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IN LIBRERIA

23 luglio 2008

real doll che passione (2)

  1. Quasi un anno fa parlavo dell'avvento delle real doll, diciamo in pratica l'evoluzione della bambola gonfiabile, che negli USA da vari anni sta avendo un discreto successo, anche l'Europa comunque ordina e non si tira indietro. Il Giappone fa da concorrente all'America mettendo in parallelo lo stesso mercato, con somatiche naturalmente più orientali, anche se sempre modificabili e ordinabili su richiesta, aggiuntiva differenza delle real doll di frasi che si possono far dire a comando, di piacere, approvazione, o disapprovazione: queste si chiamano Orien Doll, e sono ordinabili e visibili al sito Orient Industries, invece il solito, quello americano lo potete visionare a www.realdoll.com in entrambi si leggeranno recensioni più o meno curiose da parte di questi acquirenti, chi addirittura parla di una svolta nella propria vita, di aver trovato un equilibrio da quando le queste bambole sono entrate nella loro vita, alcuneTestimoninanze anche se in inglese le trovate al link sopraindicato, è davvero curioso come qualcuno si sente "risolto" tramite un oggetto umanoide, per quanto sembianza di donna parliamo sempre di oggetto non dimentichiamo .

Poi sicuramente la multimedialità che è dilagata soprattutto nell'ultimo decennio ci ha dotato di una certa disinibizione verso tutto ciò che prima era lontano dalla considerazione del reale - facendoci prendere seriamente in considerazione anche quel che non possiamo toccare con mano; prima l'inibizione era data dalla non rappresentazione - era verso quello che non si poteva,raggiungere - per lo meno idealmente in maniera fisica fisico, ovvero ciò che era dotato a sua volta di una "corpo" in quanto occupa spazio, volume, e che potesse quindi rispecchiare NOI attraverso la SUA di realtà.

Ora la coscienza moderna davvero credo ci sposti la disinibizione "al desiderio fantasma" - spettrale, in un certo senso ha a che fare anche con il necro, dandogli sembianze di luce però; il altre parole è il nostro fantasmare, più che mai attuale, che ci porta ad un approccio che ha dei forti punti d'incontro con il feticismo: ovvero raggiungere l'intimità attraverso pure l'inorganico, la frazione, il particolare staccandola dall'insieme, e quindi se questo lo posso fare ideandomi dei piedi in quanto quella parte, o un di un indumento in latex in quanto latex su di un corpo, cosa mi impedisce di proiettare il desiderio su anche un altro inorganico che vivo come feticcio? E perché non viverlo poi ad un certo punto come totalità, esattamente come potesse essere "un amore".

Poi per riparare ben attenzione c'è proprio anche il dottore di questa nuova specie di donne, a voi alcune immagine e se volete guardare meglio il link...

Real doll doctor


Comunque a me farebbe piacere conoscere un possessore di real doll e farci un'intervista, ma proprio sì. Fin ora non ha risposto nessuno, cmq son qui.

Sempre un anno fa sullo steso post su le real doll mettevo quello che scriveva Gianni Celati sulla prefazione a Storie di Solitari Americani sulla solitudine, e mi sembra il caso di ripostarlo, come conclusione, non so pensate un po' voi...

"la solitudine “non è l’effetto d’un incanto naturale, ma d’una specie di disincanto che si installa tra gli uomini, nelle sacche di estraneità che si formano all’interno della vita sociale. I suoi sintomi sono legati alla crescita di grandi masse anonime nella vita urbana, dove non si possono più a nascondere le distanze assolute che separano gli individui; perché le masse nascono dalla somma di unità separate che resteranno sempre separate, e perciò la solitudine sarà l’esperienza critica più diffusa dei tempi moderni. Più che nella narrativa europea, è nel racconto americano che questo aspetto della vita sociale prende spicco; e il suo fulcro non sta più nel pathos di un’interiorità abbandonata a se stessa, ma nell’esperienza di chi si è lasciato alle spalle i legami protettivi nella comunità d’origine.”"

11 commenti:

AV ha detto...

Argomento molto interessante. Il Buon La Vey, che Satana l'abbia in gloria, aveva visto giusto (e in fondo viveva poco distante da dove le real dolls sono state concepite e realizzate) col suo Den ov Iniquity; l'inanimato sostituirà nel futuro l'animato, per paura del contatto fisico, delle malattie e soprattutto per la brama di poter esercitare quel controllo che rende l'individuo simile ad un Dio (d'altronde non era un satanista a caso). Non ci vedo uno scambio simbolico in termini baudrillardiani nè la solitudine metasessuale del Benderson di Sexe et Solitude, quanto piuttosto la volontà di accumulo che caratterizza questo segmento temporale; ovvio che elisa la porzione di personalità, saremo noi stessi a riverberare sulla bambola frammenti inanimati della nostra esistenza e del nostro carattere, sfumature magari non conosciute, facendo di questo "rapporto" una sorta di soliloquio interiore di matrice emotiva esattamente come fanno tutte le persone che collezionano, per cui diventa più importante l'oggetto del desiderio che non il desiderio in sè...il problema è che noi già viviamo in un'epoca di autoreferenzialità spinta, figuriamoci poi con le real dolls, l'incubo di Luhmann proprio

Anonimo ha detto...

credo, come tu stessa affermi, che la -real dolls- vista come oggettistica couadivante della personale scelta sessuale, al pari appunto di tanti altri oggetti erotici, non sia nulla appunto di più che un "giocattolo" erotico.
Dato il prezzo mi pare roba da ricchi...
Se poi qualcuno trova la soluzione della sua vita di coppia, sessuale ecc., beh contento lui, contenti tutti.
Sarebbe comunque interessante la testimonianza diretta di uno che diciamo l'abbia provata?

Visto che nei fai pubblicità gratis, magari potresti provare a contattare il rappresentante in Italia di questa azienda,e tramite il loro interessamento verificare se un loro cliente possa essere interessato a rilasciarti una intervista...

paolo
barbar

antonio ha detto...

La solitudine è una gabbia, e proveresti qualunque chiave.

Claudio ha detto...

Dite pure che sono un inguaribile romantico, ma preferirò sempre la buona vecchia accoppiata porno&pippa.

[Raffinatissima la citazione di Celati]

Anonimo ha detto...

SOBBORGHI (Ciampi - Marchetti)

Passeggiando per Corso Vercelli
compreremo bellissime cose
e nella pace di San Siro
sosteremo in un cortile.
Ed è là che ti voglio prendere
ma alla fine del principio
mi dirai sconvolta
"andiamo via di qui, non siamo più ragazzi".
E così finirà come sempre
dietro una porta chiusa a chiave,
sopra un letto disfatto,
dentro una stanza buia.
La luce delle stelle spenta
su due corpi comuni
che si muovono distanti
senza amore, sono avidi di sesso.

E poi, perchè dici di amarmi? Per andare avanti? Dove?
Là. No.





La solitudine
ha diversi aspetti. Mi piace la definizione di Antonio. E riferendosi all'aorgomento del Post, Antonio si riferisce alla solitudine sessuale. Cioè colui che non ha una partner.
Ma come si sa, si può essere soli anche se in coppia, appunto perchè magari i desideri e le esperienze non sono più le stesse per entrambi.

Questa poesia(canzone) di piero ciampi credo ne sia unna testimonianza.

Ah, oggi ho voluto ascoltare qualche canzone di Piero Ciampi. Ho cercato su youtube, e ne ho trovato anche una che ricordo di aver sentito da ragazzo; Tu no.

Poi sempre su youtube ho sentito questa "sobborghi".


paolo
barbar

Anonimo ha detto...

io quest'anno ho visto un film, forse uno dei film più belli che ho visto quest'anno, e si chiama Lars and the real girl, anche se poi l'hanno tradotto Lars e una ragazza tutta sua, è un peccato perché qui dove sto io lo hanno tenuto al cinema una settimana, però ho visto che lo si può trovare facilmente, il dvd. qui ho trovato il trailer, http://www.youtube.com/watch?v=6ptFmFHxuLE

ciao
s.

Anonimo ha detto...

PIERANGELO BERTOLI (a muso duro) 1979

E adesso che farò, non so che dire
e ho freddo come quando stavo solo
ho sempre scritto i versi con la penna
non ordini precisi di lavoro.
Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
e quelli che rubavano un salario
i falsi che si fanno una carriera
con certe prestazioni fuori orario
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
Ho speso quattro secoli di vita
e ho fatto mille viaggi nei deserti
perchè volevo dire ciò che penso
volevo andare avanti ad occhi aperti
adesso dovrei fare le canzoni
con i dosaggi esatti degli esperti
magari poi vestirmi come un fesso
per fare il deficiente nei concerti.
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo
riempirò i bicchieri del mio vino
non so com'è però vi invito a berlo
e le masturbazioni celebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
E non so se avrò gli amici a farmi il coro
o se avrò soltanto volti sconosciuti
canterò le mie canzoni a tutti loro
e alla fine della strada
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti

---------







PIERANGELO BERTOLI (eppure soffia) 1976


E l'acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi
la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
uccelli che volano a stento malati di morte
il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte

un'isola intera ha trovato nel mare una tomba
il falso progresso ha voluto provare una bomba
poi pioggia che toglie la sete alla terra che è vita
invece le porta la morte perché è radioattiva

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale
ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario

e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli

Eppure il vento soffia ancora!!!


--------

le due canzoni sono ascoltabili:
http://it.youtube.com/watch?v=G7n5PE-i1QY

titolo del vide: audioscatti, Pierangelo Bertoli (tributo)

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paolo
barbar

Gisy ha detto...

@ - AV - Credo che in un qualche modo viviamo da sempre nel monologo, anche quando "lo scambio" ci appare più passionale, più reale, più tastabile, ci si crea in pratica delle illusioni (che naturalmente non possiamo percepire tali) migliori di altre; quel che destabilizza è invece la possibilità di contemplare la non solitudine con qualcosa di così distante dalla nostra rappresentazione, quella che potrebbe almeno idealmente avere un punto d'incontro a specchio, essere sé in pratica attraverso l'altro, qui si è nel sé attraverso il sé.
Pensiamoci a quanti "inanimati" si tengono comunque una discreta solitudine.

@ Paolo - Forse inizialmente era una cosa da ricchi proprio i quanto feticcio, e quindi in una visione quasi d'oggetto d'arte, ora si sta diffondendo molto e ad esempio quelle orientali hanno prezzi più abbordabili si parla di circa 700 yen prezzo base 420 euro, poi si andrà verso un perfezionamento e ad un mercato più vasto e quindi ad un uso e consumo più disinibito, a meno che come nell'altro caso si posso sviluppare il mercato, non crolli e chiudi la richiesta lasciando solo un passaggio "di odore di bambola" rispondendo anche a

@Claudio - il problema è proprio il fatto che non è pornazzo e sega, qui non si è più nell'ambito della masturbazione, ma della sessualità intesa in senso ben più ampio, e questo l'aspetto "interessante"? Diciamo. Celati, beh certo è lui.

@Antonio - 2 cose, per quanto riguarda quello che diceva Kafka, che le critiche che fanno più male vengono dal basso, beh non vorrei mai avere degli amici che ritengo covino nel basso, quindi scontato che quelle critiche vengano da gente proprio con cui non avrei mai nulla a spartire. A loro modo fan male uguale, per quanto ci possa imporre di non farsi contaminare, a volte a volte.
Per quanto riguarda la gabbia, è bella sì la tua definizione, è disperata sì, come la solitudine. A volte bisogna darci un po' d'olio su certe gabbie arrugginite.
Ricorda che le stelle son per tutti :)

@ S - ho visto il trailer mi son messa a scaricarlo :D pare simpatico vedrò...

@ Paolo - in quanti han poi cantato la solitudine, Sobborghi è MERAVIGLIOSA, poi è Piero - :)

@ A Trincia -

Anonimo ha detto...

Tutti fenomeni qua :

elisa
riverberare
couadivante
.

Questa è la verità, tira più un pelo di figa che un carro di buoi, tutto il resto è filosofia, di chi pensa di poter compensare i propri bicipiti insufficenti ottimizzando al massimo il poco cervello che si ritrova.

Il cervello ce l'ha che decide di sfruttare industrialmente la somma verità prima esposta, porno o real dolls che siano...

... e l'unico sincero è claudio.

Antonio ha detto...

Tempo fa lessi di queste bambole su Repubblica o sul Venerdì e, naturalmente, anche se la curiosità è femmina alberga dentro di me. Andai a vedere il sito e mi resi conto della incredibile verosomiglianza di queste bambole con una donna. Lessi anche alcuni commenti soddisfatti di acquirenti che potevano bere e puzzare d'alcool e mai la bambola avrebbe proferito mugugno, "la usi e la butti sotto il letto, poi la lavi quando ti pare"; "tanto la donna arriva anch'essa al silicone prima o poi"; "almeno non ti rompe i coglioni", queste sono alcune frasi che riporto a memoria. Poi, vidi che nel sito c'era anche una versione big gim, stile marine, più o meno cioccolatino e più o meno siffredi. Si potrebbe cercare di fare un discorso morale, socioantropologico, altri hanno affrontato prima di me, più o meno scientificamente, l'argomento sul feticcio. La parte per il tutto, la distanza ecc. sono argomenti che Ugo Volli ha trattato con rigore in "Fascino" edito da Feltrinelli.
Nel caso delle Real Doll la distanza è totale: non la parte per il tutto (es. il piede), il latex o le calze a rete sulla "distanza" dall'oggetto del desiderio. La distanza totale porta l'uomo e la donna al surrogato dell'uomo e della donna, in un momento storico in cui la libertà dei costumi farebbe pensare a tutti il contrario. Disponibilità e disinibizione? Sembrerebbe proprio di no. Son saltati gli schemi della comunicazione, abbiamo sempre meno in "comune"? è finito il gioco delle parti? da che parte stiamo? quale parte interpretiamo?

Max Pelle ha detto...

Curioso. Non vorrei banalizzare ma credo che il vero sensazionalismo di queste bambole sia che, per la prima volta nella storia, sono simulacri "decenti" e credibili della figura femminile. Per decenni il modello unico di bambola gonfiabile sembrava una ricostruzione in plastica da copertone del picassiano "Les demoiselles d'Avignon". Quindi nulla di nuovo sotto il sole, solo che tecnica e scienza ci aiutano oggi a render grazioso ciò che fino a ieri era orrore puro. Diverrà probabilmente oggetto preferito per giochi sadici particolari, più che per solitari accaniti. La verità è che non facciamo altro da millenni...replicare il più possibile e in modi sempre nuovi e diversi la figura femminile. La potenza del Femmineo è illimitata, perennemente elaborata, arricchita e moltiplicata de interpretazioni sociali, morali, storiche, personali, culturali,animali, percettive, religiose diverse. Come un virus in grado di evolversi sempre e in continuazione per veicolare se stesso. Queste bambole sono un'appendice di tutto ciò, ma difficilmente credo potranno divenirne l'epilogo. Perché è vero che latex, calze o un paio di flip-flop usate acquistano una valore (feticistico), proprio esterno alla donna in se. Ma è la donna a rendere unico l'oggetto con l'uso: il sudore e calore che si raccolgono sotto il latex, il campionario di fragranze che si sprigiona quando la calza s'unisce alla pelle femminile, e le flip-flop??? Quale vero feticista degnerebbe anche solo di uno sguardo a un paio di flip-flop che non siano state usate per almeno un paio di mesi? Queste bambole sono belle, un sogno di Pigmaglione, ma non sudano, non profumano, non imbruniscono le suole interne delle scarpe. L'unica cosa con cui entreranno in contatto saranno i loro padroni...non saranno mai state beatificate da un uso femminile. E alla fine puzzeranno solo di maschio.
Dopo tutto però....non mi dispiacerebbe averne una o due ^__^ ! Se qualcuno volesse regalarmene una coppia poi l'intervista te la rilascio io volentieri :)