E’ vietata la riproduzione, parziale o totale, in qualsiasi forma e secondo ogni modalità, dei contenuti di questo blog, senza l’autorizzazione preventiva dell’autore.
Tutte le interviste, gli articoli, e le pubblicazioni artistiche realizzate da Gisela Scerman sono protette dal diritto esclusivo d’autore, e il loro utilizzo è consentito solo citando la fonte e l'autore e/o chiedendo il permesso preventivo dello stesso.

Creative Commons License



News e appuntamenti


x




IN LIBRERIA

25 febbraio 2011

Bordelli umani e altri discorsi attorno la demennza.























Le giornate un po' alla volta si allungano.
Sarà che più si va avanti nel tempo più sembra che il corso degli eventi si possano notare dalla facciata di una trottola, e un anno cos'è un anno?
Qualcuno scriveva una successione di 365 delusioni.
La vera delusione è davvero il modo di concepire la vita nella nostra società, dove magari ci fosse tempo per capirla questa delusione,e chiamarla solo con il nome di delusione, o amarezza.
Una guerra in corso, e i talk show vanno avanti, 10.000 morti e si guarda l'isola dei famosi, c'è chi scrive, ma la vita va avanti, sì certo, finché non si ferma, e sennò è già fermata con cuore e cervello se non c'è modo di rendersi conto di tanta tragedia, dove quante anime dove sono, sono mai state persone quelle anime? Probabilmente chi non spegne la tv non si pone nemmeno il problema.
Per le torri gemelle però se ne è parlato subito e costantemente anche dopo 10 anni; quei morti avevano un valore diverso? evidentemente sì.
E' dura ammetterlo, ma questo è il sunto.

Poi sento un'intervista a Fabri Fibra, che a dire il vero mi scoccia anche un po' nominare, dove si propone come un figo che nei testi delle sue canzoni mostra valori, lui sì che parla di cose concrete, di cose reali, mica le canzonette generiche d'amore. Lui sì che è uno alternativo con i controcoglioni che spiega ai Giovini, come stanno gli altarini politici dello spettacolo, in quel ritmo rappato, ma dove non riesce nemmeno per scherzo in nessuna canzone non nominare il proprio nome. Dove lui stesso dice "applasusi per Fibra" avanti, e c'è chi naturalmente applaude e dice sì sei un figo, oddio ci hai salvato dalla merda delle canzonette idiote di Amici, o Sanremesi, o smielate che non postano l'accento da nessuno parte visto che essendo generiche, cosa dicono davvero?

Su una cosa ha proprio ragione, bisogna veramente essere nell'oblio, nel baratro più assoluto per applaudire uno che si auto-nomina in continuazione, e che dice di essere il meglio perché le classifiche, pane al pane e vino al vino parlano chiaro, perché lui si è costruito, lui ha messaggi veri, reali, e per questo vanta un podio da anni.
Manza di modelli forti, se il modello forte divine sinonimo di pezzo di merda arroganza, superbia, invidia, io prima di tutto il resto, beh siamo messi molto male.

Condanno Amici al pari di questi personaggi, c'è solo la parvenza di un messaggio perché si p detto un nome,s i è nominato un luogo, si è parlato di cronaca, ma soprattutto non ci si dimentica il proprio nome, che è quello che da sempre tutti fanno, ma con almeno un briciolo di discrezione.
Oggi tutto è politica e tutto è spettacolo, ma sopratutto , tutto è bordello.

Comincio ad avere seriamente nostalgia della nostalgia

13 febbraio 2011

Piero Ciampi. quando dal caos nascono le stelle.

























Questo è stato un inverno piuttosto difficile.
e dire che l'inverno lo amo e lo adoro, quindi tutto sommato meglio un'inverno difficile che un'estate difficile, sperando bene che tutto migliori.
Però come tutte le cose più belle che capitano quando meno te lo aspetti, mi chiama il mio primo editore e mi dice che il mio libro su Piero Ciampi (Piero Ciampi una vita a precipizio) a giugno va in ristampa :).

Questo mi ha reso enormemente felice, ma non tanto perché come un autore potrebbe sentirsi lusingato che cha venduto tutte le copie della prima tiratura, ma perché è segno che Piero Ciampi sta interessando e da quando avevo cominciato quel lavoro ormai in un non più recente 2003 dove il magnifico maledetto era un Artista solo per alcuni addetti ai lavori, la sua voce, il suo cuore e il suo spirito si sta facendo sentire anche alle nuove generazione, e anzi a quelle non più nuove scoprendolo ora con grande entusiasmo.

Difatti tanti sono stati in questi anni gli omaggi a Piero, e in un certo senso con disprezzo dei più puristi, anche da parte di personaggi più esposti al marketing come Morgan ad esempio, che non apprezzo particolarmente, ma in cui credo in una sua sincerità di fondo almeno nella stima verso Ciampi, e se questo è comunque servito a diffondere un verbo degno di nota (si può dire) ben venga.
Poi si sa, puristi delle volte lo siamo un po' tutti, perché verso ciò che amiamo arditamente la gelosia è un fatto naturale, contraddittorio il sentimento di condividerla con chi vogliamo e ci fidiamo, e di fastidio quando questa cosa può essere amata da chi non riteniamo all'altezza per diversi motivi.
Avrei tante parole da spendere per Piero ancora e credo lo farò nell'integrare la vecchia prefazione, posso dire che quello è stato il libro a cui ho voluto più bene perché Piero Ciampi mi ha diverse volte salvato la vita, e quindi dedicargli un libro non è altro che una carezza per un gesto d'amore che ho sentito vero, arrivarmi non so da quale dimensione, ma assolutamente conscia da chi.
E quindi se questo bene l'ho ricevuto io, penso possa portane tanto altro a tanti altri, e ben venga che di Piero Ciampi se ne parli sempre di più.

:)

29 gennaio 2011

Dolly Lamour: l'angelo italiano del Burlesuqe

Dolly Lamour è l'angelo italiano del Burlesuqe, solo bella sarebbe riduttivo dire...ecco l'esempio perfetto dove fascino talento e passione si mescolano in un'unica rappresentazione, quel turbinio di passioni che trasforma i suoi spettacoli in arte...



Come hai iniziato a fare la fotomodella? Cos'è che ti piaceva della rappresentazione estetica?

Fu nel 2007. Sono sempre stata amante della fotografia ed ero molto curiosa di vedermi attraverso gli occhi di un fotografo. Provai per divertimento, era bello giocare col make up, l'acconciatura, gli outfit e avere delle belle foto da conservare...poi la cosa mi appassionò sempre di più e decisi che poteva essere un buon mezzo per comunicare con gli altri, per rappresentare le mie fantasie e regalarle per un attimo a chi si fermava a guardarmi.



In seguito ti sei avvicinata all'arte del Burlesque, che qui in Italia non è molto diffusa...

Diciamo che oggigiorno forse non è conosciuta da tutti ma è abbastanza diffusa.
Il palcoscenico è stato nelle mie fantasie fin da bambina, l'ho desiderato da sempre e a 19 anni cominciai ad esibirmi in diversi locali milanesi come performer. Parodie di film o videoclip...i personaggi erano spesso inquietanti: da Psycho di Hitchcock a Salomè a Laura Palmer.
Sentii parlare del burlesque, di cui avevo una definizione e una collocazione storica, ma che non avevo mai visto dal vivo.
Partecipai a uno degli eventi Voodoo De Luxe e rimasi subito affascinata dall'atmosfera, dall'eleganza delle performance e dalla spettacolarità dei costumi. Provai, cominciai, feci i miei primi acts, poi li misi da parte, poi li ristudiai, li capovolsi...da quelle prime esperienze c'è stato un continuo studio, una ricerca maniacale di quello che fu il Vaudeville, il Cabaret e il Varietà oltre che il burlesque. Un grande e continuo impegno, un sostanzioso investimento a livello di costumi, scenografie e materiale di scena, dei grandi sacrifici. Ma sono felice, è la mia passione, la mia vita. Poter far conoscere al pubblico ciò che produce la mia mente, ciò che mi affascina, ciò che in qualche modo fa parte di me è davvero un privilegio...e quando il pubblico apprezza diviene una grande soddisfazione.




Che differenza c'è nel tuo vivere l'esibizione dello spettacolo e quella fotografica?

La differenza sostanziale sta nell'emozione. Quando posi e hai alle spalle un minimo di esperienza, ti senti piuttosto tranquilla, sai che hai del tempo a disposizione e che se non parti al massimo, puoi sempre finire alla grande...e provi una grande emozione a lavoro ultimato, quando vedi i risultati e trovi, tra le tante, una foto molto ben riuscita.
Nello spettacolo è tutto un turbinio di emozioni che partono dalle prove, continuano con i preparativi nel backstage, prima di salire in scena, durante e dopo lo show. Sai di avere un tempo limitato per dare il massimo, sei preoccupato che la coreografia e tutti gli oggetti di scena funzionino al meglio, non vuoi trascurare il contatto col tuo pubblico, ma soprattutto non vuoi deluderlo in alcun modo. Poi c'è la soddisfazione o l'insoddisfazione tornando nel backstage...insomma tante sensazioni e umori mescolati insieme che vanno tenuti sotto controllo e gestiti nel migliore dei modi.


image

Donne e icone che ti hanno ispirato nella tua rappresentazione...

Non solo donne, showgirls, artiste del passato, ma anche costumisti, pittori, scultori, architetti, soprattutto coloro che hanno dato vita a un movimento artistico, come ad esempio l'Art Nouveau e l'Art Decò, che hanno sempre esercitato un grande fascino su di me e che sto riscoprendo e studiando a fondo in questo periodo. Motivo di ispirazione può essere anche un'opera teatrale o un classico della letteratura. La bellezza dello spettacolo è che non vi sono limiti alla fantasia e il burlesque come forma di spettacolo, può essere rappresentato in mille modi...bisogna un po' sfatare il luogo comune che lo vede legato esclusivamente al mondo delle pin up e degli anni '50. Se andiamo a scavare facendo qualche passo indietro nella storia, scopriremo che vi erano spettacoli molto più coreografici, con grandi costumi di scena, scenografie incredibili e tematiche davvero affascinanti...era il vero Grande Show dell'epoca di Mistinguette e Josephine Baker. Via via col tempo questa spettacolarità andò perdendosi arrivando negli anni '50 e '60 con costumi sempre più succinti e cio che veniva messo in scena era spesso un semplice spogliarello. Ecco perchè sono tanto attratta e stimolata dal periodo storico dei primi '900.

image

Quali sono state le esperienze lavorative più significative della tua carriera?

Sicuramente quelle che mi hanno insegnato qualcosa, le esibizioni dove qualcosa è andato storto ad esempio...sono esperienze di cui fare sempre tesoro.
Ma anche quelle gratificanti, quando cominciai a vedere i frutti di tanti sforzi, come ad esempio la mia esibizione all'after concert di Vasco Rossi a Cagliari, esperienza in cui mi sono vista completamente protagonista e ho avuto al mio fianco uno staff di tutto rispetto che si occupava solo di me; oppure lo spettacolo al famoso festival Summer Jamboree di Senigallia, in quell'occasione mi sono esibita sullo stesso palcoscenico che vide protagonista Dita Von Teese, con lo stesso backstage e lo stesso personale al seguito. Inoltre era una speciale occasione perchè avevo al mio fianco delle speciali artiste e amiche come ad esempio Janet Fischietto.


image

C'è chi ritiene che fare la modella o la performer non sia un'arte né un lavoro, tu cosa ne pensi?

Non sono d'accordo soprattutto per quanto riguarda il discorso "performer"...si parla di rappresentare una scena, una parodia e si comunica col pubblico quindi se uniamo questo al buon gusto personale e a un pizzico di originalità, sotto tutti i punti di vista si sta creando arte.
Il discorso modella è complicato: se parliamo di quelle fotomodelle che altro non fanno se non arrivare sul set, farsi vestire, truccare e mettersi a posare secondo le direttive del fotografo...beh in effetti si é quasi come fare le belle statuine.
Nel nostro campo non è proprio così. Veniamo richieste per lavori come fotomodelle proprio per quello che siamo sul palcoscenico, spesso mi è stato chiesto di posare con i miei costumi di scena, altre volte semplicemente cercavano un volto non comune lontano dalle fattezze delle classiche modelle. Che si tratti di questo o semplicemente di arricchire e rinnovare il mio portfolio, sono io a gestire tutto il servizio fotografico...scelgo il fotografo, il tema, porto i miei costumi oppure mi affido a degli stylist che possiedono i giusti outfit. Acconciatura e trucco sono spesso curati da me, sono una truccatrice e non amo molto essere truccata da altri, in quanto purtroppo mi è capitato spesso di non riconoscermi e non sentirmi a mio agio. Direi che se sei tu a scegliere il mood delle foto, l'outfit, il trucco, l'acconciatura, la location e le pose...stai praticamentente facendo il direttore artistico di te stesso, quindi stai comunque creando, comunicando e facendo arte.




Cos'è la bellezza per te, e cosa rappresenta e da cos'è rappresentata l'idea di bellezza ?

La bellezza fisica è un valore aggiunto. Penso che si possa comunicare bellezza pur non essendo canonicamente belli...soprattutto sul palcoscenico. Ho visto artiste non bellissime che possedevano un'armonia, una grazia e un fascino superiori a qualsiasi bellezza fisica. Per me bellezza è questo...non è determinante essere perfetti nei lineamenti o nella forma fisica, ma traspare nel possedere buon gusto, eleganza dei movimenti, fascino ed espressività che sono poi caratteristiche innate.


image

Dell'arte cosa segui?

Tutto è fonte di ispirazione per me. La pittura, l'architettura e la scultura, il canto, il teatro, persino il balletto, la musica di tutti i generi dalla classica al folk (adoro la musica popolare russa e dell'est europa ad esempio), al garage, death rock, swing, jazz, foxtrot...non mi precludo nulla. La danza è un mondo affascinante per me, non ho avuto modo di studiarla da piccola e ora vorrei poter imparare tutte le discipline: le basi della danza classica, la danza orientale, il flamenco, le danze esotiche come quelle della culturia indiana e thailandese...sono tutte interessanti per me, sono pezzi di storia e raccontano molto delle tradizioni di un popolo, inoltre avendo di base delle regole molto rigide, sono un ottima disciplina per il corpo e anche per la mente. Ho inoltre frequentato il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano studiando chitarra classica, violoncello, pianoforte e canto corale e a soli 11 anni ho calcato il primo palcoscenico esibendomi con il coro del Conservatorio nell' Hallelujah di Handel come soprano...e devo dire che suonare e cantare mi manca molto quindi penso che probabilmente riprenderò gli studi.

image

Se potessi far rivivere una diva d'altri tempi, chi sceglieresti?

Mata Hari, una donna che andò controcorrente, ebbe una vita turbolenta, piena di colpi di scena. Parte della sua vita in Indonesia e il resto a Parigi dove, con le sue "scandalose" danze orientali conobbe la popolarità e il successo. Poi la guerra, lo spionaggio e per finire la condanna a morte. Una donna così ne avrebbe parecchie di storie da raccontarmi e probabilmente saprebbe infondermi un pochino della sua temerarietà.

image

Qualcosa che ti spaventa...

Il solo pensiero di perdere le persone care, e poi mi spaventano le malattie e l'idea della morte in se'.


image

Tre cose che vorresti fare esistere...

Delle utopie praticamente: dei politici italiani degni di stare al governo, una reale rinascita per il nostro paese, la meritocrazia,

image

Tre cose che detesti nelle persone

L'opportunismo, la superficialità, l'invidia. Tre belve che distruggono i rapporti e causano grandi ferite. L'opportunista ti usa e ti tiene buono per i suoi scopi, magari ti fa anche credere di esserti amico....poi si dilegua quando non gli servi più. Tu ti fai mille domande e non riesci a capire il gioco, il raggiro; non è tanto più semplice chiedere cio che si desidera senza prendere per i fondelli gli altri?
Il superficiale...davvero odioso.
Predica bene e razzola male come si suol dire. Ha degli slanci di finto affetto e parla di amicizia in modo immaturo, infatti alla prima occasione sparisce senza lasciare traccia, magari quando tu hai bisogno, poi scopri che stava beatamente a Miami a prendere il sole.
L'invidioso è un essere strano, non sai mai se detestarlo o provare pena per lui. Nasce come insicuro ovviamente, quindi a volte ti viene quasi voglia di provare a comprenderlo, ma è un rischio troppo grande. Sono capaci, nonostante la loro insicurezza di fondo, di fare qualsiasi cosa pur di risaltare al vostro cospetto, con risultati spesso decadenti, fuori luogo e intrisi di volgarità e maleducazione.
Ma con l'esperienza l'occhio si affina e queste persone ora fanno davvero molta fatica ad avvicinarsi a me in qualche modo.


image

Un desiderio

Più che un desiderio è una decisione che ho preso: volermi bene sempre, ed essere felice e appagata.


image

Progetti futuri...

Portare alla luce tanti nuovi acts che stanno prendendo forma nella mia mente, continuare a imparare e a studiare danza e canto, perseverare nel mio miglioramento fisico e spirituale, prendere seriamente in considerazione il teatro non appena avrò il giusto tempo da dedicare agli studi.


image

Una frase che vorresti dire a tutti...

Noi tutti abbiamo le stesse possibilità di riuscita, la fortuna, la sfortuna e il caso non esistono. Invece il credere in se stessi, la costanza e l'essere positivi ci portano dritti ai risultati.


image



PROFILO FB DI DOLLY LAMOUR

15 gennaio 2011

L'annegamento di Narciso



Spero che questo anno sia cominciato nel migliore dei modi per tutti voi, e anche per quelli che non leggeranno qui, ma per la prima volta comincio ad avere un rapporto conflittuale col web, soprattutto per le cose che amo davvero, e quindi
per questo sto aggiornando raramente questo blog che è naturalmente oltre quello di cucina quello a cui più tengo.

Ogni anno che passa sembra sempre un po' uguale, poi in realtà cambia sempre qualcosa. Andando avanti posso dire che mi dispiace solo di non potermi dedicare veramente a quello che vorrei veramente ovvero l'ascolto più poetico, più naturale delle cose.
Basterebbe davvero il fieno, l'erba, la neve, la pioggia, l'odore dell'asfalto bagnato, un ricordo che ti smuove qualcosa che nel tempo ha avuto un senso, non solo nostro ma umano.

La fregatura è che il web è una macchina infernale che ti risucchio e ti manda affanculo i buoni propositi d'animo. Lavorandoci e anche non poco posso dire che il presente e l'urgenza del presente è la fregatura più forte per gli animi, e anche per la sua crescita, c'è sempre un'urgenza, una crisi e una voglia di specchiarsi, tramite gli altri che hanno bisogno della stessa cosa, fondamentalmente si pecca di narcisismo, in quella volontà di esistere, e cosa più che il web dà l'immediatezza di un giudizio molteplice?
Tutto questo lo trovo estraetemene malsano,  ma poi del resto chi non pecca? beh ecco chi non pecca in questo senso comincio ad apprezzarlo molto devo dire.
Camus stesso scriveva nello Straniero che persino in tribunale come imputato è interessante sentir parlare di sé. Quindi c'è sempre stata la volontà di giudizio, ma così estrema chi l'avrebbe mai pensato?
Ci vogliono fare annegare sul nostro riflesso, lobotomizzati dalla lusingata, risucchiati come vorrebbero far sembrare nell'ascolto ma nell'ego, e lo sanno bene come è facile con le coscienze sempre meno individuali e sempre più fragili sempre più bisognose di essere come l'altro ma meglio dell'altro, per una tacca di mi piace in più.

No, qui c'è qualcosa che non funziona. Non solo qui.
Parlavo con un editore che non cito, ma che ho sempre stimato, mi hanno fatto specie le sue parole, oggi non si vende più u n libro, la carta stampata va direttamente al macero, e dice - quindi organizzo seminari, eventi divento un circolo culturale perché, perché la gente non solo non è più disposta a leggere i libri, ma vuole essere dentro l'evento, vuole ancora una volta esistere - non essere mi veniva da dire, cioè vuole sentirsi partecipe, di qualcosa che oggi non c'è più perché la gente per prima la trova inutile, poco interessante, ma soprattutto con dei tempi d'attesa che non portano a qualcosa di visibilmente gratificante.
Allora ancora piegati e risucchiati su sé stessi, non nell'individualità, ma nell'ego, un ego malsano che sa di vuoto, perché il continuo rimando a se stessi altro non è che cercare un cappello nero in una stanza buia, ed il cappello non c'è.

24 dicembre 2010

Buon Natale...
















"Lui è un brav'uomo. Pensa che ogni Natale va giù al canile, salva un gatto e un topo e li regala a una famiglia affamata." 

(Bart Simpson)

"Non sono mai riuscito a capire perchè la gente fosse così entusiasta del Canto di Natale di Dickens; io non ho mai creduto che Scrooge fosse diventato realmente diverso il giorno dopo"

(Karl Menninger)

14 dicembre 2010

Piero Ciampi Live in un doppio cd: Intervista a Enrico De Angelis




















"Io sono stato a Milano all'ultimo dell'anno. Ho detto: signori, vi amo tutti e mi hanno dato duecentomila lire. Voi siete capaci di questo? Perché io sono un'artista e voi no, dunque dovete stare zitti perché dovete imparare da me. Ascoltate! Quando voi guadagnerete duecentomila lire al giorno per fare cultura, potrete dire qualcosa. Adesso state zitti, altrimenti mi aspettate fuori. Non c'è passaporto per la cultura!"

                                                                                 Piero Ciampi Live Castiglioncello

 
-Questo doppio cd raccoglie finalmente anche del materiale inedito di Piero Ciampi, come mai ora è arrivato il momento di renderlo pubblico?
E' dal 1980 che aspetto di pubblicare queste cose, l'anno della scomparsa di Piero, quando scoprii l'esistenza della registrazione al Ciucheba di Castiglioncello, e andai fin là a recuperarla, grazie alla cortesia di Mauro Donati, titolare (tuttora) del locale. Ho fatto poi circolare la registrazione tra gli amici ciampiani, e tu lo sai bene perché, meritoriamente, ne hai pubblicato la trascrizione sul tuo libro. Ma pubblicarla in cd non era facile: per la discografia Ciampi era (ed è) un artista poco "commerciale", figuriamoci poi in anni recenti quando l'industria discografica è decaduta e dischi non se ne vendono più... Però la recente occasione di offrire a un discografico indipendente anche la serata che abbiamo organizzato a Parma con fior di artisti che eseguono Ciampi è stata subito colta da Marcello Corvino della Promomusic di Bologna, un discografico illuminato e agguerrito che ha accettato l'idea di pubblicare tutti i documenti sonori che gli ho proposto: la performance del Ciucheba, quella di Ciampi al Tenco 76 (finora uscita solo in un cd a tiratura limitata, allegato a una rivista) e la serata di Parma. Marcello, all'ascolto di tutte queste cose, si è entusiasmato, tanto che faremo ancora dei lavori su Ciampi insieme.

-Piero è sempre stato tra gli addetti ai lavori molto amato/odiato, ora è come se stesse uscendo allo scoperto, raggiungendo davvero tante persone...

E' vero. Non è proprio misconosciuto, Piero Ciampi. Naturalmente è tutto relativo: in una società subculturale come quella di oggi non può (e aggiungo: non deve...) diventare popolare. Ma ormai sono tanti i giovani artisti che lo riscoprono e lo interpretano, in disco o in concerto. A me questo basta.

- Il secondo cd è appunto un tributo tenuto a Parma nel 2008 da vari artisti, dove cantavano brani a Piero, molta vicinanza ed affiatamento, qualcuno che hai sempre sentito vicino a lui, e qualche interpretazione che ti ha davvero colpito.

A Parma abbiamo "convocato" sia artisti molto legati a Ciampi (anche esistenzialmente: pensiamo a Pino Pavone o a Nada; oppure solo artisticamente: Marco Ongaro, La Crus, Luca Faggella) sia artisti "vergini" che non lo conoscevano e che, scoprendolo, se ne sono innamorati e l'hanno cantato benissimo. Questa è stata un po' la scommessa: portare sullo stesso piano gli uni e gli altri. Mentre diamo per scontato che Nada nell'interpretare Piero sia stata anche questa volta praticamente perfetta, mi hanno colpito pure i relativamente "giovani" (Bersani, Cristicchi, Fabi, Pino Marino...). Le due vette del disco, però, per me sono il "Palazzo di giustizia" di Marco Ongaro e, davvero irresistibile, l'"Adius" di Capossela.

-Qual'è secondo te il suo discorso e il messaggio più forte nel suo delirio poetico?

Saperci contemporaneamente commuovere e divertire. Il misto di violenza e tenerezza. Di tragicità e ironia.

- Ti sei fatto un'idea di quale sia il pubblico forte di Piero, se com'è uno particolare?

Piero ti sbatte in faccia carni crude, o sei in grado di prenderle o scappi. Il pubblico che lo ama è quello che non ha paura di sentirsi dire la verità. Quella dei sentimenti, soprattutto.

-Cos'è che ce lo fa amare ed apprezzare, sentire vicino senza mai sentirlo vecchio fuori moda ?
 
Ciampi è modernissimo. Ecco perché non ha avuto successo a suo tempo.

- Ultimamente sono usciti diversi tributi tra discografia, film e varie su Piero, qualunque lavoro si faccia in sua memoria ben venga perché si espande comunque la conoscenza o si può correre il rischio di darne un'immagine sbagliata, cosa ne pensi?

Con Piero c'è sempre il rischio di ridurlo al luogo comune del "maledettismo", all'aneddotica del "genio e sregolatezza". Le stesse due registrazioni live che ho pubblicato in questo album incoraggiano a questa visione. Però è la verità reale, quindi da lì non si scappa. Se non si eccede in quest'ottica, ogni documento è utile a farlo conoscere.

- Qual'è la cosa più bella che ricordi i Piero? e qualche rammarico nei suoi confronti?

I tre giorni che lui passò al "Tenco" nel 1976 sono un ricordo folgorante. Stavo sempre con lui, non riuscivo a staccarmene, come ne fossi innamorato. Ho il rimpianto di non averlo chiamato a fare altri concerti dopo il "Tenco", nella mia città per esempio, dove organizzavo concerti di cantautori, ma pensandolo ingovernabile ebbi paura. Non me lo perdono. E poi di non aver saputo subito che stava male. Magari sarei andato a cercarlo.

-  Avendolo conosciuto se vedesse il mondo oggi cosa esclamerebbe secondo te?

"Ma vaffanculo", ovviamente.

DOPPIO CD PIERO CIAMPI LIVE 

Piero Ciampi live al "Ciucheba":
01. parlato
02. "Il marciapiede"
03. parlato
04. L'amore è tutto qui
05. parlato
06. Te lo faccio vedere chi sono io
07. "Il paralitico"
08. Adius
09. parlato
10. Ma che buffa che sei
11. parlato
12. Il giocatore
13. parlato
14. "Notte"
15. epilogo (Mustafa)

CD2 - Omaggio a Piero Ciampi:
01. Morgan - L'amore è tutto qui
02. Il denaro
03. Pino Marino - Sporca estate
04. Tu no
05. Marco Onagro - In un palazzo di giustizia
06. Pino Pavone - Sobborghi
07. Samuele Bersani - Qualcuno tornerà
08. Niccolò Fabi - Fino all'ultimo minuto )
09. Luca Faggella - Livorno
10. Il lavoro
11. La Crus - Il vino
12. Simone Cristicchi - Autunno a Milano
13. Io e te, Maria
14. Nada - Confiteori
15. Eri proprio tu
16. Vinicio Capossela - Adius
17. Orchestra del Teatro Regio di Parma - suite strumentale di frammenti da canzoni di Piero Ciampi
18. Il vino
19. Tu no
20. Ho bisogno di vederti
21. Io e te Maria

09 dicembre 2010

Sbagli

 






















Perché io nella mia vita gli sbagli che ho fatto. 

da Intercity di Raffaello Baldini 

03 dicembre 2010

Bergonzoni: un faro nel buio. Finalmente qualcuno che dice



Qualche giorno fa accendo la tv su la7 e in diretta ad una trasmissione c'è Bergonzoni che fa un discorso direi monologo della Madonna "Niente di personale", uno dei discorsi più belli che abbia sentito uscire dallo schermo negli ultimi 20 anni, e probabilmente se ne avessi ricordo anche prima.

Ho capito primo di essere molto ignorante riguardo lui e quindi mi andrò a leggere bene bene ciò che ha scritto, e poi è davvero un'entità illuminante e di questi tempi ah quanto ce n'è altro che bisogno, magari fosse questa la televisione, qualcuno che parli della poesia, dell'interiore, che sfati per davvero i luoghi comuni, e non che faccia dei luoghi comuni l'applauso - che dia aria al nostro spazio interiore, che si smetta di volgere tutta quest 'attenzione all'autoreferenzialità della politica, come se i nostri problemi davvero giungessero da destra o da sinistra. farsi spazio, sentire, sentire davvero, non soffocare ed essere soffocati dall'esubero lo straflusso delle notizie,il distoglierci continuamente dal di dentro, e contemporaneamente fare in modo di sentirci al centro di ogni attenzione, sempre fintamente presi in causa, per cosa? lusingarci e far sì di crederci importanti, quando l'importanza esiste di per sé.

Ma queste sono alcune conclusioni mie, difficile riassumere tutto il flusso di pensiero che un discorso simile smuove.

Potrei dire che mi ha allucinato la reazione, all'interno del programma dove finita la lezione di vita, perché quella davvero lo è stata, si è concluso con il solito appluasino conserto, di chi non vuole perdere la propria di lezione imparata a casa a memoria per non sfigurare con il pubblico, ed ecco che puntualmente altri politici riprendono la parola, la solita conserta loro coerente parola senza spessore, senza climax, senza patos, come se nulla li potesse sfiorare.




Comunque ecco alcuni punti che ha sollevato, io spero che sia presto disponibile il file video o audio di tale discorso.

-La televisione va guardata, ma non accesa
-Sono le parole che usano noi, è la scrittura che è nata prima dello scrittore, io credo che la scrittura di Calvino sia la scrittura di Calvino, ma sia la “scrittura”, non sia l’autore Calvino
-Ho cercare di capire qual è il nocciolo della parola, ed è il pensiero. Noi parliamo sempre di parole [ …] ma qui il problema è quest’anima che è il pensare. Noi non pensiamo e non amiamo pensare e non amiamo parlare di pensiero. Lo consideriamo astratto, e lo è, ma ha una potenza… non un potere […]. Il potere controlla, annienta; la potenza apre, allarga, devasta.
amo la velocità, non la fretta

monosignificato (delle parole, n.d.c.) mi uccide…ù

-Possiamo parlare anche di arte qualche volta? Quando si parla di scrittura possiamo parlare di arte? Quando si parla di cose che vanno oltre e che non richiedono sempre questi codici che sono i codici della finanza, i codici dell’economia, della gestione… Esiste un altro deambulare del pensiero, che non ha le caratteristiche classiche di tutti gli argomenti. Questa è l’arte.
-Il poco non è innocuo. Il banale, non è che non faccia male. Fa male! […] qualche giornalista dovrebbe portare scritto sotto: “nuoccio gravemente alla salute, creo metastasi culturale”
; … la differenza fra “fermo” di mente e “infermo” di mente, io sono molto preoccupato per i “fermi” di mente

e a voi se avete visto cos'è che ha colpito di più?

28 novembre 2010

Finalmente neve

 

Sarà anche scomoda ma dà sempre un senso di leggerezza....


"Potrei leggere il desiderio d'eternità perfino negli occhi di un pupazzo di neve."

(V. Butulescu)

"La poesia è una fiamma nel cuore, mentre la retorica è fatta di fiocchi di neve. Come possono fuoco e neve convivere?"


(K. Gibran)

"Il tempo è come un fiocco di neve scompare mentre cerchiamo di decidere cosa farne."


(R. Battaglia)

"[...] E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera [...]."

(K. Gibran)


"[...] E gittatasi in basso, e cominciata a discendere, rotando dall'alte spiagge su per l'altra neve, quando più cercò loco basso, più crebbe sua quantità, in modo che, terminato il suo corso sopra uno colle, si trovò di non quasi minor grandezza che 'l colle che essa sostenea: e fu l'ultima che in quella state dal sole disfatta fusse. Detta per quelli che s'aumiliano: son esaltati."


(L. da Vinci)


"Diceva un foglio bianco  come la neve Sono stato creato puro, e voglio rimanere così per sempre. Preferirei essere bruciato e finire in cenere che essere preda delle tenebre e venir toccato da ciò che è impuro".

(K. Gibran)

25 novembre 2010

Amico fragile

Un pezzo che ogni tanto ne sento davvero il bisogno. 



interpretazione di Vasco, ma Faber è unico.

15 novembre 2010

Quando si è ammalati




















Son giorni che l'influenza non mi dà tregua tre giorni di febbre alternata dai 38 ai 40 è utile solo alle allucinazioni verrebbe da dire in un primo momento, che non sarebbe comunque poco..
Ma quando si sta male a mia impressione ci si sente anche un po' protetti dalla propria malattia, tanto che penso "peggio che così cosa vuoi che succeda sono qui moribonda ma del resto sono in casa sotto le morbide lenzuola", con quel senso di anestesia che si applica automaticamente verso l'esterno e la mitezza che raggiunge anche quei sentimenti di solito più noiosi.

Di solito mi danno fastidio un sacco di cose, rumori, motorini che passano col motore truccato, l'uomo che spara le foglie nel giardino di sotto tutti i giorni, beh con 39 di febbre tutto è attutito, e mi vien da perdonare un po' di più il mondo. E' come essere dentro una scatola reagalo rivestita di bambagia.

Forse che nel letto mi sentivo un po' come Castorp nel sanatorio della Montagna incantata. Tutto diventa un po' favola, un po' appannato, un po' strada e passi lenti e svenimento,  quando si è ammalati, tutto è lento, e pare incredibile pure che si torna a guarire. E quando sei guarito del resto ti pare impossibile a fare con tanta facilità quelle cose che prima parevano disperate.
Essere malati è anche un modo per tornare bambini con quel senso sempre unico della riscoperta della magagna, (oh quante nocche di legno che teneva l'armadio del letto in pino di ciliegio contavo da piccola quando avevo la febbre in attesa che rientrasse qualcuno a casa) e quindi diciamo quando abbiamo anche qualcuno che si cura di noi non è poi così male un po' di convalescenza. :)

Ora posso solo scrivere perché non ho voce, ma va bene così.

11 novembre 2010

Un forum dedicati agli strani feticismi

Era davvero molto tempo che ce lo avevo in mente...e ora ho deciso di cominciare a mettermi al lavoro non da sola però...un forum dedicato al feticismo, ma non (solo) quello dei piedi e le calzature, soprattutto dedicato a quei feticismi che in Italia hanno poco rilievo pubblicamente, ma che non per questa hanno i loro stimatori che fanno anche un po' fatica a trovare materiale in genere..
Feticismo degli starnuti, dei guanti di gomma, dei vestiti bagnati, dei vestiti stappati, del formaggio, del crush,  ma anche quello del gencki genki...che cos'è...eh bisogna scoprirlo... :) bene non lo so nemmeno io...

MyFetishroom il nome, un nome che vuole rappresentare le stanze delle passioni in un qualche modo...e quindi
spero di vedervi anche lì...e trovare sempre il tempo di potermi dedicare alla poesia del quotidiano...