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News e appuntamenti


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IN LIBRERIA

01 giugno 2008

Grazie...riguardo la verità, e poi compio gli anni




















In tanto un immenso Grazie, per esserci e dimostrami sempre tanta affezione. Per chi c'era alla presentazione di ieri - per chi si è spostato anche da luoghi non proprio vicini, beh grazie davvero, mi ha fatto un gran piacere ritrovare gente che di solito vedo in altre città, altri che conosco solo tramite il blog, e sorprese inaspettate :). E' un segno che ci siete, e qualcosa vorrà pur significare, cosa non lo so, ma qualcosa di bello. In ogni caso, il piacere vale anche per chi segue da casa, senza esserci fisicamente a queste presentazioni. (scusate se ero a pezzi, ma poi ormai lo sapete son sempre a pezzi, in compenso c'era Nadiolinda e Baldazzini che tenevano su),.

Volevo chiarire alcune cose riguardo il romanzo la ragazza definitiva:

1) - Il romanzo è un romanzo, non necessita della verità a tutti costi. Certo la realtà è spesso il miglior luogo per attingere spunti narrativi, in questo caso, nel mio caso, - lo dico senza connotazione alcuna: è vero al 90% . Certe cose magari con l'editing le ho dovute tagliare, ci sarebbe stato dell'altro, magari chissà lo pubblicherò qui sul blog; ma quel che credo è che la veridicità degli episodi narrati, non attestano la verità della scrittura, intesa come qualità narrativa. Naturalmente capisco perfettamente come il senso del gossip possa rendere più allettante una lettura, ma non ne faccia (o forse ai tempi nostri sì) la letteratura. A parte ribadisco che oggi la cronaca si sostituisce di buona lena alla letteratura fregandola. Questo lo dico per chi si chiede se quel che scrivo vero o no.

2) Mi arrivo alcune critiche riguardo la scrittura del blog. Non voglio giustificare, però un blog è un blog e per quel che mi riguarda ha una funzione divulgativa, scrivo come parlerei se avessi delle persone davanti, non ritengo che quello che scrivo nel blog debba avere un valore che peserei diversamente se lo considerassi nell'ottica cartacea da pubblicare. Già detto non credo dai libri tratti nei blog, almeno così pari pari, anche se molto fanno dei propri blog i propri libri personali, né è pieno, ma non è il mio caso.

3) Altra puntualizzazione, per chi non approva o non apprezza "lo scritto parlato" - che scrivere parlato non è scrivere come si parla, cioè non è la sboboinatura mentale delle parole che passano per la mente. Uno crede sia più semplice, beh garantisco non è vero. Quel lavoro di rendere il parlato leggibile abbisogna di lavoro tanto quanto e/o forse di più che lo scrivere accademico, quello che da alcuni accademici viene ritenuto "di più alta qualità", guardando come (il parlato scritto dico) fosse deteriore. Mi è stato scritto varie volte, "ma questa moda dei giovani di scrivere parlato" - non nasce certo oggi, volevo dire. Però ecco mi spiace che si giudichi deteriore una fatica che magari no si conosce, e non nasce oggi, ma come il mercato è in espansione su tutto una ramificazione del tutto è anche questa.

Poi quasi oggi 2 giugno compio gli anni 29 sono alla soglia ragaz ! :)

14 commenti:

Anonimo ha detto...

intano auguri e auguri ancora...ho sempre storto il naso ai compleanni, ma se son quelli degli altri non so, c'hanno aria di festa...che dire Gisy, qua adesso ti sparo un discorsone d'un moralismo..roba integralista, tipo berbero insurrezionalista. Nessun problema con la verità, sincerità; esiste una verità assoluta che in quanto tale dev'essere sostenuta nell'indicibile, nell'innominabile (Ingmar Bergman); tutto ciò che rimane coperto dal fiato esistenzialista, è e continuerà ad essere un fatto-luogo di "comunicabilità", ossia possiamo essere più reali rispetto a un altro se il nostro dire raggiunge quante più persone possibili (potrà apparire come banalità scevra, ma riguarda proprio l'etimo stesso del dire "io ho fatto qualcosa"). Ma bada bene che io intendo la realtà come Divertissment allo stato puro, è una giovane baldracca speranzosa che se la rincorre con gli stupidi, i più grandi spesso son bugiardi (Fellini). Sullo stile niente da dire, sei nel parlato, sei nella dialettica, ogni uso costume abbigliamento è dettato dal proprio sovrapporsi nella dialettica; si cerca di sconfiggere chissà che cosa? forse l'incomprensibilità? mah non saprei...poi va beh, tanti auguri

Trincea-Senna

Davide ha detto...

29 affettuose tiratine di orecchie!
Grazie per la tua calorosa accoglienza. Saluti al simpatico prossimo-sposo-ex-preferito. :-)
Trincea Senna, sei un mito! Mi viene a volte il sospetto che tu non sappia bene quello che intendi dire; tuttavia lo dici benissimo.
Ancora auguri,
Davide

Ilaria ha detto...

Auguri Gisy (passato bene il compleanno?)! Non commento sempre ma leggo, eh? E' vero, lo "scritto parlato" richiede fatica e "costruzione" come ogni altro tipo di scrittura, a me non piace quando diventa una moda: non so se hai notato quanti bloggers copiano spudoratamente la scrittura di Nori, per es.; be', mi irritano da morire! Il tuo "scrivere parlato" è "tuo", non è scopiazzato da nessuno. Diciamo che a volte anche a me dà fastidio qualche "errore" di troppo (presumo sviste dovute allo scrivere in fretta) ma mi piace leggerti e in quanto alla verità... autenticità non significa necessariamente verità, e quello che mi interessa è soprattutto la prima (in letteratura, s'intende). Un bacione e ancora auguri :-)

Anonimo ha detto...

"Tu non hai compleaano,
perché sei sempre vissuta;
non sei mai nata, e mai morirai.
Non sei figlia di coloro che
tu chiami papà e mamma, bensì
loro compagna d'avventure
in viaggio alla scoperta
delle cose del mondo, per capirle.
Ogni regalo che ti fa un amico
è un augurio di felicità:
così pure questo anello.
Vola libera e felice,
al di là dei compleanni,
in un tempo senza fine, nel persempre.
Di tanto in tanto noi c'incontreremo
- quando ci piacerà -
nel bel mezzo dell'unica festa
che non potrà mai finire. "
(..tratto da "Nessun luogo è lontano", R.Bach)

Sei grande Scerman

Santi
^^*^^

Anonimo ha detto...

.
auguri Gisy, per il 29mo compleanno.

(nel 1979 anch'io avevo 29 anni...)

E a proposito di scrittura: 1 anno fa ho conosciuto il tuo libro, e poi incontrata a Bassano. Mi fa piacere frequentare il tuo blog, e
ti ringrazio della tua scrittura,
che anche qui sul blog ha, per me,
una piacevole validità: è vera.
Magari su qualche Post posso non essere d'accordo, ma alla lunga,
frequentandolo è come leggere un possibile romanzo. (alle volte si usa dire: la mia vita è come un romanzo!)

Poi l'anno scorso, dopo la lettura del tuo romanzo, poichè per me eri sconosciuta, tramite internet ti ho contattata.

Oggi come allora, ti auguro un buon
futuro per tutte le tue attività.

Auguri.

paolo
barbar

Gisy ha detto...

@ Trincia - Tutto è verità al di fuori del riconoscibile. wittgenstein scriveva "la realtà è appresa" - questo di conseguenza porta a tutta una serie di lunghisime considerazione sul vero.
Poi come qualcuno che dovresti ben conoscere esiste solo l'equivoco. O il silenzio o l'equivoco. Questo è il linguaggio. Comunque ha ragione Davide, ma a volte ci salti fuori in quel che dici? e fare del tuo linguaggio il linguaggio, non può diventare faticosa per altri?

@ Davide - io rispondo a chi mi dimostra affetto :) come potevo non esserci, sebben con la febbre e distrutta, mica mi leggerete meno eh :/

@ Ilaria - Son felice che mi leggi ! anch'io passo da te, pur non avendo sempre il tempo per scrivere, ma sei una bella anima, lo penso davvero. Sì spesso andando di fretta faccio un casino di refusi, ma poi mi tirano le orecchie, e no per il compleanno, si aspettano che chi scrive...hem hem, tanti, vanno dietro allo scritto Noreggiante, è vero che è un suono che vien facile da riprodurre, come dopo che si è letto Bernhard ad esempio. Un pò all'inizio ce l'avevo e mi ci è voluto staccarmi, soprattutto nell'uso dei congiuntivi, ma poi no p solo quello...
Grazie per gli auguri, anche se in compleanno può essere solo positivo nel senso che passa il tempo e c'è meno tempo da restare in questo mondo. beh oggi va così scusa la butade.

@ Sante - grazie per seguire...qui è altrove pur non essendoci !

@ Paolo - Beh quel che esiste nel virtuale non sempre corrisponde al reale, nel mio caso sì. Mi dà sempre molta gioia quando trovo nella realtà quello che a volte è solo difronte ad un monitor, quasi sempre. di Bassano nonostante sia in Veneto, è un gran bel ricordo...Poi non bisogna essere d'accordo su tutto per forza.

:)

Anonimo ha detto...

Cos'è questa Boutad sul fatto che io non ci salto fuori? non è che esiste solamente una filologia della parola...quella di tutti, che tutti possono seguire, che tutti hanno imparato alle elementari, che tutti la reputano chiara e tonda, che tutti hanno inteso, che tutti hanno con-preso...tu parli di letteratura, tu parli di verità e di realtà e questo mi piace, questo è buono per poterti offrire il mio DIS-DIRE...PEr dio in quanto uomo che vive nel 2008 e si occupa di "ARTE" non ti risponderò mai e poi mai facendo finta che il mio pensiero esista fino in fondo...ossia sia di tutti...per sovraccaricarlo di contenuti tamponerò qua e là dove l'immediatezza puzza di storia, ossia di Reciprocità. Tra l'altro il discorso di Bene sull'equivoco fa parte delle conferenze di Lacan sul linguaggio = Einaudi, ed è molto chiaro Lacan quando parla della scrittura e dello scrivere...ma non dirò niente per evitare di tormentare i vostri animi.

Trincia-Senna
tanti auguri
P.S. grazie davide per il MITO

Gisy ha detto...

@ Trincia - Suvvia, non prenderti troppo sul serio, e non prendermi troppo così. Sicuramente ad ognuno di noi appartiene una morfologia linguistica più consona con la quale si esprime meglio (rispetto un'altra), ma certi concetti credi che devi sovra-strutturarli davvero in questo modo per doverli esprimere, noi povere anime tormentate e arrovellate nel capire?
E poi come mai tanta passione per Lacan?

Anonimo ha detto...

Non è fare o non fare, è assolutamente riconoscere un peso indissolubile, quello della "GRAVITA' dell'uomo su questo mondo" che nel corso del tempo s'è accresciuto in modo autonomo...vogliamo parlare di SOFIA? Tutto ciò che è insito nel pensiero oggi è pregno di CAOS E LANGUORE, siamo nel nuovo BAROQUE come sostiene Barilli, e anche io lo sostengo; questo implica una deficienza di base con la quale l'individuo tratta qualsiasi concetto...non c'è niente da capire, se raggiunge tutt'al più buon per te, per me, per il grande Gurdjeff, per il grande Lebowsky...poi va beh io sono assolutamente d'accordo che il genere ROMANZO in se preclude il compromesso della chiarezza. i papponi danno vastidio anche a me, però su questi temi, sopratutto sulla REALTA', sulla verità, è indispensabile schiaffeggiare fino in fondo la parola e renderla Bellissima a se, senza nessun altro profitto comunicativo...il barocco gisy, il barocco Gisy.

Trincia-Senna
P.S. c'è sto rumore GNAK GNAK, tutta la mattina che provo a fare qualcosa e questo GNAK GNAK mi perseguita...MISERIA E FAME

Gisy ha detto...

Una volta ti sei sbagliato e hai firmato Trincea Senna.

il barocco sì, ma no il Baricco

Anonimo ha detto...

che carina che sei...mi viene in mente un giorno quando ero in svizzera che un tizio aveva la fissa di chiamarmi MINGOZZI, ma io di cognome faccio Menozzi...poi dopo due o tre baruffe fatte con la faccia gliel'ho detto come mi chiamo io...e lui li mi fa "beh non è la stessa cosa?", io gelido come non son riuscito mai a essere gli rispondo "SI SI è la stessa", e questo ha continuato a chiamarmi MINGOZZI. IO nel giro di qualche settimana ero diventato il signor. MINGOZZI e mi stava meglio, anzi m'era sembrato il vero cognome.

Trincia-Senna
Scusami se magari son stato un po legnoso ma è un periodo babbioso e furente. tutto nell'arte e nel Courvoiser

Gisy ha detto...

@ Scusa eh ma il tuo amico era un pochetto stronzo...hai presente l'opera 94 di Pignagnoli

"Dentro al negozio, invece di Strozzi l'han chiamato signor Struzzi, ma lui non ci ha fatto neanche caso, non ha detto niente. Io invece, se il negoziante anziché chiamarmi Pignagnoli mi chiamasse Pugnagnoli oppure Pugnettoli, e ci avessi un bastone fra le mani, porca madosca, gli tiro una bastonata sui denti che gl'insegno io come faccio di nome".

Opera 84

"Faulkner si chiamava Falkner in origine, è stato il tipografo a sbagliare col suo primo libro, La paga del soldato, ha aggiunto una "u" dove non c'era. Ma lui, William Falkner, non se l'è presa, ha accettato quella u in più. Ed è diventato William Faulkner, lo scrittore del Mississippi.
Io, se fa un errore così con me, il tipografo, se vedo che sulla copertina del mio libro c'è scritto, anziché Learco Pignagnoli, Learco Piugnagnuoli, porca madosca, vado a comprare una rivoltella e poi me lo inculo."


ma poi, io so che è ricorrente il cognome, ma sei parente della Marcella Menozzi che ha scritto Bianco per Fazi?

Anonimo ha detto...

Ah no non siamo mica parenti, la conosco bene la Marcellina, tra l'altro pensa che glielo dissi io "ma perchè non scrivi?" la vedevo un po in crisi e le ho detto di fare fare, poi quando mi disse che stava per pubblicare mi venne lì a ringraziare, a dirmi "ah ma sei un grande, ah ma sei qui e là...se non fosse stato per te" e io me la pigliai nel sedere diritto che sto provando a scrivere qualcosa da dieci anni...era un periodo stupendo per me quello lì, avevo donne di qua e di la, ma una roba che starci dietro devi avere il commercialista se no vai in pappa. Avevo uno studio in via carteria per dipingere e...la conobbi lì perchè me la presentò Cornia, anche lui conosco bene. Il cognome Menozzi viene dal Reggiano, in effetti anche lei ha dei parenti lì vicino, nel mantovano e ci siam stati dietro per cercare parenti comuni, ma grazie a dio niente...sai com'è l'omonimia, fotte le cervella.

Trincia-Senna

Gisy ha detto...

Eh beh, ma mica tutti devono scrivere pubblicare eh.

Guarda che troppa figa dà alla testa altro che omonima.