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IN LIBRERIA

02 febbraio 2009

L'intervista a vite reali

10 commenti:

Anonimo ha detto...

ora so com'è la tua postazione di casa, quando scrivi.

l'intervista è breve, è stata tagliata?

Mi ritorna in mente la prima volta che casualmente ti vidi: maggio 2007 a "Pelle".

Mi auguro che altri spettattori, dopo aver visto questo programma,
abbiamo letto il tuo libro.

Ora sono passati un po' di mesi dall'intervista. Per cui la casa sarà a posto, e poi il nuovo libro è in stampa: marzo sta per arrivare...

Paolo
barbar

Anonimo ha detto...

Come si fa a non essere legati al senso estetico dell'immagine del passato?! :)
Infatti la foto nel Gisy shop che mi piace di più è quella stile "Belle époque". Starebbe molto bene accanto a un quadretto che ho con un poster di Mistinguett à la revue de Paris... :D
Capisco bene che è la nostalgia che ti fa andare avanti. Dopo tutto lo diceva anche Pasolini: "Io sono una forza del passato".
LUCA

Claudio ha detto...

Hai la mia stessa lampada Ikea. Il fatto che io l'abbia notata al volo mi sta facendo preoccupare non poco. Il consumismo ci ha divorato l'intelletto. Pensavo di esserne immune, ed invece no: la merce cattura l'attenzione più della figa.
Credo che starò male per tutto il giorno, o almeno fino alla fine di questo commento.

Anonimo ha detto...

Casomai la "fica" attira l'attenzione per far vendere la merce. Puro significante svuotato di significato... O no? :)
LUCA

Anonimo ha detto...

Stavo pensando alla ragazza definitiva che si commuove e le viene di darla e mi è venuto in mente un altro romanzo: "La ragazza di nome Giulio" di Milena Milani in cui la protagonista, invece, si irrigidiva e non riusciva ad avere una sessualità normale. Avevo visto anche il film. Due facce della medesima medaglia. E spesso la realtà è ancora più sorprendente, specialmente nella sessualità femminile.
LUCA

nadiolinda ha detto...

eccola, finalmente.
direi che il risultato è parecchio sexy, ma anche fedele all'originale, almeno per come ti conosco io.
alessandra è stata proprio brava.
spero tu ne sia orgogliosa.
brava, piccola.
vai che spacchi!

Anonimo ha detto...

Devo ammettere che in certi momenti tipo Class-video (foto + musica) ti fanno capire per davvero questo senso di melanconia, malinconia e tutte quelle tristezze passanti per energie future...

poi che dire dell "ambientare l'ambiente" è quell'en-passant che si può permettere solo certa gente, e tu te lo puoi permettere a differenza di tutti quegli altri là, quelli che ce l'hanno in bocca per sentito dire, quelli che van per ragione e non per cuore quando devon dare qualcosa di meraviglioso...

Trincia-senna

Gisy ha detto...

@ Paolo - Eh a posto...:) sarebbe bello fosse più in ordine, ma io son di un disordinato ! Però ora è più mia quella casa, e questo vale tutto! Poi penso che la casa sia il posto più bello che un essere umano ha il diritto di godersi...più di qualunque vacanza...

@ Luca - la forza è sempre nel presente solo che per far vivere il presente ha bisogno di centrifughe dove poi uno le vada a pigliare. sol che uno non ci resti in mezzo.

per il secondo commento, credo che il darla troppo o il non darla possa avere la stessa radice, sì; ma non è detto che chi la dà troppo abbia una sessualità normale.
Del resto anche darla media può non averla.

@ Nadiolinda - felice per te che è un bel periodo...in ogni caso non ti ho mai visto male...
Orgogliosa? Alessandra è stata brava. Punto. Si deve essere orgogliosi degli altri, se stessi bisogna meritarsi.

@ Trincia Senna - "non ce l'hanno in bocca per sentito dire"
Forse non ce l'hanno in bocca, ma da un'altra parte, allora parlano.

Il dramma è che oggi ci si può permettere tutto. Solo la meraviglia la si può ascoltare. Ma chi parla è troppo attento a meravigliare.
io penso. sì posso stare a anche zitta a volte.

spino, Intradita ha detto...

affondato.
comprerò il tuo romanzo.
visto anche ho passato quasi un'ora a leggere il tuo blog...

e poi le "banalità" della vita mi interessano molto di piu della storia di mussolini o di stalin.

non commento pubblicamente il tuo fascino perche sono un gentiluomo.

Pietro ha detto...

è bello sentirti parlare!