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IN LIBRERIA

18 maggio 2006

"La figa della mutua"

Vi annuncio anche se un pò in anticipo; che in autunno uscirà il mio nuovo libro. Ancora indecisione per il titolo, cioè, non da parte mia che so benissimo come lo chiamerei ovvero "La figa della mutua" ma l'editore è un pò titubante, cioè dice che un pò laparola Figa spaventa, e se uno deve entrare in libreria a prendere un libro del genere, beh se lo vede può anche darsi che lo prenda, ma proprio a chiederlo magari un pò si fa dei problemi...
Personalmente non lo vedo un titolo volgare, perché almeno qui in emilia è anche un modo di dire, tipo donna scrausa, di seria c,d,z...è mi pareva una cosa un pò ironica, anzi auto-ironica anche sul fatto di fare la modella (ma dài le aveste viste le vere gnocche?).

Vabbe a parte questo, cosa ne pensate di questo titolo? Potrebbe effettivamente creare casini?

Beh fatemi sapere

9 commenti:

Tarzo ha detto...

...valutando dal mio punto di vista... direi proprio di no... ma dal momento che la libreria e' un luogo pubblico e come tale il gestore e' tenuto a mantenere un certo decoro... non vorrei che mettesse il libro su qualche mensola nascosta, in alto in quinta fila nascosto da chissa' quale altro manuale... per salvaguardare soprattutto l'integrita' morale della vecchina che entra per comprare il libercolo di fiabe per il nipotino oppure del ragazzino in preda ai primi bollori adolescenziali che alla sola vista della parola scatena un cancan causando caos e disordine fra le corsie...nel tuo interesse, per evitare che il titolo stesso impedisca l'affermarsi della tua opera...io valuterei una seconda alternativa!

Gisy ha detto...

Mhhhhhhhhhhhhh infatti il rischio è proprio quell lì... (Per non parlare poi della vetrina eventuale)...

Alessio ha detto...

Gisy, non posso entrare nel merito del libro, non potendolo avere ancora letto.
Certo Eco docet, nella sua post-fazione, al Nome della Rosa sul fatto che il rapporto fra titolo e contenuto di un libro è spesso stimolante proprio in quanto l'uno nega l'altro.
Esempio tipico "I tre moschettieri" di cui invece il testo racconta le gesta di un quarto che oltretutto moschettiere non è.
Poi ho troppe recenti brutte - pessime - esperienze di commenti dati a libri al femminile anche se sono quasi certo che Tu sei una persona che saprebbe apprezzare anche le critiche se fosero costruttive.
Mi rivolgo quindi invece al tuo editore - che non conosco ma... quasi definirei "ignorante" nei termini etimologici che ha tale parola.
Se ha la possibilità di spendere 7.23 € (quando ne acquistai la prima copia - sono arrivato circa alla 4 o 5 visto che o lo regalo o me lo "rubano" - era il 1995 e si parlava credo di 14.000 lire) gli consiglio, magari se proprio si vergogna così tanto può andare in un'altra città o mettersi baffi e occhiali finti (il naso no... quello resta a me, Cyrano) e chiedre alla commessa (troppo facile sarebbe chiederlo ad un altro uomo: a meno che lui non... meglio sorvolare su questa eventualità che non scarterei però a priori) IN CULO OGGI NO scritto anni fa dalla stupenda "Honza" poetessa maledetta, cigno bianco con un ala ferita ed occhi immensi.
Jana Cerna, animatrice e vate dell'underground praghese degli anni '40 è - guarda caso - la figlia della mitica Milena Jesenskà, la donna a che travolse il cuore di Kafka e di cui ci restano le famose e curioriose nel contempo "Lettere a Milena" ... oggi sarebbero forse "Email a Gisy" ?
Se il tuo editore riescea superare l'imbarazzo - che io trovo assolutamente incomprensibile anzi... trovo molto erotico (anche se non è il termine giusto ma è notte e ho sonno e.. non ne trovo altro + consono. Eccitante forse?) chiedere, a una libraia - bella o interessante che sia (non esistono donne brutte), giovane o matura, timida o provocante - guardandola negli occhi "Scusi signorina, mi darebbe la fica? quella della mutua, ovvio. Spero non ci sia da pagare un Ticket troppo alto però"
OK, visto che temo non tutti andrebbero a chiedere, dopo la fica anche il culo (anche perchè il titolo di Jana prevede un rifiuto, anche se temporalmente ristretto) a una libraia, prima di andare a letto (intanto lei è già lì che dorme: Musetta, la mia gatta)
provo a riportare due strofe di Jana.

Le fiche si cuciono su misura
e al sarto gli si dice
mi ci metta una fodera di seta
e non metta bottoni
tanto la porterò slacciata !

(edizioni e/o)

P.S. "Lascio le donne perfette agli uomini con scarsa fantasia" diceva Proust.
Io aggiungerei "lascio le scrittrici timorose a titoli di scarsa fantasia"

Gisy ha detto...

Al momento anch'io ho una pessima opionione della "scrittura al femminile", soprattutto se si guarda a quella recente (ovviamente, oh no, non includo i romanzi di certe autrici dell'800, oh no).
Però davvero quello che esce ora è per lo più penoso, e pert quel che mi riguarda il peggior sgarbo che possono farmi è di dirmi che si vede la "sensibilità femminile" perché se ci fosse, e se è quella che trapela in certe opere, eh beh mi fa veramente venire il volta stomaco. MA di questo mi pare che ne avevamo già parlato sul privilegio della non identità sessuale in un'opera.
Se inizi un libro e non sai l'autore, come vedi che comincia con un verbo anziché soggetto, beh è una donna tipo "attraversavo il corridoio", già, il fatto anche dinon mettere nomi espliciti, ma girare attorno appartiene ad una sorta di manierismo femminile, che poi ultimamente è anche un pò di alcuni scrittori uomini.
MA vabbè, non voglio prendere troppole parte, la mia è sempre un opione da osservazione, un pò c'avrò anche dei pregiudizi (nei romanzi non nei saggi), però mi pare di notare questo...
Poi vuoi caso gl autori che preferisco son tutti dei gran misantropi-misogeni,schifati e compiaciuti dalle miserie e mechinità umane, Bernhard, Doestoevskij, Camus, Schopenhauer... ecc. Son dei grandi maestri, indiscussi, però sì honotato che hanno questa caratteritica...
Perquantoriguarda il titolo, la parola "figa" è ormai intesa anche come "donna" (vuolesi l'identificazione vabbè), come pregiativo "è una bella figa" beh si dice no?
Poi voglio dire è anche un modo di dire... Figa della mutua alc ontrario che dire un a bella figa.
Insomma una cosa così.
Tanto poi se vorranno pensare male lo farebbero ugualmente.
Tanto vale che pensino male senza pensarci troppo.
He he

Alex ha detto...

Ciao Gisy,
per quanto mi riguarda al tuo posto non mi farei tanti problemi, pensa che proprio ieri passeggiando per Via Veneto ho visto in vetrina da Melbook Store l'ultimo libro di Aldo Busi dal titolo "Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo" (uscito addirittura per Mondadori !!!), cosa vuoi che possa scandalizzare più una figa ???? :-))))))
Alex.

Gisy ha detto...

Mah...guarda non saprei. A questo punto non ho più tante convinzioni...

Gisy ha detto...

E del titolo "STIAMO ANDANDO A PUTTANE", forse meglio?

Fatemi sapere g

Alex ha detto...

No decisamente meglio "La figa della mutua", credo che ti si addica sicuramente di più, come ho letto in 1 altro post ti sei definita tu stessa così, per (falsa) modestia probabilmente, come a dire che sei consapevole di essere bella ma per non esagerare ti tieni bassa e vuoi passare per ordinaria, mutuabile, ma magari ce le passasse davvero la mutua le ragazze come te...:-))

Gisy ha detto...

Eh ti ringrazio...però fidati che di belle bellissime ne ho viste, mica dico che son da buttare nel cesso, ma le gnocchissime son altre ;-)
Però è una questione di carattere...l'idea della mutua mi piace sì, è un pò come ti considerano in giro a fare la modella anche in genere :-)