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25 maggio 2008

Chi del mal degli altri, pianga se stesso

Vivere è un'odissea.
Io stanotte non ho dormito neanche mezz'ora, e dire che in tutta la notte di pensieri se ne fanno. Non ho dormito perché c'avevo una gran febbre fondamentalmente, che l'altro-ieri mattina mi son alzata alle 6 per andare a fare le analisi del sangue per veder se son sana, e c'era un tempo balzano che anche con la maglietta a maniche lunghe ho preso del freddo, e per andare a vedere se sto bene, mi son presa un malanno. Tipo 39 di febbre, che ogni dettaglio quando hai 39 di febbre diventa gigantesco secondo me, più o meno come quando si era piccini dentro la culla e vedi il mondo e ti metti a fissare un oggetto con curiosità che sta là ed è grandissimo e irraggiungibile, o anche ho pensato ieri che stavo male, così male, che anche da vecchi crolli che stai sul letto, poi le stesse cose che vedi quando eri un bebè in fasce e percepivi il mondo, beh diventa una cosa simile.

Non ci si pensa mica, ma anche a dire bene adesso vedo mi contorco e mi contorco su di me, prendo il termometro e vedo quanto ho alta la temperatura e fatica, così allungo la mano nel cassetto e mi viene in mente che il termometro l'ho messo dove metto i medicinali. Cioè in una vetrina dentro la scatola del pronto soccorso. Ma chi ce la fa ad alzarsi? Merda no, anche una banalità come questa quando sei spappolato ti viene in mente bene che noi in genere camminiamo, facciamo, scancheriamo in maniera del tutto naturale, cose che sono un peso, ma la materia quanto peso è? darà anche le sue soddisfazioni quando non si sta male, sì, ma l'atp ecc ecc che incessante lavora, ecco mi venivano in mente tutte 'ste riminiscenze scientifiche, anzi e meglio una cosa che avevo letto su un libro di rifkyn mi pare entropia, che mi andava avanti e indietro per la testa, dove diceva in pratica - lo dico alla buona eh "guardate un morto come va a ramengo in fretta, che si decompone così in fretta, ma a stare vivi per non andare a male, avete presente che lavorio incessante c'è da fare?" eh ce n'è ce n'è che non ci accorgiamo eppure - tutti questi equilibri senza che noi ci rendiamo conto, oh come ci sostengono. Ma vediamo solo il mondo di fuori, dove la materia mantiene ai nostri occhi, ha la sua dignità, non le magagne dentro casa, che se ne stanno ben nascoste. Insomma a vivere ci vuole una forza che quelli che incontri in giro per strada che camminano, mi sa che non lo san mica così tanto. Ecco quanto pesa, allora come scriveva Piero Ciampi a volte non tutto torna, sei lì disteso sul letto che qualcosa non va, e ti rendi conto che non sono in tanti a perdonarti gli inferni che vivi.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

"....ti rendi conto che non sono in tanti a perdonarti gli inferni che vivi."

Qualcuno li condivide quegli inferni e magari cerca di lenirli....pochi li perdonano.....molti ci sguazzano dentro compiaciuti....la moltitudine se ne strafrega.

Conosco bene queste notti...quando si brucia per la temperatura ma ancor di più per la solitudine e la severità dell'autocritica al cospetto della coscienza.

Mi spiace solo di non poter fare altro che scrivere queste dannate parole.

Buona guarigione...dai dolori del raffreddamento e dell'anima.

Santi.

^^*^^

Anonimo ha detto...

.
basta un poco di zucchero, e la pillola va giù.

mary poppins

oh ma quando ci si sente strangolare, tipo quando ti va di traverso, o respiri.... o....

insomma per stare meglio, ci tocca stare male.


latte caldo, una qualche pastiglia,
coperte, letto. e domani si sta meglio.

buon riposo, e una rapida ripresa.

buona notte.

paolo
barbar

Davide ha detto...

Coraggio, come diceva il buon Enzo Jannacci nella mitica canzone "quelli che".....
quelli che....."....Con una buona dormita passa tutto. Anche il cancro!"
Sopratutto riguardati per evitare possibili noiose ricadute: sabato pomeriggio hai un impegno no?
Se mi riesce vorrei esserci anche io, così, finalmente, pagherò di persona il mio debito "Zenobiano"
A presto, Davide

Gisy ha detto...

@ Santi ^^*^^ - Grazie :) le parole non sono poi poco, certe notti sono davvero interminabili, e quanto si dilata il pensiero.

- Gli inferni te li perdonano, quando se sei qualcuno, allora diventi esistenzialista, se non sei nessuno sei uno sfigato. Se sei giovane fai tenerezza, se hai una certa età sei uno sfigato...non va un pò così nella percezione non va un pò così?

@ - Poalo - eh ma delle volte pure per morire bisogna stare male, vabbè questo è il mio solito ottimismo, non fateci caso.

@- Davide - Certo che mi fa piacere, ma da Roma non ti diventa un pò lunghetta? a proposito di Zenobi è una di quelle tante interviste anche ancora ho in sospeso..
Devo guarire, ho ancora 38, ma ho riposato almeno un pò rispetto a ieri mi sento un'atleta. Poi ti dicono bisogna fare quel che di può, no, no, quel che si deve!

Anonimo ha detto...

I morti non fottono.

"Comandare è meglio che fottere"

Ecco 2 buone ragioni per non rientrare nella categoria dei morti.

BP

Alex ha detto...

Mi dispiace, non ho capito bene il titolo "chi del mal degli altri pianga se stesso", cosa volevi dire? che prima di piangere il male altrui conviene pianger se stessi? a presto...

Gisy ha detto...

@ Eh, ma per comandare bisogna essere vivi, vivi...

@ No, no che se gli altri ti fan del male, hai la tua di spalla per piangere...