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IN LIBRERIA

15 gennaio 2011

L'annegamento di Narciso



Spero che questo anno sia cominciato nel migliore dei modi per tutti voi, e anche per quelli che non leggeranno qui, ma per la prima volta comincio ad avere un rapporto conflittuale col web, soprattutto per le cose che amo davvero, e quindi
per questo sto aggiornando raramente questo blog che è naturalmente oltre quello di cucina quello a cui più tengo.

Ogni anno che passa sembra sempre un po' uguale, poi in realtà cambia sempre qualcosa. Andando avanti posso dire che mi dispiace solo di non potermi dedicare veramente a quello che vorrei veramente ovvero l'ascolto più poetico, più naturale delle cose.
Basterebbe davvero il fieno, l'erba, la neve, la pioggia, l'odore dell'asfalto bagnato, un ricordo che ti smuove qualcosa che nel tempo ha avuto un senso, non solo nostro ma umano.

La fregatura è che il web è una macchina infernale che ti risucchio e ti manda affanculo i buoni propositi d'animo. Lavorandoci e anche non poco posso dire che il presente e l'urgenza del presente è la fregatura più forte per gli animi, e anche per la sua crescita, c'è sempre un'urgenza, una crisi e una voglia di specchiarsi, tramite gli altri che hanno bisogno della stessa cosa, fondamentalmente si pecca di narcisismo, in quella volontà di esistere, e cosa più che il web dà l'immediatezza di un giudizio molteplice?
Tutto questo lo trovo estraetemene malsano,  ma poi del resto chi non pecca? beh ecco chi non pecca in questo senso comincio ad apprezzarlo molto devo dire.
Camus stesso scriveva nello Straniero che persino in tribunale come imputato è interessante sentir parlare di sé. Quindi c'è sempre stata la volontà di giudizio, ma così estrema chi l'avrebbe mai pensato?
Ci vogliono fare annegare sul nostro riflesso, lobotomizzati dalla lusingata, risucchiati come vorrebbero far sembrare nell'ascolto ma nell'ego, e lo sanno bene come è facile con le coscienze sempre meno individuali e sempre più fragili sempre più bisognose di essere come l'altro ma meglio dell'altro, per una tacca di mi piace in più.

No, qui c'è qualcosa che non funziona. Non solo qui.
Parlavo con un editore che non cito, ma che ho sempre stimato, mi hanno fatto specie le sue parole, oggi non si vende più u n libro, la carta stampata va direttamente al macero, e dice - quindi organizzo seminari, eventi divento un circolo culturale perché, perché la gente non solo non è più disposta a leggere i libri, ma vuole essere dentro l'evento, vuole ancora una volta esistere - non essere mi veniva da dire, cioè vuole sentirsi partecipe, di qualcosa che oggi non c'è più perché la gente per prima la trova inutile, poco interessante, ma soprattutto con dei tempi d'attesa che non portano a qualcosa di visibilmente gratificante.
Allora ancora piegati e risucchiati su sé stessi, non nell'individualità, ma nell'ego, un ego malsano che sa di vuoto, perché il continuo rimando a se stessi altro non è che cercare un cappello nero in una stanza buia, ed il cappello non c'è.

7 commenti:

ivabellini ha detto...

secondo me manca un pezzo...tra il web e la vita, cioè dei luoghi dove incontrarsi fisicamente tra internauti, non mi riferisco a internet caffè ma a luoghi nella città, dedicati a raggruppare utenti di un certo social network o di internet in genere, un internet caffè è solo un bar con wifi mentre se ci fosse un locale dove si organizzano eventi mostre, discussi, organizzati prima in rete e poi svolti in luogo reale....sarò una bestia ma io di luoghi simili non ne conosco, ne conosci tu?
altrimenti certo che uno vedo solo se stesso e poco altro :)

cris ha detto...

le tue parole, "il fieno, l'erba, la neve, la pioggia, l'odore dell'asfalto bagnato, un ricordo che ti smuove qualcosa che nel tempo ha avuto un senso, non solo nostro ma umano", sono l'occasioni per "Blister" blog.
Mi pare. :)

Gisy ha detto...

@ ivan - sì certo esiste anche questo, ma il mio era un discorso diverso...ovvero non cadere troppo nella trappola dell'autoreferenzialità per esistere, poi il web può anche aiutare nel senso che tu dici, anzi moltissimo, ma i più che uso ne fanno?.

Cris - vorrei fossero l'occasione per pensare, per far sedimentare le cose belle, la nostalgia, l'umano, sempre cose che ci avvicinano di più alla verità, per quanto impossibile.

ivabellini ha detto...

i più che uso fanno del web?....mail...orario del treno...Facebook...Facebook....etc etc..
Per me è cuestione di una cultura non alla stessa possibilità del mezzo, uno si autoreferenzia perchè culturalmente non è capace di fare "rete" e perchè non ne ha l abitudine e magari se vuol fare il famoso accumula amici in rete ma da quella rete di un certo ambiente in internet non esce, vorrei vederne in un qualsiasi bar quelli con migliaia di amici su Facebook!
In una rete globale non ci dovrebbero essere punti piu validi di altri o certi club esclusivi, a mio parere se il reale seguisse il passo di internet e viceversa, ci sarebbero meno "padri eterni" dentro e fuori internet ;)

ps: conosci dei siti che hanno un collegamento stretto con dei luoghi reali? sono curioso di saperne qualcuno.

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

Molto buon posto..