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IN LIBRERIA

06 novembre 2007

Dalla parte di chi non c'è












Io a volte vorrei anche credere in qualcosa, ma lo dico davvero sarebbe bello. Sarebbe bello anche che la non fede - non si trasformasse a sua volta in una fede. D'altra parte non dico che invidio, ma penso siano fortunati i credenti - qualunque fosse il loro credo, un credo che possa dare uno scopo alla vita.
Mi ritengo agnostica abbastanza sull'ateo, mi verrebbe da dire che quello che in molti chiamano Dio sono congetture umane per scappare al terrore del nulla, per consolarci i gesti quotidiani. Non pernulla uqlcuno diceva che L'uomo ha creato Dio a sua immagine e somiglianza e non il contrario...
Spesso troppo spesso mi sento dire che ovviamente Dio non è dimostrabile, non è spiegabile se non come sentire; ma dico - io non credente sono coerente con il mio credere in ciò che non è dimostrabile, visibile, toccabile, o in qualche modo realmente interpretabile. Il resto sono congetture, quindi non è vero che la non fede in teoria vale tanto come la fede da un punto di vista pratico, la non fede è giustificata da una coerenza che ci viene detta dimostrata ogni giorno, l'inesistenza di Dio.
Con questo io per prima credendo molto nella scienza, e pure nella metafisica della scienza spiegando il mondo come elementi tenuti assieme da forze incredibili ne invisibile, non posso non credere a qualcosa di metafisico, ma che certo non spiego con l'idea di Dio e tanto meno dando retta ad un cristianesimo.
Girando in rete, ho trovato un sito che ritengo molto interessante,

www.uaar.it unione atei agnostici e razionalisti, dove si possono trovare tantissime informazione contro informazione sulla laicità, sul laicismo, sull'agnosticismo e sula cattolicesimo naturalmente. Ci sono informazioni che vanno dalle tesi filosofiche, alle questioni culturali e scientifiche.
Pensavo quindi di proporre un'intervista, e se pure voi sull'argomento avete domande da proporre, e direi che il campo è bello vasto ce n'è scrivetele pure qui, poi io inoltro.

Ah a parte questo ditemi invece i motivi per cui bisognerebbe invece credere, in un Dio cristiano...


La divinità o vuol togliere i mali e non può, oppure può e non vuole o anche non vuole né può o infine vuole e può. Se vuole e non può, è impotente; se può e non vuole, è invidiosa; se non vuole e non può, è invidiosa e impotente; se vuole e può, donde viene l’esistenza dei mali e perché non li toglie? (ibidem).

9 commenti:

Ilaria ha detto...

A me personalmente quel sito non piace perché lo trovo poco laico e molto integralista e fazioso...
Non ci sono motivi per cui si dovrebbe credere in Dio. Io dopo anni di ateismo (durante i quali non apprezzavo ugualmente quel sito, cioè che non è che non lo apprezzo ora ma anche prima) ho cominciato a credere in Dio (e non in un Dio personale, cioè vado a messa, prego e bla bla) e non perché avessi bisogno di consolazione, tutt'altro. Nel mio caso, mi dispiaceva non poter mai condividere pienamente con nessuno la mia gioia di essere al mondo e così ho cominciato a sentire la nostalgia di Dio, che è rimasto muto e nascosto per un altro bel po' finché in me è scattato qualcosa, qualcosa che si "sente" e non ti so spiegare ma è qualcosa di molto simile a una strana felicità, e ho creduto. Il che non significa che sia diventata una fanatica o una bigotta. Sono sempre io, ragiono con la mia testa e mi sento più libera. Sì, perché uno dei motivi per cui credo è che preferisco rendere conto della mia vita a Dio anziché solo agli uomini. E prenderla in mano in prima persona, quindi. E' più angusto il mondo senza Dio e i desideri e i sentimenti belli a volte rimbalzano tristi senza nessuno che li sappia accogliere, secondo me.
Purtroppo chi non crede ha l'idea che la fede sia uno smettere di ragionare con la propria testa o un insieme di regole e divieti. E' facile accorgersi che non è così, entrando un po' in quel mondo.
Riguardo al male nel mondo, è l'uomo a compierlo volontariamente, non Dio. E' sempre l'uomo a mettere in ginocchio un altro uomo, non Dio. E' l'uomo che deve migliorare, non Dio che deve intervenire magicamente a sistemare le cose scavalcando la nostra volontà, secondo me.
Tutto ciò è parte della mia semplice esperienza e non pretendo che valga per tutti, ovviamente. Penso che ognuno debba seguire il suo cammino, con Dio o senza Dio, nel modo che ritiene più giusto, con rispetto per tutti, restando sempre aperti tanto al dubbio (chi crede) quanto alla ricerca (chi non crede). Un bacio!

Anonimo ha detto...

E' veramente una noia della vita attuale dover creare un sito per ogni cosa.
Lo trovo di una democrazia assurda e di basso profilo.
Che poi, oltre a questo, gli atei agnostici razionalisti decidano anche di aggregarsi in un unione, lo trovo ancora più di basso profilo.
Comunque, così è il 2000...

Invece tu, Gisy, non ci hai più detto niente del tuo nuovo libro, risposta editore, ecc.
Come sta andando?

ciao

Anonimo ha detto...

Io non so dirti perchè biosgna credere o meno ad un Dio. Ma personalmente posso dire invece che è sempre stata una forza in me che mi ha portato tanta fortuna e mi ha aiutata ogni volta che ne ho avuto bisogno. Non so poi se è veramente un Dio oppure se il vero Dio è la forza che mi sono creata io con il pensiero. Un periodo che avevo smesso di credere ho perso molto e sono stata molto male. Ora che ho ricominciato a credere la fortuna è tornata dalla mia parte. Non mi interessa se è giusto o meno. Sto bene e questo è giusto. Carolina

paolo(barbar) ha detto...

Lo so bene che credere in qualche Dio farebbe comodo. Anzi, almeno fino a anni fa, qui in Italia eravamo quasi tutti cattolici praticanti.(in teoria). E peccatori (nella pratica). Io sono cresciuto in un periodo in cui la parrocchia era molto importante. Fino all’età di 14 anni l’ho frequentata abbastanza. Poi….sempre meno. D’altre parte non è solo questione di credere, ma di rispettare le regole di quel credo. E ogni religione ha le sue regole. Negli stati moderni, laici, le regole sono Le Leggi dello Stato. E comunque è sempre un bel casino….. Qualcuno dice che “Dio” farebbe bene ormai a scendere quaggiù a “dare le regole chiare e definitive per tutti”, e soprattutto restare qui e con la sua Forza mantenere l’ordine mondiale…..

Gisy ha detto...

@Anonimo - Intanto volevo rispondere all’anonimo che dice che senso ha un sito simile. Bé, io direi che se fermiamo a chiedere quanti siti hanno senso in rete, almeno un qualcuno per ognuno troverebbe validissimi motivi per chiudere,e la rete se ne andrebbe pure in malora. Direi che visto che siamo in democrazia e l’alta lega non riguarda solo la dittatura come per molto tempora fatto un certo tipo di religione, come quella cattolica, mi pare più che giusto che in argomenti importanti COME l’esistenza o meno, il credo o meno in Dio e/o le tesi di vitalismo metafisico, e o la storia, li inganni, le ipocrisie che ci siamo portati dietro, la possibilità attuali di sbattezzo o argomenti simili, mi sembrano che possano avere una gerarchia almeno un po’ più altra dei migliaia di siti che costellano la rete in tronisti, de filippi, valletta sta con calciatore, ecc. Eppure c’è chi pure questi tiene come una fede, un’altra fede. Mi sento di dire che chi segue con accanimento queste vicende potrebbe essere molto difficilmente un mio amico intimo – perché è sempre una questione di condivisione, il mondo e l’identità. Ma non per questo mi sento di dire che in assoluto sia sbagliato che esistano, anche se certo, non nego che questi altri a”argomenti” mi creino non poco fastidio.
Quindi se devono chiudere siti che hanno come antagonista del discorso la non fede, o l’astenersi da una fede, o una fede ignota o scientifica o filosofica, ben vengano. Sono temi che l’uomo si è sempre posto, poi il sito può essere anche satirico e divulgativo, ma questo è pure un bene. Poi secoli di filosofia ci dimostrano che come il sesso, è una questione che non si perde molto facilmente per strada, siti porno – contro porno – Dio – o ciò che attorno ha i suoi non nomi.
L’importante è che siano a disposizione, la bassa lega la vedo altrove, e per di più molto più imposta. Per il libro, scriverò appositamente un post, non c’è fretta, non lo farò con Castelvecchi se è questo che si vuole sapere, ma uscirà.

@Ilaria – Se non è (stato) integralista il cattolicesimo non raperei cosa lo sia stato…solo che al cattolici in genere manca l’ironia e appunto il sarcasmo tutte quelle belle cose che servono anche a far sorridere e non prendersi troppo sul serio – In passato pure io son stata male, e ho pregato tanto, ma così tanto che un angelo mi è pure apparso in sogno e mi ha indicato di pregare il nome di S. Teodoro o Teodosio ora non ricordo. Era un angelo a tutti gli effetti visivi e sonori una cosa incredibile. Poi il giorno dopo sul calendario ero andata guardare e il suo nome (quello del santo) ed il mio erano uno il giorno successivo dell’altro. Ho pregato tantissimo e sì forse mi ha anche aiutato, e in qualche momento mi scuso anch’io. Ma c’è sempre qualcosa che non mi torna mai del tutto. Posso dire che la mente ha poteri dell’aldilà, io l’aldilà non lo so; di sicuro quello cristiano dei sensi di colpa del giusto e del buono del cattivo e del peccato, no, non credo proprio. Il fatto del buon sentimento,l’idea di condividere in Dio, no, non riesco a capirla.

@Carolina – Il fatto della fortuna invece lo capisco – anche per alcuni miei momenti, ma soprattutto a persone a me molto vicine, vedevo che per loro la fortuna era la prova dell’esistenza di Dio, e forse viceversa.

@Paolo – Ecco io, il fatto delle regole non mi va giù. Mi pare un rapporto di coppia malsano. Ipocrita come sono i rapporti di coppia malsani, in genere e imbellettati fuori.

Ilaria ha detto...

Ma certo, ognuno ha la sua esperienza e va bene così. Dico solo che il cristianesimo non è affatto un dividere il giusto dal peccato e basta, questa è un'idea malsana che si è diffusa per colpa di alcuni cristiani stessi (integralisti). Io sono contraria a ogni forma di integralismo, religioso e non, per questo noto che un'associazione che critica l'integralismo religioso in modo spesso altrettanto integralista (e poco informato) mi sembra un po' incoerente. Ma è ovvio che ha tutto il sacrosanto diritto di dire la sua (anzi, mi interesserebbe l'intervista, se la fai) e poi può darsi che mi sbagli io a giudicarli integralisti... :-)

antonio ha detto...

Alla citazione si può rispondere con il concetto di libero arbitrio, no? Ci ha lasciato la possibilità di scegliere. Nel bene e nel male. I miracoli sono solo indicazioni del tragitto.
Ma ci sarà un limite, no? Quando si arriva al troppo male, accadrà qualcosa?
Io non vado spesso in chiesa, da quando mi sono reso conto di una cosa... cioé, era solo meccanico. Parole a memoria una dietro l'altra. Non si dovrebbe SENTIRE quello che si dice?
Parlando di estremismi, il latino è una lingua importante, ma la gente dovrebbe CAPIRE quello che viene detto. Non tutti conoscono il latino, giusto? E poi perché l'officiante dovrebbe dare le spalle alla gente? Dio è ovunque, ma le persone dovrebbero vedere in faccia il prete.
Ci sono cose che appunto ancora non mi spiego, ma sono le persone che non capisco.
C'è il detto "Nella semplicità si nasconde il divino". E tutto il resto che mi fa venire il mal di testa.

Gisy ha detto...

@ Ilaria - è proprio per questo che chiedo pure ai partecipanti del blog di chiedere domande - pure te se n hai scrivile qui!
L'idea de,l'integralismo mi viene nonsolo perl'atteggaimento,ma anche per le regole che dispondgono...il peccato originale ad esempio...mah

Ah ha risposto Cavazzoni all'intervista, èmeravigliosa, spero domani di poterla metterala on line !

:)))))))

@ Antonio - Quanto è vero che la fede è cieca, e tante volte non può che essere così. Forse è il concettostesso di fede. Però come dici, quando è maccanica fa solo ridere, e ne ho viste troppodi fedi a memoria.
Confido nel divino, ma anche nella scienza. Non nella chiesa.

Ilaria ha detto...

Non vedo l'ora di leggere l'intervista a Cavazzoni :-)