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IN LIBRERIA

02 agosto 2009

Signore da qui si domina la valle

Avevo bisogno di un pò musica che ascoltavo qualche tempo fa, e mi è tornato in mente Pippo Pollina... poi il nuovo pezzo (il secondo che ho postato fatto con Battiato), ho sempre trovato Pollina bravo, ma un pò troppo intriso di riferimenti espliciti alla letteratura.



6 commenti:

Il Grande Favollo ha detto...

"Messere, da qui si domina la valle" è roba del Banco di Mutuo Soccorso

Gisy ha detto...

Beh lo sappiamo niente di nuovo, però le prime volte che lo ascoltai rimasi bene, poi certo, nulla di straordinario, si sa.
Esiste tanto bello, e non per forza i semisconosciuti son dei grandi. Che Pippo Pollina poi fosse un gran scopiazz.. mi sembra talmente evidente...
e non mi pare ne faccia mistero...titola le canzoni come i romanzi e canta ciò che è già stato fatto...
resta qualcosa di buono, qualcosa...

Il Grande Favollo ha detto...

Credo che l'essenza dell'essere giovani sta anche in questo. Tutto sembra nuovo ed è una fortuna. Per chi come me, ha un certo numero di anni e la prima cosa che ricorda della sua vita, è un giradischi, in ogni canzone trova qualcosa di già detto, qualcosa di già suonato. Non è un bene, perchè non permette di ascoltare la musica con serenità.

Gisy ha detto...

E' una fortuna fino ad un certo punto - bisogna non fossilizzarsi sullo stupore. Quando ritrovo persone che conoscevo 15 anni fa e le trovo ancora con le stese idee e sensazioni, solo "più in là col tempo" - è una sconfitta perché significa che non sono riusciti a crescere metabolizzando ciò che ci sta attorno le attinenze e anche le sensazioni vanno cercate. Quel che ci appare straordinario molto spesso è solo una proiezione di una proiezione - e gli entusiasmo mai si debbono fermare sempre allo stesso.

Non sarebbe vero amore. Però è vero, per questo più si va avanti più si "snobba" quel che capiamo che c'è di ritrito. Almeno per me è così.

Anonimo ha detto...

gisy,
scrivo qui questo commento che non
c'entra con il post.
Ieri riprendendo in mano il tuo ultimo libro, ho notato all'inizio la dedica: "A Paride Idda, viva la pittura!"
Quando avevo letto il libro, in aprile, non ci avevo fatto caso, e non avevo collegato il fatto che si tratta di Paride, lo studente dell'accademia, investito e ucciso da una macchina a febbraio a Bologna.

paolo
barbar

Gisy ha detto...

@ Paolo - sì, la Dedica a Paride, la più sentita, non so nemmeno se la famiglia lo sappia, io non ho avuto coraggio a mandarne una copia.
Forse più avanti son ancora troppo emozionata e ho paura che mi metterei a piangere.
non ci ha pensato quasi nessuno all'importanza di quella dedica tranne pochi tra cui una mia collega di lavoro.

Quel che ho pensato che un giorno, semmai il libro dovesse essere ristampato, chissà, quando le emozioni come il dolore sarà un pò placato, il ricordo no, quello mai.
Come ogni storia che è stata scritta...