano" perche' sego' da solo un frassino largo mezzo metro.
E' un libro vorticoso....torna sempre su se stesso ma va sempre piu' giu'.psicologico anche...o meglio psicoPATOlogico.ci sono tante di quelle meschinita' tipicamente umane...(Werteimer)..bellissimo.

Questa "primitiva nobilta'" della rivolta che deve essere sempre negli atti confermata e quest'"ebbrezza di tirannia o servitu'" nelle quali la rivolta corre il rischio di imbattersi danno vita ad un pensiero bellissimo... ma forse anche utopistico...soprattutto guardando ai giovani...?

Gisy ha detto...

Bè,T. Bernhard è diciamo pure se non il preferito in assoluto fa testa a testa con pochi altri assoluti.
E' proprio il suo modo patologico (come dici tu in maniera corretta) e a spirale, che lo rende unico non sel suo genere, unico e basta. Lui è ossessionato dal ritmo. Difatti aveva anche una cosnocenza della musica classica non indiffernte e questo salta fuori in tutte le sue opere dove immancabilmente c'è un suicidio...
Lui è sprezzante del genere umano,e se hai letto anche altro di T.B. si capisce non salva nessuno, nessuno, per non parlare poi delle donne, che però ha n sempre dei ruoli marginali, figuarti una battutta su Glenn, cosa vuoi che sia...

Per il resto, io ho una certa idiosincrasia verso i giovani, tanto più verso i giovani rivoluzionari. (sempre discorso generale intendiamoci)
Che pensano di cambiare il mondo poi sono schiacciati dall'imperialismo americano e messi a cuccia e sodomizzati contenti.
fanno i no global, e danno il titolo delle loro manifestazioni in lingua americana.
Coerenti.
Non conoscono la storia e vogliono cambiare il presente quando dicono sempre sissignore allaprima buona occasione che hanno per dirlo.
Non è più nobiltà quetsa.
Camus parla di ben altro, la nobiltà di cui parla Camus, ha ben poco a che spartire con quella dei giovani.
Carmelo bene diceva "Liberiamoci della libertà" è l'unico modo per essere veramente liberi. Se sei libero non ti poni neanche il problema, e parlo di etica di persona. La società è così anche perché la si fa diventare così.
Che si comprino meno accessori inutili.
Per fare bella figura ci si deve fare il culo?
Questo è il senso. E a me non piace.
Sinceramente.

Ah ho dato un occhio al tuo blog, molto bello complimenti.

warzaw ha detto...

Sempre più penso che l'importanza di De André stia nella sua capacità che è di pochi di radunare intorno a sé una quantità cospicua di talenti e di farli interagire in maniera armoniosa per realizzare opere complesse e di valore. Un catalizzatore culturale insomma.

Alessio ha detto...

"La rivolta consiste nell'amare un uomo che non esiste ancora", la Rivoluzione è iniziare a costruirlo assieme, o sbaglio?

Alessio ha detto...

??? non volevo esssre invadente. Perchè tre volte? Non chiedetelo a me

Gisy ha detto...

Tornando A De Andrè, sarà stato anche catalizzatore di gente buona nel mestiere, ma questa gente buona nel mestiere, perchè una volta morto De Andrè non ha fatto altrettanto di buono...insomma buona per buona...

Per i post doppi non ti precoccupare :-) capita anche a me...

warzaw ha detto...

Beh non mi sembra che la PFM, Piovani, Pagani, De Gregori o Fossati, per esempio, abbiano fatto brutte cose... dopo... e alcuni nemmeno prima mi sembra fossero degli inetti.
W.

Gisy ha detto...

Non loro parlo magari di Bubola...bè anche Piovani però insomma mica mi convice..la PFMa parte impressioni di sett k cazzo ha fatto se la conoscono è più o meno grazie a de andrè. De greg è un altro discorso non si può neanche parlare di supporto, in qunanto aveva già una sua autonomia, Poi del resto le canzoni di de Andrè fatte con testi de degregori, mi pare siano quasi le peggiori. Non so...non mi covincono fino a fondo

Alessio ha detto...

Certo i percorsi poetico-musicali del Faber e del Principe si sono solo sfiorati, anzi spesso cozzati, e se sono due mondi a se stanti difficile è paragonarli anche se entrambi mai hanno suonato il piffero alla rivoluzione. Certamente ribelle Fabrizio, aulico e introverso il Ciccio: entrambi diversamente ispirati.
La loro difficile e sofferta coabitazione è divertente da verificare nel racconto che Fabrizio fa della composizione a 4 mani fatta in sardegna della famosa "Canzone per l'estate"... Non a caso il testo della stessa canzone incisa più avanti dai due moschettieri della canzone italiana discorda in molti passaggi chiave: il letto in cui la moglie non ti ha mai saputo DARE invece che AMARE, le rondini che stanno sopra invece che sotto il tetto (e il "che sembra vera" assente nel Ciccio)
A differenza di Fabrizio, De Gregori non ha saputo essere il coagulo per una scuola di cantautori; troppo introverso e sintanto ostile con il suo pubblico da stravolgere spesso le proprie canzoni nei concerti per evitare di avere corali dal proscenio (invecchiando però il Principe sta via via, come il vino, ammorbidendosi).
Eppure stranamente un sottile filo d'arianna lega, almeno per me, questi due personaggi.
Non si può però negare che un Ivano Fossati stia - Arcangelo stupendo - mantenendo altissima la tradizione della scuola genovese e pochi forse conoscono un gruppo di personaggi che stanno crescendo nei vicoli e nelle osterie genovesi attorno a focaccia e vino bianco: dal Max Manfredi della mitica Fiera della Maddalena incisa assieme al Faber, a Augusto Forin, Baccini & C
P.S. a proposito del Veneto da cui arrivi, non dimentichiamo GGrazia de Marchi e Marco Ongaro, i due giulietto e romea ;-)