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IN LIBRERIA

30 luglio 2006

Camus e l'attualità...

Mi viene in mente a rileggere Camus che certe sue frasi mai sono state così attuali come adesso. Certo è uno dei mie autori preferiti e faccio presto ad essere di parte ma ad esempio parlando di "petizione" che davvero io non so mica come cazzo fanno a a farle ste leggi e con che criteri certi reati abbiano lo sconto... (cioè lo sappiamo benissimo, ma facciamo finta...) allora leggevo questo "Quando saremo tutti colpevoli, sarà la democrazia". (--------) "La politica e il fato dell'umanità vengono forgiati da uomini privi di ideali e grandezza. Gli uomini che hanno dentro di sé la grandezza non entrano in politica".
E come non dargli ragione; e allo stesso tempo sull'affollamento, sull'ingorgamento urbano, sulla città sulla gente diceva anche questo "Come rimedio alla vita di società suggerirei la grande città. Ai giorni nostri, è l'unico deserto alla portata dei nostri mezzi".
Andiamo avanti, e cerchiamo di forgiare le nostre cose, le nostre idee e dargli una dimensione un volume nello pazio, forse è l'unica vera sopravvivenza e comprensione e come sempre lui diceva..
"Se il mondo fosse chiaro, l'arte non esisterebbe".

4 commenti:

Stanley ha detto...

Forse il problema della nostra epoca è che tendiamo i rimuovere i maestri difficili, come Camus, per abbracciare quelli di più facile abbordaggio e digeribilità. Camus (come Dostoevskij) era tormentato dal pianto di un bambino e si chiedeva come fosse possibile che in un mondo in apparenza retto dalla giustizia divina gli innocenti fossero condannati a soffrire. E alla fine rispondeva che non c'era risposta, perché non c'era senso. Nelle tenebre splende tutta la luce che riusciamo a proiettarvi da soli, null'altro. Ma la lezione di Camus è troppo aspra e forte per i nostri palati molli...

Gisy ha detto...

Sì, certo...e spesso tra l'altro molto, ma molto ingiustamente è prediletto quel giornalista imbellettato di Sartre quando si vuol tirare fuori qualcosa a tono...Camus come appunto Dosto gira sempre attorno alla religione alla fede, che che è il "non senso-cemento" dell'umanità.
E' più facile rispondersi che no.

Stanley ha detto...

"Giornalista imbellettato" è un bell'epiteto per il vanitoso Sartre (tra l'altro oggetto della mia tesi di laurea, secoli fa). "La peste" andrebbe adottata nelle scuole come libro di testo per i corsi di educazione civica (ammesso che esistano da qualche parte).

Gisy ha detto...

Sì,
non c'è paragone tra Camus e Sartre, e chi li associa bè si sbagliano di gran lunga...uno è uno scittore vero, l'altro un postino della letteratura.
Io amo moltissimo Camus trovo come in Cèline molta verità, molta autenticità...cosa che ai giorni nostri oh se si è persa...oh sì...un bel po'...poi lo sraniero e la caduta per me son davvero libri bellissimi, e il caligola. Credo che la Peste sia davvero un bel libro, ma non trovo sia il suo migliore, però certo, sempre lui è...