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IN LIBRERIA

18 aprile 2008

Come tu mi vuoi


Oggi sul venerdì di Repubblica è uscito un articolo sui clienti delle prostitute - (in un trafiletto è stato anche riportata ormai sappiamo già la mia classificazione dei puttanieri) - cmq l'articolo a cura di Emilio Marrese, verte sul quesito -

"Perché anche quelli che possono avere le donne gratis vanno poi a prostitute?"

Beh io direi che le motivazioni possono essere davvero tante.

Non metterei però che la solitudine sia necessariamente in vetta - io credo primaria - l'idea di essere svincolati e liberi, da tutti quelle resistenze che nella coppia spesso ci sono - per differenza di pulsioni, o per quella noia coniugale che nel tempo spesso assale - in più credo paradossalmente si ha più pudore con una persona vicina - che con una sconosciuta. e poi anche la volontà di potere del pagare, crea una specie di eccitamento in molti casi - cioè pago e quindi mi sento autorizzato a qualunque mia fantasia, sapendo che non offendo nessuno. E anche se offendo, beh cosa mi frega è il loro lavoro in fin dei conti e una prostituta non è mica una sorella di nessuno.

Poi consideriamo che l'idea che lo sfigato vada a prostitute, io non ci credo molto - per un motivo molto, ma molto semplice, chi va a prostitute in genere o decide di andarci - a parti casi disperati - è in genere una persona che con il sesso ha già almeno "un po' di confidenza" - se è difficile smettere per gli appassionati, non è altrettanto facile cominciare per chi non sa nemmeno da che parte si guarda una donna, e anche per il fatto che sarebbe (nella mente maschile) dichiarare una specie di fallimento sociale, andare solo a prostitute, senza aver battuto prima altre vie, invece avendo delle esperienze alle spalle, uno quella con una prostituta, la può benissimo considerare una variante di qualsiasi altra esperienza...

Ricordo che ci sono centri per "disintossicarsi dalla dipendenza da prostitute".

Come è scritto su quest'articolo, "per abolire la prostituzione bisognerebbe abolire gli uomini".
e io aggiungo - Ma poi senza uomini come cazzo si fanno i soldi? eheeh ;)

Ah - un consiglio spassionato agli uomini che passano da qui : non rompete troppo il cazzo con il sesso alle vostre mogli, andate mo' a puttane. No è che "doveri coniugali indotti" sono un altro d quei argomenti che mi stanno a cuore...

:) senza offesa eh

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Mah, forse la risposta è proprio nella immagine che hai messo su questo post : dentro la testa maschile c'è un gene per cui molti maschi non si accontentano.....
Qualche scienziato in futuro scoprirà che è nel dna, o ereditario ecc ecc. Va beh.
Sia come sia.

paolo
barbar

Gisy ha detto...

sì credo che l'immagine sia abbastanza realistica ;) - credo in una biochimica di base differente; poi naturalmente c'è anche tutta una questione culturale dietro che vede il piacere sessuale femminile molto più colpevole" rispetto a quello maschile.
Ma ne abbiamo già parlato credo...

Nadiolinda ha detto...

bad girl!
ma quanto hai sempre ragione... acc!

Gisy ha detto...

Eh beh - a volte mi si scagliano poi contro, ma ne vale la pena! ;)

Anonimo ha detto...

per mario marenco

se digiti su google:

mario marenco youtube

ti segnala due pezzi di mario marenco, tratti dal programma
tv "L'Altra Domenica"

Per vedere la sua mimica facciale, perchè la sua grande forza,oltre alla recitazione alla radio, era fenomenale sentirlo e vedere raccontare i sui testi.

paolo
barbar

puttaniere ha detto...

Nell'articolo mi sembra ci sia il solito clichè. Sesso sulla barca, nei luoghi pubblici e il puttaniere pentito per finire con la classica statistica dove si dice che l'80% dei puttanieri ha una vita normale.
Il titolo dell'articolo è: "Quelli che comprano sesso anche se possono averlo gratis", ma le interviste sono solo di escort che parlano dei loro clienti, troppo difficile intervistare chi va direttamente a puttane?

Potevano chiedermelo giravo la domanda direttamente agli interessati :)

Gisy ha detto...

@ Paolo - grazie, ho visto, ma le cose migliori sencod me sono quelle radio!

Ti chiedo un favore se puoi, mi potresti rimandare i link di Saviane su Moravia? Non trovo più quella mail cavoli ...

se riesci sennò cerco cerco cerco!

@Puttaniere - Sai credo sia fatica per un giornalista, trovare un puttaniere, puttaniere disposto a dire che è un puttaniere. Nel senso che si trova davanti ad un'idea "più ufficiale" di quanto non possiamo raccontarci noi qui e di là...dove "la nostra" identità può essere qualunque.
alla fine le escort parlano cmq dei loro clienti.

Eh anche te hai spostato il blog - pure io era un po' che non ti leggevo!

Ora ri-linko

DrSiev ha detto...

Il miglior libro sui clienti delle prostitute resta, imho, HELLO MY BIG BIG HONEY, raccolta di lettere scritte da clienti di prostitute tailandesi, i quali clienti tornati nella loro grigia routine occidentale scoprono di essersi innamorati delle gogo girls conosciute a Pattaya o Patpong; uno spaccato vivido, e anche involontariamente ironico, di come a volte si tenti di comprare e riempire il vacuum dell'esistenza. Poi uno a puttane può andarci per divertimento, inadeguatezza, frustrazione, scelta liberissima e consapevole, le motivazioni variano da persona a persona, e la sociologizzazione che tende a racchiudere e imbrigliare in gigantesche categorie fa un pò ridere

Gisy ha detto...

La sistematica è un criterio che vien da sempre ricercato dall'uomo, sia nella biologia che in tutti i settori, qualunque settore di per sé indicato è a sua volta un sistema.

Questa ricerca "dell'ordine" è istintivamente nelle mente umana - chiaro che l'universo non tiene conto di questi giochini della mente, che l'uomo costantemente ricerca per creare ordine e darsi un codice etico e materiale

Ma visto che il comportamento umano è poi riconducibile a moltissime varianti, ma derivanti comunque da una serie di presupposti che fa dell'essere umano - l'essere umano - (genetica e ambiante fondamentalmente) tentare una classificazione è forse sbagliato, ma non direi la cosa più sbagliata.

Luigi ha detto...

che scemate...

Gisy ha detto...

Sì, se ne dicono tante, specialmente sui blog. Ma questo poco importa, il problema è che ce ne sono tante anche su carta stampata.

Anonimo ha detto...

ho letto questo articolo:

http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/prostitute-internet/prostitute-internet/prostitute-internet.html


era in fianco a questo del tuo post, sul sito di repubblica.
Io li ho letti adesso.

paolo
barbar

DrSiev ha detto...

il problema è che si è ampiamente dimostrato, penso agli studi di Lorenz (non l'etologo, ma il matematico fondatore della teoria del caos), che basta una semplice microvariazione per determinare un effetto a catena che scombussola tutti i dati che si erano acquisiti in precedenza; e nella sessualità alla fine, sessualità "libera" o a pagamento, il caos gioca un suo ruolo peculiare. Ciò che per me è curioso, e non condivisibile nelle classificazioni, è sempre l'impulso che implicitamente ne è alla base, ovvero la reiterazione dello status quo; voglio dire, la comprensione di un fenomeno in assoluto potrebbe essere cosa giusta, solamente che si avanza la tendenza a conoscere e decostruire i fenomeni per imbrigliare il caos, la non predeterminazione e portare avanti così il controllo sociale (una cosa tipica della criminologia istituzionale, tanto per fare un esempio di una materia di cui mi occupo). Basta pensare alla dimensione urbana del sesso, alla espunzione forzata di club privè, strip bars, gay club (in una parola; alla disneyficazione...eccezionale quel che scrive Delaney in Times Square Red, Times Square Blue, ovvero che gli spazi urbani tendono a chiudersi sempre più asfissiando la sessualità di strada, vista come una valvola di sovversione) dei grandi centri urbani; si plastifica il vivere civile, rendendo la metropoli vuoto ologramma a dimensione di turista. E' accaduto con la giulianizzazione di Times Square, accade al centro di Roma con la cura "Veltroni" e accade a mille altre città; il solo sesso accettato è quello non esibito, quello azzimato e coccolato dal sistema al potere, mentre pure la "trasgressione" diventa, e aveva ragione Vaneigem, un imperativo del progresso commerciale.
Il discorso sulla solitudine, sulla atomizzazione del vivere individuale, è complesso; c'è un bel libro, Sexe et Solitude, di Bruce Benderson, in cui si dimostra chiaramente come il vuoto esistenziale non è lenito o "curato" dalla complessità del rapporto sessuale fisico bensì dalla interazione virtuale, chat, communities. La prostituzione quindi non vince la solitudine, visto che comunque poi si sperimenta , consumato l'orgasmo, un down...e la dipendenza data dal web è peggiore e più pervasiva di quella che sperimenta il cliente fisso delle prostitute,
Perchè uno va o vuole andare a puttane? La società non accetta che la risposta possa essere semplicissima; perché può essere divertente. Senza fisime globali di sfruttamento, di tratta delle bianche (o delle nere), senza idee di squallore morale o frustrazione o repressione sessuale, il cliente spesso va per divertirsi, per azzerare i passaggi di socializzazione legati alla scopata "sentimentale" o comunque non pagata

Gisy ha detto...

Paolo- grazie della segnalazione. :) sempre carino

DrSiev - Io per prima ho scritto che la solitudine non penso assolutamente sia al vertice della scala dei bisogni sulla sessualità, e non viene lenita dal sesso punto.

- Ci può essere anche quella, ma non sono quella, e spesso magari si riversa la solitudine in altre situazioni, non necessariamente, con le puttane...

Mi sembra che tutto sommato siamo d'accodo sinceramente, buono il consiglio sul libro, ma si trova anche tradotto in italiano?

L'orgasmo non attutisce il senso di solitudine, ma amplifica il nulla dopo la salita - Non per niente in francese l'orgasmo è chiamato petit-mort o no?